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Riflessioni sull'Alchimia

Riflessioni sull'Alchimia

di Elena Frasca Odorizzi   indice articoli

 

Il Gioco dell'Ouroboros.
Una reinterpretazione alchemica del gioco dell'Oca

Ottobre 2009
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OuroborosCASELLA 13
Immagine: Nuvola con Pioggia
Nome della Casella: Ovest, Bilancia
Simbolo Aggiuntivo: simbolo dell'Elemento Aria

 

Il Significato dell'Immagine: dopo aver attraversato il tratto dominato dagli strumenti e dai simboli della discesa agli inferi, il Sole Estivo raggiunge l'Ovest. Questo è il tempo dell'Equinozio d'Autunno, quando le Piogge aiutano il Seme a dissolversi e a trasformarsi dentro la Terra, per  rinascere in Primavera. Il numero 13, attribuito tradizionalmente all'Arcano della Morte, qui va inteso nel suo significato di Trasformazione profonda e radicale.
Il Nome della Casella: astronomicamente l'Equinozio d'Autunno corrisponde all'Ovest Cosmico.
Simbolo aggiuntivo: astrologicamente in Autunno domina la costellazione della Bilancia, il cui elemento è l'Aria.

 

OuroborosCASELLA 14
Immagine: Porta del Mitreo delle Sette Sfere con il simbolo di Venere
Nome della Casella: 2a Porta
Simbolo Aggiuntivo: Chakra: Centro della Croce

 

Il Significato dell'Immagine e il Nome della Casella: la progressione Planetaria che incontreremo da qui in avanti è quella del Mitreo di Felicissimo. Le fonti ci permettono di associare la seconda Sfera con il grado del Ninfo, al quale si veniva introdotti, secondo Firmico Materno, con queste parole: « [...] salute sposo, salute nuova luce (1) ». In greco Nùmfe significa Sposo, Crisalide di Ape (2) e Ninfa, in qualità di divinità tutelare della Natura. Porfirio, come sempre, ci rivela cosa si nasconde dietro a questa etimologia:

« le ninfe Naiadi sono (in figura) quelle anime che vanno verso la generazione. Donde il costume di chiamare ninfe coloro che per sposarsi, quasi si unissero in vista della generazione, e di effondere con le acque lustrali prese dalle sorgenti o dalle fonti o dalle fontane perenni [...] (3).» ; «Sorgenti e fonti convengono allo stesso tempo alle Ninfe delle acque, e ancora più, alle Ninfe anime che gli antichi chiamavano con nome specifico api, quali operatrici di piacere. Onde Sofocle poté senza sconvenienza dire delle anime: Lo sciame dei morti ronza e ascende (4). [...] Né tuttavia dicevano indistintamente api tutte le anime che vanno verso la generazione, ma solo quelle che dovevano condurre una vita secondo giustizia e, compiute le opere grate agli dèi, nuovamente tornare. Perché questo vivente ama il ritorno, ed è giusto al massimo grado e sobrio: donde sobrie (si dicevano) anche quelle libagioni fatte col miele (5).» ; «Perciò dunque, a coloro che vengono iniziati ai misteri Leontici viene versato sulle mani miele in luogo dell’acqua per lavarsi, ordinando di mantenere le mani monde di ogni cosa dolorosa, dannosa, impura; e impongono cosi al miste, data la capacità purificatrice del fuoco, convenienti lavacri, avversando l’acqua come contraria al fuoco. Così pure purificano la lingua da ogni cosa falsa (6)

Questo triplo significato di Anima, Crisalide e Sposa, ci riporta al Crufios, cioè all'Anima che nascosta dietro alla Prima Porta, tesseva il bozzolo del cambiamento, ma ora come Iniziata, cioè introdotta nel cammino, è simile a una Sposa che si prepara a incontrare il sacro che ha dentro di sé. Le “mistiche nozze interiori”, non possono essere celebrate che sotto l’influenza di Venere, Signora della seconda Sfera. Da questo punto in avanti inizia quindi il tratto di Strada che da Ovest ci condurrà a  Est, dal Tramonto all'Alba, dal Buio alla Luce, dalla Morte alla Rinascita:

« Voi, divinità del Mondo inferiore, proclamano le iscrizioni, io sono Ra (il sole), che dimora in cielo (ora) entro nella notte, entro nell'Occidente. Ricevetemi e le vostre braccia, verso di me (si tendano). (Si), entro nell'Ovest, per salutare chi vi si trova (7). »

Simbolo aggiuntivo: il Chakra associato è Svadhishthana o Centro della Croce. Presiede alla creatività in tutte le sue forme e al raggiungimento dell'espressione di sé tramite la creazione.

 

OuroborosCASELLA 15
Immagine: lo Specchio con la forma del simbolo astrologico di Venere
Nome della Caella: «Nosce Te Ipsum»

 

Il Significato dell'Immagine: lo Specchio di Venere è il principale strumento “operativo” delle Arti Trasmutatorie che hanno come oggetto la Materia Mentale/Spirituale. L'associazione con il numero 15 lo collega al Tarocco del Diavolo, perché è impossibile guardare profondamente dentro se stessi, senza incontrare il proprio Avversario. Questo gemello opposto (8), portatore di divisione (9) e conflitto, non è altro cheun'immaginetalmente deformata di noi stessi che non riusciamo più a riconoscerci, ma senza questo combattimento con l'Ombra, non potremmo neanche prendere coscienza di noi stessi. L'Altro, talvolta, ha le sembianze di un Narciso (10), altre di un Censore, altre ancora di un Demone, ma tutto questo non è che un'illusione sorta da un miscuglio di timori e aspirazioni nostre e altrui. Solo lo Specchio Iniziatico, impietoso e imparziale come una pura lente riflettente, può ricomporre e risanare la dolorosa e confusa dicotomia che senza rendercene conto abbiamo operato in noi stessi cercando la Luna nel pozzo.
Il Nome della Casella: l'antico motto Delfico Conosci Te Stesso indica in modo in cui bisogna usare lo Specchio della Dea, perché solo trovando le domande nascoste dentro di noi, possiamo partorire Maieuticamente , le nostre risposte.

 

OuroborosCASELLA 16
Immagine: Utero con all'interno due Serpenti intorno al Caduceo, tra le cui spire si trova l'immagine della casella 6.
Nome della Casella: Regressum in Uterum
Abilità Speciale: si perde un turno.

 

Il Significato dell'Immagine: il viaggio regressivo nella Caverna della Madre Terra è un cammino al contrario, un tornare sui propri passi, nel passato, per scrivere il futuro (11). Gli Alchimisti Cinesi consideravano questa discesa negli inferi interiori, come una sorta di «Embriologia Iniziatica (12)». La Mente dell'Iniziato può essere vista infatti come l'Utero di una Terra Psichica Recettiva e Attiva insieme, nel quale nuovi pensieri costruttivi germogliano in continuazione, grazie alla putrefazione e alla dissoluzione di vecchi modi di pensare autodistruttivi e autolesionistici.
Il Nome della Casella: con regressus ad uterum si intende il desiderio di ristabilire un particolare stato paradisiaco di benessere psicologico perduto o forse mai posseduto e quindi desiderato. Rispetto alla casella 6 appare finalmente avviato il progressivo intrecciarsi del DNA delle cellule uovo e dei serpenti cosmici, impegnati nel necessario Crossing-Over (13) evolutivo:

«Una nuova forma è invariabilmente una divisione o una rottura di una unità originaria e rappresenta la distruzione dell'originale; la pianticella che germoglia “distrugge” l'unità del seme. Il pulcino che nasce rompe l'uovo; e il serpente d'acqua che attraversa la superficie dell'acqua fende in due la sua superficie ininterrotta, in una forma di onda che esprime perfettamente l'energia primordiale e nello stesso tempo la prima forma organica. A livello metafisico il serpente il principio dualizzatore: la capacità dell'Uno di dividersi in Due; [...] (14)»

Abilità speciale: Anche questa casa è uno spazio di introspezione, di conseguenza si perde un turno per fermarsi per uno tempo a riflettere su le proprie necessità.

 

OuroborosCASELLA 17
Immagine: Tomba in mezzo a un campo coltivato, con croci in forma di Zolfo e Mercurio.
Nome della Casella : Cepotafio
Simbolo Aggiuntivo: motto « Et In Arcadia Ego »
Abilità speciale: si perde un turno

 

Il Significato dell'Immagine: l'alchimista Olimpiodoro, intorno al V secolo, riportò un collegamento tra il Piombo, Saturno, la Tomba di Osiride e l'Alchimia:

«Saturno era signore del piombo e secondo Olimpodoro, Osiride era sinonimo di piombo e la sua tomba era l'emblema della Chemia. (Poiché tale tomba era il luogo di resurrezione oltre che di morte) (15)

Prima ancora, quindi, che il mondo sentisse parlare della resurrezione di Cristo, gli Egiziani  consideravano la Tomba di Osiride un luogo di rigenerazione e conoscenza. Da allora nelle leggende di fondazione è spesso presente la scoperta di una Tomba che contenendo libri segreti o inimmaginabili tesori, preannuncia il ritorno di un'arcana sapienza. Questo è per esempio il tema del primo manifesto dei Rosa Croce, nel quale si parla della tomba del loro mitico fondatore Rosenkreutz, ma anche della vicenda di Rennes-le-Châteaue del famoso quadro di Pussin (16),  nel quale un antico sepolcro reca incisa la criptica frase «Et In Arcadia Ego», anagrammato da alcuni come I TEGO ARCANA DEI, “io proteggo i misteri di Dio”. Un'altra immagine che si riferisce a una Tomba è l'Ottava delle Dodici Chiavi di Basilio Valentino (17): in essa un uomo semina in un cimitero, mentre un Angelo, quindi un essere alato, suona la tromba del risveglio dei morti. Alcuni semi vengono digeriti da neri corvi, mentre uno scheletro disteso sul campo arato, appoggia la testa su un covone di spighe mietute, esibendo le sue bianche ossa (Albedo). Poco più indietro, ma in linea con lo scheletro, un altro uomo, in piedi dentro a una fossa cimiteriale, prega di fronte a un mazzo di spighe mature: il Tesoro di Eleusi, l'Oro dei Filosofi (18). Dietro alla Tomba vi sono 4 croci, sormontate ognuna da un tettuccio triangolare che sottintendono lo Zolfo alchemico, mentre nel campo arato c'è una croce semplice che io ho ridisegnato con corna lunari. Sullo sfondo due persone tirano con l'arco e cercano di colpire il centro del cerchio disegnato dentro a un bersaglio quadrato, sormontato dalla chiave dell'Opera. Sono probabilmente gli Alchimisti che provano e riprovano a realizzare la Pietra Filosofale, perché alla fine la materia alchemica è sempre la stessa ma “portata a perfezione (19)” con ripetute distillazioni.
Il Nome della Casella: Cepotafio, dal Greco kepotàfion, vuol dire Tomba nel Giardino.
Simbolo aggiuntivo: il senso alchemico dell'accesso alla mitica Arca-dia (Arcam Dei), diventa chiaro se si pensa che la discesa di Proserpina nel regno di Ade, l'ingresso negli Inferi di Orfeo per ritrovare Euridice, la rinascita di Osiride dal regno dei morti, non sono altro che significanti “ricorsivi” di un identico messaggio salvifico, fondato sulla metafora della morte, come preludio necessario alla rigenerazione. Nell'ottica iniziatica, quindi, il miracolo della vita che si rinnova si traduce come la fine di un modo di vivere, e l'inizio di un nuovo stadio evolutivo.
Abilità speciale: In questa casa si perde un turno, perché come casa di crescita interiore impone di fermarsi per uno tempo a riflettere su le proprie necessità.

 

OuroborosCASELLA 18
Immagine: Due serpenti che si mordono la coda, uno possiede zampe, ali e corona.
Nome della Casella: Ouroboros
Abilità speciale: avanzamento o arretramento

 

Vedi casella 9.

 

 


OuroborosCASELLA 19

Immagine: germoglio che emerge tra le pietre, con le bianche radici immerse nella Terra Nera.
Nome della Casella: «Neo Fitos»
Simbolo Aggiuntivo: KHEM

 

Il Significato dell'Immagine: molti autori considerano l'Alchimia una sorta di Agricoltura Celeste, che trasforma e rigenera la Pietra Filosofale, seguendo le Leggi che regolano la Natura. L'Alchimista spirituale, da parte sua, coltivando la propria interiorità, può, a buon diritto, considerarsi il Giardiniere (20) di se stesso, perché, come diceva lo Stoico Epitteto: «solo l'uomo colto è libero». In questo emblema, la Materia Prima è un Seme che germoglia, dopo essersi fatto strada tra le pietre, esattamente come noi troviamo la forza di superare i momenti più bui della nostra vita, prevalendo sugli ostacoli e le difficoltà, che ci si parano davanti. Le radici del germoglio sono bianche, come le ossa ripulite dalla Putrefazione della Nigredo Psicologica (21), la Terra è nera per indicare il fertile caos del sostrato esistenziale, mentre le due piccole foglie contrapposte, ma unite su un unico asse centrale, rappresentano l'equilibrio degli opposti che si sta realizzando (22). Lo stretto legame, tra il mondo vegetale e quello spirituale, ha origini antichissime ed è ben rappresentato in un famoso testo Egizio, «il Libro di ciò che è nella Duat (23)», dove si racconta che il Dio del Grano (24), Osiride, ogni giorno viaggia nell'Aldilà, attraversando le 12 ore della notte, per rinascere all'Alba. Durante la quarta ora, il suo corpo, chiuso in una bara di legno rettangolare, (il cepotafio della casella precedente, ma anche l'involucro che protegge il seme), scivola lungo un corridoio “vaginale”, «la strada misteriosa», fino al centro della Terra, dove si trova la necropoli di Imhat. Alla quinta ora, all'interno di un cartiglio ovale, chiamato “l'Uovo di Sokar”, si trasforma in un serpente alato con 4 teste, mentre il terreno si gonfia e la volta arcuata, sormontata dalla testa della Dea Iside, si espande come un ventre materno in gravidanza. La forza vitale del Seme in trasformazione erompe dall'Uovo/Alambicco e si fa strada a ritroso, dalla «Terra di Sokar » verso l'alto, per riemergere come nuova pianta. Ecco allora che Osiride, rigeneratosi nella Madre Terra, sconfigge la morte e promette al suo popolo, la rinascita materiale e spirituale (25), manifestandosi: all'Alba come il Dio Solare Kheper, e in Primavera come Dio della Vegetazione:
3) finalmente, (il 25 Khoiak [il 21 Dicembre (26)]) l'immagine osiriaca viene devotamente seppellita. 4) Allora, accade il miracolo. Sul tumulo funerario sono stati piantati degli alberi e, a questo punto si può proclamare: “come l'albero diventa verde, così la terra diventa verde e Osiride è ringiovanito! 5) La morte dunque non esiste. Osiride e la natura intera lo testimoniano per l'uomo. Un pesante pilastro chiamato Ged viene eretto gioiosamente (il 30 Khoiak [il 26 Dicembre, a Busiri) per simboleggiare la resurrezione del Dio (27).
Il Nome della Casella: la parola Neofita, deriva dal termine greco Neo Fìtos, che letteralmente vuol dire Nuova Pianta. Nel Culto di Demetra, questa espressione era usata per indicare l'Iniziato, che aveva avuto accesso ai Misteri della rigenerazione spirituale, attraverso la “contemplazione” di quelli vegetali:
Quando Demetra giunse nel nostro paese, nel suo peregrinare a seguito del rapimento di Core, [...] concesse due doni, che sono i più grandi che esistano, i frutti della terra grazie ai quali non viviamo come bestie, e l’iniziazione, in virtù della quale coloro che vi partecipano godono delle più dolci speranze per la fine della vita e per l’intera durata della loro esistenza (28). ; […] gli Ateniesi, nell’iniziazione di Eleusi, mostrano a coloro che sono ammessi al grado supremo [epopteuosi] il grande e mirabile e perfettissimo mistero [mystêrion] visionario di là: la spiga di grano mietuta in silenzio (29)..
Un altro indizio del legame tra l'Anima e il Seme è presente nella celebrazione delle Antesterie, in onore di Dioniso. In questo periodo (30)., si credeva che i morti tornassero a mescolarsi ai vivi, seguendo la Via aperta dai primi germogli, che emergevano dal mondo sotterraneo.

Il Simbolo aggiuntivo: secondo alcuni autori il termine Khem deriva dal geroglifico KMT, che gli abitanti dell'antico Egitto usavano per rappresentare la fertile Terra Nera del Nilo, nella quale Osiride viene rigenerato (31).. Da questa parola, si fa discendere il nome stesso dell'Ars Regia, che attraverso l'adattamento arabo, Al Chymia, venne usato, per la prima volta, dall'astrologo Firmico Materno, intorno al IV secolo d.C. :
Il prefisso al- fu senza dubbo aggiunto da qualche copista più tardo che conosceva il termine arabo; e possiamo ipotizzare che Firmico scrisse Chemia o Chymia (32)..


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NOTE
1) Firmico Materno, de errore profanarum religionum 19 I Frammento E9 in:Le Religioni dei Misteri, Vol. II, op. cit., p. 386 – 387.

2) La crisalide dell'Ape, come quella del Bruco che diventa Farfalla, sono simbolo di trasformazione spirituale.

3) Porfirio, L’Antro delle Ninfe, XII

4) Ivi, Capitolo XVII

5) Ivi, Capitolo XVIII

6) Ivi, Capitolo XV

7) MAX GUILMOT, Iniziati e Riti Iniziatici nell'Antico Egitto, op. cit. , pp. 75 – 76, dal Papiro di Leida.

8) Cfr i miti antichi in cui si trovano fratelli che si combattono, come il bene e il male, la luce e il buio, ecc. (Ahura mazda e Ahriman, Osiride e Set, ecc.)

9) Vedi il significato di “Sumballo” e “Diaballo” nel mio Saggio: L'Alchimia Spirituale: « Nescentia Necat » http://www.riflessioni.it/alchimia/alchimia-spirituale-1.htm

10) Riguardo alla Figura di Naricso vedi: La Maschera, il doppio ed il ritratto, a cura di Maurizio Bettini, Bari, biblioteca di cultura moderna La Terza, 1991

11) Cfr il simbolismo del Gambero dell'Arcano della Luna.

12) Cfr. il libro, Il Segreto del Fiore d'Oro, di Lu Tzu, conosciuto in occidente grazie alla traduzione di C.G. Jung.

13) Il Crossing-Over è il procedimento di ricombinazione del materiale genetico di due genitori, che durante la Meiosi permette la riproduzione sessuata.

14) Traduzione Italiana di Patrizia Piacentini da The Traveler's key to Ancient Egypt” Copyright 1985 by Jhon Anthony West.

15) JACK LINDSAY, Le origini dell’Alchimia, op. cit. , p. 72

16) I Pastori di Arcadia, omonimo quadro del Guercino, di altri dipinti e di un bassorilievo.

17) Le Xilografie delle 12 Tavole a cui mi riferisco sono quelle che appaiono in una edizione del 1618 , visibili in JOANNES FABRICIUS, Alchimia , l' Arte Regia nel simbolismo medievale, Roma, Edizioni Mediterranee, 1997, pp. 238-239. Oppure ALEXANDER ROOB, Il Museo Ermetico, op. cit,  p. 225

18) Cfr. l'immagine dell'Arcano Maggiore chiamato il Giudizio.

19) Dalla Pietra di Paragone, in HUGINUS À BARMÂ, Il regno di Satruno Trasformato in Età del'Oro «I Filosofi saggiamente hanno detto che il Mercurio rinchiude tutto ciò che è l'oggetto della ricerca dei Saggi» « La Natura si rallegra nella sua natura; la Natura migliora la natura e la conduce alla sua perfezione.»  Versetto IX, p. 94

20) Il termine cultura viene dal latino colere che vuol dire coltivare. Cfr. anche l'Alchimista Hortolanus, «Dunque io, ortolano e cioè giardiniere, così chiamato per via dei Giardini marini [...]» riferito ai procedimenti alchemici della Via umida, cioè mediante distillazione, in AAVV, Il Filo di Arianna - 42 trattati di alchimia dall'antichità al XVIII Secolo, a cura di Sabina e Rosario Piccolini, Volume I, Milano, Mimesis, 2001, p. 26.

21) Cfr. il bianco fiore di Loto che affonda le sue lunghe radici nel fertile fango della trasformazione.

22) Questa immagine si riferisce ai due emisferi cerebrali, al rapporto Cervello (SNC) – Colonna Vertebrale (SNP), al canale Sushumna, della tradizione Indiana, circondato dai due serpenti energetici, detti Ida e Pingala.

23) La più antica composizione funeraria del Regno Nuovo, dipinta nella tomba di Thutmosi III (1479 – 1425 a.C. ).

24) Osiride, nel Libro di ciò che è nella Duat, viene chiamato “la Carne”. Nell'Aegyptiaca di Manetone, nel Canone di Torino e nei Testi delle Piramidi, viene chiamato, di volta in volta: il "Grano delle mummie" , il “Verdeggiante” e il “Grano Verde”. Cfr. Tammuz, il consorte di Ishtar , il Dio cornuto Cerunno, l'Uomo Verde, il Re Agrifoglio, lo stesso Dioniso, ecc.

25) Cfr. il mito di Proserpina, che abbandona i regni sotterranei di Ade, e  ritorna da sua madre Demetra, (da Gè Meter , Madre Terra o Madre Natura), sottoforma di Spiga di Grano.

26) Cfr. il nostro Natale, il Solstizio d'Inverno e della festa del Sol Invictus. CARLO GALLO, L’Astronomia Egizia, dalle scoperte archeologiche alla misurazione del tempo, Padova, Franco Muzzio Editore, 1998.

27) MAX GUILMOT, Iniziati e Riti Iniziatici nell'Antico Egitto, op. cit., p. 132 – Cfr. la Casella 33.

28) Le Religioni dei Misteri, op. cit. , frammento A11 , p. 61, Isocarate, 4, 28, Panegirico
29) Ivi, pp. 151-153, Frammento D61, IPPOLITO, Confutazione di tutte le eresie, V 8, 39-40.

30) Alle porte della Primavera, verso Febbraio – Marzo, quando il grano comincia a nascere.
31) Per estensione KMT è la Terra d'Egitto. ALBERTO ELLI, Guida ai Geroglifici, i principi fondamentali della lingua e della scrittura degli antichi egizi, Milano, Anotnio Vallardi Editore,  2003 (3a rist.).
32) JACK LINDSAY, Le origini dell’Alchimia, op. cit. , p. 72

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