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Tantra - La Mistica dell'Universo
di Diego Pignatelli

 

I tantra, i testi sacri di denominazione scivaita si ergono a simbolo dell'universo. Vera e propria mistica come il sufismo e la Kabballah, i tantra offrono una panoramica sintetica e metafisica del cosmo. Sono la veste sacra in cui l'uno si realizza nel Tutto e si dispiega fonematicamente in molteplici forme.

Shiva su tutti è il dio che adempie alla sintesi nelle sue cinque operazioni di emissione, mansione assorbimento, offuscazione e distruzione. Emanando i fonemi, li riassorbe su se stesso e nei piani della coscienza. La sillaba fonematica superiore (shabda-varna) ("I suoni sono l'essenza dei mantra. Tutti i suoni sono essenziati di Shiva "Ishvarapratyabijnahrdaya) "A" è la vocalica a dal cui dispiegamento si attua il molteplice, distinzione dualistica tra soggetto-oggetto. "A" è privilegiata nel suono AUM (dall'unità A=al molteplice=UM). All'inverso il riassorbimento (samhara) è dalla moltitudine "M" all'Uno "A".
es: "MAHA", il processo di reiterazione e AHam=emissione, proiezione.

MAHA simboleggia l'ordine etico dell'universo che ritorna su Se stesso. L'Aham cioè l'Io è il supremo mantra.

Proprio l'Io è autore del processo cosmico inneggiato in Shiva, il Para-matman che non intercede all'universo poichè lo sovrasta come pura coscienza (cit) e come matrice cosmica dalla quale tutte le forme prendono esistenza in categorie (tattvas) che ivi vi si auto riflettono nel cuore pulsante di Shiva. Ma la coscienza può anche contrarsi ed assumere le forme del molteplice (idam) presenziato dalle potenze divine (shakti) che ipnotizzano l'Aham che nel più dei casi si gioca il ruolo di primo attore nello scenario cosmico. Etimologicamente Aham è composto da "A" di anuttara, designante l'unità-ordine etico del cosmo, l'Uno che trascende il Tutto nell'universo prima del dispiegamento del molteplice.

Può darsi che l'aham, la coscienza indistinta, venga abbagliata dai multicolori dell'Idam,non accorgendorsi di riflettersi in una delle sue proiezioni (a-shuddi). Shiva trascende tutte le proiezioni. Non è bagnato dal potere dualizzante dell'illusione e travalica la dualità coscienziale ipnotizzata e bagnata nell'idam.

Un essere umano è poco sensibile alla luce ultra-violetta, che ha caratteristiche psichedeliche. Uno psicotico potrebbe confonderla con la realtà, ma in tutti è due i fattori soggiace il potere ipnotico dell'illusione. Shiva trascende la diade tempo-spazio in una triade tridimensionale che non ha confini. Il tridente di Sambhu, ipostasi del Signore rappresenta le dimensioni che vengono trascese nell'unità non duale (anuttara) e mentre il tamburo (damaru) percuote lo scorrere fluttuante del tempo psicologico, la danza regna vorticosa nell'estasi iniziatica della morte, riflesso di Shiva danzante (lila-murti).

In questo riflesso che il meditante deve visualizzare come un triangolo yantrico infuocato avviene le trascensione dell'Io ed il progressivo riassorbimento nei piani di coscienza purificati dal fuoco della danza di Shiva Nataraja. Shiva si erge a supremo Signore della ruota (chakreshvara) che come un "tricefalo pervade l'Universo (Trisiromata ripreso in Ksemaraja, Ishvarapratyabhijnahrdaya)".

Tricefalo, è ambiguamente la coscienza contratta (citta) che si è bagnata nell'oceano della dualità. "Così come il Beato ha l'universo come corpo, così pure la sua essenza è contrazione di coscienza ("citta", Ishvarapratyabijnahrdaya)". Ma questo stesso oceano è la sede dell'Aham, del se supremo, non rappreso ma esteso come coscienza assoluta universale (cid-atma).

Anche la non iniziazione raggiunge Shiva se compreso come principio unico (bindu) nell'atto di coscienza dell'universale trascendenza.

"La condizione di Shiva-bhattaraka trascende tutto ed è costituita di pura luce (prakasha), a lui appartengono condizioni dell'essere che sono unicamente forme di Luce" (pratyabijnahrdaya). Ma vi è una via detta il mezzo di Sambhu cioè Shiva, puramente noetica che arriva a percepire Shiva come quarto stato (turya) trascendente a tutti. La libertà di Shiva è nelle sue cinque operazioni. In virtù di questo gioco (lila) che l'Io tenta con se stesso nel tentativo legittimo di superarsi e di auto-riconoscersi, come l'autore del Tutto-Universo, dell'intero processo cosmico e della sua origine.

 

Riferimenti
- Pio Filippani Ronconi.,Vak La Parola Primordiale ed Pungitopo 1987 (ME).
- Abhinavagupta, Paratrisika-Vivarana "the Secret of Tantric Mysticism" by Jaideva Singh, Swami Lakshmanjee, Motilal Banarsidass.
- Abhinavagupta, Paryantapancashika "Le cinquanta strofe della realtà ultima".

 

Diego Pignatelli è autore su Riflessioni.it della rubrica:
Riflessioni sulla Psicologia Transpersonale

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