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Maurice Blondel


Maurice Blondel, filosofo francese (Digione 1861-Aix-en-Provence 1949). Professore all'Università di Lilla e poi in quella di Aix - en - Provence, collaborò con lo pseudonimo di Bernard de Sailly agli Annali di filosofia cristiana, l'organo del movimento modernista diretto da Laberthonnière: egli però non condivise mai a fondo i principi del modernismo e specialmente dopo la sua condanna da parte di Pio X nel 1907 se ne staccò in maniera inequivocabile. Il tema peculiare di Blondel è la ricerca dell'unità fondante il reale a partire da un'analisi dell'esistenza umana intesa a mostrarne l'immanente tensione verso l'assoluto (e appunto di qui il nome di sistema "dell'immanenza"). Blondel pone i termini del problema muovendo dall'opposizione, originaria, fattuale, ineliminabile, tra il desiderio della volontà di potere qualsiasi cosa e le costrizioni delle cose esterne alla volontà stessa. Presa coscienza di questa contraddizione, la filosofia cessa di essere speculazione passiva e diventa pensiero agente: giacché scorge la perenne insoddisfazione dell'uomo per tutto ciò che egli ha voluto o può volere e la conseguente esigenza di trascendere la volontà finita. Ora, il trascendimento è realizzato da un atto di volontà, che in questo non avviene soltanto in senso "trascendentale" (nell'accezione kantiana del termine) tale per cui esso si limiterebbe a porre un fondamento all'azione nel mondo dell'esperienza sensibile, ma in senso specificamente "trascendente", tale per cui nell'azione è posto a fondamento il volere assoluto, divino, in cui la volontà umana concilia la sua contraddizione originaria, coglie la sua identità con l'essere e con il pensiero. Ed essendo la contraddizione segno di imperfezione ed esigendo la perfezione, il rinvio all'assoluto si fa necessario. La stessa dialettica si riscontra anche nel rapporto tra gli esseri finiti e l'essere infinito: dove, ancora una volta, Dio appare come colui che soltanto è capace di appagare l'infinita esigenza (desiderium naturale et inefficax ad infinitum) che l'uomo ha per l'infinito. Opere principali: L'action. Essai d'une critique de la vie et d'une science de la pratique (1893), La pensée (1934; in due parti), L'Être et les êtres. Essai d'onthologie concrète et intégrale (1935).

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