Riflessioni in forma di conversazioni
di Doriano FasoliInterviste a personaggi della cultura italiana e straniera
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Dopo aver pubblicato, nell’87, tutta l’opera di Albert Camus, con introduzione e apparato critico di Roger Grenier (in collaborazione con Maria Teresa Giaveri), la casa editrice Bompiani mandò qualche tempo dopo in libreria i Taccuini (in tre volumi) con prefazione dello stesso Grenier. Il quale, a suo tempo, aveva già curato l’edizione francese dell’Opera omnia di Camus per il «Club de l’honnête homme». Fine esegeta e per lunghi anni amico dell’autore del Mito di Sisifo, al quale ha dedicato un prezioso saggio che ne racchiude la biografia intellettuale (Albert Camus, Soleil et Ombre, Gallimard 1987), Roger Grenier vive a Parigi. L’occasione per incontrarlo e porgli alcune domande proprio su colui che – morto in un incidente automobilistico a Sens il 4 gennaio 1960 - «per strada, non nei libri», aveva imparato la miseria, ci fu offerta dall’uscita, nei primi anni Novanta, e sempre per Bompiani, di Tutto il teatro di Camus. Il volume (con introduzione di Guido Davico Bonino) comprende: Il Malinteso, Caligola, I Giusti, Lo Stato d’Assedio.