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Nella rubrica "Riflessioni sul Senso della Vita":

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Enciclopedia
Melanie Klein - vita e opere

Biografia
Melanie Klein (Vienna 1882 - Londra 1960), psicoanalista inglese di origine austriaca. Dopo studi di medicina, si interessò all'opera di
Sigmund Freud e a Budapest iniziò l'analisi personale con S. Ferenczi. Nel 1919, già membro della Società psicoanalitica ungherese, comunicò in quella sede il suo primo lavoro, Lo sviluppo di un bambino, pubblicato nel 1923 in «International Journal of Psycho-Analysis». Al congresso dell'Aia del 1920 Melanie Klein incontrò K. Abraham, che la inserì come collaboratrice all'Istituto psicoanalitico di Berlino. Alla morte di Abraham, nel 1926, E. Jones la volle in Gran Bretagna, dove la Klein visse e lavorò fino alla morte.
Opere principali:
La psicoanalisi dei bambini (1923); Contributi alla psicoanalisi (1921-45); Invidia e gratitudine (1957). I lavori della Klein si incentrano sull'analisi dei bambini e in particolare sui bambini nella prima infanzia. Elaborò per questo scopo una tecnica di espressione sostitutiva di quella delle libere associazioni, la tecnica del libero gioco, che permetteva ai piccoli pazienti di mostrare i tratti della loro vita interiore mediante l’impiego di giocattoli, con i quali venivano messe in scena significative rappresentazioni. Centrale, nel pensiero della Klein, è la nozione di fantasma: un lattante che, sul punto di addormentarsi, fa movimenti e rumori con la bocca come se succhiasse, fantastica il succhiamento di una mammella. Ciò significa che ogni pulsione è accompagnata da una fantasia di un oggetto che può soddisfarla. Le nozioni di oggetto «buono» e oggetto «cattivo», introdotte dalla Klein, sono correlative a quella della psicoanalisi classica di pulsione parziale, una pulsione cioè che sceglie parti di una persona come il seno, le feci, il pene; un oggetto è buono o cattivo non solo in relazione alla gratificazione (un seno è buono perché soddisfa la fame), ma soprattutto in relazione alla dialettica della fantasia e alla qualità delle pulsioni (libidiche o distruttive) su di esso proiettate. Un'altra nozione di grande importanza introdotta dalla Klein fu quella di posizione (depressiva o paranoica): con essa si illustrano le modalità delle relazioni con gli oggetti prima del quarto mese di vita (posizione paranoica) e dopo il quarto mese di vita (posizione depressiva); nella prima si ha una scissione dell'oggetto in buono e cattivo (per esempio il seno) e l'angoscia è persecutoria; nella seconda, che è un superamento della precedente e si attenua nel corso del primo anno di vita, gli oggetti d'amore (per esempio la madre) sono già percepiti nella loro totalità.