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Riflessioni Filosofiche   a cura di Carlo Vespa   Indice

 

L'uomo che sussurrava alle masse

di Alfredo Canovi - Ottobre 2011

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Chi è il "Nemico"

Come abbiamo visto in precedenza fu la rivoluzione francese a gettare le basi per la nascita dell'ente "Folla", come la definiva Gustave Le Bon oppure della "Massa" come era solito descriverla il più noto Sigmund Freud, in entrambi i casi salta all'occhio anche nel termine per definirle una totale spersonalizzazione dell'uomo all'interno di questo  contesto.

Essa è quell'insieme di persone che si prefigurano un fine comune, soggiogate dalla presenza di un leader e nutrite a luoghi comuni e propaganda mediatica, anche per questo ha avuto un grande sviluppo proprio parallelamente a questa "disciplina tecnologica", l'uso della tecnologia per correggere, indirizzare gli umori degli individui.

La nascita di una "Massa" per Aristotele, che  fu il primo a postulare una speculazione generale sulla capacità di convinzione dell'oratore - la retorica -  necessita di tre condizioni fondamentali, un Ethos, un Logos, un Pathos  e cioè una fonte, un messaggio e una emozione, io penso che le condizioni necessarie, ai nostri giorni, siano quattro, Archè, Logos, Pathos ed Apoftegma.

L'Archè, il principio formativo, la causa per la quale le persone diventano folla... esso è composto da due soggetti, uno è il leader e l'altro la coscienza collettiva, o istinto.

Questa ultima è quella forza che tende all'aggregazione dei simili a prescindere dall'evoluzione o dalla modernizzazione di un popolo, anzi in questi casi diviene ancora più potente poiché più  veloce è l'idea, il principio, - e coi mezzi attuali direi  che essa  è istantanea - più la aggregazione possibile.

Osservando le abitudini di alcune tribù dell'Angola si capisce chiaramente questo aspetto, essi nelle festività mangiano tutti insieme ma in un preciso ordine, prima l'uomo poi la donna e infine i bimbi, richiudendosi poi in "sistemi di persone uguali" gli uomini da una parte le donne dall'altra ed i bimbi separati ancora.

Si presuppone che gli argomenti di interesse comune siano molto diversi gli uni dagli altri e questo spiegherebbe anche perché se si hanno passioni in comune aumenta la soddisfazione ad interagire con le altre persone.

Come in precedenza notato è molto più facile l'assemblea di simili, un nucleo, uno zoccolo duro intorno al quale coagulare via via altri esseri umani.

Logos è il principio esecutivo, l'ordine che consente il procedere delle cose così come era stato predisposto all'origine del pensiero archetipico, questo si avvale del Pathos e dell'apoftegma, il pathos, il motore della creazione di una massa è un'emozione, una sensazione forte che fa da nucleo intorno al quale si uniscono le persone, espressione che io, diversamente da LeBon  ritengo sempre negativa - nel senso che prospetta un cambiamento della qualità della vita rivolto verso il peggio - perché normalmente l'uomo lotta molto più strenuamente per difendere ciò che ha già raggiunto piuttosto che tendere ad un fine lontano ed aleatorio - .

Per fare questo si usano le tre principali emozioni che sono nell'ordine; Paura, Rabbia e Disprezzo che sciogliendosi in una cosa sola divengono l'Odio; queste emozioni, mescolandosi con le altre primarie ne generano di nuove, quindi la paura, a seconda di come viene veicolata dai media può divenire; disagio esistenziale, ansia, emotività, sbalordimento, angoscia, accettazione o pessimismo.

Queste sono emozioni principalmente introspettive, cioè eccitano alcuni nostri particolari stati d'animo, ma non convergono con forza verso l'esterno, quindi si tira in ballo la rabbia, la quale nelle stesse condizioni può evolvere in rancore, frustrazione, disprezzo, costrizione e rimorso, dopo è il turno del disprezzo, che crea pessimismo, livore, rivalsa.

Da qui all'odio il passo e spaventosamente breve.

L'apoftegma è il principio enunciativo della nascita delle folle, è un "detto", oppure una "sentenza", una verità intima e allo stesso tempo persuasiva.
Il più delle volte è nascosta ma è talmente importante che vorrei provare a spiegare meglio la sua reale portata nel contesto in questione.

L'apoftegma è sempre mascherata, poiché essa è la "formula iniziatica" riservata a quei pochi che hanno formato l'organo costituente, il collante che ne tiene insieme i comuni interessi, è altresì  preposto al controllo e all'indirizzamento della gente, (che io da adesso in avanti chiamerò il "gregge");  tutto ciò però non va confuso con la "Propaganda" di cui parleremo dopo in modo più dettagliato.

Quindi l'apoftegma è il "germe iniziatico",  costante e tipico di qualsivoglia aggregazione, economica, religiosa, politica, ideologica ecc…

Quindi questi gruppi sono nati, si sono formati unicamente per sfruttare il "gregge", come operai piuttosto che fedeli, come consumatori piuttosto che votanti, insomma l'apoftegma descrive a quale parte del branco rivolgersi.

Cavalcare gli umori emergenti ed ostili allo status quo, l'ideale è trovare un gruppo in fase nascente, un embrione di gregge, ancora "vergine" e quindi bisognoso di simboli, paradigmi sociali di accettazione  e di visibilità, strumenti necessari anzi indispensabili per l'aggregazione di ulteriori membri alla causa.

Perché più alto risulta essere il numero dei partecipanti più si crede di essere dalla parte del giusto, anche se la storia ci ha tragicamente insegnato che è vero l'esatto contrario.

Una volta creato per mantenere amalgamato il gregge si utilizza la propaganda; parlare ancora dei suoi schemi anche se ripetitivo è comunque necessario, Noam Chomsky ne ha individuati dieci, e sono;

 

1-Distrarre

L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.

La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

 

2- Risolvere

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

 

3- Stillicidio

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

 

4- Rimandare

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

 

5- Puericultura

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

 

6- Emoziona

Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.


7- Ignoranza

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.

“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

 

8- Compiacenza

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...

 

9 - Autoconsapevolezza

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

 

10- Conoscenza

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

 

Questi dieci punti di Chomsky richiedono, per essere messi in pratica particolari tecniche propagandistiche, ora ne citerò alcune:

 

Per la Compiacenza il sistema utilizzato è quello di creare ed innalzare modelli da seguire con caratteristiche più basse rispetto alla media, così che il fruitore, per effetto di una simbiosi psicologica automaticamente non miri a traguardi più elevati, usando un ossimoro si crea un "civile imbarbarimento" del gregge.

A raggiungere questo scopo aiuta molto il fenomeno "concentrazione televisiva"; questo si ha quando la stessa assorbe così tanto l'attenzione degli spettatori che questi si estraniano e pensano di essere nello studio televisivo, una sorta di ancestrale richiamo verso l'abbrancarsi, tipico dei mammiferi dei quali presentatore viene visto come un capobranco.

Già si capisce perché i suoi servizi sono pagati oltre ogni normale decenza, per valorizzarne le forza coesiva in una società (capitalistica o meno) ha molto valore l'aspetto "ricchezza".

La funzione di un pubblico presente televisivo è questa, di amalgama con quello a casa, di identificazione e di conseguente "Astrazione dalla realtà", è come se la televisione risucchiasse tutta la nostra attenzione, ma non solo, creando un fenomeno di "Fata Morgana" (Il fenomeno ottico per il quale la costa reggina dello Stretto di Messina vista dalla costa siciliana appare non solo ravvicinata ma anche riflessa al centro dello stesso mare) ma che idealmente raccoglie anche quella visione di "realtà distorta" di cui stiamo parlando.

Così facendo quel senso di appartenenza ad un gruppo, per di più "privilegiato" quello cioè che ha la possibilità del suo classico "quarto d'ora televisivo" di celebrità (ormai divenuti pochi secondi …ma tanto basta) si rafforza.

Se criticamente si guarda una trasmissione televisiva, fosse anche una di un certo spessore di evasione come potrebbe essere a pieno diritto Zelig, si nota un curioso fenomeno, a casa le persone non ridono di alcuni comici perché realmente non sono divertenti mentre in studio il pubblico si sbellica per uno spettacolo in verità insipido, stessa cosa durante uno dei mille programmi televisivi di "alienazione della casalinga" i salotti per intenderci di personaggi del calibro di Barbara d'Urso, Maria de Filippi, Giletti e molti altri.

La scenografia è un aspetto importante di questo puzzle mediatico, le luci, i lustrini, i colori, tendono ad ammansire il pubblico creando un risultato di calamita, siamo portati a rilassarci davanti a cose che riteniamo piacevoli mentre le cose che ci disturbano accendono  in noi una "crisi di rigetto" versa la cosa che ci infastidisce, per questi gli studi dove si trasmettono spettacoli politici non hanno bisogno di scenografia particolarmente ricercata dato che gli spettatori non guardano quel tipo di programma per calmarsi, quanto mai perché sentono la necessità di una spiegazione allo stato attuale delle cose.

Il massimo che si possa fare è utilizzare colori caldi e riflessi, calmi oserei dire, il verde, l'oliva, il beige, il bianco, comunque serviranno a calmare gli animi degli astanti, se ci si aspetta uno scontro acceso tra i partecipanti, e per meglio impedire al cervello, una volta metabolizzato il singolo colore, di non trarre più alcun vantaggio da esso, fare una rotazione di "atmosfera" cambiandoli spesso.

Cosa ne trae di buono la società da questi spettacoli?

Niente, meno di niente!

La loro intenzione è, anzi, impedire alla gente di pensare utilizzando l'ozio nella maniera giusta; la "De Otio" di Lucio Anneo Seneca  richiama proprio alla contemplazione delle cose, delle persone e dei loro atti, intendendo con il termine "contemplazione"  l'atto di osservare qualcosa attentamente e a lungo, cercare con raziocinio un appagante utilizzo delle proprie capacità mentali.

Semplice, no?

Eppure oggi i ritmi frenetici (volutamente) della vita ci allontanano da questa capacità che tutti noi abbiamo, e non ci viene consentito di farci una nostra "contemplazione" neppure quando i ritmi lavorativi scemano, entrano in ballo altre soluzione per non fare pensare le persone, la televisione è la più produttiva, specie se il suo utilizzo è partito da una età molto giovane.

 

Altro aspetto, lo Stillicidio, Hitler era solito dire che La propaganda efficace deve limitarsi a poche semplici necessità, e quindi esprimerle in poche formule stereotipate. [...] solo la ripetizione costante riuscirà alla fine a imprimere un concetto nella memoria di una folla.

Interessante concetto, purtroppo reale.

Mi si potrà obbiettare che nei miei scritti ogni nota negativa riguardo al "gregge" viene ampliato e fortificato, ma voglio far presente ancora due aforismi di Hitler, La propaganda non deve servire la verità, specialmente perché questa potrebbe favorire l'avversario e ancora: In una riunione di massa il pensiero è eliminato. E siccome è proprio questo lo stato mentale che io voglio, perché fa della folla una vera cassa armonica che vibra ai miei discorsi, io ordino a tutti di assistere alle riunioni... (citato in Furio Jesi, Sopravvivenze esoteriche, in Mito, Nino Aragno Editore, 2008)

Il pericolo di recrudescenze è sempre in atto, bisogna sempre mantenere alta la guardia.

Un'altre tecnica usate per spargere propaganda è quella di dare dei soprannomi a qualcuno, marcarlo a fuoco con epiteti e maldicenza permette di trasformarlo in qualcosa che non è, riconoscendogli una accezione negativa; fascista, comunista, No global, terrorista, ma anche  radicale, codardo, controcultura ecc…

 

Alfredo Canovi

 

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