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Enciclopedia   Indice

Raphael e le sue opere


Alle Fonti della Vita
Di là dal dubbio
La Filosofia dell'Essere
Tu sei Quello (Tat tvam asi)
La Triplice Via del Fuoco
Oltre l'illusione dell'io
La Scienza dell'Amore
Fuoco dei Filosofi


Parlare di Raphael è difficile perché, secondo certe sue espressioni, non ha storia, non ha passato, non ha memorie da riportare. Molti, spinti da una curiosità sociale e mondana, chiedono cose che riguardano il particolare e l'individuale, ma chi ha risolto la sfera dell'individualità e dell'"ombra" non ha più un nome, una forma, una storia.

"La Verità - dice Raphael - non ha bisogno di banditori, non poggia sulla curiosità egoica, non si concede a chi non ha amore di ricerca, a chi non è Filosofo, direbbe Platone. Ai più interessa la cronaca mondana non la Verità".
Raphael, per quanto giovanissimo, sente l'anelito alla comprensione dell'Essere. Inizia, così, un costante tirocinio che lentamente lo porta sotto la stimolazione di un "Influsso spirituale". Gradatamente, e con la rimozione di ostacoli, la sua Coscienza si palesa quale Essenza, priva di sovrapposizioni. Maturato dall'evento Raphael, con discrezione, esteriorizza la Conoscenza coscienza illuminando con l'Insegnamento ogni autentico "ricercatore".
Per Raphael la più autentica ricerca è quella che tende a risolvere e trascendere il dramma della nascita e della morte. Se l'uomo, che sperimenta l'implacabile lotta del piacere-dolore e di ogni possibile eterogenea "dualità", non potesse trovare la propria Compiutezza immortale, allora tutto diventerebbe contraddittorio e l'azione stessa dell'individuo non sarebbe altro che un assurdo e nefasto volo verso l'abisso senza speranza.
"Non ho avuto altra aspirazione se non quella di conoscere la Vita, altra meta se non quella di trovarmi nel contenuto di Conoscenza, altro scopo se non quello di essere".
Queste parole di Raphael racchiudono una totale esperienza di vita e costituiscono, per il loro profondo significato, fonte di meditazione per lungo tempo.
"Conoscere significa Essere. Quello che noi chiamiamo conoscenza non è altro che un mero discorrere mentale e un interpretare sensoriale mentre, in realtà, la Conoscenza è operativa e realizzativa, quindi trasformante. È operazione del puro "comprendere" e non del semplice concettualizzare. Conoscere, conosciuto e conoscente debbono coincidere perfettamente".
Tale impostazione è il principio stesso della metafisica realizzativa che costituisce, soprattutto quella della "Non-dualità", una delle più alte espressioni dell'investigazione umana.
Raphael in ogni suo scritto tende a stimolare la coscienza del lettore e a coinvolgerlo in una "presa di possesso" della Conoscenza. Suo scopo principale è quello di fornire al lettore "attento" e "qualificato" la strada più consona al suo stato coscienziale e al suo tipo di mente per potersi accostare a quell'unica Conoscenza che solo una mente analitica, appunto perché limitata, può classificare come "orientale" o "occidentale".
Negli scritti di Raphael e nei suoi commenti ai testi si trovano ampi riferimenti ai vari Insegnamenti tradizionali e analogie utili a quanti desiderano entrare nel merito dello studio comparato delle Dottrine e nello spirito dell'unità dell'insegnamento.
Nelle opere di Raphael s'incontra spesso la parola "comprensione". Per comprensione Egli intende saper fondere in sé soggetto e oggetto, "prendere con sé un dato". Ci possiamo accostare a un oggetto (interno o esterno) per acquisire una semplice nozione o per giungere a un'identità conoscitiva. Nel primo caso c'è erudizione (dualità), nel secondo conoscenza-realizzazione-identità), cioè "si vive il contenuto concettuale, si penetra l'essenza di una cosa". Questo modo di comprendere va inteso come mezzo per scoprire la Verità ed essere contemporaneamente la Verità.
Chi ha letto i libri di Raphael avrà potuto notare come Egli miri a manifestare e mettere in evidenza l'unità della Tradizione, prevalentemente sotto l'aspetto metafisico: ciò non implica che si contrapponga alla visione dualistica, a quella ksatriya in quanto tale (si veda, anzi, come questa visione sia messa in rilievo nella sua traduzione e commento della Bhagavad-gita), alle varie fedi religiose, ai vari "punti di vista" - anche quelli opinabili. Una Visione veramente metafisica, se viene incarnata, non può contrapporsi a nulla "... stante che l'opposizione è necessariamente una relazione reciproca che esige la presenza di due termini e pertanto è incompatibile con l'Unità principiale" (R. Guénon).
Ciò che conta per Raphael è svelare, mediante il vivere ed essere, parte o tutta la Verità che si è potuta contemplare. E per ogni ente - nel tempo-spazio - l'espressione di pensiero e di azione dev'essere aderente e coerente col proprio e particolare dharma. Sotto questa prospettiva Egli non è stato "distratto" da alcuno, né fuorviato da particolari eventi né, ancora, irretito da specifici stimoli, spesso accattivanti, qualche volta alieni. Il "Motore immobile" desta e dirige gli eventi - qualunque essi siano - senza essere da questi trasportato.
In riferimento alla "Via del Fuoco", di cui spesso Raphael parla nei libri (si veda in particolare: Tat tvam asi, La Via del Fuoco secondo la Qabbalah, La Triplice Via del Fuoco), è bene sottolineare che non si tratta di un nuovo insegnamento, di qualcosa di personale o individuale né di un sincretismo dottrinario, ma della "Via universale" per la realizzazione della propria Essenza perché, in fondo, ogni Ramo tradizionale si dimostra come "sentiero di fuoco". La "Via del Fuoco" è la "Via" che tutti i discepoli percorrono, a qualunque Ramo tradizionale essi appartengano.


ALLE FONTI DELLA VITA  di Raphael
Domande e risposte sull'Ultima Realtà .
Questo volume raccoglie una serie di domande e risposte tra Raphael e alcune persone interessate alla "ricerca"; in esso c'è un sottofondo dominante che si pone all'attenzione del lettore: l'origine del conflitto e la conseguente sofferenza umana.
Il conflitto-sofferenza è essenzialmente il risultato del divario tra ciò che l'uomo ha ed è e ciò che vorrebbe avere ed essere. Quando tra queste due possibilità c'è concordanza perfetta non può esserci conflitto.
Nelle sue risposte Raphael coinvolge lo stesso interlocutore nella ricerca e nello svelamento dell'Ultima Realtà. Egli presenta dimostrazioni serrate e stringenti, incalza l'interrogante a retrocedere nel processo pensativo e ad allontanarsi sempre più dalle "apparenze" fino a lasciarlo "senza sostegni". Alcune risposte sembrano ardite, ma è bene considerare che Raphael si pone dal punto di vista dell'Advaita.


DI LA' DAL DUBBIO di Raphael
Il dubbio e l'incertezza rappresentano l'inevitabile conseguenza di un oscuramento della propria consapevolezza. L'individuo proiettato all'esterno ha "dimenticato" la propria reale natura fino ad alienarsi nell'oggetto.
L'essere umano naviga in un mare tenebroso, senza bussola e senza scorgere quel faro che indica la cessazione del viaggio. Alcuni sostengono che non esiste né freccia di direzione né faro di salvezza, per cui si tuffano nel grande mare della vita stordendosi ciecamente nel piacere-dolore; altri sostengono "dialetticamente" che la salvezza risiede nella glorificazione dell'io e dell'individualismo; altri, ancora, affermano che la liberazione dell'essere umano consiste nel saper diradare le nebbie ottenebranti e puntare la freccia verso la realizzazione dell'Essere. È la via, questa, della trascendenza dell'io e del ritrovamento di sé con se stessi quale realtà universale.
Raphael stimola il lettore a ritrovarsi e a trovare in se stesso il sentiero che lo possa condurre "di là dal dubbio".
Di particolare interesse sono i capitoli: Vita vibrante e Post mortem e Bardo Thotrol; nel primo si dispiega una visione della Vita dalla prospettiva dell'Armonia, nel secondo viene esposta in forma viva, valida ed accessibile per noi occidentali l'essenza dell'insegnamento de Il libro tibetano dei morti.


LA FILOSOFIA DELL'ESSERE di Raphael
Una concezione di vita per uscire dalle strettoie del conflitto Individuale e sociale.
Alcune persone appartenenti a formazioni ideologiche differenti, ma tutte con istanze anche realizzative, si sono trovate unite e pressate dalle stesse domande: la politica, com'è generalmente intesa, può risolvere i problemi fondamentali dell'individuo? Pub effettivamente appianare le disparità sul piano sociale e portare l'umanità ad un ordine pacifico di cooperazione e di benessere? Le stesse ideologie politiche, nelle loro motivazioni di fondo, sono veramente valide? Può esserci una filosofia politica capace di affrontare sia le richieste psico-spirituali dell'individuo sia quelle contingenti-materiali di politica sociale? Se un cambiamento è necessario, cosa si dovrebbe cambiare e quale modalità e direzione dovrebbe prendere il cambiamento stesso?
Tali problemi, ed altri ancora, vengono affrontati in questo libro da Raphael alla luce di quella Filosofia dell'Essere, o Philosophia perennis, che nel suo adattamento all'ordine politico propone una radicale trasformazione non degli effetti, ma delle cause. Sotto questa prospettiva il libro, per quanto tocchi anche problemi di metafisica realizzativa, può essere utile a coloro che cercano la Visione conforme al Principio e vogliono seguire la "giusta azione" nel mondo del divenire.


TAT TVAM ASI di Raphael (TU SEI QUELLO)
La Via del Fuoco secondo l'Asparsa vada
Questo libro consiste in un "dialogo realizzativo" tra un ricercatore della verità ultima e un Asparsin.

Antonio (A nel testo), dopo aver vissuto molteplici esperienze senza trovare compiutezza e soluzione ai suoi problemi esistenziali, incontra Raphael ~R nel testo) il quale gli addita la "Via del Fuoco" secondo l'Asparsa vada Questa "Via" o "Sentiero" insegna che l'essere, nella sua essenza, non è altro che l'Assoluto stesso; il conflitto, la sofferenza, la contrapposizione e la violenza esistono perché egli, non comprendendo la sua reale natura, si dirige più all'esterno che all'interno di sé. Da qui il più profondo messaggio che le Upanisad danno all'uomo irrequieto: Tat tvam asi: Tu sei Quello, mantra che rappresenta la sintesi dell'insegnamento Advaita e Asparsa.
Quest'opera, indubbiamente, troverà risposta in quel lettore che, trovandosi nelle stesse condizioni di Antonio, "aspira veramente e ardentemente a liberarsi" ed è alla ricerca non di un sostegno dialettico discorsivo, ma di un sentiero operante ed attivo che trasformi la coscienza e restituisca la "dignità di essere".


LA TRIPLICE VIA DEL FUOCO di Raphael
Pensieri che vibrano per un'ascesi alchemica, estetica, metafisica.
Raphael presenta, nel loro aspetto conoscitivo-operativo, tre Rami dell'Insegnamento tradizionale il cui principale scopo è quello di condurre l'individuo allo svelamento della propria Essenza. Questo svelamento, o processo realizzativo, si concretizza in tre linee operative: Alchimia, Amore del Bello, Metafisica tradizionale.
La prima via, esposta con una mirabile sintesi, presenta le fasi tradizionali dell'Alchimia: Nigredo ("Rettificazione"), Albedo ("Separazione"), Rubedo ("Unificazione"), con accostamenti e schemi relativi all'insegnamento del Vedanta e della Qabbalah.
La seconda via è per coloro che hanno sensibilità all'"Estetica trascendentale" come Armonia-Accordo col "Mondo intelligibile"; è un sentiero che si riallaccia alla Filosofia di Platone e di Plotino e in particolare all'ascesi dell'Eros divino (già trattato da Raphael nel libro Iniziazione alla Filosofia di Platone). Tramite quest'opus la corda coscienziale viene rieducata e guidata, mediante precise stimolazioni, a vibrare in ottave sempre più elevate fino a pervenire alla "rottura di livello dell'io" e ritrovarsi, così, "Musica delle sfere".
La terza via è quella della Metafisica realizzativa, è il sentiero del "Fuoco incolore"; nell'Advaita si parla di asparsa che vuol dire "senza relazione", "senza sostegno". E per quei pochi che hanno l'ardire di valicare l'abisso, di abbandonare la mente discorsiva limitata per entrare nell'Intellettività pura (Nous).


OLTRE L'ILLUSIONE DELL'IO di Raphael
Sintesi di un processo realizzativo .
Questo libro indica i presupposti basilari, le fasi salienti e decisive di quella che Raphael definisce, in senso tradizionale, la "Via del Fuoco".
Nel suo significato iniziatico il Fuoco è il grande
simbolo della trasformazione, della sublimazione e della soluzione nei vari stadi della via realizzativa. La "Via del Fuoco" si basa su una crescente consapevolezza e sperimentazione dei fuochi che si manifestano tramite la vita fisica, psichica e spirituale.
Quella prospettata in "Oltre l'illusione dell'io" è solo una sintesi operativa che rappresenta lo schema base di ogni possibile sadhana o disciplina spirituale. Per chi è pronto essa potrebbe essere anche sufficiente per innalzarsi alla realizzazione dell'Essere in quanto è e non diviene. A chi è maturo bastano poche indicazioni per "rimettere le ali" e volare verso la libertà.
"Oltre l'illusione dell'io" è scritto da Raphael in forma di sutra in modo da stimolare il lettore più sotto l'aspetto coscienziale che mentale. Un sutra è come un balenio di un lampo che con la sua luce pub squarciare le nubi dell'avidya o ignoranza metafisica.
Nel testo i vari argomenti sono visti, anche se brevemente, sotto angolazioni diverse, sono dati accenni all'Alchimia, alla Qabbalah, al Vedanta, allo Yoga, a Platone, ecc. Tutto ciò per andare incontro a quei discepoli che differiscono tra loro pet le qualificazioni iniziali, per la cultura, per l'impostazione mentale o per condizioni psicologiche particolari.


LA SCIENZA DELL'AMORE di Raphael
Dal desiderio dei sensi all'intelletto d'Amore
La "Scienza dell'Amore" rappresenta una corrente di conoscenza profondamente iniziatica che in determinante epoche, o particolari congiunture, emerge alla luce per essere riproposta.
Essa era già "affiorata" in altri libri di Raphael: La Triplice Via del Fuoco e Iniziazione alla Filosofia di Platone.
Ne La Scienza dell'Amore Raphael prende in considerazione l'Amore quale potente Influsso unificatore che opera e si manifesta nei vari livelli espressivi. Si tratta di quell'Amore che "move il Sole e l'altre stelle", di quell'Eros platonico capace di traghettare l'Anima dall'Amore formale, o sensibile, all'intelligibile Amore-Bellezza.
Partendo dallo studio della polarità che si esplica a livello formale come maschio-femmina, con le relative espressioni biologiche e psicologiche, il lettore, in possesso di adeguate qualificazioni, viene messo in grado di percorrere un autentico sentiero tradizionale che lo porta all'Amore filosofico.
Fondamentali gli accostamenti tra i vari piani espressivi dell'ente e i corrispondenti chakra, o centri energetici, della dottrina Yoga e le conoscenze sulle polarità esistenti nello stesso individuo.
Nel libro sono state inserite delle illustrazioni che riproducono dei disegni del Botticelli per la Divina Commedia riguardanti alcuni Canti del Paradiso.


FUOCO DEI FILOSOFI di Raphael
Risveglio a Verità Tradizionali .
Il libro è composto di note che Raphael e ha sviluppato in forma di brevi articoli in un arco di tempo abbastanza lungo. Esse, pur prospettando argomenti vari sono essenzialmente rivolte alla Tematica della Conoscenza tradizionale. Le note sono state raccolte con l'intento di fare cosa utile a quanti s'interessano della Via realizzativa.
Al di là delle singole tematiche affrontate vogliamo sottolineare un'evidenza, che possiamo riscontrare nella maggior parte dei libri di Raphael: la presentazione della Dottrina tradizionale sotto il "punto di vista" prettamente metafisico e l'insistenza nel parlare in termini di Unità della Tradizione.
In un mondo in cui i vari Rami tradizionali, o iniziatici, si contrastano per cieca incomprensione, Raphael indica il superamento di ogni tipo di "settarismo dogmatico" facendo riconoscere i diversi Rami non sono altro che formali di un'unica Realtà che sottostà a ogni Dottrina autenticamente tradizionale. La diversità esteriore della Dottrina può essere risolta solo con la Visione metafisica, visione che sintetizza le apparenti sfaccettature che operano esclusivamente nella sfera del sensibile.
Rendere esclusivo un Ramo dottrinario significa prima o poi combattere il potenziale nemico che sta di fronte. Pensare che solo il Ramo alchemico - oppure quello qabbalistico, platonico, vedantico, buddhista, ecc. - sia in grado di risolvere l'avidya-ignoranza dell'ente decaduto è solo fare sfoggio di orgoglio di parte e di settarismo deteriore.
Che i più siano sotto l'imperio dell"'opinione" è un fatto evidente, come è evidente che essi cercano fanaticamente di assolutizzare quella opinione; ma che un discepolo alla Conoscenza suprema possa considerare, per esempio, che solo l'Occidente oppure l'Oriente detenga la Verità è indice di opinione, non di pura Conoscenza.
Voler unire al semplice livello emotivo, o esclusivamente concettuale, le tante correnti spirituali, religiose o le diverse scuole iniziatiche che si pongono soltanto nell'ambito di processi mentali e passionali è fatica vana, sprecata; diremo, è certamente illusorio e persino patetico. Solo con una visione che trascenda la "parte", la singola "corrente", si può comprendere l'Intero (come dice Platone); solamente da una prospettiva superiore si può includere e comprendere quella inferiore o il singolo, e questa "prospettiva" non può non essere quella metafisica la quale abbraccia l'Essere e il non-essere, andando ancora oltre, con tutte le conseguenze che questa inclusione-integrazione, e nello stesso tempo trascendenza, può produrre.

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