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Riflessioni sull'Alchimia

Riflessioni sull'Alchimia

di Elena Frasca Odorizzi   indice articoli

 

Il trattato sul Picatrix e i suoi rapporti con la magia

Maggio 2009

 

 

Questo mese la « Rubrica di Alchimia »  di Riflessioni.it è onorata di ospitare, in anteprima, un saggio del prof. Roberto Taioli, dal titolo: Il trattato sul Picatrix e i suoi rapporti con la Magia.

 

PicatrixIl Picatrix è un famoso Trattato di Magia Astrologico-Talismanica che per secoli fu arbitrariamente bollato come opera satanica ed empia. Al contrario, questo manoscritto non era che uno dei molti testi redatti dagli studiosi Arabi desiderosi di recuperare e rielaborare le conoscenze del Mondo Ellenistico. In Europa vennero salvate dalla foga epuratrice dei Cristiani e ricopiate, soprattutto le Opere che potessero in qualche modo confermare la nuova ideologia religiosa dominante. Solo gli studiosi Arabi e pochi fortunati viaggiatori avevano la possibilità di consultare fonti ormai introvabili in Occidente, messe in salvo dagli autori pagani in fuga dalle persecuzioni di un Cristianesimo ormai lontano dal più autentico pensiero di Cristo.
All'indomani della cruenta spartizione di ciò che restava dei territori dell'Impero Romano, seguì un periodo di pace che portò alla riapertura delle vie commerciali e degli scambi culturali tra le corti della nuova aristocrazia guerriera. Le Opere Arabe furono, quindi, tradotte in latino e re-immesse nel circuito Europeo dove trovarono, spesso di nascosto, ampia diffusione tra gli studiosi Medievali. L'Origine della fortuna del Picatrix, come di molti altri manoscritti, fu dovuta al fatto che questi si rifacevano alla tradizione filosofica greco-romana, la quale, volente o nolente, restava il tessuto connettivo della cultura medievale, nonostante la Chiesa continuasse a cercare di occultarlo con assimilazioni improprie, torture e roghi di persone e di libri. Il tema centrale del Picatrix tratta della possibilità di influenzare e comprendere il mondo con atti magico-teurgici, in virtù di precise conoscenze mutuate dall'Astronomia greca, i Misteri antichi e la Filosofia naturalistica, che a partire da Eraclito per arrivare ai Neoplatonici, riconosceva l'esistenza di un rapporto di “simpatica” corrispondenza cosmologica tra il macrocosmo e il microcosmo. Passato il Medioevo, anche nel Rinascimento il Picatrix fu tenuto in gran considerazione grazie al clima di maggior tolleranza che circondò gli Umanisti, protetti da nuovi Signori della Guerra che, per difendere il loro prestigio personale, erano divenuti capaci di manipolare lo strapotere degli Ecclesiastici, imparentandosi con essi. Sotto questo “capriccioso” protettorato, avido di nuove conoscenze tecniche e filosofiche, le opere sapienziali degli antichi cominciarono a tornare in Europa in formato originale, direttamente dall'Oriente. L'evento più importante fu la divulgazione di opere inedite di Platone, dei Neoplatonici e di molti altri, nonché una serie di testi passati sotto il nome di Corpus Hermeticum, tutti tradotti da Marsilio Ficino, su mandato del Granduca di Toscana. In questo clima culturale il Picatrix, accanto ai Versi Aurei e agli Oracoli Caldaici, trovò la sua perfetta collocazione forse più in senso intellettuale che pratico. Le ingenue teorie magico-scientifiche del libro si rivelarono ai dotti Umanisti come un ulteriore conferma della necessità di una riconciliazione tra il pensiero religioso dominante e il pensiero filosofico protoscientifico pagano. A quel tempo gli eruditi credevano ancora di potersi far ascoltare dalla Chiesa di Roma coniugando la Fede con elementi di Filosofia antica, ritagliando per se stessi il ruolo dello Studioso che poteva essere contemporaneamente Mago Rinascimentale, Filosofo Ermetico, Alchimista e volendo anche Sacerdote (Marsilio Ficino era un prete e Giordano Bruno era un frate domenicano). L'Umanista e l'Autore del Picatrix credevano entrambi, in completa buona fede e con animo pio e religioso, che fosse assolutamente necessario operare nel Mondo, non solo affidandosi alla divina provvidenza, ma anche collaborando volontariamente con Dio alla “gestione” della sua Grande Opera. Idea questa, completamente estranea alla concezione Cristiana del Clero che fondava “metà” del suo Credo sul Creazionismo Biblico del Vecchio Testamento: un libro sapienziale appartenente a una popolazione monoteista, con proprie tradizioni culturali assolutamente diverse da quelle politeiste greco-romane sulle quali il Cristianesimo era stato “innestato”, (rispetto ai primi secoli), a forza. Come vedremo nel saggio, il Picatrix, al contrario, sosteneva che «Il magonon è mai un ciarlatano, un imbonitore, un falsificatore; egli è chiamato alla conoscenza e affianca la natura aiutandola a svelarsi». Egli è un Teurgo, che non si sostituisce a Dio, perché non crea niente dal nulla, ma possiede l'arte di trasformare e manipolare, quindi: « [...] egli non opera miracoli ma legge le profonde forze del creato, facendosi intermediario fra cielo e terra, sacerdote  estremo della natura e della gloria di Dio. » . Mago è colui « [...] il cui potere e facoltà proviene dalla conoscenza profonda della natura e del tutto, della physis, dal conoscere quali sono le connessioni che legano le idee al mondo. Statue e  talismani sono immagini intermediarie tra i due mondi e il mago, sulla base della conoscenza della natura, diviene capace di leggere gli influssi e modificarne le tendenze, se nefaste, in energie positive. » Il Picatrix quindi, come spiega il Professor Taioli sembra « [...]  voler  cogliere la negromanzia nelle sue forme di scienza positiva capace di migliorare il mondo. » Si tratta, in sostanza, più che di criticare o esaltare il Picatrix per le sue ingenue teorie, di studiarlo su più livelli, per cogliere in esso le tracce dell'origine del conflitto tra la libertà di ricercare le leggi nascoste della natura e l'accettazione passiva dei Dogmi della Fede, tra l'estremismo religioso e la Scienza del progresso. Tale antitesi, non fu  estranea neanche al mondo antico se si pensa che che già nel III sec. a.C. Aristarco da Samo postulò l'eliocentrismo, che fu prontamente rifiutato da Tolomeo. Ciò nonostante la ricerca della conoscenza (Gnosis), non si fermò e tra alterne vicende il punto di non ritorno fu raggiunto nell'800, con le prime vere e inconfutabili scoperte scientifiche. Da allora la Religione ha perso sempre più spazio e credibilità in questo terreno di discordia, ma forse prima o poi il confronto troverà la sua conciliazione sincretistica con il succedersi di nuove Epoche più lungimiranti.

 

Elena Frasca Odorizzi

 

Il trattato sul Picatrix e i suoi rapporti con la magia

di Roberto Taioli
Picatrix

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