Riflessioni dal web
Internet fra informazione e potere
di Massimo MazzuccoUna riflessione sul ruolo di Internet nel prossimo futuro, ed un confronto con le due altre grandi rivoluzioni nella storia della comunicazione: la stampa di Gutemberg, e la radiotelevisione.
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Gli aspetti negativi, e il "fattore umano"
Come in tutte le rivoluzioni, in cui l'eccesso diventa regola, anche Internet porta con sé il suo bagaglio di aspetti negativi. Il fatto ad esempio che chiunque possa immettere in rete ciò che crede, rende la piazza un infido "souk" dove distinguere il prodotto sano da quello bacato è tutt'altro che facile.
C'è inoltre il problema che potremmo definire "incesto dell'informazione". Ovvero, una volta che una qualunque informazione è messa in circolo, può venire teoricamente ripresa e riciclata all'infinito, creando da una parte una distorsione della stessa, dall'altra la falsa sensazione di una "abbondanza" che può essere facilmente scambiata per conferma della sua veridicità.
Per i due problemi, fortunatamente, c'è un'identica soluzione: la consuetudine all'uso del mezzo. Che si sia navigatori con salvagente o surfer da onda oceanica, arriva per tutti il momento in cui, istintivamente, ti viene il sospetto di essere finiti in un sito "ciucco". E siccome a quel punto si è di solito anche abbastanza familiari col mezzo da poter condurre un'efficace ricerca in tempi brevi, la verifica di quel sospetto è anche solitamente a portata di mano. (Il "capitano" un po esperto sa bene come rivolgersi al motore di ricerca, per verificare se si tratti di un ripetuto effetto copia-e-incolla, o se invece svariate fonti riportino in effetti l'argomento da punti di vista indipendenti).
Un'ultimo aspetto negativo, per molte persone, è la cosiddetta "mancanza del fattore umano" nei rapporti che si creano in rete: mi sembra di parlare con uno schermo luminoso, non posso chiacchierare con uno se non lo vedo in faccia, che senso ha dire ciao se non puoi stringergli la mano?
Innegabile, ovviamente: per il club delle bocce la nostalgia l'abbiamo tutti. Vorremmo però suggerire un rovescio della medaglia, che potrebbe almeno in parte consolare i più sensibili a questo problema: proprio perché in rete non ci si "incontra" per prossimità fisica, il criterio aggregativo diventa il qualunque oggetto specifico che sia di comune interesse: la passione per la vela, l'odio per gli eschimesi, l'interesse per la ricerca bioatomica. Ecco quindi che, una volta trovato il proprio "bar" sotto casa, ci si sente sì più estranei in un senso (anche se dura poco), ma decisamente più "a casa" nell'altro. In secondo luogo - e qui sta forse la grande lezione umana di Internet - non conta più se quello che hai davanti (si fa per dire) è alto o basso, bello o brutto, ricco o povero. Conta ciò in cui crede, ciò che pensa, ciò che sogna. Ovvero quello che ciascuno di noi è, nel senso più profondo della sua essenza individuale.
Internet è, in ultima analisi, il luogo di incontro per tutte le menti dell'umanità.
Massimo Mazzucco
fonte: www.luogocomune.net
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