Home Page Riflessioni.it

        DOVE IL WEB RIFLETTE!  16° ANNO

Menu sito

Enciclopedia   Indice

Indiani del nord America

Vedi anche la rubrica: Riflessioni sui Nativi Americani di Alessandro Martire
inoltre:
Indiani d'America - Discorsi - Racconti - Saggezza - Canti e poesie - religioni indiane

  • Religione

  • I poteri dell'universo

  • L'anima

  • Il Totem

Religione
Come presso la maggioranza dei popoli, la fede nell'esistenza di poteri soprannaturali era molto forte nella mente degli Indiani del Nord America, ma i concetti vennero progressivamente modificati dai sempre maggiori contatti con gli Europei. Studi recenti hanno tuttavia contestato che solo la razza bianca possedesse la conoscenza di Dio. Lo storico Omaha, Francis La Flesche, che ha studiato la religione del suo popolo e dei suoi parenti Osage, era in condizione di paragonare le due religioni, e trovò che esistevano gravi difficoltà linguistiche per cui la forma e lo spirito del pensiero indiano andavano spesso perdute nella traduzione da parte di antropologi bianchi. Tali traduzioni erano spesso usate per giudicare le capacità mentali dell'Indiano e per trarne conclusioni sul suo concetto di "Essere Supremo", determinando gravi distorsioni delle conclusioni concernenti la loro religione.
vedi anche: religioni indiane


I poteri dell'universo
I concetti religiosi si accentravano sul profondo desiderio di ottenere, e di conservare, la buona disposizione dei poteri spirituali amichevoli e di controllare quelli ostili. Una visione particolarmente diffusa e forse più approfondita del mondo spirituale era quella delle tribù Algonchine dei Boschi e delle grandi Pianure: essa identificava una cosmologia che riconosceva un universo composto da tre mondi paralleli, i quali, di fondo, non erano molto diversi dall'idea Cristiana di inferno, terra e paradiso. Nel lago sul quale galleggiava la terra, esistevano spiriti sottomarini e vi erano spiriti negli animali e nelle piante sulla terra e nell'acqua. Inoltre, sopra la terra, oltre la cupola del cielo azzurro si estendeva il dominio del mondo superiore, dominato da spiriti che eguagliavano quelli del mondo sotterraneo. Fra i più potenti di questi, vi erano gli Uccelli del Tuono che, facendo lampeggiare gli occhi e battendo le ali, producevano il fulmine e il tuono. Come nel cristianesimo e in molte altre religioni in cui il concetto di Dio comprende numerose divinità, spesso associate con il numero tre, così accadeva presso gli Indiani dell'America settentrionale. L'idea è bene illustrata dai concetti religiosi dei Lakota - i Sioux delle Pianure - che sono stati ampiamente analizzati. Presso di loro domina il numero quattro, sacro in molte aree culturali dell'America settentrionale. Nel Lakota Tobtob Kin, o "Quattro volte quattro", si identifica una gerarchia di spiriti che arriva a sedici e viene collegata dagli sciamani. Dunque una struttura più complessa del Padre, Figlio e Spirito Santo con i quali i cristiani si riferiscono a Dio. La somiglianza fra i concetti religiosi e le azioni dei Sioux e quelli dei missionari che cercavano di convertirli è stata riconosciuta almeno da un guerriero delle Pianure del secolo scorso che sapeva scrivere, Mano Sinistra, che osservò: "I cattolici sono strani; la loro religione è simile all'antica religione dei Dakota. Il loro prete tiene acqua nel suo sonaglio; i nostri uomini medicina usano perline o pietre. Essi brontolano qualcosa chiamato latino. Gli uomini medicina mormorano e gridano".


L'anima
Esistevano quasi ovunque linee di pensiero che conducevano alla fede nell'esistenza di un'anima, separata dal corpo, spesso in forma umana, che viveva anche dopo la morte. Uno di questi concetti comuni era la formazione del "libero arbitrio" che, sebbene risiedesse nel corpo, ne era distinto. L'assenza di tangibilità dell'anima determinò la diffusa credenza che potesse essere vista solo dagli sciamani e solo in determinate occasioni l'uomo comune ne aveva visioni fuggevoli. Per gli Algonchini non era che un'ombra passeggera, mentre gli Shasta affermavano che era visibile per cinque giorni dopo la morte, sotto forma di una pista o di impronte della persona deceduta, dopo di che raggiungeva la Via Lattea. Assai diffusa era l'identificazione dell'anima con la civetta, poiché‚ i suoi movimenti ondeggianti e la somiglianza fisica con l'uomo portavano all'idea di un'anima intangibile dei morti e ad una forte credenza nell'esistenza dell'anima dopo la morte. Così, gli Algonchini dei Boschi nordorientali dicevano che l'anima dei morti restava nell'ovest accanto al fratello del loro grande eroe culturale. Diffusa era anche la fede nel potere della trance di certe persone con cui le anime facevano visita al mondo o con cui si poteva ricercare il proprio spirito guida.


Il Totem
Era il simbolo del patrono o spirito guardiano: il concetto era assai diffuso fra gli Indiani, presso i quali si pensava che la maggioranza delle persone lo ottenesse durante la cerimonia della pubertà. Anche presso alcuni gruppi meno organizzati, ma linguisticamente connessi, come quelli della California, l'acquisizione di uno spirito guida in epoca di pubertà era una caratteristica fondamentale della loro fede religiosa: il totem si otteneva attraverso riti prescritti in modo rigido. In genere, il totem era un animale o un uccello, ma poteva essere anche una pietra lucida e nera, un ciuffo di capelli, alcune penne e persino una piccola conchiglia. Diversamente dal feticcio, il totem non era un oggetto di adorazione, ma qualcosa che metteva in rapporto il proprietario con gli spiriti superiori che esso rappresentava e non era infrequente che individui con un totem simile si riunissero in un'associazione religiosa o di culto. Così, presso gli Omaha, per diventare membro dell'Associazione del Bisonte, di cui abbiamo parlato prima, un individuo doveva sognare un bisonte, mentre i membri dell'Associazione dell'Orso avevano visto, nel corso della loro visione, uno di questi plantigradi. Faceva parte del complesso tutelare degli Omaha la ricerca del quadrupede o dell'uccello che avevano visto, la sua uccisione e la conservazione sul proprio corpo di un pezzo di esso. Questa usanza sarebbe stato respinta con orrore dagli Irochesi, che consideravano il proprio destino e la durata della vita intimamente connessi all'animale totem. Le pittografie di tali animali totem erano usate per indicare l'appartenenza ad un clan Irochese - tartaruga, lupo, orso, castoro, cervo, beccaccino, falco ecc. - e nel corso della loro cerimonia di Mezzo Inverno rappresentazioni del totem venivano scolpite in legno, ossa o avorio o in qualche altro materiale e consegnate ai giovani perché‚ le tenessero e le conservassero con cura come simboli del loro spirito guardiano.


Vedi anche la rubrica: Riflessioni sui Nativi Americani di Alessandro Martire
inoltre:
Indiani d'America - Discorsi - Racconti - Saggezza - Canti e poesie - religioni indiane

Utenti connessi


Cerca nel sito

Iscriviti alla Newsletter
Un solo invio al mese

Iscriviti alla Newsletter mensile


seguici su facebook


I contenuti pubblicati su www.riflessioni.it sono soggetti a "Riproduzione Riservata", per maggiori informazioni NOTE LEGALI

Riflessioni.it - ideato, realizzato e gestito da Ivo Nardi - P.IVA 09009801003 - copyright©2000-2016

Privacy e Cookies - Informazioni sito e Contatti - Feed - Rss
RIFLESSIONI.IT  -  Dove il Web Riflette!  -  Per Comprendere quell'Universo che avvolge ogni Essere che contiene un Universo...