Riflessioni in forma di conversazioni
di Doriano FasoliInterviste a personaggi della cultura italiana e straniera
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Il gusto delle cose.
Conversazione con Renata Agodi Doriano Fasoli per Riflessioni.it - giugno 2006
Renata Ago insegna Storia moderna all’Università “La Sapienza” di Roma. Autrice, tra l’altro, de La feudalità in età moderna, ha appena pubblicato per i tipi della Donzelli Il gusto delle cose. Una storia degli oggetti nella Roma del Seicento. scheda libro
Signora Ago, lei scrive che Roma nel XVII secolo è tutt'altro che una città qualunque. Cosa avveniva dunque nella Roma secentesca? Perché era così particolare?
Roma non era un città qualunque perché era la sede del papato e quindi richiamava pellegrini, diplomatici ed ecclesiastici da tutta l'Europa cattolica; la sua corte era numerosa e sia il papa sia i cardinali erano spesso grandi mecenati, che promuovevano tutte le forme di arte e stimolavano le produzioni di lusso; ma non era una città qualunque anche perché era stata la capitale dell'impero romano: qui si trovavano le vestigia più importanti di un passato grandioso, e artisti e letterati vi convergevano per studiarli e trarne ispirazione. Roma era quindi una città particolarmente cosmopolita e all'avanguardia sul piano artistico.
Quali erano gli oggetti che la società d'allora più diffusamente accumulava? E con quale intento?
A Roma si producevano, si importavano e si vendevano merci di tutti i tipi, comprese quelle più nuove. E anche persone meno ricche e potenti dei nobili, come gli stessi artisti, gli artigiani di successo, i notai, i medici e gli avvocati potevano riempire le proprie case di arredi elaborati e soprattutto di quadri: la passione per la pittura era diffusissima. L'intento era naturalmente quello di mantenere un tenore di vita rispettabile, ma le cose più belle e più care si conservavano e si trasmettevano agli eredi anche per assicurarsi che la propria memoria sopravvivesse nel tempo, oltre i limiti della vita umana.
Gli uomini e le donne si comportavano allo stesso modo o mostravano un diverso atteggiamento nei confronti delle cose?
Le donne erano abitualmente più povere degli uomini del loro stesso ceto e soprattutto erano meno indipendenti dal punto di vista economico, perché erano escluse dalle professioni. Perciò erano più prudenti degli uomini nell'investire denaro in beni puramente voluttuari, ma anche loro spesso dimostravano di provare un vero gusto per le cose che possedevano, custodendole con grande cura e conservandole amorevolmente. L'accusa di essere delle spendaccione e di inseguire la moda, diffusa già allora, era però generalmente infondata.
E verso i libri si nutrivano grandi passioni in quel periodo? Esistevano già i collezionisti?
Nel '600 le persone che sapevano leggere e scrivere erano una minoranza e quindi erano poche le case in cui si trovavano dei libri. Eppure anche artigiani e mercanti potevano possedere delle belle biblioteche, composte da libri di devozione ma anche da raccolte di poesie o da romanzi oppure da libri che fornivano istruzioni pratiche su come scrivere o come parlare con eleganza.
Quali erano gli oggetti galanti?
La caratteristica di questo periodo è la crescente diffusione di oggetti la cui principale funzione era di sottolineare l'eleganza della persona che li possedeva come, per esempio, i ventagli, le tabacchiere o le porcellane. Non mancavano i soprammobili e gli oggetti decorativi, come i fiori di seta o le statuine di terracotta, che erano di gran moda. E cominciavano a diffondersi anche le ciprie, le creme di bellezza e i profumi.
Che tipo di fonti ha privilegiato per la sua documentazione?
I nostri antenati avevano verso le cose un atteggiamento molto più rispettoso del nostro. Gli oggetti erano relativamente costosi e venivano quindi trattati con grande cura: a ogni passaggio di generazione o a ogni divisione dei beni se ne faceva un inventario ed erano molte le famiglie in cui si tenevano i conti di tutte le spese. Parte di questi documenti si sono conservati e noi quindi possiamo sapere con grande precisione cosa c'era in una determinata casa - quadri, libri, mobili, soprammobili, biancheria, vestiti, stoviglie, pentole, eccetera - oppure cosa si comprava giornalmente. Questo ci consente di farci un'idea della vita materiale del periodo e anche di capire il gusto per le cose di quelle persone scomparse da tempo.
Doriano Fasoli


