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Riflessioni sulla Cultura Vedica

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di Parabhakti dasindice articoli

 

La storia di Jagannath, Baladeva e Subhadra e lo snana-yatra

Novembre 2010

 

Jagannath, Baladeva e Subhadra“Quando Krishna era in questo mondo a Dwarka, a volte di notte piangeva per la separazione da Radharani e dagli abitanti a Vrindavana. I residenti di Vrindavana avevano un cuore semplice ed erano animati dal puro amore. Le regine di Dwarka chiesero a Rohini-devi: per favore narraci i passatempi di Krishna a Vrindavana, perché tra tutti gli abitanti di Dwarka, solo Krishna, Balarama e tu stessa, siete vissuti a Vrindavana.
Rohini la madre di Balarama, ammonì: ‘Se io incomincio a parlare dei passatempi di Vrindavana, Krishna e Balarama mi sentiranno e correranno immediatamente a Vrindavana dalla quale non andranno più via. Non saranno più in grado di controllare il loro amore per i Brijabasi (abitanti di Vrindavana) e saranno sopraffatti da un’estasi incontrollabile. Perciò’, disse Rohini devi, ‘non posso parlarvi di quei divertimenti.’
‘No, no’, dissero le regine, ‘per favore racconta e non appena arriveranno smetterai.’
‘Sicuramente verranno’, aggiunse Rohini.
“Subhadra, Yogamaya, è la figlia di Devaki ed anche la sorella di Krishna e Balarama. Lei disse: ‘Io starò davanti alla porta a fare la guardia, non appena Li vedrò avvicinarsi subito ti avvertirò così potrai smettere.’
Rohini-devi, iniziò allora a narrare i passatempi di Krishna e Balarama a Vrindavana e tutte le regine furono rapite in un ascolto estatico. Subhadra stava di guardia alla porta.
“Immediatamente però Krishna e Balarama capirono che da qualche parte si parlava di Vrindavana e rapidamente Si avvicinarono all’assemblea e Subhadra, anche Lei assorta in un’estasi trascendentale, non riuscì a dire nulla.
Balarama allora si mise da una parte della porta e Krishna dall’altro lato ed ascoltando i meravigliosi passatempi con i pastorelli e le gopi, divennero come di legno; incapaci di muoversi continuarono ad ascoltare. Rohini-devi, non sapeva che erano lì e cominciò a narrare dell’amore di Srimati Radharani attraverso il quale Radharani stessa controlla Krishna. Krishna cadde allora in una profonda estasi chiamata maha-bhava prakasa. I Suoi occhi si dilatarono in grandi cerchi, le braccia e le gambe si ritirarono nel corpo, proprio come quelle di una tartaruga che ritira le sue membra nel guscio. Un meraviglioso e gran sorriso sbocciò sul viso del Signore che rimase lì, come un pezzo di legno. Simultaneamente, gli stessi sintomi estatici si manifestarono in Subhadra e Balarama.
“In quel momento Narada Muni, il grande devoto viaggiatore, apparve sulla scena e quando vide questa maha-bhava prakasa, Krishna nell’estasi dalla separazione da Vrindavana, cominciò a gridare: ‘L’ho visto, L’ho visto, L’ho visto.’
Così Krishna, Balarama e Subhadra uscirono dalla Loro trance e Narada muni danzava e piangeva dall’estasi e dalla gioia. Vi ho visti, nel Vostro estatico sentimento di separazione da Vrindavana. Narada muni chiese allora una benedizione a Krishna: “Fai che in qualche posto di questo mondo queste Vostre forme di Jagannath, Baladeva e Subhadra siano adorate e concedimi la benedizione che chiunque Le veda e Le adori con un cuore puro, possa ottenere l’eterno servizio devozionale. Krishna disse: ‘Così sia!’
Sulle rive dell’oceano c’è una montagna blu chiamata Nilahadri e sulla vetta di questa montagna Io sarò adorato in queste forme di Jagannath, Baladeva e Subhadra, proprio come quelle che hai visto oggi e chiunque Mi adorerà con sincera devozione, otterrà la Mia dimora eterna.
“C’è una storia molto lunga (disse ridendo lo swami) che ora incomincerò a raccontare.
Il re Indradyumna, un grande devoto del Signore, era il governatore del mondo, aveva potere, soldi, bellezza, una meravigliosa famiglia, onori, tutto il desiderabile, ma sentiva ansietà perché desiderava il darsan (la visione) del Signore. Senza vedere Dio, senza servire Dio, a che serve la vita; così si lamentava. Un pellegrino giunse a palazzo e gli disse: il Signore si è manifestato in questo mondo nella forma di Nila-Madhava. Il re allora mandò dei ministri per cercare questa Divinità di Nila-Madhava, uno di questi ministri, Vidyapati che era molto caro al re, si inoltrò nella giungla profonda e scoprì che un gruppo di sabara (allevatori di maiali) adorava segretamente la Divinità di Nila-Madhava. Vidyapati convinse l’adoratore , Visvavasu, a mostrargli la Divinità.
C’era un lago proprio vicino al tempio nella giungla profonda, Vidyapati vide un corvo che semplicemente bevendo da quel lago assunse una forma spirituale eterna e tornò nel mondo spirituale. Visvavasu, sebbene appartenesse a questa bassa classe di uomini, aveva un amore talmente puro per il Signore che Egli si era manifestato nella forma di Nila-Madhava per farsi adorare da lui.
“Ciò è molto istruttivo, non scelse di farsi adorare da grandi eruditi che avevano profonda conoscenza delle Scritture, non decise di farsi adorare da degli asceti, persone austere che si dedicano al celibato nelle zone più selvagge della foresta, non scelse di farsi adorare da famiglie di brahmana (sacerdoti), da famiglie di casta elevata della società, semplicemente scelse di farsi adorare da un semplice uomo di famiglia, la cui occupazione era allevare maiali. Krishna disse nella Bhagavad-gita: ‘Arjuna tu puoi capirMi perché hai devozione per Me e sei Mio amico.’ Visvavasu amava Dio e questo era quello che importava a Krishna.
“Il ministro tornò da Indradyumna e disse: ‘L’ho trovata!’ Il re decise di partire immediatamente. Fecero una processione, ma giusto poco prima di arrivare, ci fu una forte tempesta e le Divinità scomparvero. Quando arrivarono al tempio, le Divinità non c’erano più. Indradyumna si lamentò: ‘È a causa dei miei peccati che non sono in grado di vedere il Signore, quindi digiunerò fino alla morte.’
“Il Signore però gli parlò: ‘La Mia forma di Nila-Madhava è scomparsa, ma Mi rivelerò nuovamente e tu Mi potrai adorare. Nell’oceano, vicino alla montagna di Nilahadri, si manifesteranno tre tronchi che arriveranno dall’oceano, ognuno porterà i simboli di Visnu. Da questi tronchi di legno, tu dovrai scolpire le forme di Krishna, Baladeva e Subhadra. Qualche tempo dopo, i tronchi apparvero… Krishna, Baladeva e Subhadra fluttuavano nell’oceano dell’amore in separazione. Apparve anche uno scultore eccellente. ‘Scolpirò io le Divinità, disse, ma ad una condizione: fino a che non avrò terminato, nessuno potrà entrare nella stanza dove lavoro. Ti avverto, continuò, se qualcuno entrerà prima del termine del lavoro, scomparirò ed il lavoro rimarrà incompleto.’
“Era Visvakarma (l’architetto celeste) che era apparso nella forma di scultore. Maharaja Indradyumna diede la sua parola e lo scultore incominciò la scultura. Il re origliava e sentiva il lavoro procedere. Il tempo previsto per il termine dei lavori era scaduto ma, la scultura non era ancora visibile. Il re divenne allora molto ansioso e ciò che era peggio, non si sentiva più alcun rumore provenire dalla stanza. Nel suo amore per Krishna, cominciò ad agitarsi molto; impazziva dall’ansia. ‘Che sta succedendo? Ma perché da ore e ore non si sente più nessun suono?’ Alla fine perse il controllo e aprì la porta. Davanti ai suoi occhi vide queste tre Divinità che non avevano braccia, non avevano gambe, apparivano incomplete. Allora comprese che lo scultore se n’era andato per sempre perché lui aveva rotto la promessa. La Divinità di Nila-Madhava, si lamentò il re, aveva promesso che sarebbe apparsa per liberare l’intero mondo ma, a causa della mia impazienza, ho rovinato tutto e la Divinità è rimasta incompleta. Per la vergogna, decise di digiunare fino alla morte.
“In quel momento apparve Narada Muni il quale, suonando la vina (strumento musicale), danzando in estasi, piangendo e singhiozzando disse al re: ‘Quanto è propizio! Non capisci? È un piano del Signore per esaudire il Loro voto verso di me, per salvare il mondo intero, Krishna, Baladeva e Subhadra sono apparsi nella loro forma Maha Prakasa. Sono le stesse forme che ho visto a Dwarka quando Krishna, Balarama e Subhadra sono rimasti rapiti dal sentimento di separazione dagli abitanti di Vrindavana. In altre parole, o re, queste sono le Divinità del Signore che manifestano l’estasi dell’amore per i Loro devoti. Devi costruire un meraviglioso tempio sulla cima di questa montagna Nilahadri e adorare le Divinità.’
“Poi avvennero diversi fatti ma ora arriveremo al punto dello snana-yatra. Il tempio fu costruito a Jagannath Puri e le Divinità furono poste su una piattaforma sopraelevata chiamata snanviti. I migliori brahmana recitavano i mantra ed i Visvavai, i discendenti di Visvavasu che erano i servitori intimi del Signore, erano impegnati come pujari (sacerdoti officianti). Iniziò la cerimonia dell’abhiseka (il bagno sacro). Il primo snana-yatra in questo mondo ebbe inizio.
“Le Divinità furono bagnate con tutte le sostanze più propizie, con tutti gli ingredienti e le formule vediche che si usano per dare piacere alle Divinità. Furono poi costruiti tre meravigliosi carri per portare le Divinità al tempio. Iniziò così il primo Ratha-Yatra (sfilata dei carri). Lo snana-yatra è il giorno dell’apparizione e dell’istallazione delle Divinità di Jagannath, Baladeva e Subhadra. A Jagannath Puri si celebra ogni anno, da tempo immemorabile, questa ricorrenza; è il compleanno delle Divinità. Quando il Signore Caitanya Mahaprabhu viveva a Puri, con grande attenzione partecipava allo snana-yatra, ogni anno; una bellissima visione.
“Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura (il Guru di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada) diceva: ‘Non cercate di vedere Krishna, bensì cercate di servirLo affinché Lui sia desideroso di vedervi.’ Srila Prabhupada, sulla base degli insegnamenti degli acarya precedenti, ci ha insegnato questa dolce pratica dell’adorazione, dobbiamo aggiustare la nostra coscienza in modo tale da vedere che Krishna è la radice di ogni cosa. Se diamo acqua alle radici, tutte le altre parti dell’albero saranno soddisfatte. Questo è il motivo per cui, da tempo immemorabile, comunità di persone si sono riunite mettendo al centro l’adorazione delle Divinità. Nella misura in cui noi onoriamo e adoriamo le Divinità, ci sarà pace e armonia tra gli esseri.
“Srila Prabhupada portava un esempio molto semplice: in un lago se voi tirate delle pietre nello stesso punto, i cerchi che si creeranno si espanderanno armoniosamente perché il centro è lo stesso, identico per tutti; di contro, se tirate sassi in diverse direzioni tutte le onde si scontreranno creando confusione. Se noi accettiamo Krishna come centro, il piacere di Krishna come il centro della nostra vita e seguiamo le istruzioni del Guru, le nostre vite saranno piene d’armonia. Se accettiamo di mettere Dio al centro, allora quest’armonia si espanderà nel mondo intero: tra marito e moglie, tra fratelli e sorelle, tra confratelli e consorelle, tra tutti i membri della famiglia spirituale… Perciò i grandi acarya hanno stabilito quest’adorazione nei templi delle Divinità, in modo che le comunità di uomini possano riunirsi e mettere al centro Dio.
“Srila Prabhupada ci ha insegnato che la felicità del devoto è quella di vedere la felicità di Krishna, se proviamo piacere nel vedere Krishna che mangia la nostra offerta di cibo, saremo soddisfatti anche del cibo più semplice. Se proviamo piacere nel vedere Krishna vestito di seta, argenti e gioielli, se proviamo gusto in questa visione, saremo felici anche indossando semplici cortecce d’albero. Se ci sentiamo soddisfatti e felici nel vedere il meraviglioso volto di luna del Signore sull’altare, non saremo più turbati nel vedere i nostri volti rugosi allo specchio. La vera soddisfazione sta nel dare piacere a Krishna.
“In che modo il Signore Caitanya ed i Suoi devoti, celebravano lo snana-yatra? Erano in estasi, grandi feste e preparazioni di cibo venivano offerte a Jagannath, Baladeva e Subhadra. Più grande era l’offerta delle preparazioni, più i devoti erano felici nel vedere che il Signore accettava quest’offerta. Vedere migliaia di persone che cantavano il Santo Nome del Signore, che Lo glorificavano, rendeva così felici il Signore Caitanya ed i Suoi devoti. Se provate piacere nel vedere e sentire Krishna glorificato, non sarete più ossessionati dal cercare di essere glorificati voi stessi.
“Le Divinità del Signore erano adorate così bene! Le sostanze più preziose erano versate sul corpo delle Divinità. Nella stagione delle piogge (la stagione delle piogge è molto calda e lo snana-yatra si celebra all’inizio di questa stagione) le Divinità erano bagnate con sostanze fresche come latte e yogurt e questa visione dava una gran gioia ai devoti che assistevano. In questo modo il Signore Caitanya ed i Suoi devoti provavano la più grande estasi nell’assistere alla cerimonia del bagno delle Divinità di Jagannath, ma che accadde al Signore che per tutto il giorno veniva bagnato? Prabhupada spiega che il Signore Si ammala, Si raffredda e Gli viene la febbre. Vi potrete domandare: com’è è possibile che al Signore venga il raffreddore? Se Lui è Dio ed è trascendente alle influenze della natura materiale, com’è possibile che Si ammali? Dire però che il Signore illimitato non può prendere freddo o avere la febbre, significa, di fatto, limitarLo.
Se il Signore vuole prendersi raffreddore e febbre, nulla può impedirGlielo, Lui è illimitato e ciò significa che non è limitato da nulla che possa o non possa fare...

 

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