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Riflessioni sull'Alchimia

Riflessioni sull'Alchimia

di Elena Frasca Odorizzi   indice articoli

 

L'Alchimia Spirituale
Gennaio 2009
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  1. Il Linguaggio degli Uccelli

  2. La Materia Prima

  3. La Via Media

  4. Il Solve et Coagula

La Materia Prima

«La mente (come pure I metalli e gli elementi) può essere trasmutata; da stato a stato, da grado a grado, da condizione a condizione, da polo a polo, da vibrazione a vibrazione. La vera trasmutazione è un'arte mentale [1]»

 

Nel Linguaggio degli Uccelli, le verità sono, allo stesso tempo, ovvie e oscure, perché la Logica e l’Intuito hanno modi diversi di leggere la realtà. Ciononostante queste due capacità le possediamo tutti e con applicazione e perseveranza chiunque può «portarle a perfezione», facendole cooperare armoniosamente. La trasmutazione interiore è «un'arte mentale» e la Materia Prima degli Alchimisti Spirituali [2], la Cosa Doppia e Androgina dei Filosofi, altri non è che la Mente, quale sede di tutte le attività spirituali e decisionali del microcosmo umano. L'antagonismo lavorativo di queste due menti in una, è espressa dalla legge alchemica del Solve et Coagula, mentre la loro forma concreta è rappresentata dai due Emisferi Cerebrali, che pur captando gli stessi dati sensoriali, elaborano informazioni in maniera diversa. La loro attività è influenzata e regolata dal rapporto SNC - SNP.

Il Sistema Nervoso Centrale, (Encefalo, Cervelletto, Emisferi Cerebrali, Midollo Spinale), come centro di raccolta, elaborazione, integrazione, coordinazione e trasmissione delle informazioni sensoriali è la sede delle funzioni più importanti, quali: l'Intelligenza, la Memoria, l'Apprendimento, le Pulsioni, i Desideri Sessuali, le Emozioni, ecc. Il Sistema Nervoso Periferico, costituito da fasci di fibre di conduzione, (i nervi), è invece l'autostrada a due corsie lungo la quale scorrono quei segnali sensoriali in entrata o in uscita, che permettono l'interazione tra interno e esterno con azioni e reazioni, fisiche e mentali [3].
Poiché a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, ogni volta che ai confini dell'Io, si verificano dei «fenomeni di contatto [4]» con il mondo esterno, ogni nostra manifestazione emotiva e intellettuale coincide con una precisa modificazione fisiologica. Viceversa, al ripetersi di una situazione o di uno stimolo, si può instaurare un comportamento emozionale e mentale riflesso, cioè un'abitudine a reagire davanti a un ostacolo o a una sollecitazione sempre nello stesso modo, anche quando dovremmo agire diversamente. In altre parole, l'individuo decide di utilizzare le sue energie per costruire dei contatti/scambi con l'ambiente circostante, oppure può mettere in atto «meccanismi difensivi» o «artifizi compensativi» quando percepisce delle invasioni. La scelta giusta emergerà in breve tempo, a seconda della direzione positiva o negativa che prenderà il conflitto interiore.
Gli Emisferi funzionano secondo un sistema incrociato per cui l’emisfero sinistro controlla l'occhio e la metà destra del corpo, viceversa l’emisfero destro controlla l'occhio sinistro e la parte sinistra. L’interazione, la collaborazione e lo scambio di informazioni sono garantiti da un grosso fascio di fibre nervose, detto Corpo Calloso, che mette in comunicazione i due emisferi come un ponte o un arco di collegamento, attraverso il quale le due menti parlano continuamente tra sé. Il cervello è dunque Uno e Doppio, Finito e Infinito, come un perfetto Tao, cosicché, oltre a farci vedere il mondo in due modi diversi (dualismo), ci dà contemporaneamente l'impressione di avere un’unica personalità (unità), che si esprime con molte sfaccettature (molteplicità).

Le funzioni dei due Emisferi, sono conosciute a livello fisiologico da poco tempo, ma sono sempre state percepite istintivamente dall'essere umano. In Europa, per millenni, sono state  impropriamente considerate caratteristiche spirituali sviluppate dalla Donna e dall'Uomo in percentuali diverse a causa del loro sesso e conosciute con il nome di proprietà Lunari e Solari. Questo è accaduto perché il mito biblico della creazione, che si è imposto culturalmente fino a oggi, vede i due sessi discendere dalle due metà di uno stesso Androgino primordiale, chiamato Adamo. Questo testo è considerato un dogma di fede e raramente viene spiegato in senso allegorico e filosofico. Da un punto di vista metaforico, invece, può essere letto come una teoria sulla nascita e sul destino dell'Universo, ma anche come storia del processo evolutivo spirituale e scientifico dell'umanità protostorica nel suo passaggio da semplice comunità primitiva a complessa società civilizzata. Da questo punto di vista, non stupisce che molte delle personalità più importanti in campo psicologico e scientifico, come Jung, Freud, i coniugi Perls, Lewin, Adler, Einstein, Schrodinger, Plank, fossero di religione ebraica.

Le capacità divine ricalcano l'evoluzione delle capacità cognitive dell'essere umano, per cui si può dire che siamo stati noi a immaginare Dio e non viceversa [5]. Dall'epoca protostorica in avanti gli Dei vengono rappresentati come entità antropomorfe pensanti e creative, perché l'essere umano, sente il bisogno di trovare una giustificazione alla sua capacità di moltiplicare dentro e fuori di sé, desideri, domande, forme, conoscenze e pensieri (non sempre felici), semplicemente osservando una stessa cosa da più punti di vista. Dal confronto si produce conoscenza e la coscienza moltiplica se stessa, anche il Divino, quindi, genera nel momento in cui riflette, quando cioè contempla l'immagine a cui sta pensando, guardandola da diverse prospettive (universi paralleli, mondi multidimensionali, stelle, esseri viventi, ecc.). La nascita di Eva è il vero inizio della perdita del Paradiso, cioè dello stato di Totalità indifferenziata e quindi la “colpa”, va attribuita ad Adamo, che vedendo la dualità negli altri esseri viventi creati a coppie separate, desidera anche lui conoscere il suo dualismo rinunciando alla sua unità. Eva non è una Donna, come Adamo non è un Uomo, ma sono entrambi un'allegoria della consapevolezza dell'essere umano, che sente di fare parte del Tutto e percepisce fuori e dentro di sé un senso di unità, dualismo e molteplicità a cui deve dare una spiegazione riflettendosi in un altro. Mangiare il frutto della conoscenza del bene e del male vuol dire cominciare a riflettere e quindi esistere («Cogito Ergo Sum [6]»), prendersi la responsabilità dei propri pensieri e di conseguenza dei propri comportamenti ( «Nosce Te Ipsum [7]» ), ma anche scoprire il sapore diverso che hanno la gioia e il dolore. Il desiderio di conoscenza (gnosi) viene quindi ad essere percepito come un peccato di superbia e la libertà di pensiero (o di scelta) come un pericolo, perché da essi derivano apparentemente tutti i mali, tutte le sensazioni positive e negative, ma al contrario possono essere anche visti come la strada per il cammino inverso, da cui l'ennesima coppia di opposti: cristianesimo fidestico e dogmatico Vs cristianesimo gnostico e filosofico.

Le domande - Chi sei? Da Dove vieni,? Dove stai andando? - trovano la loro risposta nella possibilità di percorre la «Via a ritroso», dalla Molteplicità all'Unità, attraverso una Visione Globale che cancelli il senso di insicurezza che subentra nel momento della separazione. Separazione che l'essere umano, in realtà, sperimenta da bambino nel passaggio dall'infanzia al mondo degli adulti quando smette di vivere in maniera dipendente e simbiontica con i genitori. Se l'infanzia viene vissuta felicemente e questa transizione avviene in modo positivo, il nuovo membro della comunità potrà divenire una colonna portante del gruppo, e per essere sicuri che questo si verifichi ogni cultura ha costruito i suoi rituali di passaggio. Nel tempo questi riti si sono trasformati in culti misterici e rituali di iniziazione, strutturati in una serie di prove da superare, (tappe di una scala, eoni gnostici, sentieri sephirotici) per permettere all'individuo di trovare in se stesso tutto ciò che gli serve (coraggio, forza, energia, creatività) , ma anche il suo posto nel “mondo”. Man mano, però che la società ha perduto questi sistemi di trasformazione (o questi sono stati costretti a nascondersi), sono subentrati la superstizione, l'ignoranza, l'oscurantismo, le nevrosi, la percezione di solitudine, la depressione, ecc.

Da parte sua, l'Alchimia, essendo stata in origine un pensiero filosofico, scientifico e panteista, non ha mai favorito fraintendimenti religiosi e sociali della sua mitologia. La metafora della trasformazione del Piombo in Oro è per tutti e non deraglia in concezioni sessiste. Non ci sono nozioni di peccato, punizioni divine, nostalgia per uno stato primordiale perduto, vi è solo la consapevolezza che il movimento è frutto di due tempi alternati, che conducono non alla rovina, ma a un futuro migliore. Si parla di reintegrazione e non di catastrofe finale, perché ogni fine è un nuovo inizio «uguale e mutato [8]». La Materia Prima dei Filosofi è Una, si divide e ritorna a essere Una, ma ad ogni ciclo perfeziona se stessa. Compie in sé una serie di operazioni Naturali che possono essere riconosciute in ogni cosa. La ciclicità non è sentita come predeterminazione e assenza di libero arbitrio. L'Ouroboros non deve trarre in inganno. Egli racchiude in sé  l'andamento spiraliforme dei due Serpenti intorno al Caduceo, l'immagine di una ciclicità multiforme costituita da Ouroboros concatenati a forma di 8, ma anche sovrapposizioni di alambicchi per reiterare le operazioni. Prendendo come esempio il paradosso di Achille e la Tartaruga [9], si può dire che non vi è possibilità di trovare la fine, anche in un sistema finito, a causa della molteplicità di variabili che sussistono tra un punto e l'altro lungo una linea dritta o curva. Questo, però, non deve spaventare, perché le linee non sono altro che convenzioni, appigli, tracce, che la mente intuitiva usa per non lasciare che la mente logica si perda nello spazio infinito. L'Alchimia non da mai la percezione che la curiosità sia un male in sé, ma anzi indica il processo conoscitivo, come l'unico modo Naturale per la Materia di progredire. Il Filosofo dell'Arte osserva il miracolo della trasformazione, non lo crea, ma lo asseconda, perché il movimento antagonista di divisione (Solve) e ricombinazione (Coagula) è già insito nella Materia stessa. L'alchimista ha fatto sua, (prima che divenisse questione scientifica), l'idea che Spirito e materia siano stati energetici della stessa Sostanza, non condividendo quelle idee che vedono il corpo come una prigione per l'anima. Lo stesso Jung, che frequentava Teosofi e Massoni, non poteva non cogliere nell'Alchimia quegli aspetti di Scienza dell'Anima, che da sempre convivono con gli aspetti di Scienza Protochimica, e le permettono di esistere anche all'interno di Tradizioni Esoteriche diverse. La Materia Prima degli Alchimisti Spirituali è sempre stata la Mente/Anima, anche quando non si conoscevano ancora le diverse funzioni dei due emisferi cerebrali. L'essere umano è in sé, vaso, materia e forno. L'agente attivante dipende dalla sua Necessità di trasformarsi, perché la Volontà senza Desiderio non basta. Lo Zolfo e il Mercurio sono rappresentati dagli Emisferi Cerebrali, perché è in essi che nascono e si manifestano tutte le attività mentali, psichiche, fisiche, emotive, intellettuali, creative e spirituali.

Gli emisferi sono presenti in ogni essere umano con identiche abilità. La diversa percentuale di ormoni femminili e maschili, collegati alla riproduzione fisica, vanno a stimolare di più o di meno certe aree del cervello, ma ci sono troppe variabili per poter dare delle affermazioni in senso assoluto: uomini femminilizzati, donne mascoline, cure ormonali, cambi di sesso, omosessualità, ecc. Non di meno l'educazione, soprattutto quella scolastica, spinge a selezionare una sola modalità di ragionamento rispetto alle altre [10], in base a situazioni di formazione repressiva, modelli sociali, pregiudizi, nessun rapporto con l'arte, imposizione per i mancini di usare la mano destra per scrivere, ecc.  Ciò che emerge, quindi, è che anche se di base tutti hanno le stesse possibilità e capacità, ogni persona svilupperà la sua personalità in base al tipo di esperienze a cui andrà incontro durante l'infanzia e l'adolescenza, preferendo sviluppare di più o di meno certe attività mentali, a prescindere da sesso biologico e razza:

 

        Funzioni Emisfero Sinistro

  1. Verbali (uso di parole per descrivere, linguaggio)

  2. Analitici (separazione delle parti dal tutto)

  3. Simbolici ( rappresentazione simbolica di qualcosa di concreto)

  4. Astratti (estrapolazione di dato parziale , utilizzando per rappresentarlo l'intero.)

  5. Temporali (applicazione di un ordine successivo)

  6. Razionali (formulazione di conclusioni in base a premesse e fatti)

  7. Computistici (uso dei numeri con applicazione di un ordine progressivo)

  8. Logici (formulazione di conclusioni in base ad elaborazioni in ordine successivo)

  9. Lineari (pensieri basati su idee collegate tra sé in modo successivo , che spesso portano alla stessa conclusione per convergenza)

Funzioni Emisfero Destro

  1. Non verbali (consapevolezza delle cose senza il minimo bisogno di parole, immaginazione)

  2. Sintetici ( unioni delle parti nel tutto)

  3. Analogiche (comprensione delle somiglianze, comprensione dei rapporti basati sulla metafora e l'analogia.)

  4. Concrete ( Le cose come così come sono nel momento presente)

  5. Atemporali ( mancanza del senso del tempo come applicazione di un ordine successivo)

  6. Non Razionali ( mancanza della necessita di premesse e di fatti, disponibilità a sospendere il giudizio)

  7. Spaziali ( collocazione di oggetti rispetto ad altri oggetti o delle parti rispetto al tutto)

  8. Intuitive (Momento illuminante di improvvisa comprensione in base a schemi incompleti, immagini visive, sogni)

  9. Globali ( visione contemporanea di tutti gli aspetti di un oggetto o fatto , percezione, schema o struttura al completo, spesso orientate verso conclusioni divergenti [11].

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NOTE

[1]  I TRE INIZIATI, Il Kybalion, Filosofia Ermetica dell' Antico Egitto e della Grecia, Catania, Brancato, 1991, p. 31.

[2] Spirituali, quindi, nel senso di operanti nel campo dell'autoconsapevolezza attraverso la conoscenza di sè.

[3] BARON – BYRNE – KANTOWITZ, Psicologia, Comprendere il comportamento, Padova, Piccin Vallardi Editore, 1982, 1a edizione estera 1977.

[4] Vedi La Psicoterapia della Gestalt di Frederick Laura Perls e Miriam e Erwin Polster.

[5] Situazione che non nega l'esistenza di una manifestazione del divino in forme accessibili allo sviluppo culturale dell'essere umano, se si vuole comunque credere a Dio, agli Dei o all'Anima del Mondo.

[6] « Cogito Ergo Sum », Penso quindi Sono, CARTESIO, Principia philosophiae 1, 7 e 10.

[7] « Nosce Te Ipsum » , Conosci Te Stesso, PLATONE, Fedro (229E – 230A). Oggi giorno, alla conoscenza ottenuta attraverso l'analisi di se stessi, si contrappone lo studio di comportamenti catalogati nei libri di psicoterapia allo scopo di modificare la condotta delle persone, con finalità e modalità discutibili (cfr. le applicazioni della Prossemica e della PNL per imparare a conquistare le ragazze o per essere un perfetto leader con gli amici o in politica). Vi è l'idea che controllare il mondo esterno, seguendo delle semplici regolette da manuale, possa dare il controllo sulla propria vita, senza prima aver guardato, profondamente, dentro se stessi. Non per niente per diventare psicoterapisti, bisogna prima entrare in analisi e dopo si può cercare di aiutare anche gli altri. Lo stesso accade nell'Esoterismo, dove vi sono persone che cercano strade facili e superficiali, ma vi sono anche percorsi più complessi che sono veramente dei cammini iniziatici.

[8] Gianbattista Vico: Tutto ritorna uguale e mutato.

[9] www.riflessioni.it/scienze/paradosso-achille-tartaruga.htm

[10] Tre tipi di ragionamento: 1) Abduttivo o Intuitivo o Probabilistico – Soluzione Intuitiva (Da segnali deboli alla ricapitolazione fulminea di eventi razionali), 2) Ipotetico Deduttivo - Soluzione Logica (Da premesse certe a necessarie conclusioni logiche), 3) Induttivo – Soluzione Coerente (Dal ricorrere dei casi singoli a generalizzazioni probabili) in ENRICO GIANNICHEDDA, Archeologia Teorica, Roma, Carocci, 2007, p. 115.

[11] BETTY EDWARDS, Disegnare con la parte destra del cervello, guida allo sviluppo della creatività e delle doti artistiche, XI edizione, Milano , Longanesi & C,  1995, p. 46.

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