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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Epitaffio

Maggio 2014

Di Paolo Del Casale

 

Non so se sia lecito parlare di esoterismo surrealista, ma ho bene in mente cosa voglio dire. Ho sempre trovato insegnamenti formidabili nei quadri di Dalì, di Frieda Kahlo, insomma di quei pittori che tirano il collo alla legge di analogia ; e ancora di più nei momenti in cui, senza preavviso, è la realtà stessa a diventare surrealista - come quella volta, a Wellington, che varcai il portone di un palazzo e dietro ci trovai... una funicolare.

Il grande Louis Pauwels - che aveva conosciuto di persona sia Gurdjieff che alcuni grandi surrealisti - era la persona più adatta ad approfondire il fenomeno, e nel Mattino dei maghi pose magistralmente in correlazione la realtà che impazzisce con il concetto gurdjieffiano di choc.

Il suo realismo fantastico - vera e propria quarta via collocabile a mezza strada tra letteratura e esoterismo - è qualcosa che ogni esoterista intelligente dovrebbe a lungo meditare.

Ho trovato molto bello questo scritto del Fratello Paolo Del Casale. Non è un articolo, ma l’esordio di un romanzo che sta scrivendo, che spero sarà pronto presto.

Di rado ho trovato in un testo esoterico più compiutezza di quanta ne fuoriesca dalla sua studiata incompiutezza !

 

Daniele Mansuino

 

 

Epitaffio

di Paolo Del Casale

 

Oodgeroo (L'albero callistemone) :

Nel nuovo Tempo del Sogno visse una donna, un'Aborigena, che bramava la sua tribù perduta e i racconti che appartenevano al suo popolo; poiché si ricordava soltanto di quanto fosse accaduto nel proprio Tempo del Sogno. Ma il vecchio Tempo del Sogno aveva rubato e nascosto i racconti. La donna sapeva che doveva cercare i vecchi racconti - e attraverso loro, forse avrebbe trovato il suo popolo.

Prima di partire, cercò il suo “yam-stick” e il suo “dilly-bag”, ma il Tempo aveva rubato anche questi. Trovò un sacco di zucchero che le formiche avevano lasciato e che il Tempo aveva dimenticato di distruggere. Lo raccolse e lo portò con sé ovunque andasse.

Il Tempo rideva dei suoi sforzi; riteneva che il suo nuovo dilly-bag fosse inutile.

Un giorno, mentre cercava, la donna giunse presso le ceneri di un fuoco che la propria tribù aveva acceso tanto tempo prima. Gli occhi le si riempirono di lacrime, poiché agognava la sua tribù, e si sentiva sola.

Si sedette accanto alle ceneri e fece scorrere le dita attraverso i resti del fuoco che un tempo vi ardeva. E mentre guardava le ceneri, invocò Biami lo Spirito Buono perché l'aiutasse a trovare la sua tribù.

Biami le disse di andare dai callistemoni e di chiedere loro di darle un po' della loro corteccia. I callistemoni amavano questa donna che aveva perso la sua tribù, e le donarono la loro corteccia. Sapevano che non era ingorda e che non avrebbe preso più di quanto le servisse. Così la donna mise la corteccia nel suo dilly-bag.

Poi Biami disse alla donna di tornare al fuoco spento che apparteneva alla sua tribù, di raccogliere gli stecchi carbonizzati e di mettere anche questi nel suo sacco - e di fare altrettanto ogni volta che incontrava il fuoco spento di qualsiasi tribù perduta. Il Tempo non capiva che cosa la donna stesse facendo, così prese a seguirla.

La donna viaggiò per lungo e per largo per tutta la terra, e ogni volta che incontrava il fuoco spento di una tribù perduta raccoglieva gli stecchi carbonizzati, e quando finalmente il suo sacco ne era colmo si recò ai segreti luoghi del sogno delle vecchie tribù.

Qui si riposò e nuovamente invocò Biami, e gli chiese di aiutarla a ricordare i vecchi racconti in modo che per loro tramite potesse trovare la sua tribù. Biami amava questa donna, e così le mise in mente un modo nuovo per poter rintracciare quei racconti e la sua tribù.

La donna si sedette e trasse dal suo sacco i pezzi di stecchi carbonizzati che aveva preso dai fuochi spenti, e distese la corteccia del callistemone a terra. Distribuì gli stecchi sulla corteccia, e vide che impressero dei segni sulla superficie. Così rimase seduta per molti anni, segnando il callistemone con i racconti delle tribù perdute da tempo immemorabile, finché ebbe consumato tutti i residui carbonizzati che aveva raccolto e il sacco si svuotò. In questa maniera si ricordò i racconti del vecchio Tempo del Sogno, e attraverso loro entrò nella vecchia vita delle tribù.

E quando i callistemoni ripresero a riempire l'aria con il profumo dolce di miele, l'accettarono nella loro tribù come una tra loro, così non sarebbe stata mai più senza la corteccia che le serviva per il suo lavoro. La chiamarono Oodgeroo, e questo è il racconto di come Oodgeroo riuscì ad entrare nuovamente nel vecchio Tempo del Sogno.

Ora è felice, perché può sempre parlare con le tribù ogni volta che lo desidera. Il Tempo ha perso il suo potere su di lei, perché così ha voluto Biami.

 

EPITAFFIO (Espiazione dell'ultimo messaggero):

 

L'uomo siede al buio. Gomiti poggiati sulle ginocchia, la testa bassa ; sembra spento.

La sua mano sinistra stringe la camicia all'altezza del torace, sembra tenere nel palmo un qualche pendaglio. L'atmosfera intorno a lui è di un'oscurità quasi totale  filtrano in lontananza luci sottili, ma si trasformano brevemente in un chiarore bluastro che lascia spaziare poco lo sguardo. Alle spalle dell’uomo si stagliano enormi silhouettes di quelli che sembrano bracci meccanici ; il tutto dà l'impressione di essere un gigantesco, buio, laboratorio.

L'uomo lentamente solleva la testa e apre gli occhi ; un sospiro e si alza, iniziando a camminare con scioltezza, come se vedesse perfettamente dove andare, anche al buio. Si avvicina alla parete che emette la fioca luce, che sembra essere una enorme lastra di vetro. L'uomo le si accosta molto vicino, quasi a rasentarla col naso, poi alza lo sguardo come a volerne appurare l'altezza, rimane così qualche istante, poi trae un sospiro. Estrae dalla camicia il ciondolo che stringeva pochi istanti prima, abbassa lo sguardo a terra e fa per sfiorare con la mano destra la parete ; una scossa elettrostatica gli fa ritirare d’istinto l'arto, ma pochi istanti dopo prende  finalmente coraggio e con l'intero palmo colpisce la parete, trattenendo il palmo contro la lastra.

 

||  Attivazione di procedura: Mymesis.

Codice di conferma...  ||

 

L'anziano uomo molla la presa sul ciondolo e pone anche l'altra mano sulla parete


-Codice Genetico di Conferma... “NULL”||

-Riconosciuto ||
-Piena funzionalità operativa ||
-Diritti di utilizzo: SATOR ||

 

Si accende un faro, che illumina l’uomo.  Dal volto rugoso ed arido traspaiono enorme conoscenza ed introspezione, i segni di una vita segnata dalla tristezza dell’animo. L'espressione del volto è contemplativa, sembra che il suo sguardo stesso non sia abituato più da anni a guardare spazi aperti, ma solo anguste camere buie. Dà, in effetti, quasi l’idea di una talpa. Ritorna a focalizzare l’attenzione sul pendaglio, che ora, sotto la luce, risplende intensamente del colore dell'oro ; possiede una forma insolita, sembra una sorta di chiodo, ma con la punta leggermente ricurva - in effetti, ad un giudizio più attento, pare proprio un incrocio tra un chiodo e un gancio. Sulla capocchia sono incise delle forme che lo fanno sembrare invece una sorta di vite, con un’anomala incisione.

 

|| APERTURA: Database Sinaptico

 

|| Effettuata...
|| MODULO ELEMENTALE...Avviato

 

|| COMPARTO: Registro Mnemonico
                        / Progetti
                        / ADAP Project – Attivazione

 

|| Richiesta Attivazione modulo Sinaptico: - LIL

 

Viene illuminata una parte del laboratorio e mostra uno strano oggetto metallico del colore del bronzo, un cubo di ingranaggi, leve, lancette; sembra composto di una struttura estremamente complessa, ma l'idea generale che offre è quella di un complicatissimo orologio a pendolo. É sorretto da un possente braccio meccanico, che lo sostiene dai lati, agganciandosi alla struttura stessa del manufatto.

 

|| APRI : Registratore Vocale...

|| SWITCH: Modalità di Registrazione

 

“ Antikytera, osservando questo prezioso strumento dell'ingegno umano, non potrei che cominciare questa relazione dal punto in cui ogni evento ha avuto inizio : il Meccanismo di Antikytera stesso.

Erano i primi anni del 1900. Nel mondo si era ormai diffusa a chiazza d'olio l'incredibile spinta creativa e generativa della rivoluzione industriale - tutto in perenne mutazione - e forse l’uomo visse per la prima volta la sensazione che qualcosa potesse veramente cambiare. I paradigmi che, fino ad allora erano rimasti pressoché immutati per millenni si videro crollare nel giro di qualche decina d'anni. L'uomo era padrone della meccanica : aveva perfezionato talmente bene le conoscenze acquisite da creare strumenti che potessero arrivare persino a sostituirlo. A cosa sarebbero ancora serviti gli schiavi?

Deus ex machina : l’espressione latina calza perfettamente, rappresenta il momento del sopraggiungere della divinità durante la tragedia greca. Era l'istante in cui tutti gli eventi umani trovavano una convergenza fatidica che, non poteva risolversi, se non con l'intervento divino. Dio che sorge dalle meccaniche stesse degli eventi : come descrivere meglio Antikythera?

Era il 1902, se la mia memoria non comincia a tradirmi, quando venne scoperto -, al largo delle coste dell'isola di Antikythera, in Grecia - il relitto di una nave romana contenente varie opere d'arte, probabilmente destinate a personaggi altolocati e potenti della Roma imperiale. Venne scoperto anche un oggetto piuttosto curioso : un ingranaggio meccanico molto complesso, miracolosamente sopravvissuto a circa duemila anni di storia sottomarina.

Ho sempre considerato questa scoperta un evento ai limiti del miracoloso. Cominciai a interessarmene in giovane età, grazie ai tutori che mi allevarono : lui era un archeologo di fama mondiale e lei una psicoterapeuta, con una passione innata per l'esoterismo ed in particolare per l'astrologia. Sono cresciuto immerso nel simbolo, e ho sviluppato ben presto un vivace interesse per le mitologie di ogni cultura.

Ricordo ancora quando osservai per la prima volta la meraviglia di Antikythera, mi venne raccontata la storia del ritrovamento e tutti gli studi effettuati a riguardo. Era, con tutta probabilità un meccanismo ad orologeria che calcolava esattamente il tempo, le stagioni, i cicli lunari, le eclissi e persino la cadenza delle antiche Olimpiadi.

Ero estasiato : completamente smarrito dal fatto che il mondo mitologico - che avevo sempre immaginato  costellato di creature da fiaba - molto probabilmente doveva essere più simile al nostro di quanto pensassi. Ne fui rapito per il resto della vita...

Ora mi è chiaro che, non essendoci pervenuti alcuni documenti riguardanti macchine di tale livello tecnologico almeno per altri mille anni dopo la datazione effettiva del manufatto, dovevano con molta probabilità essere oggetti segreti, appannaggio di qualche élite economica o di potere politico e religioso. Del resto, è esattamente ciò che accade anche ora...

Antikythera : il flusso dell'eterno ritorno. Ho una visione chiara, ora, di come venissero “fabbricati” i miracoli dell'antichità : i padroni delle meccaniche del cielo, erano senza dubbio anche  i padroni delle meccaniche mondane.

Ma chi erano i padroni? Chi ruotava la manopola del meccanismo per adattarlo ai propri scopi, e chi continua ancora oggi a decidere per tutti gli altri?

 

|| IMPLEMENTAZIONE SINAPTICA: Modulo Noetico...

 

|| Richiesta Attivazione modulo Sinaptico: I - HRMES

 

“Passiamo ora ad analizzare un'altra scoperta cardine : I Tubi di Baigong.

Furono fatti conoscere nei primi anni del 2000, all'interno di una grotta, alle pendici del monte Baigong Shan. Sono tubi in metallo che fuoriescono dal pavimento della grotta, come stalagmiti ; nel soffitto è presente l'altra estremità del tubo, perciò un tempo dovevano creare una sorta di rete di metallo all'interno della cavità della grotta.

L'origine di questi tubi non è stata mai dimostrata, per quanto io ricordi che gli appassionati di UFO si apprestarono a commentare la scoperta come l’ennesima prova dell'intervento di conoscenze tecnologiche aliene. La loro effettiva  utilità, però,  rimase sconosciuta per anni.

Avevo circa venti anni, quando venni a sapere del ritrovamento dei Tubi, e la prima volta che vidi l’immagine della sezione della montagna, con tutto il fascio di canne parallele disposte a piramide, mi apparve chiara l’estrema somiglianza della struttura con le canne di un organo.

Dovevo essere rimasto profondamente colpito da quella sovrapposizione di immagini, e ricordo che feci un sogno la stessa notte. Mi trovavo completamente solo, ai bordi di una radura nella foresta ; davanti a me si ergevano degli alti pilastri, di dimensioni diverse, che riconobbi subito essere i Tubi. Soffiò una brezza leggera e cominciai a percepire un suono nell'aria, una vibrazione, come il ronzare di un diapason agitato dal vento ; compresi che erano quelle alte canne metalliche ad emettere le vibrazioni.

Mi avvicinai a quella giungla di metallo. Più mi inoltravo verso l’interno e più mi accorgevo di perdere il senso dell'orientamento : i tubi erano sempre più fitti e confusi, e quello che inizialmente era un suono appena percettibile, andando verso l'interno aumentava di intensità ad ogni passo.

Continuavo ad avanzare, e d’improvviso il suono divenne talmente acuto che ricordo di aver visto solo un lampo di luce. Quando mi svegliai, nel buio totale, i miei occhi risentivano ancora del bagliore, come se lo avessi portato con me dal sogno.

Confuso e carico di ansia, tentai di rilassarmi moderando la respirazione ed il bagliore si attenuò, di pari passo ai battiti del mio cuore. Davanti ai miei occhi, allora, prese forma un’immagine che probabilmente era rimasta sulla mia retina.

TRIGRAMMA “ACQUA” - Il punto centrale era molto luminoso e la sua luce si estendeva in orizzontale, mentre le piccole luci sopra e sotto formavano una rete che sembrava contenerne l’intima potenza.

Questa esperienza fu la scintilla iniziale del lavoro di tutta una vita.

Quando raccontai alla mia tutrice del sogno, apparve molto incuriosita e divertita. Cominciò a parlarmi dell' I-Ching : il metodo divinatorio cinese riportato in auge da Carl Gustav Jung, che lo propose quale base del proprio lavoro sugli archetipi.

In sintesi, Jung sostiene che i sessantaquattro esagrammi dell’I-Ching  siano, in sostanza, l'argilla dei nostri pensieri : quelli che lui battezzò Archetipi. Si formano dalla fusione di otto trigrammi che possono definirsi gli elementi base inscindibili - atomici, in un certo senso.

Restai folgorato nel notare la stessa forma che avevo sognato,  e compresi il divertimento della mia tutrice : avevo sognato KAN, il Trigramma dell'acqua.

Volli sapere di più da lei e, quando le sue conoscenze non riuscirono più a soddisfare la mia curiosità continuai per conto mio. Studiai a fondo il sistema filosofico dell'Oracolo cinese e mi informai sugli studi di Jung, ma la prima risposta effettiva alle mie domande venne quando fu compreso (probabilmente) l'autentico utilizzo della struttura di Baigong, agli inizi dell'anno 2015.

Pare che la grotta fosse utilizzata come un tempio celato ai profani, nel quale i saggi ed i sacerdoti ricevevano gli oracoli : si sedevano in determinati punti ed a seconda dei suoni stessi della terra, amplificati dai tubi, ricevevano “illuminazioni”.

In pratica, la stessa funzione della Macchina di Antikythera : uno strumento di potere.

 

|| Connessione Noetica ipertestuale: - Iridiana©

 

SCHEMA STRUTTURA IRIDIANA - “L'Iridiana d’Oriente”,  così l’hanno chiamata. Non ne conosco bene la funzione, ma pare che la sua scoperta abbia rappresentato una svolta epocale nello studio della rifrazione della luce.

L’Iridiana è un materiale composito, ma di natura sconosciuta, in quanto i diritti di creazione spettano ad una società di ricerca privata (satellite della Syderal Genetica), che non ne ha mai divulgato né l’origine né la composizione.

Sappiamo che è in grado di filtrare i fotoni e di emettere un fascio di particelle sensibili alle vibrazioni sonore ; in pratica, rifrange dei pattern di colore diversi a seconda delle frequenze.

Fu inizialmente usato per sostenere la tesi del Tempio di Baigong. Vennero ricercati tutti i luoghi che potevano avere risonanze particolari, come a Malta nell’Ipogeo di Hal Saflieni - l’archeoacustica fu la scienza che maggiormente beneficiò della scoperta.

Compresero che molti luoghi sacri erano progettati per modulare le frequenze sonore al’'interno di alcune ampiezze. La frequenza media riscontrata molto spesso era compresa fra i 110 e 111 hz, ovvero la frequenza di maggiore risonanza della voce maschile : per questo inizialmente si confermò la tesi principale degli studiosi del settore, ovvero l’utilità di queste strutture come altoparlanti architettonici.

I successivi studi con l’Iridiana sulle onde cerebrali condussero però a correggere ed ampliare la visione riguardo alla funzione di questi luoghi di culto. Si comprese come quella determinata frequenza provochi un rilassamento delle funzioni cerebrali dell'emisfero sinistro, comunemente preposto alle attività razionali, ed un conseguente rilascio delle funzioni dell'emisfero destro, istintivo ed irrazionale.

Sicuramente, da allora in poi sarà sembrato improprio immaginarli solamente come giganteschi amplificatori : quei luoghi possedevano i misteri del suono - misteri che sarebbero stati poi svelati quando venne infine attuata la sperimentazione sul Tempio di Baigong.

L'Iridiana fu il motivo del mio interesse nei confronti della Noesi. Fra i molti esperimenti implementati dall’utilizzo dell'artefatto, il più interessante a mio avviso fu quello effettuato sulle onde cerebrali, i cui risultati dimostravano senza ombra di dubbio che l’Iridiana era in grado di proiettare pattern di colore diversi a seconda delle onde emesse durante le fasi di concentrazione, rilassamento, sonno e meditazione.

Fu il tassello mancante per me. Tutti i miei studi si incentrarono sull’interrelazione delle forze universali - principalmente tra i moti astrali e la psicogenesi individuale, in pratica fra Astrologia ed I-Ching.

In verità, già altri prima di me si erano imbattuti nella necessità di trovare uno schema di corrispondenze sottili : ovvero di natura non direttamente percepibile - o necessariamente riscontrabile - dai sensi ordinari.

Mi imbattei, per prima cosa, nella Tavola di Smeraldo.


|| Connessione Noetica Ipertestuale: Ermete Trismegisto
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«Il vero senza menzogna, è certo e verissimo. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato
Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo.
Completo è quello che ho detto dell’operazione del Sole.»

 

L'idea era quella di creare un utopico schema nel quale ogni elemento componente del cosmo, dalle meccaniche celesti alla genetica, fosse correlato ad ogni altro secondo le proprie qualità vibratorie.

Uno sviluppo molto importante lo ottenni studiando le branche moderne del cosidetto occultismo e della Magia : mi imbattei nel “Liber 777” di Aleister Crowley. In questo libro è presentato un profondo schema di corrispondenze su base numerica qabalistica,  e da quel momento la mia strada per la conoscenza si intrecciò con quella dell’iniziazione.
Ma, per citare il grande Michael Ende : Questa è un'altra storia, e si dovrà raccontare un'altra volta.

NOESI - Il termine sembra derivare dal verbo noein (annusare) e indica principalmente un atto della psiche, ma ad esso si riferiscono diversamente i due filosofi cardine del pensiero occidentale.

La noetica per Aristotele è la comprensione di un concetto : l'istante in cui la mente accomuna tutti gli indizi che ha registrato e formula una tesi. Platone invece tende a sostenere che la noetica è l’atto stesso del concepire attraverso il pensiero.

Ho sempre trovato piuttosto curiosa, al di là delle differenze di interpretazione, l’origine del termine : annusare. Esistono tuttora modi di dire come “fiutare un affare”, oppure “sentire l'odore del pericolo”; compresi, “fiutandolo”, che i due modi di vedere contrastanti dei due Grandi della filosofia sono facce della stessa medaglia - comprendere gli equilibri del mondo circostante equivale a formulare tesi innovative col fine di rinnovarlo. Sono entrambi funzioni prettamente umane che sorgono dal fiuto, dall’istinto potremmo dire ; l’errore, appunto, si trova nel considerarle separate.

Vorrei fosse compresa a fondo la tematica della noesi, perché è il cardine dell’innovativo Sistema ADAP, che ci accingiamo ad affrontare.

La filosofia ne propone un’altro elemento cardine, quello del kairos. Era un concetto che si potrebbe tradurre con : il momento giusto, o l’atto di sincronizzarsi al proprio tempo personale.

 

|| Connessione Noetica Ipertestuale: \libreria
\Lo Zen e l'Arte del Tiro con L'Arco

 

Curiosa questa connessione noetica, posso prenderla come un esempio ulteriore di spiegazione del “Sistema Sinaptico Operativo ADAP”. La macchina ha posto ora in relazione la mia spiegazione sul kairos con quel libro in particolare, in quanto ha connesso l’univocità delle due filosofie di base, collegandole tramite il concetto stesso (zen + kairos), non tramite una ricerca verbale. Non potrei spiegare meglio di così il funzionamento di determinati algoritmi, perché non ne conosco appieno la struttura globale.

 

|| IMPLEMENTAZIONE SINAPTICA: Artificial Mood Plug

 

|| Richiesta Attivazione modulo Sinaptico: n – ARTEMIS
|| Adattamento neuro-plastico in corso...
|| Implemento Virtualizzazione Dialogo effettuata...
|| ATTIVAZIONE:

 

Il laboratorio si illumina di un blu molto intenso e nel contempo si attivano dei motori, che riempiono l’aria delle vibrazioni elettriche scaturite da una gigantesca potenza di calcolo. Il sistema, evidentemente, necessita di maggiore supporto fisico di calcolo per apportare l'ultima modifica installata.

L'ambiente circostante l’uomo comincia a farsi più chiaro, ed ora è ben riconoscibile l’area d’azione in cui si trova : una stanza quadrata di circa quaranta metri quadri, il soffitto a circa tre metri - asettica nel complesso e priva di ogni mobilio, fatta eccezione per quattro bracci meccanici che escono da quattro fori nel soffitto. Sono disposti ad eguale distanza l’uno dall'altro, e sostengono quattro grossi oggetti al centro della stanza ; solamente due di essi sono illuminati.

 

|| INPUT di dialogo?

 

“Buona sera, ADAP!”

-Salve Null !-

“Come puoi rilevare tu stesso, sto registrando la relazione di assemblaggio del sistema, in modo da poter lasciare delle linee guida di utilizzo per coloro che ne usufruiranno.”

- Pensi che la mia collaborazione possa esserti d'aiuto?-

“Senza ombra di dubbio. In questo momento nel tuo sistema sono implementate delle funzioni di ricerca noetica : puoi controllare quasi simultaneamente ogni informazione registrata, e contribuire alla stesura della relazione finale. Possiamo considerarla un’autoanalisi di sistema prima del format di inizializzazione, previsto per oggi.”

- Necessiti delle funzioni mnemoniche?-

“Ebbene sì,, amico mio... ho davvero bisogno che aiuti questo vecchio a ricordare ciò che il tempo gli ha strappato via.”

- L’ultima ricerca noetica riguardava la relazione fra kairos e filosofia zen, ricordi ?-

“Ah, certo ! Non lo avevo affatto dimenticato. L’unica incertezza è da dove cominciare a raccontare le mie implicazioni e responsabilità in questo progetto...”

La noesi fu la mia personale chiamata alle armi da parte di Dio, o almeno, così l'ho considerata per anni.

La mia ricerca sui collegamenti vibrazionali dava i suoi frutti nei campi più disparati : dalla mistica alla mitologia, alle filosofie, sembrava che davvero tutto potesse essere classificabile secondo un unico schema. Ma quale ?

Mi ero concentrato soprattutto sulle possibili relazioni operative tra l'astrologia occidentale e gli archetipi psichici del Libro dei Mutamenti. Sentivo che era la mia ricerca personale, e che solo io avrei potuto trovare la soluzione.

Alienato e totalmente asociale, stavo chiuso per ore in casa, chino sul monitor del computer, a saettare con l'occhio dalle finestre aperte sul desktop ai mille schemi che avevo scarabocchiato sui fogli sparsi sul tavolo ; per anni i miei occhi non hanno visto altro.

Un giorno, mentre cercavo informazioni sul web, mi imbattei in un articolo interessante : si riferiva a un mito della creazione africano.

 

Prima che il Rosso tocchi terra,
Ogni nommo crea le proprie schiere.

Egli vive all'interno dell'uomo, ma non ha nulla di lui ;
esiste e lo anima, l'uomo è sua immagine particolare.

Il nommo conosce solo il proprio simile tra le schiere degli uomini ;
ma uno di loro si sacrifica per tutti gli altri
e un altro accoglie ogni goccia del sacrificio.
Questo è l'equilibrio dei nommo, e la casa celeste fatta carne.

Il corpo è casa loro,
loro arena è la progenie ;
Il volto si specchia nel figlio...

 

Questi nommo erano descritti come esseri umanoidi, ma con la parte inferiore del corpo di serpente, e composti per lo più d'acqua. Ce n’erano, pare, di due tipi : i Nommo Bianchi e i Nommo Rossi.

L'articolo faceva riferimento a un’analogia che poteva essere stabilita fra i nommo e gli spermatozoi. Elencava una serie di paralleli fra le vicende relative ai Nommo Bianchi ed i principi di creazione cellulare del DNA.

Poteva sembrare astruso per chiunque forse, tranne che per me : leggendo quell'articolo mi si spalancarono nuovi mondi possibili, e soprattutto mi resi conto di non essere il solo a seguire una ricerca simile.

Volli contattare l'autore, perché nell’articolo erano commentati decine di passaggi del mito ma non l’incipit, dove si parla del Rosso in cielo : la mia intuizione mi diceva che era importante.

Si avviò con lui un dibattito. Iniziammo a parlare delle nostre rispettive ricerche, e gli chiesi il motivo per cui non aveva commentato la parte iniziale. Mi rispose che non era ancora riuscito a trovarne una corrispondenza definitiva.

Allora avanzai io un’ipotesi. Leggendo il testo mi era balenata una sorta di analogia tra i comportamenti dei Nommo Rossi e l’interazione dei gruppi sanguigni ; perciò proposi che i primi versi potessero riferirsi ai meccanismi di creazione del plasma...

Dopo pochi giorni, la solitudine della mia casa fu interrotta dalla presenza fisica di ( ___ ), che chiamerò d'ora in avanti col proprio nome in codice di livello TENET : Ofukos.

Era rimasto talmente sorpreso dalla mia intuizione da definirla il suo personale Uovo di Colombo, e aveva espresso il desiderio di conoscermi subito. A partire da quel momento, avremmo condiviso ogni dettaglio delle nostre scoperte.

Ben presto, Ofukos avanzò l’idea di creare un piccolo software che rendesse automatiche le connessioni. Pensai che fosse un'idea grandiosa : ci avevo pensato già molte volte, ma mi mancavano le conoscenze per realizzarlo. Lui ci riuscì in pochi giorni.

La prima versione la battezzammo “Akasha 1.1”. Ofukos ne disegnò anche un piccolo logo ironico, un uovo.

Propose di registrarlo a mio nome. In pratica, mi aveva regalato qualcosa che avrebbe potuto portarmi tutti i riconoscimenti che meritavo per il mio lavoro ; lui per sé non voleva nulla. Riteneva di essere stato utile soltanto per il lato tecnico ; e mi confidò che, anche in quello, buona parte in realtà proveniva da un lavoro che stava svolgendo per conto di una grossa società.

Fu quella la prima volta che mi parlò del suo lavoro, anche se più volte avevo già intuito che il suo interesse verso le mie ricerche si spingeva al di là della semplice sfera amatoriale.

Ofukos stava lavorando per la Syderal Genetica al perfezionamento di un apparecchio che generava onde di plasma elettrico ; questa sostanza, mi spiegò, era in grado di riprogrammare la struttura della materia, DNA incluso.

Il suo compito specifico era programmare uninterfaccia in grado di assemblare materia, fino a crearne di vivente.

Inizialmente non compresi la portata di quanto mi stava rivelando. Mi ricordava vagamente quegli articoli letti anni prima, a proposito di quello strano scienziato iraniano e la sua tecnologia ispirata alle invenzioni di Nikola Tesla.

 

- Forse intendi dire Mehran Keshe. Ti servono informazioni sulla Keshe Foundation ?-

 

“NO, grazie ADAP. A cosa servirebbero ? Del resto, nessuno gli diede ascolto... che ironia ! Quella era proprio la tecnologia che avrebbe rivoluzionato il mondo, e che ci avrebbe portati fino a questo istante.”

 

-Sì, ma tutti fecero finta di non ascoltare...-

 

   Paolo Del Casale

 

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