Riflessioni sull'Alchimia
di Elena Frasca Odorizzi indice articoli
L'Alchimia Spirituale
Gennaio 2009
pagina 3/4 - pagina precedente - pagina successiva
La Via Media
«Si diventa ciò che si pensa. Il pensiero non è mai completo se non trova, espressione e limite nell'azione. E' soltanto quando c'è perfetto accordo tra le due cose che c'è piena vita.»
Mahatma Gandhi
Qualcuno forse si sarà accorto che la tradizionale idea di una Via della Mano Sinistra e una Via della Mano Destra, risulta simbolicamente corretta solamente se si rispetta il chiasma ottico che associa la mano destra all'emisfero sinistro e viceversa. Dal punto di vista di un Alchimista, l'unica Via valida da percorre è la Via Media, perché ha come scopo la collaborazione degli opposti emisferi. La scelta di seguire solo una di queste è qualcosa che va contro natura, e ricorda la Sindrome della Mano Aliena (o Anarchica), quando cioè il corpo calloso resta per qualche motivo danneggiato e i due emisferi non riescono più a comunicare. Accade allora che non riuscendo più a capirsi, la mano destra non sappia più, veramente, cosa faccia la sinistra e nel tentativo di porgere la mano, si ritrovi a sferrare un pugno. Situazione assai simile al destino che attende chi si spinge verso l'estremizzazione. Il compito che la Natura ha affidato ai due Emisferi, quando siano sani e funzionanti, è, invece, quello di specializzarsi e aiutarsi, in modo che ciascuna metà assuma quella parte del compito che meglio si addice al suo modo di elaborare le informazioni. In alternativa possono lavorare in modo autonomo su certe informazioni, mentre uno dei due emisferi resta attivo in background come un programma di sistema, che non deve mai essere “spento” o isolato.
Sebbene il “Riscopritore” dell'Arte Relae sia stato Jung, l'Alchimia Spirituale, ha molto da condividere anche con la Psicoterapia della Gestalt e la Psicologia Individuale di Adler. La necessità per l'Alchimista di far toccare “pericolosamente” gli estremi, è spiegabile con la Teoria del Campo di Forze di Lewin [1] che chiarisce il motivo dei contrasti tra Via Secca e Via Umida, Antichi e Moderni, Ragione e Sentimento, Idealismo e Materialismo, Anima e Corpo, Chi Sei? Cosa Vuoi?
« La teoria del campo, così come l'ha definita Lewin (1951), non è una teoria nel senso normale della parola, ma un metodo per analizzare i rapporti casuali e per costruire delle proporzioni scientifiche. Essa è strettamente legata alla teoria della Gestalt, specialmente per quanto riguarda la interdipendenza dei rapporti parte-tutto, nel comportamento e nell'esperienza [2]. » Secondo l'analisi di Lewin, ci sono sempre due forze in “guerra” intorno a una data questione,e queste, opponendosi le une alle altre, trattengono il cambiamento. La questione può essere di qualsiasi natura, politica, sociale, esoterica, personale, economica, militare, lavorativa, tradizionale, comportamentale, ma le forze sono sempre riconducibili a due e sono sempre le stesse: quelle che spingono, e cercano di promuovere il cambiamento e quelle che trattengono, perché vogliono mantenere lo status quo. Poiché la vita non è un modello statico, ma un'attività dinamica, (altrimenti prevarrebbero l'esaurimento e la morte per sfinimento), per riuscire a provocare un cambiamento «le forze che spingono devono superare le forze che trattengono per spostare l'asse dell'equilibrio». E' irrilevante sapere quali siano le “Forze del Bene” e quali quelle del “Male”, chi attacca e chi difende, perché dal loro punto di vista entrambe le forze ritengono sempre di essere nel giusto e dal loro punto di vista lo sono. Ne consegue che la Teoria del Campo di Forze, si ricollega direttamente alla Teoria delle Catastrofi [3] (e a quella del Caos), che gli Esoteristi conoscono e temono come l'Avvento dell'inevitabile Kali Yuga.
L'Alchimista, che non concepisce l'opposizione altro che come fonte di sinergia dinamica e non attende nessuna fine del mondo, ma un futuro migliore, pragmaticamente vuole tutto: la conciliazione e il movimento. Consapevole che saranno le sue scelte personali a renderlo responsabile di aiutare la situazione a evolvere in una direzione piuttosto che nell'altra, non fugge davanti a questa constatazione, dando la colpa ad altri, e si sforza, giorno dopo giorno di perseguire tre scopi: 1) comprendere la funzione e il ruolo che hanno nello schema della sua vita (autosservazione) per poterle influenzare, invece di esserne manipolato (autocoscienza), 2) valutare le forze in gioco per capire cosa accadrebbe se non facesse niente («cristallizzazione degli equilibri»), 3) capire quali effetti sono già in atto o verrebbero a risvegliarsi se desse ascolto solo a una di esse (disequilibrio o estremizzazione).
Per evitare di fare esplodere il suo piccolo microcosmo interiore sposta, quindi, gradualmente l'asse del proprio progresso in avanti, ricreando continuamente nuovi equilibri tra i pro e i contro. Per far questo si addestra ad analizzare e prevedere il conflitto tra le forze in campo «pianificando ogni nuova questione», grazie ai simboli alchemici che gli offrono la possibilità di riflettere sull'eterna guerra e conciliazione degli opposti dentro e fuori di lui. La sua speranza è riuscire a spostare l'asse dell'equilibrio sempre più al centro di se stesso per divenire il Re del suo Mondo, immobile al centro delle forze che animano la sua vita, trasformandole e dirigendole verso una direzione creativa e costruttiva, così come l'Auriga dei Tarocchi non usa le briglie per guidare il suo cocchio trionfante, sulla Via dell'Arcobaleno.
Diagramma delle Forze in Campo |
|
Tipo di Questione da Analizzare |
|
Forze che Spingono |
Forze Restrittive |
<---- Forza Debole |
|
Forza Debole ----> |
|
<-------- Forza Moderata |
|
Forza Forte -------------> |
|
Verso il Cambiamento ---- > |
<---- Contro il Cambiamento |
ASSE dell'EQUILIBRIO |
|
pagina 3/4
pagina precedente - pagina successiva


