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Stephen Jourdain

 

La vita e il pensiero
Stephen (o Steve) Jourdain ormai settantenne è francese, di madre americana. Figlio unico in una famiglia di artisti, di tradizione repubblicana di sinistra e atea, ebbe un'infanzia serena. A vederlo sembra un ragazzo allegro che fuma una sigaretta dopo l'altra e beve caffè con crema. Fin da piccolo ha frequenti ed inattesi '' momenti di rottura ''con la percezione abituale della realtà con gioie intense. Egli li definisce stati passeggeri con cui "giocava" come altri giocano a guardia e ladri, che niente hanno a che fare con il risveglio improvviso che lo colpì durante l'adolescenza.
A 16 anni mentre riflette intensamente sul "cogito ergo sum''
cartesiano non intellettualmente, ma come cercando di sfondare il pensiero stesso ("divenni soggetto di me stesso… tentavo di afferrare la formula con la vita stessa '') per più di un'ora, stanco e sfinito si trova in uno stato di grande chiarezza ove" il pensiero era assente". Era passato al di là dello specchio e si ritrova "vegliando di una veglia infinita in seno a me stesso."

Realizza istantaneamente che in lui sta la sorgente impersonale che "generava la mente ed il corpo". Si accorge che è solo in seguito che avviene l'inquinamento, la copia della realtà divisa in esteriore ed interiore: lì comincia l'allucinazione. Se invece si sta nell'assale della ruota spazio-temporale, tutto succede come in un film, dalla preistoria all'avvenire. Si vede sperimentalmente che si è contemporanei di tutti gli istanti della vita. "Sono situato in uno spazio prima di qualunque pensiero. Ho toccato il fondo d'ogni cosa e di me stesso". Non ricorda forse
Nisargadatta Maharaj?

Non frequenta studi superiori e lavora poi a Montparnasse, a Parigi come agente immobiliare. Scherza sul fatto che a volte era difficile combinare un simile non-stato con un'università o lavoro dove si deve emergere o combattere. Era facile sì fare la corte alle ragazze, o giocare a golf, essere anche un ottimo pianista jazz, ma la rottura che faceva del mondo ordinario una finzione, era totale, quindi non poteva investirsi più di tanto e solo per sopravvivere con la sua famiglia. Infatti, si sposa, vive in Corsica poi e ha quattro figli coi quali ha un bellissimo rapporto. Ora vive nell'Ardèche, presso Clermont Ferrand nel cuore della Francia. Fuma sempre molto, guarda la Tv e ama passar l'aspirapolvere in casa con zelo, perché " è nelle cose raso terra che si trova l'infinito''.
Quando abitava in Corsica ospitava qualche turista interessato offrendo "bed and breakfast". Cominciò a farsi conoscere attraverso i suoi scritti.

"Il risveglio è pienezza dell'uomo, non è una realtà a parte" E' un sentirsi vivi come mai, si ama la vita più di prima, non si ha paura della
morte che egli definisce un pensiero come un altro.

"Prima del vero risveglio mi chiudevo in un'identità, quella di un soggetto interno che sta pensando a questo o a quello. Dopo il risveglio, il
sogno si è dissolto ed ho scoperto che quello che ero non poteva mai ridursi ad un'entità qualsiasi."
"Conobbi stati di
coscienza infiniti, avrei potuto credermi illuminato: la spada non aveva ancora tagliato tutto, cioè si sente che io sono, ma senza provare simultaneamente "non sono". E' la fine di un esilio. C'è una collisione dell'io con se stesso che provoca una scintilla di mutazione. Una persona senza tratti né contorni." Insiste poi sul fatto che il risveglio avviene in persone psicologicamente sane, che "sognano già bene" (come avvenne per Ramana Maharshi a 16 anni). Allora è possibile "sfondare il tetto fragile che le copre."

"La realtà si trova in seno al sogno. Se il sogno è corrotto non c'è possibilità di farlo esplodere." Il problema centrale dell'allucinazione è il credere assolutamente in me che sto producendo un pensiero od un'azione. Il mio dovere più importante è non prendere per vero tutto quanto succede in questo preciso momento."
"La morte è puro pensiero…gli organi, il corpo? Delle conoscenze, dei concetti. Bisogna cancellare tutto, il mio cuore, la pallottola che mi uccide, la mia morte, l'universo, costantemente sradicarli e così la lavagna stessa deve essere abolita."
"La falsificazione o identificazione sta nel credere che il mio "io ultimo" si consideri qualcosa che non è."
E allora Carlo Magno, il dinosauro…? "Sono sogni! Ad ogni istante quello che nominiamo come esterno alla coscienza e che ci appare così reale, autonomo, attraverso la finestra della coscienza, tutto ciò è allucinazione, immaginazione. Stai dormendo e la coscienza subdolamente crea una realtà separata da te. Dire che Parigi, il passato e l'avvenire è qualcosa di estraneo a te è come il pazzo che parla con un interlocutore immaginario. "L'universo si svolge all'interno del primo pensiero di un soggetto pensante, comincia da un pensiero di mondo e di tempo: quando si produce lo "scatto" la bolla di sapone si rompe".

Alcuni suoi libri non ancora tradotti in italiano:
Première Persone (Les deux océans)
L'irrivérence de l'éveil (Editions du Relié)
Une promptitude celeste(")
Cahiers d'éveil I -II (") e vari altri

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