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di Pier Angelo Piai      indice articoli


Sulla veridicità delle Sacre Scritture

Risposta ad una lettera "Sullo show di Benigni" apparsa sul Messaggero Veneto del 24 gennaio 2015 .    Febbraio 2015

 

Abusando della cortese ospitalità del Messaggero Veneto, vorrei tornare sulle “Lezioni di Catechismo” recentemente impartite al popolo italiano dal “teologo” Benigni, al modico prezzo di 1 milione di euro l’ora; ovvero 400.000 euro per Comandamento!
I suoi fans sostengono che si è trattato di un programma di alto profilo culturale; ma in tal caso, dato che la cultura non può essere di parte, Benigni avrebbe dovuto tener conto anche dei milioni di telespettatori “non allineati” e pertanto doveva evidenziare i non pochi aspetti critici (per non dire sconcertanti) dei Dieci Comandamenti; e non si tratta di questioni di poco conto, ma di autentici “macigni” che non possono non sollevare seri dubbi sulla asserita paternità divina delle Tavole e sulla credibilità stessa dei racconti biblici, Esodo compreso.
Sorvolando, per brevità, sull’omologazione della schiavitù in un paio di Comandamenti (“... il settimo giorno fai riposare anche... lo schiavo e il suo bestiame”, “non desiderare... lo schiavo e la schiava d’altri”), il più eclatante degli aspetti che Benigni ha sottaciuto consiste nel fatto che nei Dieci Comandamenti - così come nei 4.000 anni di storia narrati nel Vecchio Testamento - non solo non si fa alcun riferimento alla Vita Eterna (e quindi alla sopravvivenza dell’anima e a un Dio che premia o castiga nell’aldilà), ma la si esclude, implicitamente, allorché si precisa (1 ? Comandamento) che i buoni vivranno più a lungo e che “le colpe dei padri ricadranno sui figli fino alla terza-quarta generazione”: in sostanza, secondo la legge mosaica, tutto è temporale, tutto si risolve su questa terra; esattamente l’opposto dell’insegnamento evangelico e dell’etica cristiana!
Per quanto riguarda l’autenticità e la credibilità dei fatti narrati nell’Antico Testamento, a parte la creazione descritta nella Genesi (clamorosamente smentita dalla Scienza), a parte il fantasioso “Diluvio universale” confuso con le disastrose frequenti inondazioni dell’epoca, a parte il miracolo del Mar Rosso che si apre per far passare il “popolo prediletto” e poi si chiude inghiottendo migliaia di soldati che avevano il solo torto di obbedire al Faraone, a parte l’assurdità del test di Dio sulla fedeltà di Abramo che con la messa in scena di un sacrificio fasullo terrorizza e traumatizza a vita il figlio Isacco, a parte tutti questi incredibili racconti ed altri ancora più assurdi e illogici, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché dovrei prestar fede alla straordinaria avventura di Giona (sopravvissuto, secondo la Bibbia, ad un naufragio dopo aver vissuto per 3 giorni e tre notti nella pancia di una balena prima di essere vomitato, ancor vivo, a riva) e non alla storia di Pinocchio e di Geppetto ugualmente sopravvissuti ad un naufragio, grazie alla proverbiale ospitalità dei cetacei...
Concludendo, voglio solo sperare che quando il Papa ha telefonato a Benigni per complimentarsi della sua performance, gli abbia imposto di destinare l’intero compenso (fatta salva la percentuale spettante al Pd) a coloro che faticano ad arrivare a fine mese e, subito dopo, abbia maledetto “in aeternum” (o quantomeno fino alla terza-quarta generazione) quei dirigenti Rai che hanno ritenuto cosa buona e giusta retribuire (coi soldi pubblici!) 2 serate di un comico con un compenso pari a 200 anni di lavoro di un operaio!

 

   Osvaldo Guerra

 

 

COMMENTO PERSONALE

 

L'autore della lettera apparsa sul Messaggero Veneto del 24.01.2015 (“Sullo show di Benigni”) elenca alcuni fatti ed episodi biblici di cui dubita fortemente l'autenticità perché, a parer suo, cozzano contro i principi più logici della ragione umana.

Premetto che ognuno è libero di esprimere ciò che pensa, pur nel rispetto della Verità e della sensibilità più profonda degli altri. L'impressione mia è che con l'elenco dei suoi dubbi, per quanto legittimi, ci sia l'intenzione di liquidare l'Antico Testamento tanto caro non solo agli ebrei, ma anche ai cristiani.

In questo caso, se dovessimo annullare la consistenza rivelatrice di questa prima parte della Sacra Scrittura, dovremmo rigettare anche le parole di Gesù che si riferivano ad essa e di conseguenza dichiarare che il Nuovo Testamento è una mera invenzione umana senza mezzi termini.

Gesù affermava che era venuto a portare a compimento la legge: «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. (Matteo 5:17-18)

Non dimentichiamo che l'Antico Testamento deve essere letto alla luce dl Nuovo Testamento. La Sacra Scrittura dovrebbe essere interpretata anche considerando gli stili letterari e la "sitz in leben": per questo esiste l'ermeneutica biblica che prende in considerazione i principi che devono essere applicati per comprendere rettamente la Bibbia.

Oggi è importante tener conto di tanti fattori ed elementi interpretativi, senza ignorare i metodi e le scuole di ermeneutica biblica attraverso la storia (la scuola letterale - storica - grammaticale; la scuola allegorico/simbolica; la scuola critica; la critica delle forme; la critica delle fonti; la critica della redazione; lo strutturalismo; il decostruzionismo; la scuola devozionale ecc.)

Se l'Antico Testamento andava bene per Gesù e Lui lo considerava verità storica, perché non dovremmo accettarlo alla luce degli odierni strumenti interpretativi più significativi?

Gesù fa costantemente riferimento all'Antico Testamento: "Voi Giudei investigate le Scritture. Esse son quelle che rendono testimonianza di me". (Gv ,5-39)

Ancora più noto è il momento in cui Gesù riprese Cleopa, insieme ad un altro discepolo non nominato, mentre camminavano sulla strada per Emmaus in quella prima domenica pasquale, dicendo, "«O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?» E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, Gesù spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano" (Luca 24:25-27).

Intelligenti pauca.

   Pier Angelo Piai

 

 

Replica apparsa sul Messaggero Veneto il 1 febbraio 2015

 

Il signor Piai di Cividale, in polemica con una mia lettera al M.V. con cui contestavo (sia in termini teologici che “monetari”) lo show televisivo di Benigni sui 10 Comandamenti disapprova il mio scetticismo sulla credibilità dei fatti narrati nell'Antico Testamento. Al mio cortese interlocutore replico citando quanto sostiene Mario Liverani (professore di Storia del Vicino Oriente Antico - Università la Sapienza di Roma): «Gli Ebrei, come del resto tanti altri popoli, si sono dati un mito delle origini nel momento in cui ne avevano più bisogno... occorreva dare un passato nobile a un popolo che rischiava di perdere la propria identità... Oggi si potrebbero accostare quelle pagine del Vecchio Testamento ad un documento di propaganda politica» .

Sempre secondo Liverani, molte narrazioni bibliche si sono ispirate a fonti più remote (secondo il classico “copia e incolla”): i Dieci Comandamenti assomigliano incredibilmente alla raccolta di leggi del re babilonese Hammurabi vissuto nel XVIII secolo a.C.; il Diluvio universale si trova già nel poema epico di Gilgamesh, eroe babilonese del 2000 a.C; l'episodio di Eva e la mela è tratto da una leggenda sumera raccontata da un documento (“Cilindro della tentazione”) che è conservato presso il British Museum di Londra e che risale a 20 secoli prima che venisse redatta la Bibbia!

 

   Osvaldo Guerra Udine

 

 

In risposta a Osvaldo Guerra

 

L'INTELLIGENZA NELL'INTERPRETARE LE SACRE SCRITTURE

 

Nella mia ultima lettera citata dal sig. Osvaldo Guerra, più che contestare i suoi dubbi (e chi non li ha?), intendevo portare il mio modesto contributo culturale mettendo in evidenza che l’Antico Testamento va letto alla luce del Nuovo Testamento, il quale ha una novità assoluta: Gesù Cristo, che per gran parte dei cristiani è l’Incarnazione storica di Dio che si fa "uomo" assumendo realmente la nostra umanità. Questo significa che ha assunto la carne e l'anima umana, quindi anche gli usi e le tradizioni del suo popolo. Ma il suo popolo ebraico non è sorto dal nulla: la sua identità si è formata in un contesto antropologico e culturale molto più amplio e dinamico di ciò che comunemente si pensa. Del resto anche ognuno di noi è quello che è grazie all’educazione ed a tutti gli input culturali che assimila evolvendosi (oltre che al suo personale DNA). Lo stesso nostro linguaggio viene ereditato e contribuisce ad elaborare le categorie mentali con cui interpretiamo la realtà percepita.

Quando parlavo di un creativo ed intelligente utilizzo dell’ermeneutica, volevo sottolineare che è importante individuare l’uso dei generi letterari e la "sitz im leben" (ambiente nella vita) in cui sono stati scritti gli antichi testi biblici. Uno studioso serio sa che il metodo ermeneutico applicato alla Bibbia è stato utilizzato da secoli ed ha attraversato periodi molto critici quali l'Illuminismo ed il Positivismo. Se poi veniamo a scoprire che esistono altre fonti  precedenti di diverse civiltà, fonti molto simili a quelle bibliche (come quelle che accennava il sig. Osvaldo), mi sembra riduttivo liquidare il Vecchio Testamento come una propaganda politica!
Al contrario, alla luce del Nuovo Testamento, ciò convalida il fatto che il Vecchio prefigura concretamente l’Incarnazione: la stessa Bibbia ci indica che il popolo ebraico nasce in un contesto culturale preesistente, facendo propria l’esperienza vissuta (ricordiamo che Abramo proviene da "Ur dei Caldei") ed elaborandola in un orizzonte monoteistico trascendente (Rivelazione) che i Vangeli non hanno mai rigettato. Ribadisco che questa “Rivelazione” va letta avendo come punto di riferimento Gesù Cristo, al quale le stesse Sacre Scritture si riferivano, come lui affermava. Altrimenti dovremmo considerare sia l'Antico che il Nuovo Testamento un'affascinante letteratura mitologica, ma senza fondamenti storici. Il che vanificherebbe lo studio serio e profondo di moltissimi esegeti e critici, iniziando dai Padri della Chiesa sino ai nostri giorni.
Con tutte le conseguenze che possiamo immaginare osservando l'orizzonte degli attuali tragici eventi mondiali.

 

  Pier Angelo Piai
   www.mondocrea.it

 


Altre Riflessioni sul Cristianesimo

 


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