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Riflessioni sull'Alchimia

Riflessioni sull'Alchimia

di Elena Frasca Odorizzi   indice articoli

 

Il Gioco dell'Ouroboros.
Una reinterpretazione alchemica del gioco dell'Oca

Luglio 2010
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Il Gioco dell'OuroborosCASELLA 60
Immagine: un busto con una donna e un uomo regali, uniti insieme, accompagnati dai simboli della spiga e della palma.
Nome della Casella: Ianua
Abilità Speciale:  a seconda del lancio è possibile procedere o retrocedere.

Il Significato dell'Immagine: la Regina bianca mercuriale e il Re rosso sulfureo sono finalmente uniti come un Giano bifronte:

«Da due nature e da una sola essenza proviene Tutto. Questa è l'acqua d'argento, l'ermafrodito maschio e femmina (1)»

In questa posizione il nostro Rebis  ha lo sguardo rivolto verso il Passato, dove tutto ha avuto inizio e verso il Futuro, laddove ogni viaggio finisce con una nuova partenza. Gli antichi, ritenevano che il Presente, trovandosi inespresso “nel mezzo”, fosse rappresentato da un terzo volto invisibile, perché, per dirla con Guènon, «nella manifestazione temporale, non è altro che un istante inafferrabile (2)». Le insegne vittoriose che appaiono alle spalle del Figlio dei Filosofi, sono la Palma del Sole Nascente e la Spiga di Demetra “mietuta in silenzio”, allegoria della trasformazione dell'Iniziato da Seme potenziale a frutto carico di nuovi semi, da condividere con la Comunità. La M di Mater, la Materia Spirituale è dissimulata tra le pieghe della veste rossa, per ricordarci le Origini della Pietra Filosofale dalle Uterine Acque Primordiali della nostra Anima. Questo emblema è una copia quasi identica del busto che sovrasta la chiave di volta di Porta Rivodutri. In quella posizione la Coppia Realeraccoglie le spinte e quindi le energie delle opposte Colonne (3), rivestite di scene suggestive e criptiche frasi, riguardanti le Fasi del Processo (4).
Molto probabilmente, gli Ermetisti settecenteschi di Rivodutri, si ispirarono, per questo busto, all'Androgino di Platone e all'Ermafrodito di Ovidio, dato che già dal Rinascimento gli Alchimisti, con la riscoperta della Cultura Classica, avevano iniziato a riutilizzare i Miti pagani come allegorie dell'Opus (5). In questo gioco vi è però un richiamo ben preciso anche a Janus, che non deve apparire improprio, perché, secondo James Fraser, uno dei padri fondatori della moderna antropologia, questo Dio, prima di trasformarsi in una divinità doppia maschile, pare avesse una Compagna (6). Nel suo libro, Il Ramo d'Oro (del 1890), scrisse che Giano faceva coppia con una divinità femminile complementare, chiamata Giana, ma a causa delle diverse pronunce locali, laddove la dentale D veniva mutata nella gutturale G, venivano chiamati Diano e Diana. Presso i Latini divennero quindi Giove e Giunone, mentre gli Elleni li trasformarono in Zeus e Dione, che fu poi sostituita da Hera (7).
Il Nome della Casella: sempre secondo il Fraser, sembra sia stata la parola Ianua a derivare da Ianus e non viceversa, perché in tutte le lingue del ceppo indoeuropeo,per indicare la Porta degli edifici, si usava un termine diverso. Ianua è la Soglia Divina, l'Ingresso che si apre in due sensi (8), che nel calendario romano dà il nome al mese in cui « [...] il sole ritorna dal Capricorno verso Oriente, volgendosi alle parti di Settentrione (9) ». È, infatti, tra Dicembre e Januarius, (il Portiere),che ancora oggi ci lasciamo alle spalle il buio, rientrando nella metà luminosa dell'anno ed è sempre durante questa congiuntura che, secondo Porfirio, le Anime dei risvegliati possono uscire dal  ciclo delle rinascite (10), attraverso la Porta di Meridione. Poiché tutte le Porte Planetarie che abbiamo incontrato, hanno il loro divino custode, dotato di particolari chiavi di passo, e il mese di Gennaio è presieduto dal Dio Saturno, signore della Settima Sfera, in questo gioco il Divino Portiere dell'Ottava Porta (11), il Guardiano della Soglia che conduce l'Anima oltre lo Spazio e il Tempo, in una dimensione speciale dell'Essere, è proprio Giano, nelle vesti del nostro Rebis.
Abilità speciali: la casa dei Portieri Reali, ha due facce, quindi un'entrata e un'uscita. Se si ottiene un lancio dispari si retrocede, viceversa se si ottiene un tiro pari si avanza.

 

Il Gioco dell'OuroborosCASELLA 61
Immagine: anello d'Oro con pentacolo nel castone, circondato dalle lettere YGEIA e SALUS
Nome della Casella: YGEIA

Il Significato dell'Immagine: gli Sposi, per attestare l'ufficialità della loro unione matrimoniale, portano la Fede al dito. Lo stesso fanno gli Iniziati indossando un anello speciale (12), che testimonia le mistiche nozze avvenute dentro di loro, a livello spirituale (13).
Questa immagine, come le altre due, proviene da una delle decorazioni di Porta Rivodutri, ma a sua volta deriva da un'immagine ancora più antica, presente tra le Imagini delli Dei delli antichi (14), disegnate da Vincenzo Cartari (1571-1615 ). In questa versione sono stati riuniti gli elementi di entrambe le figure, per cui il Pentalfa pitagorico appare sia nel castone, che all'interno dell'anello, corredato dalla parola Salute (15), scritta in latino, SALVS, e in greco, YGHIA:

« C'è un esplicito riferimento alla salvezza insita nei significati segreti del sigillo pitagorico [il Pentalfao], che ovviamente, non copriva soltanto la salute fisica e che veniva usato appunto col nome di hygieia quale riconoscimento fra gli adepti. Il pentagramma è anche il simbolo della mediazione feconda fra il principio maschile (rappresentato dal numero 3) e quello femminile (rappresentato dal numero 2) ed è anche il primo poligono regolare, iscritto nel cerchio, a richiedere l'impiego, per la sua costruzione, dell'aura proporzione [cioè il simbolo dell'Armonia]. Questa è una delle ragioni del suo impiego in tanti emblemi d'ordine ermetico (16)»

Siamo quindi nella Casa della Salute ritrovata, della Salvezza Fisica e Spirituale ottenuta da coloro che hanno cercato l'Occultum Lapidem e hanno trovato la Veram Medicinam, promessa dal V.I.T.R.I.O.L.(V.M.). La Pietra Filosofale non era infatti famosa solo per la sua capacità di trasformare il Piombo in Oro, ma era conosciuta anche come Elixir di lunga vita e Panacea di tutti i mali, allegoria salvifica che nell'Alchimia Interiore si traduce nella possibilità di uccidere le cattive abitudini, distruggere le paure illusorie, nutrire, guarire e ringiovanire l'Anima e il Corpo, che vicendevolmente si influenzano.

 

Il Gioco dell'OuroborosCASELLA 62
Immagine: catena di nodi rossi, che ricordano il simbolo dell'Infinito.
Nome della Casella: Fil Rouge

Significato dell'Immagine e Nome della Casella: questo emblema raffigura, da una parte la Philosophia Perennis et Universalis, che, generazione dopo generazione, riemerge (17) come un filo rosso ininterrotto, tra le pagine nascoste della Storia e dall'altra i Passi concatenati che abbiamo fatto per arrivare fin qui, seguendo le sue tracce. La presenza dei Nodi d'Amore, simbolo di concordia e solidarietà, rappresenta il cammino delle singole Anime, unite verso la Liberazione, perché come questo tipo di nodo può legare corde di uno stesso diametro, senza usurarle e indebolirne il legame, allo stesso modo, certe persone si affratellano liberamente, senza alcuna smania di prevaricarsi, ma con il solo desiderio di collaborare, perseguendo insieme gli stessi Obiettivi spirituali e umanitari:

 « Un'unica forza,  l'Amore, unisce infiniti mondi e li rende vivi » (Giordano Bruno);
« Ci sono catene che rendono liberi e catene che rendono prigionieri » (Jerome)

 

Il Gioco dell'OuroborosCASELLA 63
Immagine: isola in mezzo al mare, su cui si erge un Faro.

Il Significato dell'Immagine: la casella 63 non ha nome, ma potrebbe chiamarsi «l'Inizio nella Fine».
Il simbolo del Sole, che splende sulla cima della Torre della prima casella, rappresenta la Luce ideale che l'Alchimista insegue per realizzare la sua Opera. È Lei che accende la Fiammella della Lampada, che guida il Seguace dell'Arte fuori dalla grotta del V.I.T.R.I.O.L. , ed è ancora Lei, che lungo il sentiero della « Via in su e la Via in giù (18)», coltiva e alimenta quel piccolo barlume di consapevolezza, che l'Iniziato impara a chiamare il suo Maestro Interiore, quasi fosse un misterioso e potente Compagno di Viaggio che lo assiste: amplificando le sue Lenti e illuminando il suo Orizzonte. Quando finalmente l'Anima comprende di essere un frammento di quella stessa Stella Luminosa, che ha acceso i suoi Sogni e ispirato i suoi Passi, allora la Luce riappare nell'ultima casella, sulla cima di un Faro, per ravvivare nel Cuore dell'essere umano, il desiderio di partire alla scoperta di nuovi e sconosciuti mondi, aldilà del mare:

« La pagina ha il suo bene solo quando la volti e c’è la vita dietro che spinge e scompiglia tutti i fogli del libro. La penna corre spinta dallo stesso piacere che ti fa correre le strade. Il capitolo che attacchi e non sai ancora quale storia racconterà è come l’angolo che svolterai [...] e non sai se ti metterà a faccia con un drago, uno stuolo barbaresco, un’isola incantata, un nuovo amore. […] Dal raccontare al passato, e dal presente che mi prendeva la mano nei tratti concitati, ecco, o futuro, sono salita in sella al tuo cavallo. Quali nuovi stendardi mi levi incontro dai pennoni delle torri di città non ancora fondate? Quali fiumi di devastazioni dai castelli e dai giardini che amavo? Quali impreviste età dell’oro prepari, tu malpadroneggiato, tu foriero di tesori pagati a caro prezzo, tu mio regno da conquistare, futuro (19)

Questa casella non è dunque la Casa dell'Arrivo, ma quella delle Nuove Partenze. Ci sono sempre nuove cose da imparare su noi stessi e sugli altri, c'è sempre un motivo per rimettersi in Cammino e lanciarsi in nuove avventurose imprese. Chi si ferma completamente non solo rinuncia a Vivere, ma anche a partecipare alla Vita degli altri, mentre il Seme, che si lascia trasportare dal Vento, muore solo per Rinascere e Condividere se stesso:

« Molto è stato ottenuto con il processo di «semina». La «luce interiore» si è diffusa dalla fonte [...] trasformandosi nella torcia dell'apprendimento, la candela della visione, santuario della lampada nel tabernacolo personale, seguendo molte diverse vie. E sono finiti i tempi in cui l'allontanamento dal gruppo familiare era visto soltanto in termini di fallimento, tradimento o scisma. È piuttosto come il diffondersi dei semi del «dente di leone», che fluttuano lontano seguendo i quattro venti, per posarsi e generare nuove piante (20). »

 

 

IL GIOCO ON LINE

 

Il Gioco dell'OuroborosLa Plancia del Gioco dell'Ouroboros è disponibile on line, sia per coloro che vogliono giocarci, che per i collezionisti di Giochi dell'Oca. Fuori dal Web è mia abitudine regalarla ad Amici e Curiosi. Il Gioco può essere stampato solo per uso ludico privato, ma non può essere copiato, modificato o venduto per profitto, dato che gode della “maternità intellettuale” e appartiene legalmente a Francesco Lorenzetti. È scaricabile sul mio sito, artificisambrosia.it, o qui su, riflessioni.it, cliccando sull'immagine in basso. Ha una risoluzione più che sufficiente per una buona stampa in A3 (42 cm x 29,7), realizzabile presso un qualsiasi negozio di fotocopie, dove è consigliabile farselo anche plastificare. I Segnalini non sono mai stati finiti e quindi ognuno può usare come signacula ciò che preferisce, anche dei semplici, ma simbolici Semi.

 

 

Elena Frasca Odorizzi


E' in vendita on-line la versione cartacea de Il Gioco dell'Ouroboros


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NOTE

1) Zosimo, citato in PARTINI – LANZI, La Porta Ermetica di Rivodutri, op. cit. , p. 75.

2) RENÉ GUÉNON, I Simboli della Scienza Sacra, Milano, Gli Adelphi, n° 46, 1990, p. 212

3) Cfr. la M , le Colonne, la forma delle gambe piegate durante il parto.

4) Nel Rebis di Rivodutri sono assenti la spiga e la palma. Al loro posto si trova bacchetta con il tralcio di vite della casella precedente.

5) Per esempio, il giovane figlio di Ermes (il Mercurio dei Filosofi) e Afrodite, (la Venere degli Alchimisti) potrebbe rappresentare la materia prima, e mentre fa il bagno in un lago, allusione alla Distillazione, diventa l'oggetto del desiderio di una Ninfa, la materia volatile, che si  tuffa in acqua, e stringendolo a sé prega gli Dèi di non essere più divisa da lui. Mentre le due “sostanze” sono a bagnomaria, la supplica viene accolta e i due vengono fusi, per sempre, in un unico Essere dotato di entrambi i sessi, ottenendo così la fissazione del composto.

6) Nel Museo Etrusco di Volterra mi è capitato di vedere un busto bifronte, con una donna e un uomo. Forse un reperto simile non era sconosciuto agli autori di Porta Rivodutri, i quali vissero in un'epoca nella quale si andava sviluppando la madre della futura archeologia: l'Antiquaria.

7) Questa sovrapposizione è dimostrabile, secondo il Fraser, con lo studio dell'etimologia dei nomi, in relazione alle funzioni di tutte queste divinità.Per i nomi, per esempio, la radice indoeuropea *DI, che significa splendente, (da cui Deus, al plurale Di, Dii o Dei) si ritrova nelle corrispondenti divinità greche Zeus (declinato in greco in Diòs, Diì, Dià) e la sua antica consorte Dione. Rispetto alle funzioni, invece, Diana e Giunone, sono entrambe dee della fertilità, protettrici delle partorienti, mentre Giano, secondo Varrone era il dio del Cielo come Giove, ed era appellato anche Giano Giunonio, a indicare un vincolo matrimoniale con Giunone. Esiste infine anche un'offerta votiva a Giove Diano, ecc. FRAZER, Il Ramo d' Oro, I Mammut - Grandi Tascabili Newton, Milano, 1999, p. 200, Diano e Diana.

8) FRAZER, Il Ramo d' Oro, op. cit., p. 201, Diano e Diana.

9) PROFIRIO, L'Antro delle Ninfe, op. cit., Capitolo XXIII

10) Ivi, Capitolo XXII. « […] Di queste, il Cancro è quella per cui le anime discendono, ed il Capricorno quella per cui ascendono. Ma il Cancro è settentrionale e atto alla discesa, mentre il Capricorno è meridionale e atto all’ascesa ».

11) Porfirio, nell'Antro delle Ninfe, capitolo XXIII , traduce Januarius con Portiere:  «perciò chiamavano Janua la porta, dicendo anche Januarius, cioè portiere, il mese nel quale il sole ritorna dal Capricorno verso Oriente, volgendosi alle parti di Settentrione» . Guénon lo chiama Janitor, sempre da Janua . Janitor era, infatti, un attributo di Giano, che era definito Ianitor Caelestis Aulae, cioè Portiere della Reggia Celeste. A questo proposito andrebbe anche confrontata l'Illustrazione alchemica del Janitor Pansophus.

12) Gli Iniziati portano raramente anelli speciali all'anulare, più spesso li portano all'indice, perché questo è il dito del potere, il mezzo naturale con il quale si proietta e indirizza la propria energia personale, ancor prima che questa venga incanalata e potenziata dall'uso della bacchetta o del pugnale. L'Indice presso molti popoli, ha ancora valore fallico (come il medio) e di certo tutti conoscono i “pericolosi” effetti provocati dal puntare questo dito verso una persona. L'Anulare è invece collegato alla vita sentimentale e spirituale, perché sia i Romani, che gli Egizi, avevano scoperto che dal dito anulare della mano sinistra partiva una vena, la vena amoris, che percorrendo tutto il braccio raggiungeva il cuore. Il nome di questo dito viene dunque dalla parola latina anulus, che vuol dire cerchietto, da cui deriva anche il termine anello, che a sua volta indica la forma circolare e quindi l'unione perfetta, il flusso ininterrotto dell'energia che si mescola senza soluzione di continuità come l'Amore.

13) Cfr. il grado del Ninfo, (cioè dello Sposo), nel culto di Mitra.

14) PARTINI – LANZI, La Porta Ermetica di Rivodutri, op. cit. , p. 63 Nell'immagine del Rilievo 5. ; VINCENZO CARTARI REGGIANO, Seconda Novissima Edtione delle Immagini de gli Dei delli Antichi [1626], Edizione numerata di 39 Tavole ricavate da incisioni originali del XVII sec. n° 406 di 1000 es. Milano, Il Meneghello, 1992

15) « A. Reghini ricorda che i membri di questa scuola [PITAGORICA] facevano corrispondere a ciascuna delle sommità della figura una delle lettere della parola u g i e i a (salute). E l’autore aggiunge che la salute è per il corpo ciò che l’armonia è per l’essere totale (p. 93); ciò è vero, ma egli sembra non aver notato una particolarità curiosa: ciascuna delle lettere che compongono la parola u g i e i a è una lettera pitagorica: Y, ypsilon (i greca), lettera pitagorica per eccellenza, simbolo delle «due vie della destra e della sinistra», e sotto una forma exoterica, del mito di Ercole tra la virtù e il vizio» .G, gamma, la lettera G della Massoneria, che ha la forma della squadra, simbolo essenziale (con la spirale) del secondo grado, della quale Guénon ha scritto che «rappresenta i due lati dell’angolo dritto del triangolo 3-4-5, che ha (...) un’importanza tutta particolare nella massoneria operativa».I, iota, simbolo universale dell’Unità EI, ossia l’iscrizione misteriosa incisa sulla porta del tempio di Delfi, e che, in risposta all’ingiunzione: “Conosci te stesso”, formula esplicitamente la dottrina «solare» dell’Identità Suprema. Infine A, alfa, elemento costitutivo del pentalfa, prima lettera dell’alfabeto, che rappresenta il «ritorno alle origini». In René Guénon et les Destins de la Franc-Maçonnerie, Éditions Traditionnelles pubblicato su http://www.zen-it.com/studitradizionali/Roman-pitagorismoemassoneria.htm

16) PARTINI – LANZI, La Porta Ermetica di Rivodutri, op. cit. , , pp. 57 - 58

17) «Questa filosofia perenne fu formulata sin dai primordi delle civiltà occidentali nel pitagorismo e via via nei secoli è affiorata in modo compiuto o parziale, sempre comunque costretta a mascherarsi dietro le persuasioni dominanti». EMILE ZOLLA, La filosofia perenne. L’incontro tra le tradizioni d’Oriente e d’Occidente, Milano, Mondadori,  1999, p. 10.

18) «La via in su e la via in giù sono una e la medesima» - ERACLITO, I frammenti e le testimonianze, a cura di Carlo Diano e Giuseppe Serra, Oscar Classici Latini e Greci, n° 43, Milano , Arnoldo Mondadori Editore , 2000 , p. 19, fr. 31

19) ITALO CALVINO, Il Cavaliere Inesistente, Roma, Garzanti, 1986, (finale)

20) DION FORTUNE, La battaglia magica d'Inghilterra, una grande occultista sfida Hitler, Introduzione e commento di Gareth Knight, Roma, Tre Editori, 2000, Introduzione, pp. XIX – XX.

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