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Riflessioni sulla Cultura Vedica

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di Parabhakti dasindice articoli

 

Iniziazione, il segreto della relazione tra guru e discepolo

Aprile 2011

 

Iniziazione, il segreto della relazione tra guru e discepoloDiversi anni fa, nel corso di una conferenza, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, maestro spirituale fondatore del movimento Hare Krishna, rispose con queste parole ad una domanda centrata sulla reale importanza di un'iniziazione spirituale formale: “Iniziazione formale vuole dire “abbracciare ufficialmente”, significa impegnarsi a soddisfare gli ordini di Dio, Krishna e quelli del Suo rappresentante qualificato, il guru. Questa è l’iniziazione formale, cioè un impegno ufficiale: sì Signore, accetto, farò quello che Tu mi dici. E’ tutto! Ricevendola fai la promessa solenne di impegnarti e compiere il tuo dovere…” Queste frasi, già di per sé chiare ed esaustive, ci introducono alla comprensione dei profondi concetti legati al significato di iniziazione spirituale nella tradizione vaisnava.

 

L’iniziazione, o diksa, è un passaggio fondamentale per chiunque intraprenda il cammino sul sentiero della realizzazione spirituale. E' come una seconda nascita, che introduce ad un cambio di coscienza e porta l'iniziato al risveglio della propria identità trascendentale. Nell’occasione, il maestro conferirà al discepolo un nuovo nome, che è sempre riferito ad un aspetto del Signore Supremo ed è immancabilmente seguito dal suffisso dasa o dasi, a sottolineare l'umile posizione di servo o serva di Dio. Solo un maestro spirituale autentico possiede le qualità, l'affidabilità e la coerenza per guidare in modo genuino un sincero aspirante spiritualista. Il novizio deve perciò assicurarsi dell'autenticità del guru prima di prendere rifugio in lui, prima di stringere quel legame così importante. Ma come fare se ancora non abbiamo acquisito la conoscenza e l'esperienza per riconoscere un vero spiritualista realizzato? La tradizione e le scritture ci vengono incontro. Il guru deve innanzitutto appartenere ad una successione disciplica autentica, detta parampara, o linea ininterrotta di maestri, da cui discende la conoscenza inalterata. Inoltre, il suo carattere deve rispondere pienamente alle precise descrizioni date dai Veda, che elencano in dettaglio i sintomi di un puro devoto del Signore. Un'altra conferma dell'autenticità di un guru deve venire da altri spiritualisti avanzati, che sappiano riconoscere con chiarezza le qualità spirituali di un trascendentalista realizzato e che ne sanciscano l'autenticità. A sua volta il guru ha il dovere di assicurarsi della sincerità e della determinazione di chi lo avvicina come discepolo e verificare la purezza delle sue motivazioni.

Uno sloka, o versetto, tratto dalla Upadesamrita, indica quali sono le caratteristiche di un guru autentico:

 

vaco vegan manasah krodha-vegan
jihva-vegam udaropastha-vegam
etan vegan yo visaheta dhiran
sarväm apimam prithivim sa sisyat

 

Una persona sobria, capace di tollerare l’impulso a parlare, le richieste della mente, l’impeto della collera ed i desideri della lingua, dello stomaco e dei genitali, possiede le qualità necessarie per fare discepoli in tutto il mondo.

 

La Bhagavad-gita si rivolge al discepolo sincero con queste parole:

 

tad viddhi pranipatena
pariprasnena sevaya
upadeksyanti te jnanam
jnaninas tattva-darsinah

[Bg. 4.34]

 

Cerca di conoscere la verità avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. L’anima realizzata può rivelarti la conoscenza perché ha visto la verità.

 

Il maestro autentico accetterà di guidare solo un discepolo sincero e sottomesso, desideroso di realizzarsi spiritualmente. Senza queste premesse, l’iniziazione si trasforma in un rito sterile, sentimentale o peggio, dettato da un capriccio o da una moda. Fino da tempi antichissimi l'iniziazione sancisce il ricongiungimento tra l'essere umano e Dio ed è per Suo volere che questo avviene esclusivamente attraverso l’intercessione del Suo diretto rappresentante, il guru autentico.

Quando l'impegno reciproco tra discepolo e maestro spirituale è solennemente accettato e rispettato, l'iniziazione esprime tutta la sua importanza e la sua potenza spirituale.

Un altro aspetto importante nel rapporto tra maestro e discepolo è il modo di relazionarsi. Lo scambio con il guru presenta due modalità: l’associazione diretta, che comporta la sua presenza fisica, detta vapuh, e vani, in cui la relazione si coltiva seguendo i suoi insegnamenti ed ottemperando alle sue istruzioni in separazione. Entrambe rivestono una grande importanza nel cammino del sadaka, colui che segue le pratiche spirituali, ma mentre la presenza diretta del guru è necessaria soprattutto per i novizi, è però vani, l’applicazione pratica delle istruzioni, che risulta il modo più profondo ed autentico di collegarsi al guru, di comprenderne gli insegnamenti ed ottenere un rapido avanzamento spirituale.

 

Oltre a quella del maestro spirituale iniziatore, o diksa guru, esistono altre figure che influenzano la vita di uno spiritualista, come il patha-pradarsaka-guru, ovvero chi ci avvicina per la prima volta alla vita spirituale. Questa personalità spirituale può anche solo ricoprire un ruolo occasionale.

Siksa guru, o guru istruttore, è il maestro che istruisce il discepolo e può essere una persona diversa dal guru iniziatore. Questo avviene quando il diksa guru non è presente oppure delega ad un devoto più avanzato spiritualmente il compito di istruire un discepolo particolarmente evoluto.

La tradizione vaisnava riserva un’importanza particolare alla figura del guru istruttore, ritenendolo se possibile anche più importante del maestro spirituale iniziatore, poiché è da lui che si ottiene conoscenza, guida e sostegno nel quotidiano. Nella nostra breve descrizione della figura del maestro spirituale non possiamo dimenticare il caitya-guru, ovvero il guru situato nel cuore di ognuno di noi, che è Dio, Krishna stesso, Colui che ci guida e ci ispira interiormente. Krishna si manifesta esteriormente nella figura del guru iniziatore e del guru istruttore, mentre rimane situato nel cuore di ognuno come caitya-guru. In tutti questi Suoi aspetti, Egli è pronto ad aiutare ogni essere vivente e dobbiamo imparare ad ascoltarli con umiltà e sincerità se vogliamo essere certi di ottenere il successo ultimo nella vita spirituale. Krishna dall’interno del nostro cuore ci indirizza verso il maestro, che a sua volta ci indica la via e ci accompagna nel percorso che riporta a Dio. Il guru ci aiuta a superare i numerosi ostacoli disseminati lungo il cammino della realizzazione spirituale, ci insegna a discernere tra conclusioni fittizie, frutto della nostra mente speculativa e verità eterne e complete, che provengono da Krishna e che possono emanciparci definitivamente dall'illusione e dalle miserie della vita materiale.

Hare Krishna.

 

Parabhakti das

 

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