Riflessioni sull'Alchimia
di Elena Frasca Odorizzi indice articoli
L'Alchimia Sessuale,
il suo significato e i suoi rapporti con la Magia Sessuale “moderna”. Settembre 2008
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C) Il “Mistero” della Femmina trasformata in Maschio.
I primi cristiani e i primi gnostici erano ebrei che avevano accettato la venuta del salvatore come i sacri testi avevano predetto, ma Gesù aveva di certo conoscenze molto più vaste di quelle degli altri Rabbi e della gente comune, perché esisteva anche un esoterismo giudeo. Giuseppe Flavio parla di “asya”, (gli Esseni), che in aramaico significa 'medico':
«come di guaritori del corpo e della mente: “Nutrono uno straordinario interesse per le opere degli autori antichi, prediligono quelle che giovano all'anima e al corpo [...]”. Ciò ha fatto pensare ad un patrimonio di conoscenze segrete risalenti a Salomone in possesso di gruppi rigorosamente esoterici, tra i quali qualcuno ha voluto collocare anche gli Esseni. D'altra parte sono stati ipotizzati anche dei contatti segreti con i Terapeuti (“guaritori”, dal greco)”, che operavano ad Alessandria, in Egitto. Dalle altre informazioni fornite da Giuseppe Flavio sugli Esseni si possono enucleare i seguenti punti fondamentali: [...] Ne emerge l'immagine di una sorta di ordine religioso di impostazione ascetica [...]. Una questione controversa riguardava la regola del celibato. Plinio il Vecchio li definisce infatti una “genìa entro la quale non nasce nessuno”, ma Giuseppe Flavio afferma: “Vi era anche un altro gruppo di Esseni, simile a quello precedente nella vita, negli usi e nelle leggi, ma diverso per la concezione del matrimonio.»
Questi ultimi sembrano più vicini alle concezioni dei cabalisti: «Ritengono infatti che chi non si sposa è come se amputasse la parte principale della vita, la sua propagazione, e anzi osservano che se tutti la pensassero in quel modo il genere umano si estinguerebbe ben presto” [1].».
Nella Pistis Sophia sembra invece emergere una concezione maggiormente ascetica nel capitolo che si intitola «Le due parti complementari – nell'uomo e nella donna – costrette a unirsi» a causa degli arconti che vogliono manifestarsi nel mondo attraverso i loro corpo.
Una dicotomia, quella della castità/celibato versus unione sessuale/matrimonio, che riguarda tutti gli ordini esoterici dalle origini; ma sia che si decida di portare o non portare altre anime sulla terra, alla fine tutti appaiono accomunati dallo stesso desiderio di ritorno “nell'utero divino” di un dio “Padre”. Il vescovo gnostico Valentino dette la sua interpretazione riguardo a questa necessità di “reintegrazione” da parte dell'essere umano, spiegando che l'originario Adamo cosmico del paradiso terrestre fu diviso, come nel mito dell'androgino di Platone, in maschio e femmina, quando gli venne tolta una costola per dar vita ad Eva. La reintegrazione è possibile, dunque solo per mezzo della ricomposizione di queste due parti:
«[...] se la donna non si fosse separata dall'uomo, non sarebbe morta con l'uomo: all'origine della morte ci fu la sua separazione. Perciò il Cristo è venuto a porre riparo alla separazione che ebbe inizio fin dal principio, e a unire nuovamente i due, a vivificare coloro che erano morti a motivo della separazione. [2]» «Nei giorni in cui Eva si trovava in Adamo, la morte non c'era; la morte sopravvenne allorché Eva fu separata da lui. Se rientra in lui, e se egli la prende in sé, la morte non ci sarà più. [3]».
Per capire meglio è bene fare un passo indietro.
Nel primo libro della Genesi si dice che “l'uomo” fu creato a immagine e somiglianza di Elohim:
«[Genesi I, 27] Dio [Elohim] creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.».
La vera traduzione per Elohim è “Dei”, sostantivo plurale della parola "divinità" usato nella Genesi. Dio era quindi femmina e maschio, ma creò l'essere umano, come un essere ermafrodita come lui, che poi fu diviso in due sessi distinti, o creò due esseri distinti ermafroditi? Non è facile capirlo, ma questo passo non può stare senza quello più famoso del secondo libro della Genesi e per questo motivo molto probabilmente è riuscito a resistere alla revisione dei testi in chiave monotesita: «[Genesi, II, 23] Allora l'uomo disse:"Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa, perché dall'uomo è stata tolta". [24] Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.».
Adamo sospira dicendo: “questa volta è carne della mia carne”. C'era stata quindi un'altra volta?
Secondo i testi sacri pre-biblici “scartati” nella composizione del Vecchio Testamento, effettivamente la prima compagna di Adamo era stata un'altra: Lilith [4].
Lilith e Adamo furono i primi Esseri Umani Primordiali, ma visto che il mito della creazione di Eva è associato a una nascita per “divisione”, questi due primi esseri fatti a immagine e somiglianza di Elohim, dovevano essere stati creati per “clonazione se Adamo poté essere diviso in maschio e femmina. Entrambi dovevano avere una natura ermafrodita originaria (dove femminile e maschile erano una “unica miscela”), ma polarizzata inversamente come accade nelle lumache, a scopo moltiplicativo-riproduttivo. Se Adamo fu diviso, allora anche Lilith aveva la stessa potenzialità, cioè si sarebbe potuto trarre da lei un essere di sesso maschile. Qualcosa andò storto se Lilith sparisce dalla storia trasformata in demone e Adamo rimane solo e Elohim lo divide in due:
«Adamo e Lilith non ebbero mai pace insieme, perché quando egli voleva giacere con lei, la donna si offendeva per la posizione impostale: “Perché mai devo stendermi sotto di te?” chiese! Anch'io sono fatta di polvere e quindi sono tua uguale”. Poiché Adamo voleva ottenere la sua ubbidienza con la forza, Lilith irata mormorò il sacro nome di Dio, si librò nell'aria e lo abbandonò. [...]. Alcuni asseriscono che Lilith regnò come una regina a Zmargad, e poi a Sheba (Saba), e che la demone fu distrutta dai figli di Giacobbe. Ma essa sfuggì alla maledizione mortale che colpì Adamo, poiché si era separata da lui, molto prima della caduta [5].»
Tutto questo ci riporta alla necessità di una posizione “paritaria” tra i Cherubini, che quando non hanno più lo sguardo l'uno nell'altro si annunciano tempi di crisi. Questo accadde di certo ad Adamo, il quale, non trovando accordo con Lilith [6], ne pagò il prezzo con la “divisione”, la prima vera caduta, il primo passo fuori dal paradiso [7].
Se l'Adamo Primordiale è dunque disperso tra esseri umani femminili e maschili, la reintegrazione allo stato paradisiaco non può che avvenire attraverso una ricomposizione, e questi due frammenti di origine valentiniana spiegano come:
“[I Valentiniani] chiamano maschi gli elementi angelici [...] e le femmine sono essi stessi seme superiore [...]. Come nel caso di Adamo l'elemento maschile restò in lui, mentre tutto il seme femminile, tratto da lui, è diventato Eva, dalla quale derivano tutti gli esseri femminili, come da Adamo tutti i maschili. Gli elementi [angelici] maschili si sono concentrati con il Logos. Gli elementi femminili [seme superiore] si sono mutati in uomini [esseri umani], si uniscono agli angeli ed entrano nel Pleroma. E' per questo che si dice “la femmina si cambia in uomo” e la Chiesa di quaggiù in angeli [...]. Noi siamo morti, noi che l'esistenza di quaggiù ha introdotto in uno stato di morte. Ma i maschi [gli elementi angelici] sono vivi: essi non partecipano dell'esistenza di quaggiù. [8] ».
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NOTE
[1] Gli Esseni, op. cit. , , pp. 15 -17
[1] Gli Esseni, op. cit. , , pp. 15 -17
[2] Ivi, Il Vangelo di Filippo, [69- 70] p. 63-64
[3] Ivi, Il Vangelo di Filippo, [68, 22-26] p. 62
[4] L'immagine del rilievo Burney conservato al British Museum che viene dato come suo ritratto non rappresenta Lilith oppure indica Lilith come la dea Inanna, poiché la ritrae, nuda, con piedi di rapace, le ali e la corona degli dei a quattro fila di corna, quindi praticamente identica ala Ishtar/Inanna, la bella dea dell’amore e della guerra così come rappresentata su un antico cilindro di Ematite mentre discende negli inferi per liberare il suo compagno Dumuzi/Tummuz. Il mito del demone Lilith, così come riportato da Vecchio Testamento, nasconde qualcosa di più, forse una presa di distanza dalla cultura mesopotamica e fenicia, in ogni caso in questa sede per noi è rivelatrice di altro. Per l'immagine del rilievo Burney vedere MASSIMO IZZI, Il dizionario illustrato dei Mostri, Angeli, diavoli, orchi, draghi, sirene, e altre creature dell'immaginario, Roma, Gremese Editore, 1989, p. 217.; oppure http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/98/Lilith_Periodo_de_Isin_Larsa_y_Babilonia.JPG , per l'immagine di Inanna vedere Mesopotamian cylinder seal. Hematite. 2000-1600 BCE. S. Beaulieu, after Wolkstein and Kramer 1983.Per Dummuz vedere Mesopotamian cylinder seal. Marble. About 3200-3000 BCE, S. Beaulieu, after Wolkstein and Kramer 1983 su http://www.matrifocus.com/BEL05/spotlight.htm
[5] ROBERT GRAVES, RAPHAEL PATAI, I Miti Ebraici, Firenze, Tea, 1988, pp. 79-80: Le compagne di Adamo
[6] In chiave psicologica, si potrebbe porre l'attenzione sulla necessità che i sessi si equivalgano. Sembra infatti la storia di due coniugi che invece di trovare la via del dialogo, si separano e a entrambi non resta che trovare qualcun altro. Adamo si consola ottenendo la “donna ideale”, cioè la sua immagine riflessa al contrario, come accadde a Narciso, mentre Lilith viene eliminata dallo “schema” come demone immondo (più o meno quello che direbbe un marito di una moglie che lo lascia per “altri”) e alla fine a noi resta la storia delle vicende di un Uomo, che aspira solo a ritornare se stesso, cioè Uno.
[7] Nell'apocalisse di Adamo si legge una versione gnostica riguardo l'origine di Adamo e la sua divisione un po' diversa. « Allorché dio mi creò dalla terra con tua madre Eva, passeggiavo con lei nella Gloria che lei aveva visto nell'eone dal quale siamo venuti. Le mi insegnò una parola di conoscenza del Dio eterno. Assomigliavamo ai grandi angeli eterni. Eravamo, infatti, più grandi del dio che ci aveva creato e delle forze che erano con lui, e che noi non conoscevamo. Allora, adirato, il dio arconte degli eoni e delle forze, ci divise: noi diventammo due eoni e così la gloria che era nel nostro cuore, abbandonò me e tua madre Eva; e con essa la prima conoscenza che soffiava dentro di noi.» Le Apocalissi gnostiche, Apocalissi di Adamo, Pietro, Giacomo, Paolo, op. cit. , p. 33, Apocalisse di Adamo [64, 1 --29] Si dice quindi che Adamo fu creato da un dio minore, ( Yavè è considerato in questo modo dagli gnostici), un arconte, geloso di averlo fatto simile alla fonte da cui tutti provenivano, cioè i grandi angeli eterni, (probabilmente Elohim perchè Adamo e Eva sono Uno ancora), e a motivo di questa invidia li divise in due.
[8] I Vangeli gnostici, op. cit., p. 172.
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