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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

11 Settembre 2001: ipnosi di massa?

Settembre 2011
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Tornando al Boeing militare che si abbattè sulla seconda Torre, si è fatta l’ipotesi che il missile sulla sua fusoliera fosse incendiario : la sua funzione sarebbe stata di prolungare il più possibile la durata dell’incendio, per giustificare agli occhi del pubblico il successivo crollo dell’edificio.
In effetti, le Torri erano state progettate in modo di resistere a urti ben più forti, e in ogni caso non ci sono altri casi noti di un grattacielo in cemento armato che sia crollato a causa di un incendio : prima e dopo l’11 Settembre non è mai accaduto. Quel giorno invece, su due grattacieli colpiti, ne caddero tre – le due Torri e il WTC 7, lì vicino.
Caddero tutti e tre sulle proprie basi, come nel caso di una demolizione controllata – e questo, credo, è il dettaglio più incongruo che tutti notammo a vista, rimosso poi dal profluvio di informazioni mediatiche sulla presunta responsabilità degli Arabi nell’attentato. Addirittura, la prima Torre aveva cominciato ad abbattersi lateralmente, dopodiché la direzione di caduta fu in qualche modo corretta.
La prova che si sia trattato effettivamente di una demolizione controllata, in realtà, esiste, ed è data dal tempo che le Torri impiegarono a crollare : circa 10 secondi, con una velocità media di 148 kmh - la stessa che se si sarebbe registrata se il crollo fosse avvenuto in caduta libera, cioè senza alcuna resistenza della massa sottostante.
La sola spiegazione plausibile è che ogni piano si sia sbriciolato un attimo prima che il peso dei piani soprastanti si abbattesse su di lui, ed effettivamente da immagini rallentate e ingrandite della caduta dei grattacieli si possono vedere alcune file di finestre esplodere quattro-cinque piani sotto il livello del crollo ; se le esplosioni fossero state causate dalla pressione dell’aria, avrebbero dovuto esplodere anche i piani immediatamente superiori.
Innumerevoli testimonianze dai telefoni cellulari dei soccorritori parlano di inspiegabili esplosioni verificatesi con largo anticipo rispetto ai crolli, anche decine di piani sotto al livello degli incendi.
Il portoricano William Rodriguez, premiato da Bush per il suo eroismo nel soccorrere i superstiti, si trovava nei sotterranei delle Torri prima degli impatti, e la sua testimonianza è che laggiù gli scoppi cominciarono prima dell’impatto degli aerei ; quando cominciò a dirlo in giro si cercò in ogni modo di farlo tacere, e finì per intentare una causa contro il Governo.
La versione ufficiale dice che i crolli furono causati dall’immenso calore ; ma a parte il fatto – ormai universalmente noto - che la temperatura sviluppata da un incendio di kerosene non può bastare a compromettere la sicurezza di una struttura in acciaio, c’è anche una foto nella quale una donna incolume si affaccia dalla voragine prodotta dall’urto del primo aereo.
Questo dimostra che la temperatura prima del crollo era già scesa a un livello tale da consentire la sopravvivenza di un essere umano : ipotesi confermata implicitamente dalle riprese del secondo schianto - in cui la maggior parte del carburante brucia all’istante all’esterno del grattacielo - e dalle telefonate dei pompieri, nessuna delle quali accenna a un aumento del calore mano a mano che si avvicinavano ai livelli colpiti.
A questo proposito, uno degli aspetti più strani dell’attentato – ovvero perché la seconda Torre, colpita dopo, cadde per prima – viene spiegato con il fatto che al momento del crollo i pompieri erano già giunti quattro piani sotto il punto dell’urto : se fossero saliti ancora, le loro testimonianze avrebbero impedito di giustificare la caduta del grattacielo con la scusa del calore. La demolizione, quindi, sarebbe stata anticipata per chiudere loro la bocca.
Esiste tuttavia un’esplicita ammissione che almeno uno dei tre grattacieli crollati fu demolito : il WTC 7, che era stato in precedenza fatto evacuare. Lo affermò addirittura Larry Silverstein, il proprietario del complesso del World Trade Center, che in un’intervista rilasciata l’anno successivo disse in sostanza : quel giorno decidemmo di tirar giù il WTC 7 per prevenire l’espandersi del rogo agli edifici vicini.
Per quanto possa sembrare incredibile, nessuno – né allora né mai – gli chiese come mai il WTC 7 era stato minato, né da chi né quando : un’operazione lunghissima, che non era certo possibile realizzare nei momenti concitati che seguirono i primi due crolli.
Tra parentesi, le macerie dei grattacieli crollati continuarono ad ardere per mesi, e vi furono poi ritrovate enormi masse di acciaio fuso. Questo è possibile con il calore originato da un’esplosione nucleare, o dalla termite (un esplosivo talvolta usato nelle demolizioni), ma non certo nel caso di un relativamente piccolo incendio di kerosene. L’analisi delle macerie fu negata alle commissioni d’inchiesta destando enormi proteste, e l’acciaio recuperato fu frettolosamente venduto ai Cinesi.
E’noto inoltre che poche settimane prima dell’attentato Silverstein stipulò una polizza assicurativa che tutelava le Torri contro gli atti di terrorismo ; il risarcimento previsto è dell’ordine dei sette miliardi di dollari.
Non abbiamo ancora detto nulla dei diciannove terroristi che avrebbero eseguito materialmente gli attentati. Nessuno di loro aveva mai pilotato un Boeing in vita sua ; alcuni erano titolari di brevetti di pilota civile, valido solo per piccoli aerei tipo Cessna. Ma ce n’è uno che fa eccezione : Abdul Aziz Ab-Omari, che è tuttora uno stimato pilota dell’aviazione civile saudita. Appena scoprì  che i giornali parlavano di lui come di un terrorista defunto, si recò immediatamente all’Ambasciata americana per protestare.
A tutt’oggi, dei diciannove di quell’elenco, è stato dimostrato che sono ancora vivi – sparsi qua e là per il mondo – almeno sette. Per dirne solo una : Mohamed Atta (il più famoso, che sarebbe stato il capo della missione) telefonò a suo padre alcuni giorni dopo l’attentato, dicendosi stupefatto di vedere il proprio nome coinvolto in una vicenda del genere ; dopodiché di lui non si seppe più nulla.
Atta era colui che pochi giorni prima dell’11 Settembre aveva ricevuto un bonifico di 100.000 dollari dal capo dei servizi segreti pakistani, Mahmoud Ahmad ; per un’incredibile coincidenza, la mattina dell’ 11 Settembre il dottor Ahmad si trovava a Washington, e faceva colazione con due eminenti personaggi della CIA.
Per quanto CIA e FBI non fossero riuscite a prevenire gli attentati, nelle ore successive pervennero alle identità dei terroristi con prodigiosa rapidità. Di uno di loro venne rinvenuto il passaporto bruciacchiato nei paraggi delle macerie delle Torri : colpo di fortuna soprannaturale, se si pensa che né delle altre vittime, né addirittura dei rottami degli aerei fu rinvenuto nulla, nemmeno le scatole nere (nessuna delle otto scatole nere complessivamente in dotazione ai quattro aerei).
In effetti, nelle liste dei passeggeri dei quattro voli dirottati – diffuse dalle rispettive compagnie subito dopo la tragedia, come è la prassi – non figura nessuna delle 19 persone indicate come autori dei dirottamenti : o si erano imbarcate saltando il check-in, o su quegli aerei non c’erano mai salite.
Da quelle liste emerge, tra l’altro, una stranezza evidente : tutti i quattro aerei erano decollati con a bordo circa il 30% dei passeggeri rispetto alla capienza. Ora, è possibile che un volo nazionale decolli qualche volta con così poca gente a bordo, ma quattro insieme in un orario trafficato come le 8 del mattino è del tutto inconcepibile. Si è fatta l’ipotesi che qualcuno si fosse precedentemente inserito nel software delle compagnie per dirottare su altri voli le prenotazioni ; ma perché ?
La seguente ricostruzione non è suffragata da prove, ma fila tanto perfettamente che non posso trattenermi dal citarla. Il presunto funzionario dell’esercitazione Vigilant Guardian richiamò i quattro piloti, e comunicò loro che a causa di un attacco terroristico in atto dovevano atterrare al più presto nel più vicino aeroporto militare. Qui i passeggeri furono fatti scendere dai primi tre aerei, e gli fu comunicato che a tutela della loro incolumità sarebbero stati trasferiti a Washington sotto scorta. Dato che erano pochi, un solo aereo sarebbe stato sufficiente : li fecero imbarcare tutti sul Volo 93 della United, quello che poco dopo si sarebbe schiantato sulla Pennsylvania.
Di quest’ultimo aereo, come è noto, si disse dapprima che i passeggeri si erano eroicamente ribellati al dirottamento, e nella zuffa che seguì fu fatto precipitare. Ma poiché sul terreno furono rinvenuti solo rottami e brandelli piccolissimi (tra i quali, miracolosamente, il solito passaporto bruciacchiato di un dirottatore) fu da subito noto a tutti che l’aereo era esploso in volo.
Si mormorò allora che l’avevano abbattuto, anche se ufficialmente non potevano dirlo, e il mondo si adagiò su questa rassicurante doppia spiegazione che contribuiva a rendere meno incredibile l’intera vicenda, mostrando che il sistema di difesa nazionale almeno in questo caso aveva funzionato.
I passeggeri del Volo 93 furono i soli di tutti e quattro gli aerei ad avvertire i familiari di essere stati dirottati, servendosi dei cellulari. Alcune telefonate erano partite anche dagli altri voli, ma ad opera del personale di bordo ; invece dal volo che si schiantò sulla Pennsylvania le chiamate di passeggeri di cui si ha notizia sono circa dieci.
Ora, il problema è che nel 2001 chiamare a Terra col cellulare da un aereo di linea era impossibile : a quelle velocità il telefonino sarebbe stato costretto a cambiare cellula ogni 7-8 secondi, e ogni volta sarebbe caduta la linea. L’esperimento venne effettuato da un accademico canadese, A. K. Dewdney, e dimostrò senza ombra di dubbio come tutte le telefonate (una delle quali raggiunge la durata di un quarto d’ora) fossero false.
Si è detto cha la signora che diede per prima l’allarme – Barbara Olson, giornalista della CNN e consorte di un avvocato della Casa Bianca – avesse chiamato servendosi del telefono di bordo. Purtroppo il marito specificò che la chiamata era a carico del destinatario, una cosa che col telefono di bordo di un aereo non si può fare (questa telefonata costituiva la sola testimonianza diretta che i terroristi a bordo dei quattro aerei fossero arabi).
In realtà, è molto più probabile che l’aereo fosse stato minato e sia stato fatto esplodere per mezzo di un comando a distanza : soltanto in questo modo si sarebbe potuto essere certi che il numero effettivo delle persone che si trovavano a bordo non potesse essere in nessun modo ricostruito.
Inoltre è quasi sicuro che la versione ufficiale, secondo cui nessuna misura difensiva fu adottata per intercettare gli aerei, risponde a verità. Nei minuti che seguirono all’attacco sulle Torri, ci sarebbe stato tutto il tempo di abbattere i due aerei ancora in volo per mezzo di missili, o far decollare dei caccia ; la ragione ufficiale per cui questo non fu fatto è che non ci si aspettava un attacco del genere anche su Washington.
Quattro aerei dirottati, due si erano schiantati su New York e gli altri volavano verso Washington, ma un attacco del genere su Washington non si aspettava. Il Presidente russo Putin, quando gli raccontarono questa storia, telefonò a Bush per offrirgli ironicamente la protezione russa sullo spazio aereo degli Stati Uniti.

 

Nei giorni successivi agli attentati, l’opinione pubblica fu distratta dalle incongruenze mantenendo alto l’allarme con le famose buste all’antrace, che erano state indirizzate a vari membri del Senato.
In seguito, il Dipartimento di microbiologia dell’UCLA analizzò la sequenza del DNA dell’antrace nelle lettere e concluse che proveniva da un laboratorio militare americano, anche se a questa scoperta non fu data molta pubblicità. All’epoca, la sola azienda che producesse un vaccino contro l’antrace contava tra gli azionisti la famiglia Bush, la famiglia Bin Laden, il Segretario di Stato James Baker e l’ex primo ministro inglese John Major.
Invece la speculazione borsistica che ebbe per oggetto la United Airlines e altre aziende penalizzate dagli attentati – della quale si disse che solo chi fosse preventivamente a conoscenza del piano dei terroristi  avrebbe potuto effettuarla – venne condotta da una celebre banca (anch’io ne sono cliente) che fino a tre anni prima era stata amministrata dal direttore della CIA.
Ma proprio nessuno ha fatto caso a queste coincidenze? Non esattamente: parecchi hanno rilevato, ad esempio, la stranezza del fatto che per l’inchiesta sull’affaire Clinton-Lewinsky vennero spesi complessivamente 62 milioni di dollari, mentre per l’inchiesta sui fatti dell’11 Settembre se ne spesero 3.

E molti autorevoli personaggi pubblici americani di entrambi i partiti hanno chiesto a gran voce l’incriminazione di Bush e di numerosi funzionari della sua amministrazione per alto tradimento. Ne avete saputo più niente ?

 

   Daniele Mansuino

 

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