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Riflessioni sull'Alchimia

Riflessioni sull'Alchimia

di Elena Frasca Odorizzi   indice articoli

 

Il Gioco dell'Ouroboros.
Una reinterpretazione alchemica del gioco dell'Oca

Ottobre 2009
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OuroborosCASELLA 4
Immagine: Nuvola che emette un Vento di Fuoco
Nome della Casella: Borea, Cancro, Nord Cosmico
Simbolo Aggiuntivo: simbolo dell'Elemento Acqua

 

Il Significato dell'Immagine: secondo la legge magica delle corrispondenze, il Macrocosmo ha il suo riflesso nel Microcosmo, per cui ai quattro momenti che scandiscono le fasi della Natura, corrispondono altrettante Stagioni dell'Anima. Per compiere questo Viaggio Interiore, (ed esteriore), senza perdere la Rotta, sono necessarie una Mappa e una Bussola. Il Gioco è la Mappa e la Bussola è formata da quattro caselle, che  indicano la corretta direzione agli Esploratori, usando come punti di riferimento, le due porte solstiziali e le due porte equinoziali. Si inizia con una Nuvola che soffia un vento di fuoco, che rappresenta il Solstizio d'Estate, quando il clima è più caldo e le giornate più lunghe, ma in realtà ci stiamo avviando verso la  parte meno luminosa dell'anno, perché le ore di luce, da questo momento, cominceranno a diminuire (1). Da qui, allegoricamente, parte anche il viaggio dell'Iniziato, che nei Misteri legati a Divinità Solari o Stagionali, si appresta a scendere nelle profondità oscure del proprio Io, per illuminarle e rinascere al Solstizio d'Inverno (2), con una nuova consapevolezza:

 

Nella Terra, sono entrato, e da essa sono uscito; ho riconosciuto la mia nascita (3). (Si) sono penetrato nel misterioso Mondo inferiore per contemplare il mio corpo – che li si trovava per illuminare le mie forme! (4)

La maggiore testimonianza sul simbolismo dei Viaggi iniziatici, ci viene dal Neoplatonico Porfirio
Secondo Pitagora poi, la turba, (che si percepisce) nei sogni, è costituita da quelle anime che, afferma, si riuniscono nella Via Lattea, così chiamata dal latte di cui si nutrono (le anime) allorché cadono nella generazione (5).

La Via Lattea (6) era quindi considerata il centro di raccolta delle Anime e si pensava che alle sue estremità ci fossero due Porte Cosmiche, attraverso le quali il carro del Sole scendeva o saliva nel suo viaggio annuale e le Anime entravano o uscivano dal mondo del divenire. L' Ingresso Settentrionale, (il Nadir), era collegato al segno zodiacale del Cancro, alla Luna e all'Estate, mentre quello Meridionale, (lo Zenit), al segno del Capricorno, a Saturno e all'Inverno (7):

 

Dato che l’antro costituisce l’immagine e il simbolo del mondo, Numenio e Cronio suo compagno dicono che due sono nel cielo le estremità, delle quali una non è più meridionale del tropico invernale, e l’altra non è più settentrionale di quello estivo. Quello estivo poi è nel Cancro, mentre quello invernale è nel Capricorno. Ed essendo per noi vicinissimo alla terra il Cancro, a buona ragione (il suo segno) è attribuito alla Luna che è prossima alla terra. Mentre il Capricorno, essendo invisibile più del polo meridionale, è attribuito a quello che di gran lunga è il più lontano e alto di tutti (gli astri) vaganti, cioè a Kronos (8)..

Per gli Antichi, l'immagine speculare del Cosmo sulla Terra, si trovava nelle Grotte sacre e nei Templi, occultata in appositi Simboli naturali o artificiali. Grazie a questi Ingressi Terrestri, connessi a quelli Celesti, le Anime degli Iniziati, seguendo le “orme” del Sole, potevano compiere il viaggio a ritroso, tornando dalla Terra alle Stelle:

 

Così i Persiani iniziano il Miste istruendolo sulla discesa delle anime sottoterra e sulla nuova uscita, dando il nome di caverna al luogo. Da principio, come dice Eubulo, quando Zoroastro consacrò una caverna naturale sui monti vicino alla Persia, florida e ricca di sorgenti, in onore di Mitra, fattore e padre di tutte le cose, la caverna costituiva per lui una immagine del mondo, che Mitra creò, giacché le cose che vi erano disposte a intervalli appropriati, portavano i simboli degli elementi e delle regioni del mondo. Dopo questo Zoroastro, invalse l’uso anche presso gli altri [popoli] di compiere i riti iniziatici in antri e caverne, sia naturali, sia costruiti da mano umana. Infatti, come agli dèi celesti si innalzavano santuari, templi ed altari, ai terrestri ed agli eroi are, ai sotterranei buche e sacrari, così al mondo antri e caverne; (9).

Le Anime, per risalire o per scendere, per entrare o per uscire dal mondo, erano aiutate dal Potere trasmutatorio dei Venti, Borea e Noto, collegati, anche questi, ai due Ingressi cosmici:

 

(Parliamo) infine di quanto Omero vuole in modo oscuro significare con l'antro di Itaca, che egli descrive con questi versi, dicendo: [...] Due sono le porte, l’una che scende verso Borea è per gli uomini, l’altra verso Noto ha (un carattere) più divino; per di là non entrano gli uomini, ché è la via degli immortali (10). -  […] E rettamente gli ingressi dell’antro volti a Borea discendono per gli uomini, mentre le parti di Meridione non sono proprie agli dèi, ma a coloro che ascendono agli dèi. Per questo motivo (Omero) dice via non propria agli dèi, ma agli immortali, comune anche alle anime che sono per sé o per essenza immortali. [...] Quindi (a partire) dal Capricorno la via è per loro atta alla discesa; perciò chiamavano Janua la porta, dicendo anche Januarius, cioè portiere, il mese nel quale il sole ritorna dal Capricorno verso Oriente, volgendosi alle parti di Settentrione (11). -  [...] il vento di Borea è conveniente a quelle che vanno verso la generazione: perciò il soffio di Borea "rianima" coloro che sono sul punto di morire e "respirando male rendono l’anima" mentre quello di Noto dissolve. Infatti l’uno essendo più freddo, congela e trattiene nella freddezza della generazione terrestre, mentre l’altro, essendo più caldo, dissolve e rimette al calore del divino. Ma essendo il luogo della nostra dimora più conforme a Borea, è inevitabile che (le anime) informate convengano a questo vento di Borea, e quelle che da qui si partono a Noto (12).
L'immagine dei Venti che inumidiscono o asciugano le Anime, è particolarmente suggestiva, perché palesa in sé elementi di Distillazione Spagirica e Spirituale. La Via influenzata da Borea, che è un vento secco e dal soffio gelido, condensa e coagula la sostanza umida di cui sono fatte le Anime, facendole precipitare e trattenendole all'Imum Coeli (13). Al contrario, la Via condizionata dall'alito caldo di Noto, è più adatta a solvere la Materia, separando gli Spiriti Volatili dai Corpi Terrestri, che vengono così sollevati nella parte alta di questo Cosmico Alambicco, che per gli antichi era il Cielo (14). In Alchimia, quando il Vaso viene raffreddato, gli Spiriti ricadono, ma se attraverso una tortuosa serpentina mercuriale esterna (15), (magari composta da 7 sfere concatenate come quelle del cammino iniziatico), li si filtra ulteriormente e li si salva in un altro contenitore, allora queste sostanze, “rectificate”, restano separate dai loro corpi (16). Con lo stesso fine, gli Iniziati ai Misteri, cercavano di purificare e migliorare la loro Materia Volatile, cioè la loro Anima, per non reincarnarsi più e andare a dimorare, in eterno, tra le Stelle (17).

Il Nome della Casella: la scelta di non dare un nome alla casella, ma usare il Segno del Cancro, la direzione Nord e il Vento Borea,  rappresenta una sintesi di quanto fin qui detto, ovvero che l'Iniziato in questo momento ha l'Anima pesante e terrena, gravata da mille pensieri e paure, ma poiché desidera tornare alle Stelle, ci riuscirà grazie a un  Viaggio, che dal buio lo riporterà alla luce, facendogli incontrare se stesso.

Il Simbolo aggiuntivo: il Cancro è un segno zodiacale cardinale e femminile, che corrisponde all'elemento Acqua e alla Luna, tutti simboli legati alla Vita, alla Dea Madre e alla Generazione:

 

Pure Platone parla di due bocche: attraverso l’una (passano) coloro che salgono in cielo, attraverso l’altra coloro che scendono in terra. E quanti parlano delle cose divine fissano il Sole e la Luna quali ingressi delle anime; e per il Sole si sale, mentre per la Luna si scende (18).  - Ora, noi chiamiamo ninfe Naiadi in modo particolare quelle potenze che sono preposte alle acque, mentre (loro) chiamavano anche insieme le anime cadute nella generazione. Si riteneva infatti che le anime seguissero l’acqua; la quale è (esistenziata) dallo spirito divino, come dice Numenio; per questo afferma, anche, che il Profeta disse:

 

“Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”. Per questa ragione gli Egizî non collocavano su (una base) solida tutti i demoni, ma li collocavano su di un naviglio; e anche il sole e, in breve, si deve sapere, tutte quelle anime che, cadute nella generazione, vengono avvolte dall’umido. Donde Eraclito: "Alle anime sembra diletto, non morte, il divenire umide: la caduta nel divenire è per loro diletto". E altrove: "La nostra vita sembra la loro morte, e la loro vita la nostra morte". Perciò il poeta chiama umidi coloro che si trovano nel divenire, dato che le (loro) anime sono pervase dall’umido. Perché a queste riesce caro il sangue e l’umido seme, mentre a quelle delle piante l’acqua è di nutrimento (19). Del resto, taluni sostengono che gli esseri dell’aria e del cielo si nutrono dei vapori umidi, (che si liberano) dalle fonti e dai fiumi, e delle altre esalazioni. [...] tuttavia, quelle pure sfuggono alla generazione. E lo stesso Eraclito disse: "L’anima secca è molto saggia". Perciò anche qui lo spirito diviene umido e più molle per il desiderio d’intima unione, quando l’anima attira il vapore umido per l’inclinazione alla generazione (20).

 

OuroborosCasella 5
Immagine: Maschera della Tristezza , nero grigia con lacrima
Nome della Casella: Melancholia
Abilità Speciale: si perde un turno

 

Il Significato dell'Immagine: I Romani usavano il termine latino persona per indicare la maschera teatrale, mentre oggi giorno noi lo usiamo per designare l'Individuo in sé. Da questa traslazione di significato ne è derivato l'uso comune di considerare la Personalità come un insieme di Maschere, che quotidianamente indossiamo per proteggerci, per nasconderci o per mostrare, celebrare ed esprimere i diversi aspetti del nostro carattere (21). Nel gioco ho associato 3 maschere ad altrettanti stati emotivi che il viaggiatore proverà durante il suo Viaggio di ricerca.
Il Nome della Casella: Melancholia I è il nome di un'opera di Dürer, che rappresenta l'inizio dell'Opera degli Alchimisti. Questo stadio detto Nigredo (22) è indicato dal colore nero della putrefazione e dallo stato mentale malinconico e angosciato che il medico filosofo Ippocrate chiamava Temperamento Flegmatico. La Nigredo non va paragonata alla depressione distruttiva e autolesionistica, ma al contrario allo stato d'animo tipico di chi si pone domande e quindi riflette e si arrovella, per trovare le Risposte che cerca:

 

«Imparare significa scoprire quello che già sai. Fare significa che lo sai. Insegnare è ricordare agli altri che sanno bene quanto te. Siamo tutti Apprendisti, Maestri, Praticanti (23)

 

Abilità speciale: in questa casa si perde un turno, perché trattandosi di una casa di meditazione è necessario fermarsi per uno tempo a riflettere su le proprie necessità.

 

OuroborosCasella 6
Immagine: l'incontro dell'Ovulo con lo Spermatozoo (24), un attimo prima che i due DNA si mescolino.
Nome della Casella: Cryfios
Simbolo Aggiuntivo: due triangoli quasi sovrapposti.

 

Il Significato dell'Immagine: possiamo considerare questa casella come la Casa della Vita, che gli antichi chiamavano anche Casa della Sapienza o della Conoscenza. L'immagine rappresenta la danza di un Ovocito che ha accolto nel suo mondo uno Spermatozoo, mentre si apprestano ad abbracciarsi e far scoccare la scintilla della Vita. I due semi sono sorti entrambi dalla divisione di una precedente Materia Unica e sono rappresentati nell'attimo prima di unirsi e creare una Nuovo Universo. Che si tratti di trasformazioni subatomiche, atomiche, cellulari, mentali, il procedimento appare sempre lo stesso: la materia prima, se vuole progredire, deve continuamente stabilire nuovi legami evolutivi e per farlo deve dividersi e individualizzarsi, specializzarsi e moltiplicarsi, riaggregarsi e ridividersi in un  continuo Solve et Coagula:

 

« Voi parlate assai oscuramente e troppo. Ma io voglio indicare completamente la Materia, senza tanti discorsi oscuri. lo ve lo ordino, o Figli della Dottrina: congelate l'Argento vivo. Di più cose, fatene due, tre, e di tre una. Una con tre è quattro. 4, 3, 2, 1, da 4 a 3 vi è 1, da 3 a 4 vi è 1, dunque le 1, 3 e 4. Da 3 a 1 vi è 2, da 2 a 3 vi è l’1, da 3 a 2 vi è 1. 1, 2 e 3 e 1, 2 di 2 e1, 1. Da 1 a 2,1, dunque 1. Vi ho detto tutto (25). »

 

Il Nome della Casella: Cryfios è un termine greco che si ritrova in alcuni frammenti riguardanti l'Iniziazione nei Mitrei Romani (26). Non si sa niente di questa figura e non si parla di questo livello come di un grado, ma il suo significato, traducibile come occulto, segreto, (cosa fatta) di nascosto, clandestino, fa pensare al postulante, cioè a quella condizione di transizione tra l'abbandono dello stato di Profano, che vive disinteressandosi della propria e altrui condizione spirituale e la scelta di compiere il primo passo verso la ricerca di sé. Il Crifios di questo gioco è  Colui che bussa alla Porta, lasciandosi alle spalle ciò che già conosce per entrare, (Inire), in uno nuovo spazio trasformativo e sconosciuto, l'Utero della Comunità, alla ricerca di una nuova vita. L'Individuo in cerca di risposte inizia, infatti, già nella propria segreta intimità a mettere in moto quei meccanismi conoscitivi ed evolutivi che lo porteranno ad accedere ai propri misteri personali e a incontrare l'altra metà di sé, ovvero tutto ciò che crede, desidera o teme di essere e non essere, al fine di cominciare a esistere pienamente.
Simbolo aggiuntivo: è rappresentato da due triangoli in procinto di incrociarsi per formare l'alchimistica Stella a 6 punte, simbolo della Conjucto Oppositorum ed equivalente al Tao degli Alchimisti cinesi. Il numero 6 della casella indica la meta ideale da raggiungere, cioè un equilibrio tra gli opposti, che non sia fisso, ma dinamico.


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NOTE

1) Nel mese di Giugno, in occasione del solstizio di estate boreale, il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione  massima. Raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in dicembre, in occasione del solstizio di inverno boreale. Dall'altra parte del mondo avviene il contrario.

2) PORFIRIO, L’Antro delle Ninfe (De antro Nympharum), Collezione Sebastiani, Milano, Archè, 1974, p. 13, Cap. 1. Disponibile anche on line all'indirizzo http://www.zen-it.com/symbol/porfirio.htm

3) Questa frase ricorda quella dei Misteri Orfici: « Troverai a sinistra delle case di Ade una fonte, presso di essa piantato un bianco cipresso: a questa fonte [quella del Lete, dell'Oblio] non ti accostare. Ne troverai un'altra, dal lago di Mnemosine [cioè del Ricordo] fresca acqua sgorgante; d'innanzi vi sono custodi. Dirai: “son figlia della Terra e di Urano splendente di astri, celeste è la mia stirpe, e questo sapete anche voi; brucio di sete e muoio; ma voi datemi subito la fresca acqua che sgorga dal lago di Mnemosine”. Quindi ti daranno da bere dalla fonte divina, e allora tu regnerai con tutti gli altri eroi.» Frammento Orfico in I Presocratici, testimonianze e frammenti,Tomo I, Farigliano, La Terza,1995, p. 21, Laminette d'oro da Petelia, [32a]

4) M. GUILMOT, Iniziati e Riti Iniziatici nell'Antico Egitto, op. cit. , p. 77, Nota 52, Osireion, Vol. I, p 40 e tav. 26.

5) PORFIRIO, L’Antro delle Ninfe, op. cit., p. 54, cap. XXVIII.

6) La Via Lattea è la strada percorsa dagli dei per raggiungere il palazzo dove risiede Giove. Essa fu originata dal latte  fuoriuscito dal seno di Giunone mentre allattava Ercole. MANLIO, Astronomicon , Libro I, 750 -761, I sec. a.C. : « Né debbo io celare l’antica diffusione d’una leggenda tenera, che rivoli di denso latte siano fluiti dal niveo seno dalla regina degli Dei e abbiano tinto il firmamento del loro colore; e per questo Via lattea viene detta e appunto ne deriva il nome dall’origine sua.  O un più grande ammasso di stelle in denso intreccio  ha intessuto i suoi fuochi ed è incandescente per quantità di luce, e più chiaro risplende quel circolo celeste per somma di fulgori? O le anime dei forti e le personalità rese degne del cielo svincolate dai loro corpi e restituite dalla terra quassù migrano dal globo terreno e abitando un cielo tutto loro vivono anni eterei e godono delle cosmiche sedi?»

7) L’astrologia, segue lo zodiaco tropico delle stagioni e non quello astronomico, per cui i Segni zodiacali, rappresentando la posizione che le costellazioni occupavano circa 2000 anni fa, non hanno alcuna valenza scientifica, ma solo un significato simbolico che si è tramandata con l'uso dell'Astrologia greca. A quel tempo il Sole entrava nella costellazione del Cancro nel giorno del Solstizio d'Estate, ma questo fenomeno non si verifica più a causa della precessione degli equinozi, scoperto intorno al 128 a.C., dall'Astronomo greco Ipparco di Nicea. Rispetto ad allora, il sole entra nelle costellazioni zodiacali, in ritardo di circa un mese, per cui l’equinozio di primavera adesso si trova nella costellazione dei Pesci. Per il moto di precessione dell’asse terrestre, il punto dell’orbita terrestre in cui si hanno gli equinozi si sposta col tempo in senso orario, cioè arretrando lungo la Zodiaco,  di circa 1 grado ogni 72 anni,  compiendo un giro completo in circa 26 000 anni.

8) PORFIRIO, L’Antro delle Ninfe, op. Cit., p. 44, Capitolo XXI.

9) Ivi, pp. 20-21, Capitolo VI.

10) Ivi, p. 13, Capitolo I.

11) Ivi, pp. 46-48, Capitolo XXIII.

12) Ivi, pp. 49-50, Capitolo XXV.

13) L'Imum Coeli, in astrologia, indica la posizione occupata dal sole a mezzanotte rispetto al luogo di nascita. Rappresenta, quindi,  la zona più bassa e profonda del Cielo, che riguarda il mondo delle origini di un individuo. Corrisponde alla cuspide della IV casa ed è  collegata al segno del Cancro. Si trova in opposizione al Medium Coeli, posizione del sole a mezzogiorno e cuspide della X casa, occupata dal segno del Capricorno.

14) Cfr. le immagini alchemiche dove il mondo si trova all'interno di un alambicco alchemico e se ne colgono le trasformazioni. ALEXANDER ROOB, Il Museo Ermetico, Alchimia e Mistica , Milano, Taschen edizioni, 1997

15) Vedi immagine 8, in JOHANNES FABRICIUS, Alchimia. L'Arte Regia nel Simbolismo Medievale, Roma, Edizioni Mediterranee, 1997, pp. 10-11.

16) Questo semplice meccanismo alchemico spiega, a chi ancora avesse dei dubbi, perché l'Alchimia rappresenti non solo una protoscienza, ma anche una Via iniziatica "speculativa", attraverso la quale, non solo la materia, ma anche la sostanza spirituale evolve.

17) Cfr. il geroglifico egizio dell'Aldilà, che ha la forma di una Stella e gli Eroi greci trasformati in costellazioni.

18) PORFIRIO, L’Antro delle Ninfe, op. cit.,  p.56 , Capitolo XXIX.

19) Ivi, pp. 26-27, Capitolo X.

20) Ivi, p. 28, Capitolo XI.

21) Per approfondire questa associazione potete fare riferimento al mio precedente testo: La Via Alchemica in una Rivisitazione del Tarocco del Carro. http://www.riflessioni.it/alchimia/via-alchemica-tarocco-carro-1.htm

22) MAURIZIO CALVESI, Arte e Alchimia, op. cit., pp. 10-13.

23) RICHARD BACH, Illusioni, Storia di un Messia Riluttante, Milano, SuperBur,1989

24) LANGMAN, Embriologia Medica,Padova, Piccin Nuova Libreria S.p.A, 1987, 26

25) ARISLEO, La turba dei filosofi seguita dal discorso di un anonimo sulla turba, Biblioteca Ermetica , Roma, Mediterranee, 2002

26) Le Religioni dei Misteri, Samotracia, Andania, Iside, Cibale e Attis, Mitraismo, Volume II, a cura di Paolo Scarpi, Fondazione Lorenzo Valla, Forlì, Arnoldo Mondadori Editore, 2002, p. 398 – 399.

 

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