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Il Dio-Cervello di Michelangelo

di Guido Mangano, Ernesto de Bernardis e Giovanni Scapagnini
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Da Galeno a Michelangelo

Il lavoro di Galeno (138-201) si era basato sulla dissezione di cadaveri di animali, e per questo era costellato di inesattezze. Galeno aveva comunque già compreso l'importanza fondamentale del cervello, organo che secondo la sua concezione, oltre ad essere sede di produzione del seme, forniva l'energia psichica (chiamata Spirito Animale) a tutte le membra attraverso i nervi, immaginati perforati come canalini. Lo Spirito Animale sarebbe stato prodotto all'interno di un plesso vasale, che Galeno aveva osservato negli Ungulati, denominato Rete Mirabile, e che non esiste nel cervello umano.

La diceria dell'esistenza di questa struttura persisterà per almeno milleduecento anni, mai smentita fin a quando la scienza non iniziò di nuovo a farsi empirica.

Tra il lavoro di Galeno e quello trecentesco di Mondino da Luzzi, che oserà arricchire le sue lezioni con dissezioni pratiche sul cadavere, un millennio di cultura cristiana è privo di contributi originali; ma la scuola araba approfondisce l'anatomia ed il resto della medicina, partorendo pensatori che verranno tradotti e attentamente studiati all'epoca di Michelangelo. Tra questi spiccano le figure di Ibn Sina (Avicenna) ed Ar-Razi (Rhazes); quest'ultimo fu anche un importante esponente del pensiero Batinita, una dottrina politico-religiosa che, tra l'altro, cercava di conciliare l'Islamismo con il Neoplatonismo.

Dopo Mondino la figura preminente negli studi anatomici, insieme a Berengario da Carpi, fu Leonardo da Vinci, figura della quale non serve illustrare l'eclettismo e la genialità. Egli ebbe modo di approfondire l'anatomia quando era a Roma al servizio di Cesare Borgia, dissezionando clandestinamente cadaveri nella camera mortuaria dell'ospedale di Santo Spirito, e studiò approfonditamente il cervello, anche se alcune concezioni rimasero per forza di cose ancorate alle dottrine del passato.

Berengario da Carpi (professore di Anatomia a Bologna durante la realizzazione pittorica della volta della cappella Sistina) fu il primo anatomista a rinnegare apertamente l'autorità di Galeno, affermando di non avere mai visto la Rete Mirabile che tanto fondamentale era nella dottrina galenica. Studiò tra l'altro in profondità i ventricoli cerebrali, che a quel tempo erano ritenuti una struttura di grande importanza nella genesi della psiche. La sua carriera fu stroncata dall'accusa di vivisezione umana, accusa che ritroviamo spesso anche nei confronti di altri anatomisti dell'epoca.

 

Anatomia e Arte

Nel XVI secolo gli artisti erano spinti dal desiderio di conoscere approfonditamente tutte le parti del corpo umano e si crearono stretti sodalizi con gli anatomisti più insigni: Leonardo da Vinci, ad esempio, lavorò insieme a Marcantonio della Torre; Calcar, allievo di Tiziano, eseguì sotto le indicazioni di Andrea Vesalio pregevolissime tavole anatomiche; Michelangelo ebbe rapporti strettissimi di amicizia e di lavoro con Realdo Colombo, professore di anatomia all'università di Padova, ed eseguì spesso dissezioni di cadaveri sia a Firenze, in gioventù, presso la cappella di Santo Spirito, sia, nell'età matura, a Roma, come attesta il suo contemporaneo e biografo Giorgio Vasari:

 

[Michelangelo] "Fece per la chiesa di Santo Spirito della città di Firenze un Crocifisso di legno, che si pose ed è sopra il mezo tondo dello altare maggiore a compiacenza del priore, il quale gli diede comodità di stanze; dove molte volte scorticando corpi morti, per istudiare le cose di notomia, cominciò a dare perfezione al gran disegno ch'egli ebbe poi"..."infinite volte fece anatomia, scorticando uomini per vedere il principio e legazioni dell'ossatura, muscoli, nerbi, vene e moti diversi, e tutte le positure del corpo umano"; "...e s'egli avesse avuto un subietto, che me lo disse parecchie volte, avrebbe spesso, così vecchio, fatto notomia".

 

A quel tempo i contatti tra gli intellettuali erano strettissimi, e non soltanto tra gli anatomisti e gli artisti desiderosi di perfezionare la propria pittura, ma fra studiosi di varie discipline. Infatti è tipico del Rinascimento l'eclettismo. Avveniva spesso, come nei personaggi che abbiamo citato, che un medico anatomista fosse anche teologo, filosofo, astronomo e artista.

Esempi di questa vocazione enciclopedica si trovano in Leonardo, in Pico della Mirandola, in Marsilio Ficino o in Girolamo Fracastoro, che oltre ad essere medico, matematico, astronomo, poeta, teneva presso la sua dimora un cenacolo del quale facevano parte anche nomi come Nicola Copernico, Andrea Vesalio e Marcantonio Della Torre.

Michelangelo, come a maggior ragione Leonardo, non riuscì a passare alla storia anche come attento studioso di anatomia perché il suo progetto di realizzare un opera su tale argomento fallì a causa della morte dell'amico medico Realdo Colombo. Non vi sono però dubbi sull'enorme interesse che aveva per questa disciplina, e non soltanto per perfezionare la propria arte, ma per vero spirito di ricerca e di indagine scientifica, tant'è che continuò a praticare dissezioni anatomiche fino alla fine della sua vita, in tarda età.

Le sue esperienze di dissezione ed i suoi contatti con i luminari della medicina d'allora, che proprio in quel periodo stavano rivoluzionando le concezioni anatomiche ereditate da un medioevo di stasi nel campo della ricerca empirica, fanno pensare che egli sia stato partecipe delle nuove teorie che vanno anche inquadrate all'interno di un processo di trasformazione del modo di vedere le cose. Una trasformazione che era anche il frutto di un innovato pensiero filosofico; un pensiero nuovo, ma con radici antiche che trasportavano linfa vitale da filosofie e religioni del passato.

 

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