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Riflessioni in forma di conversazioni | Interviste a personaggi della cultura italiana e straniera

Riflessioni in forma di conversazioni

di Doriano Fasoli

Interviste a personaggi della cultura italiana e straniera - Indice


Adagio.

Conversazione con Francesco Gana
di Doriano Fasoli per Riflessioni.it - maggio 2007

Quando gli si chiede come è nata l’idea di avviare una collana di studi musicali, e perché chiamarla “Adagio”, Francesco Gana, Direttore della Casa editrice Astrolabio (che ha la sua sede a Roma), con piglio deciso risponde così: “Nasce dalla constatazione che, sebbene l’editoria musicale in Italia sia stata, negli ultimi quarant’anni, straordinariamente ricca e informata, la scarsità sempre crescente di pubblico, e l’attuale miseria dei punti vendita, hanno limitato molto la possibilità di produrre titoli e ha fatto sparire dal mercato opere di enorme importanza”.

 

Cosa vi siete chiesti dunque, voi dell’Astrolabio?

È possibile oggi un’editoria musicale capace di sopportare sia la scarsità di pubblico (in Italia praticamente non esiste educazione musicale) sia lo strangolamento, anch’esso sempre crescente, dell’editore di catalogo, quello che mantiene vivi nei limiti del possibile (e talora anche oltre) i titoli che ha pubblicato? La sfida era adatta a noi per molte ragioni…

 

Qual è la principale?

La principale è che l’Astrolabio è tra le poche case editrici sopravvissute alla marea travolgente di condizioni ambientali che dovrebbero darwinianamente far sparire ogni editore di catalogo. Oggi tutta l’organizzazione editoriale, e le strutture che la circondano, tendono a far vivere solo chi è capace di pubblicare un testo, spremerlo al massimo nel minimo tempo possibile, per poi buttarlo. Perciò, se la sfida si può vincere è solo procedendo con estrema cautela, un passo dopo l’altro, senza fretta, adagio, per l’appunto.

 

Allora il nome della collana è davvero un programma! Quali saranno le sue linee portanti?

Vuole essere aperta a ogni approccio: storia della musica, musicologia, teoria musicale, biografie, epistolari, e così via, purché siano testi portatori di qualche contributo innovativo nel loro campo, che cambino qualcosa nel modo di vedere e di studiare un tema. Dunque, non ci limiteremo solo a testi recenti, ma cercheremo di recuperare o riproporre opere del passato di cui ancora oggi si sente il bisogno.

 

Che titolo avete scelto per dare il via a questa iniziativa, e quali testi seguiranno?

La celebrazione del 250-enario della nascita di Mozart imponeva la scelta: il primo titolo uscito in questi giorni è uno studio dell’esimio musicologo tedesco Christoph Wolff sul Requiem di Mozart. La novità principale di questo straordinario lavoro è anzitutto metodologica: l’opera utilizza, integrandoli, tutti gli strumenti a disposizione della ricerca musicale, che a volte possono addirittura entrare in competizione (ad esempio, l’analisi dei documenti e la critica stilistica). La novità è anche storica, dove Wolff mette in luce documenti nuovi che modificano non poco l’immagine corrente del Requiem, come pure, naturalmente, musicale, grazie alle prospettive originali e avvincenti sull’evoluzione stilistica che caratterizza l’opera di Mozart negli anni immediatamente precedenti la sua morte.
(scheda libro: Il Requiem di Mozart. La storia, i documenti, la partitura di Christoph Wolff)

 

E il prossimo testo?

Sarà uno studio di Charles Rosen sulle sonate di Beethoven: un tipico testo di Rosen, fresco, imprevedibile, profondo, vivo, concreto, brillante: insomma, unico. Seguirà una breve ma folgorante opera di Carl Dahlhaus dedicata all’estetica della musica e altri testi che per il lettore appassionato saranno piacevoli sorprese.

 

La cura di questa collana è affidata a un unico esperto?

Per tradizione, le collane Astrolabio non hanno curatori. I consulenti sono più d’uno, non necessariamente in contatto fra loro, e possono avere idee molto diverse, al limite opposte. Il risultato è che queste collane, essendo svincolate da qualsiasi vertice teorico parziale, sono estremamente aperte ai contributi più diversi, sono polivalenti, addirittura eclettiche. Tutto ciò, ovviamente, vuol dire che noi viviamo dell’amicizia e della buona disposizione di coloro che, per cultura e professione, sono in gradi di proporre testi. Per fortuna abbiamo molti amici.


Doriano Fasoli

 

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