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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Esoterismo e comunismo

Febbraio 2008
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Per esempio, si parla sovente dell’“edificio del marxismo”; ma questa definizione, per quanto largamente usata, è inesatta, perché Marx è rimasto fedele alla dialettica hegeliana, semplicemente trasferendone il soggetto dall’Assoluto all’umanità: di conseguenza, non si tratta tanto di un “edificio” statico quanto di un processo in divenire, fondato sul costante avvicendamento delle tre fasi che ho descritto sopra: affermazione, negazione, superamento (tesi, antitesi e sintesi).
Ora, dal punto di vista esoterico, è doveroso far notare che questo processo corrisponde esattamente all’azione delle “tre forze” (attiva, passiva e neutralizzante) nel sistema di Gurdjieff; la quale a sua volta non è altro che una delle innumerevoli applicazioni del “ternario ermetico” dislocate un po’ dovunque tanto nell’esoterismo quanto nella storia della Filosofia.
Il ternario ermetico è a sua volta una derivazione del ternario alchemico: Materia Prima, Antimonio e Sale dei Filosofi. I potenziali effetti dirompenti di un’eventuale applicazione delle sue leggi al campo sociale sono da sempre temuti agli Alchimisti, che in più di un caso si sono letteralmente sbracciati per tentare di evitarla. tre frecceNel 1936, Eugène Canseliet  commentava la notizia che le “Tre Frecce” (simbolo ermetico del ternario), erano state adottate come emblema dal Partito Socialista Francese (SFIO) con queste parole piene di angoscia:
“L’insegna adottata dalla sezione francese dell’Internazionale Operaia non può non sconcertare il filosofo e spingerlo in un abisso di riflessioni.(…) Bisogna pensare che una volontà occulta e onnipotente abbia imposto ai dottrinari della rivoluzione sociale questo segno rivelatore (…)?”(1)
Appaiono di conseguenza piuttosto imbarazzanti gli sforzi, compiuti negli ultimi anni da sedicenti studiosi, di dimostrare i legami tra comunismo e esoterismo sulla base degli incontri di Rasputin con Bonc-Bruevic o di Stalin con Gurdjieff, o andando a scomodare addirittura la… veggente di Breznev (2), senza neppure aver fatto caso che l’intera struttura basilare del comunismo è di fatto una derivazione del ternario ermetico.
In realtà, proprio in virtù della sua conclamata discendenza umanistica, il comunismo è – tra le correnti politiche contemporanee – quella che più di tutte ha beneficiato di influenze esoteriche, e senza dubbio la sola in cui, volendo, gli apporti di tali influenze potrebbero essere ricostruiti con facilità e precisione (3).
Mediante l’applicazione del ternario, il marxismo ricostruisce passo a passo l’intero processo dello sviluppo sociale (o per essere più precisi, della produzione sociale dell’esistenza). Si addiviene così al punto critico della divisione del lavoro nelle forme del lavoro manuale e del lavoro mentale, in seguito a cui la coscienza individuale  può realmente figurarsi di essere qualcosa di diverso dalla prassi esistente (4); questo dà origine all’ideologia, ovvero l’errata concezione secondo cui le forme culturali  possano essere considerate indipendenti dalle condizioni materiali della vita.
Nell’accezione marxista, quindi, il termine ideologia ha un valore negativo (proprio perché il marxismo è un processo e non un edificio, è una contraddizione in termini parlare di ideologia comunista): esso infatti definisce la tendenza a creare sistemi di pensiero astratto, come ad esempio le religioni, viziati dalla contraddizione di fondo che possa esistere qualcosa non direttamente influenzato dai processi materiali dell’esistere.
La produzione sociale dell’esistenza è caratterizzata da due elementi: le forze produttive e i rapporti di produzione (che trovano la loro formulazione nei rapporti di proprietà). L’insieme dei rapporti di produzione costituisce la struttura della società, sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica nella quale vanno incluse anche le manifestazioni artistiche e culturali.
Quando, ciclicamente, lo sviluppo delle forze produttive non è più contenibile nell’ambito dei rapporti di produzione esistenti si ha la rivoluzione, che si risolve nella comparsa di un nuovo modello di società, più evoluto del precedente . Esaminando la storia del passato, Marx individuò quattro modelli di rapporti di produzione, l’ultimo dei quali è il modo di produzione capitalistico, e previde che la prossima rivoluzione darà origine al quinto: il modo di produzione socialista.
Nel mio articolo sulla trasmutazione interiore ho accennato alle forme successive adottate dal fenomeno esoterismo dalla preistoria ai nostri giorni (delle quali una sola – quella che seguì alla comparsa degli alfabeti, e che oggi è al tramonto – può essere definita esoterismo nell’attuale accezione del termine).
Esaminato nel complesso, il processo di cui sto parlando consiste nella trasmissione di procedure tendenti al controllo degli stati molteplici dell’essere; con il trascorrere dei secoli ha rivestito molte forme diverse, e ai giorni nostri è disperso in una miriade di “scuole”, separate tra loro da diversissime concezioni cosmologiche, politiche e terminologiche.
Il solo modo per trarre fuori qualcosa di buono dalla gran quantità di nozioni, spesso contraddittorie e strampalate, che si tramandano nelle “scuole” è tener presente la prospettiva storica dell’intero processo e guardare oltre le modalità in cui si esso manifesta, non diversamente da come il marxista guarda attraverso le multicolori e fuorvianti apparenze dei rapporti sociali per individuare la realtà dei rapporti di produzione.

Soltanto così  si possono individuare e cogliere le tecniche più importanti, le quali – se prelevate dal contesto in cui vennero tramandate, e integrate nel quadro d’insieme – possono essere usate tanto per conseguire maggiori poteri mentali quanto per agire con forza sulla realtà.

Altrove ho segnalato l’utilità di usare come “griglia”, per meglio comprendere e coordinare tra loro tecniche esoteriche diverse, lo schema interpretativo delle leggi della comunicazione delineato da Marshall McLuhan in Understanding media. Così facendo, appare evidente che le tecniche giunte ai nostri giorni si differenziano tra loro in base ai modelli sociali che hanno attraversato nel corso della storia; la loro comprensione, quindi, non può dirsi completa se non si tiene conto di come quei modelli sociali si sono evoluti dal punto di vista dei rapporti di produzione.

E’ questo un campo di studi ancora completamente vergine, la cui esplorazione porterebbe al non disprezzabile risultato di trasformare l’esoterismo in una scienza. Non sentendomi qualificato per avviare un’impresa così ambiziosa, tutto quello che posso fare è elencare qui di seguito alcune analogie tra forme esoteriche e rapporti di produzione che io stesso ho rilevato, nella speranza che un giorno o l’altro qualcuno migliore di me possa riprenderli e svilupparli.

Al comunismo primitivo corrisponde la fase dello sciamanesimo individuale, quello cioè laddove ogni uomo era sciamano di sé stesso: infatti la struttura delle società di cacciatori-raccoglitori concedeva all’attività immaginativa il tempo necessario all’esplorazione degli stati molteplici dell’essere, e l’assenza di specializzazione nel lavoro inibiva la concezione che, per ragioni di ordine sociale, qualcuno potesse esserne escluso.

A questa fase subentrò, nell’ambito delle società nomadi più evolute, quella che potremmo definire dello sciamanesimo specializzato, nella quale ogni tribù delegava l’accesso agli stati molteplici dell’essere a un solo individuo, in modo che gli altri membri avessero più tempo a disposizione per fissare la propria attenzione sul piano della realtà oggettiva.

McLuhan ha posto in rilievo come a questa fase iniziale della fissazione sul piano della realtà oggettiva corrisponda il modello culturale di percezione auditiva: l’orecchio non ha la possibilità di operare una selezione tra i suoni, mentre l’occhio l’ha per le immagini, quindi il nomade - avvezzo alla trasmissione orale della cultura - sperimenta una totale e costante compenetrazione  col mondo che lo circonda ; al punto che non esiste, nei linguaggi delle popolazioni nomadi, un termine per definire la coscienza di sé dell’uomo considerata separatamente dalla realtà.

La percezione di un “io” separato dal resto cominciò ad avere corso in parallelo con il passaggio dell’uomo al sedentarismo. La prima e più importante conquista dell’uomo sedentario era stata la creazione degli alfabeti, frutto e fonte ad un tempo del modello di percezione visiva, che ai nomadi era sconosciuto. Dalla percezione visiva di una realtà frammentata in mille elementi uno separato dall’altro (io, gli altri, ecc.), ebbe origine la nuova usanza di trovare definizioni anche per concetti completamente astratti.

Dalla possibilità offerta dagli alfabeti di poter catalogare le astrazioni ebbe origine la Filosofia, e con questa la tendenza a definire le pratiche sciamaniche entro un complesso di teorie di natura ideologica, che è ancora oggi uno dei tratti peculiari dell’esoterismo.

Mentre da una parte gli sciamani diventano sacerdoti e inventano le religioni, riciclando le tecniche di trasmutazione interiore in sistemi ideologici volti al controllo sociale, una minoranza si sforza invece di mantenere in vita la tradizione sciamanica nella sua forma originaria, dando origine all’esoterismo (piccole cerchie segrete). L’obbiettivo di preservare intatta la tradizione però non fu raggiunto, perché inevitabilmente le forme mentali del sedentarismo influenzarono, col trascorrere dei secoli, anche gli esoteristi.

Una caratteristica della progressiva fissazione dell’umanità sul piano della realtà oggettiva è l’affermarsi di opprimenti rapporti di dipendenza tra uomo e uomo, cristallizzati nell’ambito di rapporti sociali assai rigidi: questo si rifletterà anche sulla struttura dell’esoterismo, determinando il sorgere di particolari condizioni di aggregazione giunte fino ai nostri giorni, quali ad esempio le forme iniziatiche contrassegnate dalla comunanza di mestiere (degenerate successivamente in forme di arbitrario classismo) o da opprimenti gerarchie, rafforzate dall’obbligo del segreto.

Questi tratti dell’esoterismo si formano nei modelli sociali corrispondenti al modo di produzione asiatico e a quello di tipo schiavistico, nei quali - sebbene l’attività dell’uomo in quanto produttore di merci rappresenti ancora una parte subordinata - la suddivisione dei ruoli sociali è già in atto, e il processo della divisione in classi si è avviato.

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NOTE

  1. Eugène Canseliet , L’Alchimia
  2. Dato e non concesso che Stalin e Breznev possano essere definiti comunisti, affermazione con cui le due più vitali scuole marxiste contemporanee – quella trotzkista e quella bordighista – sarebbero senz’altro in disaccordo.
  3. Il liberalismo potrebbe indubbiamente contendergli questo ruolo, se come il comunismo avesse   mantenuto il suo nucleo intatto nel tempo, il che non è avvenuto.  
  4. Marx ed Engels, op. cit.

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