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Nella rubrica "Riflessioni sul Senso della Vita":

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Riflessioni Filosofiche (Testi)    a cura di Carlo Vespa

 

 

"la relazione presentata non ha altro intento che quello di offrirsi come luogo di dialogo e conoscenza di e tra voci autorevoli della tradizione spirituale cristiana, delle vie sapienziali e della cultura, con l'unico scopo di creare affezione per la lettura ed offrire stimoli e riferimenti per un personale percorso di approfondimento diretto sui testi indicati che l'autore si è limitato a raccogliere ed ordinare".
 

Il VUOTO INTERIORE
di
Beppe Fragomeni


Premessa

 

Tratteremo questo tema in modo un pò inconsueto: daremo cioè spazio e voce a tradizioni diverse, lasciando ad ognuna il commento dei propri testi. Proporremo testi e commenti Tantra, Tao Te Ching  e  del  Misticismo Cristiano.

 

Potrebbe sembrare imprudente accogliere nella stessa relazione tradizioni tanto lontane per chiarire uno stesso concetto Ma non vi saranno raffronti né contrasti, perché noi non commenteremo i testi delle tradizioni orientali, e queste non commenteranno i nostri.  Di più, il vuoto interiore, come lo spirito, è un valore fondante, universale, lo stesso per tutti e per ciascuno. Non c’è un vuoto nostro da difendere e uno altrui da  disprezzare, né una religione estrinseca, superficiale da accettare o rifiutare: il discorso sul vuoto si colloca al di là della dialettica degli opposti, oltre  il principio di non contraddizione e del terzo escluso, e si sviluppa secondo la  “logica”  della mistica, che si fonda sulla coincidentia oppositorum  -  la “ identità degli opposti” -  e sui “concetti  dialettici”.
Che poi, per la nostra razionalità duale, questo modo di procedere importi una assurdità, è  evidente: si tratta di un paradosso. Ma non ne consegue che le cose cui si giunge debbano essere assurde.
Scrive Marco Vannini nel prologo al suo La mistica delle grandi religioni, Mondatori, Milano 2004:
“Religioni come luogo di separatezza, di distinzione, spesso di opposizione e conflitto: non v’è dubbio che sia così; ma anche
religioni come luogo di incontro e unione tra gli uomini, proprio in ciò che l’uomo ha di fondamentale.
Il primo senso è quello legato alla dimensione superficiale, super-stiziosa appunto, rappresentativa, determinata, sociale e psicologica, delle religioni;
il secondo è quello che si esprime nella loro dimensione profonda, universale, spirituale, che oggi si indica spesso col termine “mistica”. In tale senso notava, ad esempio, Simone Weil (in Lettera a un  religioso, Adelphi, Milano 1996, p. 49) come i mistici di quasi tutte le religioni si assomigliano fin quasi all’identità”.

 

 

à l a y a

 

Da  Tantra - la comprensione suprema - di Bhagvan Rajneesh, Bompiani Milano

 

Alaya  è  un  termine  buddista. Vuol dire  “la dimora”.   E’  la  dimora interna, il vuoto interno, il cielo interno.

 

Poichè àlaya non è mai nata
non conosce macchia né ostruzione

 

La tua purezza interna  è assoluta!  E’ impossibile macchiarla. Perciò non preoccuparti! Il tuo essere interno non è mai nato (e) non può morire. Dalla sorgente viene ogni cosa. E’ inutile che tu  ti intrometta.  Non cercare di spingere il fiume, che  già scorre per conto suo verso il mare. Lascia che le cose succedano.
Il mondo va avanti anche senza di te: i fiumi scorrono verso il mare, le stelle si muovono nel cielo, il sole sorge al mattino, le 
stagioni  si succedono, gli alberi crescono, mettono fiori e foglie, poi  invecchia- no e muoiono. Il tutto va avanti senza di te. Non sei capace di lasciarti in pace, di restare sciolto e naturale e di lasciarti trasportare dal tutto?

Non c’è bisogno di migliorarsi, non c’è bisogno di cambiare. Resta sciolto e naturale, e i miglioramenti verranno da sé.

Sarai trasformato, ma non per opera tua.

Se tu (in quanto “io”)  cerchi  di trasformarti,  è come  se cercassi  di sollevarti da solo tirandoti su per i lacci delle scarpe. Non provarci neppure. Entra nella “dimora interna” e limitati ad aspettare, consapevole  che  non  è possibile migliorare nulla. Le cose sono già al meglio delle loro possibilità. Non devi far altro che goderne. Tutto è pronto per la celebrazione, non manca nulla: non farti prendere dalla smania di assurde attività. E lavorare alla propria crescita, alla crescita spirituale dell’io è una delle attività più assurde.

 

...Non conosce né macchia né ostruzione.

 

Puoi aver fatto milioni di cose. Non preoccuparti: nessuna tua azione può macchiare il tuo essere interno o renderlo impuro. (*)