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Riflessioni sulla Cultura Vedica

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di Parabhakti dasindice articoli

 

Liberarsi in Occidente o liberarsi dall'Occidente?

Dicembre 2009

 

Paroksa vado vedo jam
Balanam anusasanam 
Karma moksaja karmani 
Vidhatte hy agadam yatha

 

Liberarsi in Occidente o liberarsi dall'Occidente?Le persone sciocche od infantili sono attaccate alle attività interessate materiali, benché il vero scopo della vita sia quello di liberarsi da tali attività. Le ingiunzioni vediche portano, quindi, indirettamente alla via della liberazione, prescrivendo inizialmente le attività religiose interessate, proprio come un padre promette una caramella al bambino per fargli prendere la medicina.  (SB 11.3.44)

 

Questo verso è tratto dallo Srimad Bhagavatam, un’opera monumentale di 18.000 versi che racconta le storie di anime liberate, di come ottenere la liberazione e della relazione con il Supremo.
Nel verso, come in tutto lo Srimad Bhagavatam, troviamo metodi per aiutare le persone ad elevarsi da un livello di percezione più grossolano del mondo, ad uno più sottile, raffinato, dove la coscienza è maggiormente orientata verso la ricerca del sé interiore.
Questa conoscenza è universale ed indipendente dal luogo di nascita o residenza!
Culture e religioni emanano tutte dai principi vedici e non sono altro che metodi più o meno diretti per indirizzare le persone verso il fiume della conoscenza che sfocia all’oceano della trascendenza.
Da questa presa di coscienza, l’attitudine a riconoscere le diverse tradizioni ed i metodi di realizzazione spirituale come stanze comunicanti, interconnesse, piuttosto che distretti blindati, dei quali o si è parte, o si è esclusi.
Detto quanto, è tuttavia in Oriente e particolarmente in India che troviamo maggiori dettagli e metodologia per raggiungere un obiettivo così elevato come quello della liberazione dal mondo materiale.

 

Brahmeti, Paramadveti, Bhagavan iti sabdyate.

 

La Verità Assoluta può essere realizzata in tre modalità: Brahman (in cui si comprende la superiorità e l’onnipervadenza dell’energia spirituale) Paramatma (in cui si comprende l’individualità dell’energia spirituale) e Bhagavan (ove si realizza Dio nella Sua forma personale).
Questi tre percorsi e scuole di pensiero, si confrontano da sempre in Oriente e regalano all’umanità un immenso patrimonio in conoscenza.
In Occidente è meno diffusa questa conoscenza, ma, di fatto, anche le religioni “Occidentali” conducono a questi stadi di realizzazione.
In questi metodi più diretti, non ci sono dogmi, bensì livelli di comprensione progressivi conseguenti all’impegno che l’individuo mette nella ricerca.
 Non ci si realizza spiritualmente abitando in un luogo, appartenendo ad una comunità, aderendo solo formalmente ad un’ideologia o per discendenza, ma applicando con costanza e determinazione le istruzioni contenute negli insegnamenti dei maestri o enunciate direttamente da Dio, Krishna (dal sanscrito L’infinitamente Affascinante).

 

Il Supremo, dichiara nella Bhagavad-Gita:

 

Ye yatha mam prapadyante
Tams tathaiva bhajamy aham
Mama vartanuvartante
Manusyam partha sarvasa

 

Tutti in un modo o nell’altro seguono la mia via ed in proporzione a come si abbandonano a Me, li ricompenso.

 

Ricompensa, che non è benessere materiale ma conoscenza per uscire dal mondo materiale, per liberarsi.
Non è, di nuovo, una questione di luogo o di cultura, ma di dedizione, impegno, amore.
Quando l’Occidente guarda con interesse alla spiritualità d’Oriente, spesso lo fa con occhi oscurati da una propensione innata a tecnicizzare, regolamentare, catalogare, modificare, piuttosto che ascoltare, meditare. Questa modalità spesso non consente di cogliere l’essenza degli insegnamenti.
Dall’altra parte, il proverbiale misticismo orientale, vive profonde crisi d’identità, incalzato ed ammaliato dall’aspetto pessimo della globalizzazione, quello che appiattisce i pensieri, sulla logica del consumismo.
Oriente ed Occidente paiono andare verso una fusione, o forse è meglio parlare di confusione di pensieri e stili, rendendo sempre meno marcate e riconoscibili le differenze.
Le metropoli orientali sono sempre più simili a quelle occidentali, con annessi tutti i problemi di sostenibilità e disagio esistenziale e, di “qua e di là”, è in vertiginoso aumento il numero d’insoddisfatti che cerca nello yoga serenità e benessere.
Purtroppo è uno yoga di cui spesso si colgono solo aspetti marginali attribuendo alle asana, le posizioni, un valore assoluto strappando questa pratica da un sistema più articolato ed ambizioso che ha l’obiettivo di diminuire l’identificazione con il corpo, elevare la coscienza per culminare nell’unione con il Divino – Yoga vuol dire, infatti, unirsi con…
E’ una conoscenza da scoprire per gli occidentali e forse smarrita dagli orientali.
Curioso è che, pur provenendo da percorsi opposti parrebbe proprio che, entrambi, siano convenuti su una piattaforma comune.
Srila Prabhupada, il fondatore del movimento Hare Krishna, diceva degli occidentali che sono molto distanti da Dio, ma che stanno camminando, a piccoli passi, verso di Lui, mentre  degli indiani che, sono ad un passo da Dio, ma che stanno correndo nella direzione opposta.
L’Oriente e l’Occidente, quindi, si fondono e si confondono rendendo forse più complicato trovare riferimenti ed appigli, ma al contempo questo travaso tempra, apre prospettive ed offre nuove chiavi di lettura al ricercatore spirituale autentico.
Piuttosto che focalizzarsi sulle differenze geoculturali tra Oriente ed Occidente, reputo più proficuo, e molto più interessante, scoprire e comprendere, la modalità d’azione di due realtà, il materialismo e lo spiritualismo, tecnicamente così distanti tra loro, ma che invece annotiamo coesistere, pur con forza diversa, in ogni parte del pianeta.
Questa dualità tipica del kaliyuga (l’epoca in cui viviamo identificata come l’era della discordia e dell’ipocrisia) è incontenibile, e secondo le scritture, condizionerà ogni momento della nostra esistenza, spingendoci sempre alla ricerca dell’equilibrio tra le forze opposte.
Quindi non c’è scampo dall’Occidente e non c’è rifugio nell’Oriente!
Caitanya Mahaprabhu (mistico per alcuni, santo per altri, figura Divina per la nostra tradizione, quella Vaishnava) appare 500 anni fa in India, dove dà vita ad un movimento spirituale che si prefigge  di unire le genti di tutto il mondo, attraverso l’amore per Dio; indipendentemente da luogo di nascita, razza, posizione sociale, credo.
Caitanya Mahaprabhu, rompe gli schemi andando contro il sistema delle caste, guarda al cuore ed alle intenzioni delle persone, cerca la sostanza piuttosto che la formalità.
Lentamente, ma sistematicamente, l’essenza dei Suoi insegnamenti, si diffonde prima in India per arrivare negli ultimi decenni con Srila Prabhupada, in tutto il mondo.
Srila Prabhupada, ribadisce un principio fondamentale, la santità dei luoghi è data dalle persone che lo abitano e non unicamente dalla loro ubicazione.
Un luogo può quindi diventare sacro, ed un luogo che lo è, diminuire la sua forza spirituale se, chi lo abita non è coerente e non mantiene la purezza di pensieri, azioni ed obiettivi.
Oriente ed occidente, divengono, quindi, terreno unico sul quale convivere, confrontarsi e liberarsi.
Liberarsi dall’occidente significa, quindi, liberarsi da una mentalità, piuttosto che da un luogo.

 

Parabhakti das

 

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