Riflessioni dal web
Vivere senza TV di Wolf
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Ma non ho più la pretesa che se non la pensi come me "o non sai o non capisci". L'uscita da un mondo dove la comunicazione è impositiva (uno parla e tutti ascoltano) e autoritaria (se lui può parlare allora e' autorevole) e carismatica (se lui può parlare in TV allora ha sicuramente qualcosa da dire) fa si che si passi ad un dialogo "peer to peer", cioè ad una conversazione "a matrice" , un dialogo "tra pari".
Che ha regole molto differenti dal resto: già iniziano a chiedermi se seguo qualche filosofia o religione particolare, perché "ascolti sempre tutti". Oggi, mi sembra normale ascoltare un altro: sta parlando, ovvio che lo ascolto. Il modello televisivo, se ci fate caso, e' fatto di continue interruzioni, una lotta alla sopraffazione per la conquista dello spazio temporale necessario a parlare.
Frasi sempre più brevi per infilarsi nei "buchi", e sempre più ad effetto per attrarre l'attenzione del conduttore.
E ovviamente, chi conquista lo spazio e' un vincente. Chi "buca il video" e' vincente. La trasposizione di questo concetto nella vita quotidiana e' devastante: una continua lotta per apparire importanti, notevoli, autorevoli in ogni occasione del quotidiano.
E ovviamente, questo produce un cambiamento dei giudizi che si affibbiano agli altri: le persone in TV sono quasi sempre personaggi di rilievo. Persino nei quiz viene fatta un'intervista preliminare al concorrente, che gli assegna un'importanza sociale sopravvalutata.
E così, la dimensione del sé diviene talmente titanica che si inizia a considerare delle insignificanti nullità tutti gli altri. "Solo un operaio", "un pensionato qualsiasi".... iniziano ad essere frasi che prendono senso compiuto.
Lo stravolgimento dell' "orizzonte di giudizio", come l'ho definito, e' sinora l'evento più importante cui ho assistito.
Non so se questo sia un qualcosa di generalizzato. PENSO di poterlo dire perché noto negli altri gli stessi comportamenti , ma potrei sbagliare. In ogni caso, ognuna di queste valutazioni e' vera nel mio caso, e forse potrà lasciar riflettere gli altri.
Può certamente darsi che io sia l'unico, mentre tu che leggi sei ovviamente immune da tutto questo. Non a caso, tu sei uno che usa la testa, mentre io ero schiavo della TV. E sicuramente penserai che "tu l'hai sempre saputo".
E ovviamente , forse e' una mia impressione il fatto che intorno a me chiunque abbia un'opinione su qualcosa si comporti come un opinionista, e chiunque abbia un vestito si comporti come se stesse sfilando, e chiunque abbia un nome si comporti come se fosse una persona importante, e chiunque faccia un lavoro si comporti come se fosse un professionista super pagato al top della carriera.
In effetti, non avevo alcuna intenzione di modificare con questo scritto le tue opinioni, cosa che può fare la TV molto meglio di me.
Semplicemente, riconosco di esserne stato vittima, e se qualcuno (ovviamente meno intelligente, astuto e indipendente di te che leggi) si riconosce in quel che scrivo, forse avrà modo di rifletterci.
Per il resto, l'esperimento continua: altri effetti sono certamente rilevabili, ma ancora non sono riuscito a dar loro una forma di fenomeno sistematico.
Quindi, questo e' solo il primo capitolo del diario di un esperimento.
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