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Riflessioni sulla Cultura Vedica

Riflessioni sulla Cultura Vedica

di Parabhakti dasindice articoli

 

Misericordia e Compassione

Aprile 2013

 

Per la scuola di pensiero vaishnava (Induismo monoteista), a cui umilmente appartengo, la misericordia, la compassione e il rispetto per la vita in ogni sua forma sono valori fondamentali imprescindibili e diventa quindi naturale mettersi al servizio del prossimo. Il vero vaishnava, o devoto di Krishna, viene definito dalla letteratura sanscrita come para duka dukhi, colui che soffre per le altrui sofferenze. Questo sentimento è così profondamente radicato nel cuore di tale persona che lo porta ad agire in modo completamente disinteressato e sempre e solo per il benessere dell’umanità e di tutti gli esseri viventi.

Il nostro pianeta e l'universo stesso sono dominati dall'interazione di opposti: caldo e freddo, gioie e dolori, successi e fallimenti, ricchezza e povertà, salute e malattia - gli opposti sono ricorrenti e inevitabili.

Il modo più nobile ed efficace di assistere il prossimo, dopo avere soddisfatto le esigenze primarie di sopravvivenza, è quello di fornirgli gli strumenti per potere discernere tra realtà spirituale e ciò che è illusorio e temporaneo, per comprendere la differenza tra materia e spirito. Questa è la vera carità.

La materia è per sua natura temporanea, destinata ad agglomerarsi, trasformarsi e deperire in un ciclo continuo, mentre la jiva, l'anima o particella spirituale che abita il corpo, possiede caratteristiche squisitamente spirituali: eternità, conoscenza e felicità. È per questo che intimamente tutti aspiriamo ad un'esistenza serena, felice e priva di paura, ma erroneamente ricerchiamo queste condizioni nella direzione sbagliata, tentando di procurarci quel piacere che ci possa soddisfare completamente attraverso il corpo e i sensi materiali.

La misericordia più grande è dunque illuminare la via che conduce al di là della dualità del mondo fenomenico, la compassione più elevata è l'atto di rallentare il proprio passo per aiutare chi procede più lentamente sul percorso del risveglio spirituale e di incoraggiare chi ancora non ha neppure iniziato questo cammino. Esistono, tuttavia, persone che non possiedono neppure il tempo per cercare risposte ai quesiti esistenziali di base, poiché troppo impegnate nel cercare di procurarsi un sostentamento o perché mentalmente angosciate.  In questi casi la solidarietà, il calore umano e l’aiuto pratico per uscire da  tali problematiche sono naturalmente la prima preoccupazione e l’unico gesto possibile e comprensibile.

La filosofia vedica ricorda che il fatto di trovarsi in condizioni disagiate è una conseguenza delle azioni negative compiute in passato, che possono avere radici addirittura in vite precedenti. Esiste una legge naturale molto severa che domina tutti, la legge del karma (azione e reazione), giusta ed imparziale, che non lascia certo spazio a letture di natura sentimentalista. Il vaishnava, nella piena consapevolezza di questi assunti, quando incontra persone in difficoltà si prodiga per alleviare il loro disagio e tentare di sollevare questo "bagaglio" che l'individuo trascina con sé.

In India, in Africa e in molti paesi del terzo mondo, il Movimento Hare Krishna distribuisce gratuitamente ogni giorno centinaia di migliaia di piatti di nutriente cibo vegetariano non-violento. Offre anche assistenza agli anziani e alle vedove, si occupa dei malati, fa scavare pozzi per garantire acqua potabile ai villaggi che ne sono privi e cerca di dare un futuro ai bambini di strada - in particolare alle bambine - offrendo loro un’educazione scolastica e accogliendo gli orfani.

I nostri templi offrono rifugio e conforto non solo a chi mette Dio al centro della propria vita ma anche a coloro che semplicemente ne cercano un senso.

Non è nei desideri del vaishnava il voler convertire gli altri ad una fede diversa, poiché la via che segue quella della bhakti - la via dell’amore e della devozione per Dio - comprende e unisce, abbracciando l’essenza di tutti i percorsi spirituali. Piuttosto il vaishnava si sforza di favorire il risveglio spirituale e l’unione con Dio attraverso la realizzazione del messaggio più intimo che ogni percorso spirituale custodisce. Incoraggia i credenti ad esserlo in modo sempre migliore seguendo i principi della propria tradizione, a scavare in profondità per raggiungere la consapevolezza di come la piattaforma dell’amore spirituale sia trasversale a religioni e culture.

Le classificazioni in razze, nazioni e fedi altro non sono che designazioni materiali, di valore solo per chi possiede una visione limitata della realtà. Queste distinzioni sono irrilevanti agli occhi di Krishna, Dio e per chi ha preso rifugio in Lui, indipendentemente dal percorso intrapreso per avvicinarLo con sincerità.

In conclusione, la nostra tradizione considera fondamentale l'adoperarsi affinché tutti possano vivere in condizioni dignitose, per avere poi la possibilità di dedicarsi a ritrovare la pace, la serenità e l'armonia che il miraggio di una vita materialistica ci ha sottratto, alimentando invece divisioni, competitività spregiudicata, crisi dei valori più profondi e disagio esistenziale.  Benessere profondo e duraturo è possibile solo quando l’essere spirituale ritrova se stesso e Krishna, Dio, la fonte di ogni gioia.

 

Parabhakti das

 

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