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Enciclopedia
Istinto

 

In psicologia animale e in etologia, “meccanismo nervoso organizzato gerarchicamente, sensibile a determinate stimolazioni ambientali che lo risvegliano, lo mettono in funzione e lo dirigono, alle quali esso risponde con movimenti ben coordinati che hanno per fine la conservazione dell’individuo o della specie” (Tinbergen). L’istinto animale (che porta per esempio gli uccelli a costruirsi il nido) è più complesso del riflesso; non muta né durante la vita dell’individuo né attraverso le varie generazioni di individui di una stessa specie; e diventa tanto meno rigido o preformato e tanto più legato all’apprendimento quanto più si sale nella scala zoologica. In passato la psicologia classica contrapponeva l’istinto all’apprendimento intelligente; oggi questa contrapposizione non è più accettata sul piano scientifico, anche se è rimasta nell’uso comune. Il più noto rappresentante dell’interpretazione istintualistica del comportamento umano è stato W. McDougall (Introduzione alla psicologia sociale, 1908), il quale ha distinto un numero considerevole di istinti umani specifici (primari, come l’istinto di fuga, e secondari, come l’istinto di ridere) e ha contrapposto a essi i cosiddetti «pseudoistinti» come la tendenza imitativa. Ma questa concezione e quelle analoghe sono oggi prive di sostenitori, fin da quando per un verso il comportamentismo ha messo in luce l’importanza dei fattori di apprendimento, e per altro verso le varie psicologie dinamiche, e soprattutto la psicoanalisi, hanno sviluppato e articolato il concetto di motivazione in maniera assai più ricca ed euristica rispetto al vecchio e puramente classificatorio concetto di istinto.