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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Il cosmismo in Unione Sovietica

- Terza parte
Novembre 2015

 

Nell’articolo precedente ho accennato che Ciolkowski si dedicò allo studio della sensibilità della materia, partendo dall’idea che ogni forma esistente di materia fosse a suo modo consapevole ; tuttavia, essendo concentrato soprattutto sull’Uscita nel Cosmo, non ebbe modo di sviluppare tale concezione in tutte le sue potenzialità.
Indubbiamente, la traduzione della sensibilità della materia in termini scientifici si annunciava essere un lavoro meno affascinante dell’astronautica ; eppure il cammino dell’umanità verso l’Amalgama passava di lì, e la sua attuazione avrebbe segnato per l’organizzazione esoterica che domina il mondo un importante passo avanti.
Vladimir Ivanovic VernadskijQuel compito se lo sarebbe addossato il terzo e ultimo gigante del cosmismo : Vladimir Ivanovic Vernadskij (1863-1945), considerato oggi il più grande scienziato russo di tutti i tempi.
Aveva cominciato come studioso di mineralogia (fu il primo a descrivere la chimica e la struttura degli alluminosilicati), per poi passare allo studio delle trasformazioni chimiche sotto l’influenza dei processi geologici ; di lì passò alle ricerche sulla radioattività, che studiò soprattutto come fonte di energia termica, nonché per il suo ruolo di causa scatenante nei processi geochimici.
Il senso intimo di questi studi si concretizzò nel maturare una visione monista e panpsichista molto vicina a quella di Ciolkowski, al cui pensiero si avvicinò, diventando cosmista poco a poco.
Lettore onnivoro (parlava, scriveva e leggeva quindici lingue), la sua anima eclettica spaziava dalla radiogeologia alla cristallografia, dalla storia del pensiero scientifico all’epistemologia, dalla chimica alla medicina, dalla filosofia alla letteratura. Soltanto lui poteva disporre dell’autorità e dei mezzi culturali per sintetizzare la teoria ciolkowskiana della sensibilità della materia con il concetto marxista di coscienza collettiva, dando origine a due parole oggi molto usate : biosfera e noosfera.
La biosfera è costituita dalla massa totale degli organismi viventi e dai loro effetti sull’ambiente, inclusi in quest’ultimo l’atmosfera e la chimica della crosta terrestre : l’equivalente della pellicola della vita organica di Gurdjieff-Ouspensky (anche se è difficile dire se furono loro a influenzare Vernadskij, o viceversa).
Non esiste sulla Terra forza più attiva, forte e costante di quella esercitata dalla materia vivente nella sua totalità. La biosfera, manifestazione necessaria del meccanismo planetario della crosta terrestre, si muove e agisce sulla base di un complesso di leggi che a livello storico non sono mai state formulate correttamente : perché sembra erroneamente all’Uomo che le manifestazioni della vita terrestre rientrino nel novero dei fenomeni casuali, e proprio per questo non vengono mai investigati in modo corretto, ovvero partendo dal punto di vista della loro globalità.
La materia vivente rappresenta solo una piccola parte della biosfera, eppure è il suo fattore di trasformazione più potente, determinando la maggioranza dei suoi processi. Questo dà origine ad un’ininterrotta corrente, bidirezionale e biogenica, di atomi  che - tramite la respirazione, l’alimentazione, la riproduzione, eccetera - da un lato affluiscono dalla materia vivente alla materia inerte, dall’altro ne provengono.
La biosfera è infatti contraddistinta da questo incessante scambio di atomi tra la materia vivente e quella priva di vita ; e una terza forza (ancora Gurdjieff…) che adempie a un ruolo molto importante in questa interazione è la radiazione cosmica, determinante nel fissare le forme di organizzazione della materia vivente.
L’importanza della materia vivente è testimoniata anche dal suo progressivo aumento quantitativo nei confronti della materia inerte, e di conseguenza dalla sua crescente capacità di incidere tanto su di essa quanto sul complesso della biosfera : questo a causa delle sue doti di evoluzione plastica, ovvero di adattamento, che pongono in sostanza la materia inerte alla sua mercé.
La materia vivente sprigiona una gran quantità di energia libera, quale non è dato riscontrare in nessun altro involucro terrestre. Si tratta di energia biogeochimica, che interessa l’intera biosfera e costituisce l’elemento determinante della sua storia. Essa provoca e muta di continuo, soprattutto per ciò che concerne la sua intensità, la migrazione degli elementi chimici che costituiscono la biosfera, e determina la sua funzione geologica.
La biosfera di Vernadskij è il nucleo intorno al quale hanno preso forma tanto la moderna scienza dell’ecologia quanto, a livello politico, i movimenti verdi. Ma tuttavia, è andato in gran parte smarrito il senso della contrapposizione da lui elaborata tra biosfera e noosfera, che nelle sue intenzioni doveva costituire il corrispettivo della dualità formata da natura e coscienza collettiva - un’omissione che spesso è servita a sollevare le coscienze degli ecologisti dal doversi confrontare con altre dualità imbarazzanti, tipo quella tra capitalismo e comunismo.
La noosfera è l’ambiente terrestre modificato dall’Uomo : un fenomeno assai recente, perché è soltanto da pochi secoli che l’umanità è divenuta il principale fattore della trasformazione biologica, e il progressivo passaggio dalla biosfera alla noosfera è diventato il principale compito dell’Uomo sul nostro pianeta.
Nell’ambito della materia vivente, l’umanità signoreggia sulle altre specie per la sua ineguagliata capacità di modificazione dell’ambiente : entro la materia vivente, nelle ultime decine di millenni, è comparsa ex novo e si è quindi sviluppata rapidamente, incrementando via via la sua incidenza, una nuova forma di energia, legata alle attività delle società costituite da individui del genere homo…
Questa nuova forma di energia, che può essere chiamata energia della cultura umana o energia biochimica culturale, NON E’ ESCLUSIVA DELL’UOMO, MA APPARTIENE ANCHE A TUTTI GLI ALTRI ORGANISMI ; in questi ultimi, però, essa è presente in modo pressoché insignificante rispetto all’energia biogeochimica culturale umana.
Quest’ultima con l’andar del tempo cresce e aumenta, fino ad assumere il ruolo di primo piano. Questo incremento è forse da porre in relazione con lo sviluppo della ragione : processo molto lento (se effettivamente ha luogo), ma dipendente dall’affinamento e dall’approfondimento del suo uso, a sua volta favorito dal mutamento cosciente della situazione sociale e, in particolare, dalla crescita della conoscenza scientifica
La ragione è una struttura sociale complessa, costruita sia per l’uomo di oggi, sia per quello dell’era paleolitica sullo stesso substrato nervoso ; ma in una ben diversa situazione sociale, che si è venuta via via evolvendo nello spaziotempo.
La ragione è frutto di uno sviluppo durato, presumibilmente, centinaia di migliaia di anni ; ma ha potuto rivelarsi come forza geologica solo a partire dal momento in cui l’homo sapiens ha cominciato ad incidere, con il suo lavoro culturale, sulla biosfera.
Il suo frutto è il pensiero scientifico, che opera nella biosfera e nel corso del proprio sviluppo la trasforma (…). La sua comparsa nella storia del pianeta, che è iniziata in modo massiccio e intensivo da alcune decine di migliaia di anni, è un avvenimento di enorme importanza nella storia del nostro pianeta, e con tutta evidenza non appare come qualcosa di casuale.
La vera e propria esplosione della conoscenza scientifica si verificò nell’ultimo decennio dell’Ottocento, con la scoperta dei fenomeni atomici e dei raggi x ; che hanno dato origine alla fisica del ventesimo secolo, e trovarono pieno coronamento nella teoria della relatività.
La sua conseguenza più immediata derivò dalla risonanza mediatica di queste scoperte : per la prima volta nella storia, la metodologia e l’etica scientifiche si diffusero universalmente a livello planetario, dando forma a importanti cambiamenti di mentalità caratterizzati dalla fede nell’universalità della scienza.
E’ questa, già di per sé, una nuova scienza : ovvero una scienza la cui influenza sull’umanità trasborda dalle applicazioni tecniche e sociali delle sue scoperte, giungendo fino al punto di porre apertamente in discussione tutte le acquisizioni del pensiero umano precedenti ad essa.
La nuova scienza può essere identificata soprattutto dalle sue forme organizzative, la cui complessità non risulta avere precedenti in passato.
Possono essere individuati, nel movimento scientifico moderno, tre fattori distintivi :

 

1 - Il ritmo, (ovvero) l’ampiezza della superficie interessata, che oggi praticamente comprende l’intero pianeta ;
2 - La profondità dei mutamenti registrati a proposito delle concezioni della realtà che la scienza ha assunto come proprio oggetto di indagine ;
3 - La potenza del cambiamento che la ricerca scientifica ha prodotto sul pianeta.

 

Uno dei frutti della nuova scienza è l’acquisizione che l’homo sapiens non è il compimento del creato ; non è il “coronamento della creazione”, e neppure il detentore di un apparato di pensiero compiuto e definito. Egli è invece l’anello intermedio di una lunga catena di sostanze, che hanno un passato e avranno senza dubbio un futuro. I suoi antenati erano dotati di un apparato di pensiero meno perfezionato del suo, così come, presumibilmente, i suoi discendenti potranno invece disporre di qualcosa di meglio.
Altre caratteristiche notevoli, che pongono la nuova scienza a un livello superiore rispetto alle religioni e alle ideologie, sono la sua unicità e omogeneità, conseguenti alla verificabilità delle sue premesse :
Tanto le religioni quanto le strutture sociali e le formazioni statali hanno cercato per millenni - e cercano tuttora - di pervenire a una fittizia unità, e di costringere con la forza tutti ad accettare un’unica concezione complessiva del senso e della finalità della vita. Ma in tutta la plurimillenaria storia dell’umanità mai si era riusciti a costruire una simile visione unitaria ; mentre la scienza, pur potendosi considerare un fenomeno dinamico in continua evoluzione nelle ipotesi e nelle teorie, può vantare un nocciolo interno, costituito dalla logica e dalla matematica (…), che presenta un carattere vincolante ed imprescindibile per tutto il genere umano.
E’ proprio questo a porla a un livello superiore rispetto all’arbitrarietà delle religioni e dei sistemi filosofici, le cui conclusioni non hanno invece questa peculiarità.
La scienza è quindi anche il codice comune che, a livello mondiale, può portare al superamento delle contraddizioni e delle barriere culturali. Ogni fatto scientifico, ogni osservazione scientifica, indipendentemente da chi li ha prodotti e dal luogo in cui sono stati rilevati o elaborati, vanno a confluire in un unico apparato (…) dove vengono classificati e ridotti ad una forma standard, divenendo rapidamente patrimonio comune e oggetto d’attenzione e di valutazione da parte dell’attività critica, della riflessione teorica e del lavoro scientifico nel suo complesso
Gli scienziati dell’area indiana o cinese assumono in generale le medesime premesse in vigore in quella europea : lo stesso riconoscimento della realtà del medesimo cosmo, gli stessi metodi di controllo e di verifica dei concetti, basati non soltanto sull’analisi logica, ma anche e soprattutto sull’osservazione e sull’esperimento. (…) Per la prima volta, una quantità infinita di uomini diversi lavora contemporaneamente e in luoghi diversi, che coincidono praticamente con tutte le aree di insediamento dell’umanità, a un programma comune che ha di mira la creazione di una nuova condizione umana, ed è incentrato sull’attività di ricerca scientifica, sulla riconsiderazione delle concezioni filosofiche e religiose.
Nota : nel mio libro Signori di Volontà e Potere, esponendo il progetto dell’organizzazione come è descritto in Banshei, notai che esso prevedeva l’avvento di una religione mondiale, ma che a mio avviso non era spiegato bene in quale momento storico dovesse essere collocata. Ora, leggendo Vernadskij, mi sono chiesto se la mia incomprensione non dipendesse da un dettaglio che non avevo capito : che quando Banshei parla di religione mondiale, bisogna leggere scienza.
La moltiplicazione delle risorse e dei centri destinati alla crescita del sapere scientifico è la più importante forma di azione per il passaggio dalla biosfera alla noosfera : dal regno della Natura al regno della mente dell’Uomo, coronamento dei milioni di anni dell’evoluzione umana.
Nel ventesimo secolo, per la prima volta nella storia della Terra l’uomo si è fatto una conoscenza precisa della biosfera ed è riuscito ad abbracciarla tutta quanta con gli occhi della sua mente, completando la carta geografica del pianeta ed insediandosi su tutta la sua superficie.
L’umanità, con la sua vita, è diventata un’unità globale. Non c’è neppure un solo pezzetto della Terra, dove l’uomo non potrebbe vivere almeno per un certo tempo, se questo fosse necessario…
Contemporaneamente, grazie ai progressi tecnologici e del pensiero scientifico, si è assistito ad una rivoluzione nel campo delle comunicazioni interplanetarie e dei trasporti. Grazie alla radio e alla televisione è possibile comunicare istantaneamente da una parte all’altra del pianeta, e grazie ai trasporti aerei ci si muove a centinaia di chilometri all’ora.
L’uomo ha cominciato a creare nuovi elementi artificiali mai prima esistiti sulla faccia della Terra. Quello che una volta era una rarità mineralogica - il ferro allo stato naturale - viene ora prodotto in miliardi di tonnellate. L’alluminio puro non è mai esistito nel nostro pianeta, e ora anch’esso viene prodotto in quantità illimitate. La stessa cosa accade per una quantità praticamente infinita di composti chimici artificiali prodotti ex novo. La quantità di questi ultimi cresce di continuo. Tutte le risorse strategiche scaturiscono da questi processi di produzione. Nuove razze di animali e piante, mai prima esistite, nascono per l’iniziativa dell’uomo
Il trionfo della scienza non può essere separato dalle sue conseguenze sociali : l’affermazione della democrazia, della volontà popolare, della libertà di ricerca non condizionata da pregiudizi filosofici o religiosi, della tutela e salvaguardia delle risorse naturali.
Ora stiamo attraversando un nuovo cambiamento geologico evolutivo della biosfera, e stiamo entrando nella noosfera. Questo ingresso ha coinciso con un’epoca travagliata e tragica, segnata profondamente dalle distruzioni delle guerre mondiali. La cosa importante, però, è che gli ideali della democrazia siano in sintonia con questo processo geologico spontaneo e con le leggi della natura, venendo in tal modo a corrispondere con la noosfera.
Si potrà allora guardare al nostro futuro con fiducia ! Esso è nelle nostre mani, non dobbiamo lasciarcelo sfuggire
Il futuro è quello dell’unità biologica e dell’uguaglianza di tutti gli uomini ; ovvero della ricostruzione e della riorganizzazione della biosfera negli interessi dell’umanità, che pensa liberamente e si organizza a livello mondiale come un unico soggetto
In tempi recenti, l’ideologia del cosmismo è stata sintetizzata dallo statunitense Ben Goertzel in queste Dieci Tesi :

 

1. Gli esseri umani si fonderanno con la tecnologia ad un ritmo sempre più crescente. Si tratta di una nuova fase dell’evoluzione della nostra specie, che sta prendendo velocità proprio in questo momento. Il divario tra naturale e artificiale diminuirà fino a scomparire. Alcuni di noi continueranno ad esistere come esseri umani, ma con una gamma radicalmente ampliata e sempre crescente di opzioni disponibili, aumentando drasticamente la diversità e la complessità. Altri si evolveranno in nuove forme d’intelligenza, molto al di là del confine umano.

 

2. Svilupperemo intelligenze artificiali senzienti, e la tecnologia del caricamento della mente umana sui computer (mind uploading - vedi Signori di Volontà e Potere). Quest’ultima tecnologia consentirà una durata di vita indeterminata a chi sceglierà di lasciare il proprio substrato biologico e di caricarsi su computer. ALCUNI UMANI “CARICATI” (uploaded) SCEGLERANNO DI FONDERSI TRA LORO E CON LE INTELLIGENZE ARTIFICIALI. QUESTO RICHIEDERA’ LA RIFORMULAZIONE DELL’ATTUALE NOZIONE DI “IO”, MA SAPREMO FARVI FRONTE.

 

3. Ci diffonderemo verso le stelle e vagheremo nell’Universo. Ci incontreremo e ci fonderemo con altre specie. Allo stesso modo potremo vagare per altre dimensioni di esistenza, al di là di quelle di cui siamo attualmente consapevoli.

 

4. Svilupperemo realtà sintetiche interoperabili (mondi virtuali) in grado di supportare esseri senzienti. Alcuni uomini “caricati” sceglieranno di vivere in mondi virtuali. Il divario tra realtà fisica e sintetica offuscherà, poi scomparirà.

 

5. Svilupperemo un’ingegneria spazio-temporale e una “magia futura” basata sulla scienza, ben oltre la nostra attuale comprensione ed immaginazione.

 

6. L’ingegneria spazio-temporale e la magia futura potranno consentire di ottenere con mezzi scientifici la maggior parte delle promesse delle religioni, e molte cose incredibili che nessuna religione ha mai sognato. Saremo in grado di resuscitare i morti, “copiandoli nel futuro”.

 

7. La vita intelligente diventerà il fattore principale per l’evoluzione del Cosmo, e lo guiderà verso un percorso pianificato.

 

8. I progressi tecnologici ridurranno drasticamente le scarsità materiali, in modo che l’abbondanza di ricchezza, la crescita e l’esperienza saranno a disposizione di tutte le menti che lo desiderino. Nuovi sistemi di autoregolamentazione emergeranno per mitigare la possibilità che la creazione mentale vada fuori controllo, esaurendo le risorse del Cosmo.

 

9. Nuovi sistemi etici emergeranno, sulla base di principi come la diffusione della gioia, della crescita e della libertà attraverso l’Universo, così come nuovi principi che non possiamo ancora immaginare.

 

10. Tutti questi cambiamenti miglioreranno l’esperienza soggettiva e sociale degli esseri umani, delle loro creazioni e dei loro successori, portandoli a stati di consapevolezza individuale e collettiva caratterizzati da profondità, ampiezza e meraviglia molto al di là di quello che è oggi accessibile agli uomini.

 

Daniele Mansuino

 

Prima parte - Seconda parte

 

Nota: ho tratto buona parte delle citazioni di Vernadskij e le “Dieci tesi” di Goertzel da https://forum.termometropolitico.it/

 

 

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