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Riflessioni sull'Antroposofia. La Scienza dello Spirito

Riflessioni sull'Antroposofia

La Scienza dello Spirito

di Tiziano Bellucci   indice articoli

 

Da Gesù a Cristo. Riflessioni antroposofiche sul Vangelo di Giovanni.

 

Il colloquio con Nicodemo

Commento e interpretazione antroposofica a cura di Tiziano Bellucci

- Dicembre 2016

 

 

Il Colloquio con NICODEMO” dal Vangelo di Giovanni 3,1,

 

3:1 C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore (ammaestratore) venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui».

Nicodemo è una personalità importante: un capo, un iniziato giudeo istruito ai misteri antichi: una sorta di “Cardinale“ dei tempi antichi. Viene dal Cristo di nascosto dagli altri giudei, che avrebbero mal visto questo “incontro”. Egli viene con reale interesse dal Cristo, perché lo riconosce verace. Il fatto che avvenga di “notte” può stare anche ad indicare che essi s’incontrano nella sfera chiaroveggente, nel mondo astrale o spirituale. Essi colloquiano al di fuori del corpo fisico, nel mondo spirituale.

In tutto il colloquio con Nicodemo, il Cristo parla della rinascita dell’anima: Egli sa di stare parlando con un iniziato, capace di vedere con occhi spirituali.

 

3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere

La “nuova nascita” corrisponde ad una “rinascita” che avviene a chi persegue una via d’iniziazione. Si tratta di un risveglio del proprio spirito che si affaccia timidamente entro l’anima umana; che significa al contempo anche la liberazione del discepolo dalla limitata condizione umana. Per acquisire la chiaroveggenza, per “vedere il regno di Dio” occorre trasformare la propria anima, dotandola di nuovi organi di percezione. Che corrisponde a far “nascere” quell’uomo interiore chiamato anche “figlio dell’uomo”: è questo che deve venir partorito. Nicodemo risponde in modo quasi ingenuo, come se non conoscesse il “principio iniziatico. Poco più avanti infatti il Cristo, stupito, lo redarguisce: “Tu sei maestro d'Israele e non sai queste cose?”

 

5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito (Pneuma/soffio, aria), non può entrare nel regno di Dio.

Nascere d’acqua e d’aria: si tratta di una vera e propria rinascita che si compie tramite procedure esoteriche, attraverso due livelli.

- L’ “acqua” simbolizza il primo gradino della disciplina occulta: la preparazione o purificazione del proprio corpo astrale ed eterico, tramite lo studio e il perfezionamento del proprio carattere è un processo “di lavaggio” di sé. In termini occulti significa sperimentare il contenuto del proprio corpo eterico o corpo fluido, corpo d’acqua: l’acquisizione della coscienza immaginativa.

- Il secondo termine “spirito” è stato tradotto dal termine greco “Pneuma”, che non significa solo spirito, ma Aria, soffio vitale. L’elemento “pneumatico”, rappresenta il secondo gradino: sperimentare il contenuto del proprio corpo astrale, o corpo d’aria: conquista della coscienza ispirata. Questo significa contemporaneamente l’attivazione dei centri di percezione spirituale entro il corpo astrale o “spiritualizzazione del processo percettivo”. Con la coscienza ispirata si “inspirano” gli esseri e i processi spirituali, conseguendo una conoscenza superiore se di essi.

Nascere due volte significa sapere di essere nato la prima volta a mezzo delle forze lunari che vengono dal basso (forze dell’acqua, del fluido), e di rinascere una seconda volta poi con le forze solari che vengono dall’alto, simbolizzate dalla colomba (Spirito Santo) che discende dall’alto sulla testa di Gesù Cristo. La prima nascita è una nascita naturale spontanea, la seconda deve essere voluta, ricercata: può accadere solo se un uomo la desidera, se fa qualcosa per accoglierla nella direzione di dare un nuovo senso alla propria esistenza, ricercandola in un contesto spirituale.

 

Diventare provvisti di una nuova sapienza, di un nuovo carattere e di nuovi organi di percezione significa rinascere dall’acqua e dall’aria (spirito). Così come l’acqua ha a che fare con l’elemento fluido, che “lava” la mente (studio), l’anima e il carattere del discepolo (purezza) lo spirito ha come elemento corrispondente l’aria (il soffio di Dio- ruach Elohim- che vivificò l’anima di Adamo), il quale simbolizza la capacità acquisita dal discepolo di “inspirare l’essenza dello spirito” e di farsi istruire da essa, di trarne esperienza. Lo spirito brucia il velo della materia, per vedere al di là di essa. L’acqua prepara, lo spirito apre la strada alla visione veggente.

 

6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito.”

Nei tempi antichi, della lemuria e dell’atlantide, nei primordi terrestri gli uomini non avevano un corpo solido, nascevano dagli stati fuoco, aria e acqua e senza giungere all’elemento solido. Non vi erano nati dalla carne, perché essa non era ancora arrivata a manifestazione come sostanza. Questa condizione donava a loro notevoli capacità chiaroveggenti spontanee, non essendovi interferenze degli organi fisici che si frammischiavano alle percezioni animiche. Erano infatti ricettivi nei confronti di immaginazione e ispirazioni.

A mezzo della pratica occulta il discepolo contemporaneo “di carne”, diventa simile a quegli antichi uomini: realizza una condizione simile al passato: diviene capace di pensare sentire e volere senza poggiare sul corpo, senza passare attraverso il sangue e la carne. La coscienza di sviluppa poggiando solo sul corpo eterico (che rappresenta l’elemento fluido, acqueo) e sul corpo astrale (elemento aereo, pneumatico). Si giunge ad arrivare a conseguire come l’antico lemurico e atlantideo, immaginazioni e ispirazioni.

Di fatto, il Cristo parla con Nicodemo di un procedimento operativo che si deve attuare nella costituzione occulta dell’aspirante all’iniziazione: diventare capaci di svincolarsi dall’organismo fisico corporeo per sviluppare una vita indipendente dall’attività neurosensoriale fisica.

Rinascere dall’acqua: usare il corpo eterico come organo di percezione.

Rinascere dallo spirito, dall’aria: usare il corpo astrale come organo di percezione.

 

Tutto il discorso con Nicodemo e il Cristo accenna oltre che all’iniziazione individuale del singolo discepolo, anche ad uno stato futuro verso il quale l’intera umanità dovrà evolversi.

Il Cristo dice che l'uomo dopo aver fatto tutte le esperienze possibili nella materia solida, solo nella quale e` stato possibile costruire e quindi ottenere la coscienza, egli deve tornare ad ascendere a quelle regioni dapprima liquide, poi aeriformi, sino a giungere al fuoco.

Da essere di Terra, l’uomo evolverà in una futura esistenza in essere acqueo-eterico (Era di Giove), poi in essere di aria-astrale, (Era di Venere) per poi divenire essere di Fuoco-io. (Era di Vulcano).

L'esperienza materiale è fondamentale per l'uomo: egli è provenuto dallo stato di fuoco e si è condensato gradatamente in stati più densi. Se egli fosse rimasto costituito di fuoco, aria e acqua senza esser passato per la sostanza densa, non avrebbe potuto ascendere di nuovo a tali stati della materia portando con se` l'attuale stato di coscienza.

In passato l'umano, come si è detto, proviene da tali stati; la differenza che sta "nel tornare" a tali condizioni è racchiusa nel fatto che in quel lontano passato egli non era cosciente di sé stesso; in quel futuro invece ne sarà pienamente cosciente.

Questa consapevolezza l'uomo deve recarla in sé; come egli è provenuto da stati differenti e conseguenti di aria e acqua, egli vi deve riascendere ora, ma in condizioni di coscienza indipendente e libera.

 

7 Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».

Il Cristo proclama la netta differenza fra la condizione materiale e quella spirituale; chi ha solo un corpo, senza Io, come gli animali, le piante, i minerali, non ha possibilità di pensare in modo consapevole; chi ha in sé lo Spirito, (l'Io) ha in sé le doti e le qualità, di un essere divino pensante.

Coloro che sono “nati da carne”, sono i pensieri materialisti e morti nati dal sistema nervoso e dei sensi: i pensieri vivi e spirituali, sono quelli nati dallo spirito, dall’io umano.

 

Come il vento soffia dove vuole e se ne ode il rumore senza conoscerne le origini, così avviene di qualsiasi entità o essere che proviene dallo Spirito e si accinge ad intraprendere una comunicazione con il discepolo. L’uomo ha sentore di essere di natura immortale, divina: lo sente nel suo pensiero. Il Cristo dice: “Tu vedi l’aura degli esseri spirituali e senti il loro suono, li vedi e li odi molto bene, ma poiché essi ti parlano il linguaggio dello Spirito, tu non puoi comprenderli, né sapere da dove gli vengano quelle cose e cosa vogliano dire con esse”.

 

Tiziano Bellucci

 

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