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Riflessioni sull'Alchimia

di Elena Frasca Odorizzi   indice articoli

 

Note del saggio:

 

Il Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante del Barone di Tschudy   Ottobre 2012

 

 

  1. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, contiene «l'ode alchemica» di Frà Marcantonio Crassellame Chiense, Roma, Atanòr, 1984, p. 77.

  2. Su Internet www.esonet.it/News-file-print-sid-674.html (Visitato Settembre 2012).

  3. BARON DE TSCHOUDY, L'Ètoile Flamboyante ou la Société des Francs-Maçons considérée sous tous les aspects. Tome Premier et Second, n.d. ,Gutenberg Print, 2006.

  4. THÉODORE-HENRI DE TSCHUDI, Rituel des grades alchimiques du baron Tschoudy, préfacé, remis en forme et en clair par Jean Solis, Cadix (Tarn), Ed. de la Hutte, 2009.

  5. Ho trovato il cognome Tshudy scritto in varie forme, come Tschoudi, Tschoudy, ecc., quindi preferisco rifarmi a come è stato riportato dalle Edizioni Atanòr.

  6. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit.,  p. 8.

  7. Ivi, p. 7.

  8. Nella stessa epoca in cui vi si trovava il misterioso Conte di Saint-Germain. Ivi, p. 6.

  9. Il Rito Scozzese è un sistema di Alti Gradi, sorto per riunire, in un tutto organico, i numerosi “Riti” massonici sorti, durante il XVIII secolo, soprattutto in Francia ed in Germania, nei quali erano presenti anche elementi ermetici e cabalistici.  L'origine di questa riforma rituale si fa derivare dal Discorso che il Cavaliere di Ramsay (1686-1743) avrebbe dovuto pronunciare  il 21 marzo 1737, come Grande Oratore, all’Assemblea Generale delle Logge di Parigi di cui era Gran Maestro Charles Radclyffe. Una prima versione del discorso fu letta durante una cerimonia di iniziazione di illustri personaggi nella Loggia “Saint Thomas”, nella quale a sua volta era stato iniziato. Si trattava della prima Loggia francese, fondata nel 1725 da Liberi Muratori inglesi, cattolici e stuardisti. «Il “Discorso” può considerarsi la carta programmatica della sua concezione della Massoneria, che intendeva trasformare, nel piano ambizioso di una riconciliazione dell’Istituzione con la Monarchia e con la Chiesa Cattolica. Il 20 marzo 1737 presentò in anteprima il suo “Discorso” al cardinale André Hercule de Fleury, primo Ministro di Luigi XV, ma questi si rifiutò di prendere in considerazione la proposta. Il discorso non fu letto perché l’Assemblea Generale delle Logge fu rinviata. Sarebbe stato poi pubblicato una prima volta l’anno successivo e poi, a Parigi, nel 1741.» Proprio a partire da quell'anno Clemente XII iniziò a Parigi la sua lotta antimassonica che portò alla chiusura della Loggia giacobita ivi operante, e alla bolla pontificia “In eminenti apostolatus specula” del 1738 con la quale scomunicava chiunque aderisse alla Fratellanza Massonica. M. VOLPE, Il “Discorso” del Cavaliere de Ramsay e il suo influsso nello Scozzesimo, http://www.massoneriascozzese.it (Visitato Settembre 2012). Sembra accertato storicamente che il Barone Tschudy conobbe di persona il Cavaliere Ramsey.

  10. Il titolo di Filosofo Incognito, non ha niente a che fare con il Martinismo, anche se poco più tardi sarà ripreso anche da Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803). FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus composto da Minera Philosophorum e Radius ab Umbra completato da un Dialogo tra Maestro e discepolo che descrive l'intera Grande Opera, a cura di Anna Maria Partini, Roma, Mediterranee, 2000, p. 21.

  11. Si dice che il Sendivogius ricevette una lettera da parte della “Fraternità dei Rosacroce” per unirsi a loro, ma che declinò tale onore. Successivamente, però, viene ascritto tra i membri della Fratellanza. Come prova viene citato il fatto che alla sua morte le sue Opere furono pubblicate dai Rosacroce, nel 1613. Ivi, p. 29.

  12. ALFRED SCHMIDT, Rosacrocianesimo e Massoneria, Considerazioni storico sociali, in  R.·.L.·. Quatuor Coronati di BayreuthVol. 17, anno 1980, sul Web www.zen-it.com/mason/studi/r+&m.htm (Visitato Settembre 2012).

  13. Ibidem.

  14. Ibidem, tratto da SCHICK HANS, L’antico Rosacrocianesimo. Un contributo alla storia delle origini della Massoneria, Berlino 1942, p. 63.

  15. «[...] scrive P. Arnold: Fludd sostiene infatti che sia i Tre Magi dell'antichità sia i Saggi di oggi, una volta chiamati Fratelli della Rosa-Croce, non avevano la facoltà di anticipare o di suscitare l'avvento del millennio o dello Spirito Santo. Solo Dio dispone del tempo e della sua gloria; fratelli rosa-croce, saggi e magi possono solo osservare i segni che egli manda ed interpretarli per predire gli avvenimenti futuri. Proprio questa seconda vista permette di profetizzare avvenimenti apocalittici, e per la sua stessa essenza non è patrimonio di una collegialità ma di individui che si sono sottoposti ad esercizi psichici e mistici speciali o dotati di una grazia particolare. Assimilando "Fratelli Rosa Croce, saggi e magi, Fludd, che aveva un'idea ben precisa di che cosa fosse l'ipotetica "Confraternita", sottolinea come meglio non potrebbe l'isolamento di quei "saggi"». www.parodos.it/rosacroceroyalisociety.htm   (Visitato Ottobre 2012)

  16. FRANCES AMELIA YATES, L'Illuminismo dei Rosa+Croce, Milano, Einaudi, p.249.

  17. In Cammino verso la Luce, a cura di Luigi Danesin, Roma, Athanòr, 2007, 8a edizione, p.97 e p.110

  18. Per altri esempi di contatti tra Ermetismo e Massoneria, vedi ARTURO REGHINI, Primi contatti tra Ermetismo e Massoneria, «Era Nuova», n°4, 1925. http://lamelagrana.net/wp-content/uploads/downloads/2011/11/Arturo-Reghini-Primi-contatti-tra-Ermetismo-e-Massoneria.pdf (Visitato Ottobre 2012).

  19. In Cammino verso la Luce, op. cit., p, p. 97.

  20. La Yates ha dimostrato che fu il  Matrimonio del principe palatino con Elisabetta Stuart d’Inghilterra a destare entusiasmo in Europa e a dare speranza ai Rosacrociani, ma anche se questa fu brutalmente stroncata dalla Guerra dei trent’anni, quarant’anni dopo la fiaccola si riaccese, almeno per quanto riguardava il settore scientifico, proprio grazie al “Baconianesimo” della Royal Society. MAURIZIO NICOSIA, Vitruvio e le origini della Massoneria Speculativa in Inghilterra, in  www.freemasons-freemasonry.com/vitruvio.html (Visitato Ottobre 2012).

  21. Nel 1717 a Londra nasce la Gran Loggia Unita di Inghilterra e si inizia a parlare di Massoneria Speculativa. Un rinnovamento interno alla Massoneria di Mestiere era già iniziato comunque in Scozia ed entrò in Inghilterra attraverso due canali. Il primo fu «la successione al trono d'Inghilterra di Giacomo VI di Scozia, che diventò Giacomo I d'Inghilterra e portò con sé i protagonisti della riorganizzazione muratoria scozzese».  Nel 1598, infatti, Giacomo VI riconobbe a William Schaw (1550-1602) Maestro delle Opere di Sua Maestà, principale architetto di corte, il titolo di Guardiano Generale delle Logge di Muratori esistenti nel Regno. Le Logge vengono quindi riconosciute come istituzioni dotate di determinati privilegi e viene istituito un corpo di dignitari e ufficiali a presiederla. «Sopra le singole Logge vengono costituite delle assemblee provinciali, presiedute da un guardiano generale, eletto dai guardiani delle singole Logge, a loro volta scelti ogni anno dai Maestri. Vengono definite 3 Logge maggiori, le quali sono chiamate a verificare chi, tra le loro fila, sia indegno di appartenere alla categoria dei muratori e a imporre giuramenti di fedeltà a tutti gli aventi diritto di appartenenza. Ogni ufficiale, poi, dovrà imporre ai Compagni (fellow) e Apprendisti (prentice), una “prova dell'arte della memoria e della scienza relativa secondo le vocazioni rispettive”. […] Quindi, da quel momento, la Loggia non è più solo un luogo di riunione dei muratori, ma anche uno spazio iniziatico dove si apprendono e si esercitano l'arte della memoria e la scienza costruttiva ideale» In Cammino verso la Luce, op.cit., p.109

  22. Si può dire che i Rosacrociani, semmai, ereditarono la missione dei Neoplatonici e cercarono di portarla a compimento.

  23. A questo proposito si trovano delle immagini alchemiche con simboli Massonici. Nel Viatorum Spagyricum di Heinrich Jamsthaler, del 1625, è rappresentato un Androgino Alchemico che in una mano tiene un Compasso e nell'altra una Squadra. Nell'emblema chiamato la Bussola dei Saggi, del 1782, la Grande Opera si realizza tra le Colonne J e B. ALEXANDER ROOB, Il Museo Ermetico, Alchimia e Mistica , Milano, Taschen edizioni, 1997 , p. 494, p. 185. C'è poi il famoso Ouroboros composto da due serpenti che si mordono la coda, con all'interno Squadra e Compasso, in forma di Stella di Salomone.

  24. FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 21.

  25. Il Massone Oswald Wirth (1860-1943) nel suo libro Esoterismo Ermetico (Mediterrane, Roma, 1980), riporta il Catechismo o Istruzione per il grado di Adepto o Apprendista Filosofo sublime e incognito del Barone di Tschoudy insieme all'Ode Alchemica, in cui «è racchiusa tutta la scienza dei Filosofi », dicendo che le prime 61 domande e risposte del Catechismo erano state prese testualmente dal Cosmopolita. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 9

  26. FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 29.

  27. Ibidem

  28. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 11.

  29. Ivi, p. 12.

  30. Ibidem.

  31. Ivi, p.13.

  32. Nel Catechismo vengono riportati una serie di Testi Alchemici a cui fare riferimento. Tra di essi tutti i libri di Ermete, Paracelso, Sendivogius, Raimondo Lullo, Geber, la Turba dei Philosophi (ma non tutta), il Trevisano, ecc. . Ivi, p. 42.  Risposta 95

  33. Ivi, p. 13.

  34. FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 24.

  35. Ibidem

  36. Ivi, p. 25.

  37. Ivi, p. 24.

  38. Qualcosa di simile potrebbe essere la scelta di un marchio/sigillo personale, nella Massoneria del Marchio, dove il  Massone poteva “firmare” i suoi Lavori, senza peccare di orgoglio. DANIELE MANUSINO - GIOVANNI DOMMA, La Massoneria del Marchio, Genova, Glossapetra, 2010. www.riflessioni.it/esoterismo/massoneria-marchio-side-degrees-1.htm (Visitato Ottobre 2012).

  39. Nello stesso periodo in cui si diffusero i Catechismi Massonici nacquero anche i Catechismi Laici utilizzati dagli Intellettuali per educare il popolo all'utilizzo della Ragione e veicolare le idee repubblicane di Democrazia e Libertà, come per esempio «il Catechismo repubblicano per l'istruzione del Popolo e la rovina dei Tiranni», stampato a Napoli nel 1799. Catechismi che, se avessero contenuto meno nozionismo, massime più brevi e succinte, così da poter essere mandate a memoria, sarebbero stati un'ottima guida di formazione morale e politica, non solo per i Maestri e i Parroci «responsabili di scolpire nell'intelletto e nel cuore del buon cittadino i principi e quelle “verità utili, necessarie e forti», ma anche per il popolo analfabeta. ROSARIA CAPOBIANCO, I Catechismi Laici nella Repubblica Napoletana del 1799, un « multiforme apparato educativo», Dottorato di Ricerca in Scienze Psicologiche e Pedagogiche, Università degli Studi di Napoli Federico II, 2005, www.fedoa.unina.it/748/1/Capobianco_Rosaria.pdf  (Visitato Ottobre 2012).

  40. FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 34.

  41. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 41

  42. Ivi, p. 13.

  43. PAOLO LUCARELLI, L'Anima del Mondo, Abstracta, n° 10 (dicembre 1986), pp. 12-21. www.airesis.net/arsregia_animamondo.html   (Visitato Ottobre 2012).

  44. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 19.

  45. CLOVIS HESTEAU DE NUYSEMENT (1550- 1623), Les vision hermetiques et autres poèmes alchimiques suivis des Traictez du vrai sel secret des Philosophes et de l’Esprit General du monde. Texte annoté et presenté par Silvain Matton, Paris 1974.

  46. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 19.

  47. Pare che a Magnesia, Provincia della Lidia, si trovasse molto Magnes, una pietra minerale che noi chiamiamo Calamita. È detta anche Lapis Hieraclius (dalla Città di Eraclea), Lapis Sideritis (perchè attira il Ferro), Lapis Nauticus (perchè chi viaggia per mare è guidato dall'ago calamitato). Dizionario overo Trattato delle Droghe Semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi che hanno, le loro qualità, la loro etimologia e tuto ciò che v'ha di particolare negli animali, né Vegetabili e né Minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea Universale, scritta in Francese dal Sig, Niccolò Lemery, dell'Accademia Reale delle Scienze, Dottore in Medicina e tradotta in Italiano, in Venxia, MDCCXXI, Appresso Gio:Gabriel Hertz, con licenza deì superiori, p. 218.

  48. Nella Turba dei Filosofi, si legge, per esempio: «prendete l’Argento vivo e coagulatelo nel corpo della magnesia».

  49. Nelle immagini del Mutus Liber si vedono panni stesi su pali per ricevere la rugiada celeste.

  50. Dizionario overo Trattato delle Droghe Semplici, op. cit. , p. 215.

  51. Le Operazioni Alchemiche racchiuse nel Catechismo appaiono “abbastanza” chiare solo grazie agli studi di Rivière sulle Opere del Fulcanelli, l'ultimo grande alchimista di cui si abbiano notizie, e del suo discepolo Canseliet. D. FERRERO, N. VANORE, Schema Teorico della Grande Opera, Via Secca, da Canseliet, e Fulcanelli, con precisazioni di P. Rivière,  www.labirintoermetico.com/01Alchimia/Schema_della_grande_opera_per_via_secca.pdf (Visitato Ottobre 2012).

  52. Oppure Vergine Bianca, Pietra Astrale, Grifone , Mercurio Dissolvente, ecc.

  53. Oppure Piccolo Re, Secondo Mercurio, ecc.

  54. A questo proposito è interessante notare che al Principe De Sangro, tra le tante invenzioni scientifiche che gli vennero attribuite (impermeabilizzazione dei tessuti, carrozza marittima, archibugio, stampa simultanea a più colori, epigrafia al negativo, macchina idraulica,  gemme artificiali, sangue di San Gennaro, carta ignifuga, farmacopea, sistema per dissalare e potabilizzare 'acqua di mare, pirotecnica, e altro ancora ), figura anche il Lume eterno «una mistura ottenuta dalla triturazione delle ossa di un teschio e forse costituita da una miscela di fosfato di calcio e fosforo ad alta concentrazione. Tale miscela avrebbe avuto la capacità di bruciare molto lentamente e di consumare pochissima materia». Raimondo di Sangro in www.loggia1051.it/sangro.htm (visitato Ottobre 2012). RAIMONDO DI SANGRO (trad. di Elita Serrao dal francese), Il lume eterno (da Dissertation sur un Lampe antique trouvé à Munich en l'année 1753. Ecrite par M.r le Prince de St. Severe pour servir de fluite a la prémière partie de ses Lettres à M.r l'Abbé Nollet à Paris), Bastogi 1993.

  55. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 44, Risposta 98.

  56. Ivi, p. 16. Risposte 8 e 9.

  57. Questo simbolo è usato anche su un altro livello per indicare il Mercurio ottenuto durante la Prima Operazione. In uno dei Rituali Alchemici degli Alti Gradi creati dal Barone di Tschudy, quello del Supremo Commendatore degli Astri è detto anche che la Stella Fiammeggiante equivale al Pianeta Marte e alla Materia Prima, «parce que le fer est raprésenté par cette planète, et l'alliance de ce métal avec la matière rouge produit une étoile». THÉODORE-HENRI DE TSCHUDI, Rituel des grades alchimiques du baron Tschoudy, op. cit., II, Rituel: Suprême Commandeur des Astres. Come abbiamo visto  prima, infatti, unendo lo Stibium con il Ferro e il Fuoco Segreto, otteniamo il Regolo o Antimonio Puro, e al termine della sua purificazione appare una Stella.

  58. Si trova nel frontespizio francese del Catechismo.

  59. La Tetractys  rappresenta la successione aritmetica dei primi 4 numeri naturali, che geometricamente si dispongono nella forma di un triangolo equilatero di lato 4, in modo da formare una piramide che sintetizza il rapporto fondamentale tra le prime 4 cifre e la Decade : 1+2+3+4=10.  A sua volta il 10 rimanda all'Unità, ottenendo una equivalenza filosofica per cui 10 = 1 su un piano diverso della manifestazione.

  60. ROBERTO BARGAGLI, Perché l'alchimia,  Rito Simbolico Italiano, Studi di Simbologia, www.ritosimbolico.net/studi1/studi1_22.html (Visitato Ottobre 2012)

  61. C. G. JUNG, Psicologia e Alchimia, Torino, Boringhieri, 1981, pag. 26.

  62. Ho detto Filosofico, invece che Ebraico, non a caso. L'uno esprime Conoscenze Filosofico-Misteriche Pagane, rivisitate da  Esoteristi Cristiani, l'altro la Via Esoterico Religiosa Ebraica. Sotto questa luce andrebbe letta anche l'immagine del Pentacolo circondato dal Tetragrammaton di Eliphas Levi, che racchiude tutta la Scienza dell'Arte Reale e della Magia. Levi, infatti, era un gran estimatore del  Barone di Tschudy, di cui conosceva l'Opera.

  63. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 19, Domande e Risposte 16 e 17.

  64. «I Pitagorici chiamavano il cinque anche assenza di contesa [...], anche perché le due specie di numero assolutamente primarie e differenti [...], cioè il pari e il dispari, sono come conciliate e legate insieme dal numero cinque, perché questo è composto dalla loro unione [...]» GIAMBLICO, Teologia aritmetica, 34.

  65. Il numero 5 rappresenta la perfetta integrazione armonica tra Macrocosmo e Microcosmo, Interiore ed Esteriore, Alto e Basso e così via.

  66. PLUTARCO, Il tramonto degli oracoli, 35, 429b.

  67. Una eco forse degli antichi culti stellari.

  68. ENRICUS CORNELIUS AGRIPPA, La filosofia occulta o la Magia, Roma, Edizioni Mediterranee, 1991, volume I.

  69. OSWALD WIRTH, Il Compagno. La Massoneria resa comprensibile ai suoi adepti, Vol, II, Roma, Atanòr, 1992 e IRÈNE MAINGUY, Simbolica Massonica del Terzo Millennio, Roma, Mediterranee, 2009, pp. 280-292.

  70. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 16. Risposta 10.

  71. Ivi, p. 31. Risposta 62.

  72. Ivi, p. 31. Risposta 63.

  73. Ivi, p. 20. Risposta 20.

  74. Ivi, pp. 47-48. Risposta 109.

  75. Ivi, p. 20. Risposta 20.

  76. Ivi, p. 29. Risposta 54.

  77. Ivi, p. 20. Risposta 29.

  78. Ivi, p. 26. Risposta 42.

  79. Ivi, p. 55. Risposta 141.

  80. Il Terzo Elemento è anche il Quarto dell'intero processo, (Materia Prima > Sostanze di Base > Sostanza Finale) è il Primo dell'operazione successiva, come una sorta di Emanazione dopo l'altra.

  81. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., pp. 55-56. Risposte 141, 146 e 147. «Ci sono tre soluzioni, numero questo misterioso e rispettabile ai Muratori» e che la Terza, che rappresenta la fine dell'Opera, «ha un grande rapporto con la moltiplicazione. Per fare i miracoli della cosa Una». Cioè con ripetute Moltiplicazioni finali si ottiene la Pietra Filosofale. Questo concetto è espresso con «il moltiplicatore comune nei numeri massonici», laddove il numero 3 è condotto «al suo cubo, con le progressioni conosciute di 3, 9, 27, 81».

  82. Ivi, p. 33. Risposta 69.

  83. Vedi il Pimandro, il Kore Kosmou e il Libro dei Segreti della Creazione, che contiene la Tavola di Smeraldo, oppure il mio Articolo sulla Tavola di Smeraldo.

  84. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 37. Risposta 82.

  85. Ivi, p. 39. Risposta 88.

  86. «L’Iliasto, infatti, o Iliastro, o Iliado, dice Guglielmo Johnson nel suo Lessico Chimico (Mangeti, Bibl. Chem. I, 235) è la prima materia di tutte le cose, e consta di Solfo, Mercurio e Sale, ed è quadruplice a seconda dei quattro elementi:Il primo Iliasto è il Chaos della terra, il secondo dell’acqua, il terzo dell’aria ed il quarto del fuoco”. Secondo il Pernety (Dictionnaire, p. 214), l’Iliastro è il Chaos, ed i tre principii solfo, sale e mercurio dei Filosofi chimici, riuniti nella miniera da cui essi li estraggono. Essi hanno dato questo nome anche alla loro materia in putrefazione, perché questi tre principii vi appaiono allora confusi.» ARTURO REGHINI, Un'Ode Alchemica di Frà Marcantonio Crassellame, in «Ignis» I (n° 8-9), pp. 231-251, agosto-settembre 1925, sotto lo pseudonimo di Maximus.

  87. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 39. Risposta 87.

  88. Ivi, p. 19, Domande e Risposte 18 e 19. «D. 18. Che cosa intendono i Filosofi per il centro della terra? R. Un certo luogo vuoto dove niente, che possa essere concepito, riposa. D. 19. In che cosa i quattro elementi si depositano e riposano nelle loro qualità o semi? R. Nell’ex-centro, o margine e circonferenza del centro che, dopo averne preso la dovuta porzione, ributta il surplus all’esterno, formando quindi gli escrementi, le scorie, i fuochi ed anche le pietre della natura, come la pietra grezza, emblema del primo status massonico».

  89. Ivi, p.  39 , Risposta 88.

  90. Paracelso (1493-1541), famoso Medico, Alchimista, Astrologo svizzero, diceva che l'Alchimia è l'Arte di Separare il Vero dal Falso.

  91. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 41. Risposta 92.

  92. Ivi, p. 30. Risposta 60.

  93. Ivi, p. 10.

  94. Rituale Europeo. Il Viaggio all'andata. «Alla prima stazione, davanti al dignitario che rappresenta il Sole gli si dice: “Ecco un essere che desidera incarnarsi sulla Terra, che cosa gli darà il Signore del Sole?” La risposta è : “La capacità di sapere”». Al Viaggio di ritorno  «Viene fermato dalla spada del Fratello Sole e il neofita dice: “ho usato il mio intelletto per scoprire la Verità”. “Ho cercato di non essere ingannato dai sofismi e dalle superstizioni”. Tutte le volte che mi sono accorto di essere in errore l'ho confessato ed ho cercato di correggermi”. [...] Alla fine il neofita [giura di mantenere i segreti del grado e poi dice: “Prometto di cercare la Luce in ogni occasione e quando la trovo di diffonderla nel Mondo”». Nel Rito Americano, invece c'è solo il viaggio del ritorno. « La prima tappa è davanti al Cherubino Raffaele, [Angelo Planetario] – Mercurio che lo ferma dicendogli: “Non puoi passare di qui! Guardate ha la benda dell'ignoranza e del pregiudizio sulla fronte” Gli viene tolta la benda e gli vengono mostrate 3 candele [...]». EUGENIO BONVINCI, Massoneria di Rito Scozzese, Roma, Atanòr, 1988, pp. 217-218.

  95. «Sul Principio  - disse – Pimandro, nella dissoluzione del corpo materiale, questo consegna se stesso alla trasformazione. Sparisce la forma che tu avevi; il carattere, perdendo forza è consegnato al demone (planetario): i sensi tornano alla loro sorgenti , e diventati delle parti, si confondono tra le energie. Le passioni e i desideri rientrano nella natura irrazionale; ciò che resta si innalza così attraverso l'armonia, abbandonando alla prima zona la facoltà di crescere e decrescere; alla seconda l'industria del male e l'inganno divenuto impotente, alla terza l'illusione ormai incapace di desideri, alla quarta la vanità del comando che non può più essere soddisfatta, alla quinta l'arroganza empia e l'audacia temeraria, alla sesta l'attaccamento alle ricchezze ora senza effetto, alla settima la menzogna insidiosa, e spogliato così di tutte dell'armonia, giunge all'ottava porta e canta, con gli esseri, inni al Padre. […] ode la voce melodiosa delle potenze, che sono al di sopra dell'ottava natura, […] e allora salgono, […] si abbandonano alle Potenze e , divenuti tali, nascono in Dio. Questo è il bene finale di quelli che posseggono la gnosi: divenire Dio»; ERMETE TRISMEGISTO, Il Pimandro, Roma, Atanòr , 1984, pp. 35-36.

  96. EUGENIO BONVINCI, Massoneria di Rito Scozzese, op. cit., pp. 214-236. MARCELLO VICCHIO, I Gradi Desueti. I Simboli. Rito Scozzese Antico e Accettato, Catania, Tipheret, 2011, pp. 159-165.

  97. BETTY J. T. DOBBS, Isaac Newton scienziato e alchimista. Il doppio volto del genio, Roma, Mediterranee, 2002, p. 129.

  98. In alcuni Riti Egizi, ancora oggi, si trovano i gradi di «Cavaliere del Sole» e di «Commendatore degli Astri» dello Tschudy.  Cagliostro (1743-1795), infatti, iniziò a diffondere il suo Rito Egiziano e i gradi segreti alchemico-cabalistico-teurgici, noti come "Arcana Arcanorum" o "Scala di Napoli", nel fertile ambiente Napoletano, che ruotava proprio intorno alle figure del Principe De Sangro e del Barone Tschudy. MASSIMO INTROVIGNE, Il cappello del mago, I Nuovi movimenti magici, dallo spiritismo al satanismo, Varese, Sugarco Edizioni, 1995, pp. 164-5. GASTONE VENTURA, I riti massonici di Misraïm e Memphis, Atanòr, Roma 1980, pp. 18 ss., e p. 43 ss. .

  99. Diviso in 5 parti, come si ritrova sul Pentacolo di Levi.

  100. «Le mot sacrè se syllabè ou s'épelle TE-TRA-GRAM-MA-TON. Le mot de passe est stibium. (Ceux qui disent sitibium ne méritent aucune confiance.)». THÉODORE-HENRI DE TSCHUDI, Rituel des grades alchimiques du baron Tschoudy, op. cit., IV, Rituel: Chevelier du Phénix.

  101. Il Santinelli frequentava la corte romana della regina Cristina di Svezia (essa stessa appassionata cultrice di alchimia e discipline esoteriche) insieme al profeta alchimista Giuseppe Borri e al Marchese Palombara, il quale, oltre a costruire la famosa Porta Alchemica, scrisse anche un poema alchemico, La Bugia. Vedi SUSANNA ÅKERMAN: Cristina Di Svezia (1626-1689), la Porta Magica ed I Poeti italiani dell’aurea Rosa Croce. www.levity.com/alchemy/queen_christina_italian.html (Visitato Ottobre 2012).

  102. Il Santinelli era fuggito da Napoli con la Donna che amava, la Duchessa di Ceri, che la madre teneva prigioniera per impedirle di sposare il poeta. Ivi, FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 21.

  103. «In seguito venne inclusa tra gli scritti alchemici costituenti la Bibliothèque des Philosophes Chimiques, per lo meno nell’edizione del 1741; ed una versione tedesca ne fu pubblicata nel 1772». ARTURO REGHINI, Un'Ode Alchemica di Frà Marcantonio Crassellame, op.cit., pp. 231-251.

  104. FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 22.

  105. ARTURO REGHINI, Un'Ode Alchemica di Frà Marcantonio Crassellame, op.cit., pp. 231-251.

  106. PAOLO LUCARELLI, L'Anima del Mondo, op. cit.

  107. HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico - massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 77.

  108. Ivi, p. 9.

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