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Riflessioni Filosofiche   a cura di Carlo Vespa   Indice

Teonomasiologia.
Studio comparato dei nomi degli dèi

Di Carlo Forin   carlo.forin1@virgilio.it - dicembre 2006

Saluto i lettori di Riflessioni.
Mi chiamo Carlo Forin e sono nato il 1.06.1948: 58 anni suonati.
Mi sono laureato in sociologia ed in economia e commercio negli anni ’70.
Poi ho fatto attività finanziaria finchè un’emorragia cerebrale mi ha buttato fuori dal campo e regalato al ‘cibum che solum è mio et io nacqui per lui’: la sociologia dell’antico, o della protostoria.

E’ una materia che nasce con me attraverso lo studio comparato dei nomi degli dèi.
G. Dumezil ha creduto di poter studiare addirittura ‘gli dèi’, ovvero le loro culture protostoriche, mentre i sociologi non hanno osato finora affrontare lo studio delle società antiche probabilmente ritenendo di non aver accesso ad una osservazione diretta (L’osservazione filtrata da altri non ha valore).
I nomi degli dèi sono i reperti linguistici rimasti intatti (o quasi intatti) capaci di farci perforare la barriera del tempo; ci consentono l’osservazione diretta come ce la dà l’archeologia degli oggetti. Il passare del tempo accumula ideologia nella testa degli uomini, cioè altera la realtà vissuta attraverso la tradizione –Tizio dice che Caio ha scritto che Sempronio diceva -: il risultato finale è una realtà diversa da quello che è stato.

Accade giusto come nel gioco del telefono senza fili: se sono tanti i bimbi a comunicare una parola nell’orecchio di un altro l’ultimo avrà sentito un qualcosa di diverso da quello che il primo ha pronunciato.

Gli oggetti (es.: una statuetta itifallica) restano uguali, ma i loro nomi cambiano con le lingue che attraversano, meno i nomi degli dèi. TI è vita, in sumero e freccia, e IT è Sole in accado, il nome di un dio; IT TI TI è il nome di un popolo –generazione della vita del Sole- (iti etrusche, idi latine –giorno del Sole-).

L’iter il cammino, < IT ER sentiero del Sole, passa come una sagitta, freccia (SAG TI TA –luogo TA testa SAG di vita(morte)-) per il nome del popolo e si disperde.

Il nome di un popolo, i Narti, immerso in tante leggende ossete, ha portato l’ideologia di Dumezil a leggere i resti del passaggio del popolo indoeuropeo sul Caucaso, quando la ‘letteratura Nar’ indica tutto ciò che è stato scritto sulla dinastia accada (G. DUMEZIL, Il libro degli Eroi, Milano 1969). NAR TI è appunto ‘vita/generazione NAR’, nome originato probabilmente da NAR AM SIN, nipote di Sargon regnante dal 2254 al 2218.

IT ER, il sentiero del Sole, passa ogni giorno per la notte (nox < NU GH, negazione della luce del Sole) e la memoria è ME MUR IA, luogo (IA) di vita-morte (MUR) del ME.

TI ME è ‘vita del ME’, time ingl. tempo, come si può leggere in www.biuso.it/testi.htm Comincio le mie riflessioni attraverso un giochino a rimbalzella, di sito in sito. Avremmo potuto iniziare lo stesso ragionamento da www.nomix.it/rubrica_onomasiologia

Le mie riflessioni sul web sono iniziate cinque anni fa, su www.siagrio.it/Antares. Nel dicembre 2006 sono 113 articoli, conservati sotto a Indice, meno quelli di quest’anno.

Il 25 novembre 2006 ho raccontato che cosa sia l’archeologia linguistica (fatta attraverso la TO – teonomasiologia) ad un convegno di Gruppi Archeologici ad Aquileia. Archeomedia riferisce: www.archeomedia.net/

Ho cercato di spiegarmi il nome del monte Altare, al centro della mia Città - Vittorio Veneto. Era monte de Antares e colo maledicto, nel 1435. Antares come la stella? Come la stella. Per il dr Luigi Malnati, nel 1999 Soprintendente archeologico del Veneto, un apax legomenon. Non doveva esserci per gli Indoeuropei. Pian piano mi sono convinto che loro erano dei fantasmi.

Per superare la barriera ideologica che nega consapevolmente l'errore e blocca anche le pubblicazioni 'eretiche' sono dovuto ricorrere ad una colletta: un centinaio di cittadini, incontrati uno per uno mi hanno fatto stampare il mio libretto: ANTARES dagli Dei di Babele alle lingue d'Europa.

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La teonomasiologia è uno strumento d'indagine capace di 'rivelazioni' sull'antichismo. Una di queste viene raccontata su www.tellusfolio.it/ ovvero: il canone, cioè il pensiero fossilizzato nel tempo, ci ha nascosto Apuleio come gnostico.

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Riflessioni.it ve ne dà l'opportunità qui di seguito.

 

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