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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Il fantasma del Venerabile

Maggio 2009
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Molti di questi avversari sono tali per motivi di orgoglio nazionale (la tradizione massonica latina, ecc.), e vivono l’avvento di questa riforma come una sorta di inaccettabile ingerenza estera. Altri – i più disinformati - temono che metta a rischio la democrazia interna del GOI. Altri ancora sono Fratelli che lavorano in corpi rituali di origine scozzese/latina, e vedono nel Maestro Venerabile Installato non solo un inaccettabile doppione del “quarto grado” praticato nei loro Riti, ma anche una pericolosa avanguardia all’avanzata dei corpi rituali anglosassoni: concorrenti temibilissimi per la grande ricchezza del loro patrimonio iniziatico che attrae fortemente già fin d’ora molti Massoni italiani (e al quale conto di dedicare in futuro numerosi articoli). Insomma: se non fosse un’espressione che non rende giustizia alla loro buona fede, potremmo dire che temono di essere esautorati.
A tutti questi argomenti ho già contrapposto il mio personale punto di vista vuoi nell’uno vuoi nell’altro dei miei articoli; non mi piace ripetermi, e non piacerebbe neanche ai miei lettori. Ma è il caso di ricordare ancora una volta che i tempi sono cambiati, e che Massoneria latina non è affatto più sinonimo di democrazia, né interna né esterna (magari lo fosse: sarei il primo dei suoi sostenitori), proprio come la concezione più verticista della Massoneria anglosassone non è mai stata sinonimo di autoritarismo, ma di facilitazioni per i Fratelli di buona volontà nell’ascendere i gradini e partecipare attivamente alla gestione dell’Ordine.
Un ulteriore argomento contrario non ho enumerato tra i precedenti, in quanto se ne differenzia per la sua particolarissima natura: il pregiudizio anglofobo (perlopiù di importazione francese) assai diffuso negli ambienti esoterici italiani. Inutile dire che esso non regge minimamente all’impatto né dell’analisi storica né della ragione, ma tuttavia – come tutti i pregiudizi – si nutre di sé stesso, e delle emozioni più negative che si annidano nell’anima dell’uomo.
Ai miei Fratelli (doppiamente Fratelli) esoteristi, vorrei dire col cuore in mano che se apriranno la loro mente ai tesori della Massoneria anglosassone, non se ne pentiranno. Chi segue la mia rubrica sa bene quanto ogni contaminazione tra esoterismo e religione mi dia fastidio (magari ne fosse immune il mondo dell’esoterismo latino, che da questo punto di vista è in realtà molto più malmesso di quello inglese), e certo al primo impatto certe ingenue drammatizzazioni della storia biblica che sono tratto comune di tanti rituali britannici possono lasciarci perplessi; non al punto, però, di farci dimenticare che la forza sottesa a queste presunte “deviazioni sentimentali” è valsa a far lievitare le due Rivoluzioni del diciottesimo secolo, e in un tempo incredibilmente breve ha fatto della Massoneria l’organizzazione iniziatica più diffusa e potente del mondo.
Se la curiosità intellettuale sopravvive ancora in noi come non è mai venuta meno ai Massoni nel corso della storia, sarebbe forse il caso di applicarla proprio a quel campo; questo a maggior ragione – mi verrebbe spontaneo dire – per i Fratelli contrari all’azione esoterica sulla società. Il loro atteggiamento critico nei confronti della Massoneria britannica potrebbe così trovare il conforto di argomenti fondati sulla conoscenza diretta, e la smetterebbero finalmente di salmodiare la solita litania di terza mano sui presunti effetti negativi del moralismo protestante, cessando anche di offendere senza necessità né fondamento le decine di migliaia di Protestanti italiani.
Per chi invece è favorevole alla Massoneria come strumento di rigenerazione sociale, c’è il caso che un “bagno di Inghilterra”  possa fargli riscoprire il segreto perché la nostra Istituzione possa ridiventare davvero un tale strumento - segreto di cui al GOI ci sarebbe parecchio bisogno.
C’è da osservare infine che la riqualificazione del Maestro Venerabile potrebbe essere molto utile al miglioramento delle relazioni tra il Grande Oriente e le Logge. A volte sembra che nessuno si renda davvero conto di quanto sia importante la reciprocità del rapporto; eppure il successo dell’Arte dipende non solo dalla qualità del lavoro, ma anche dal modo in cui esso viene ripagato.
Una volta presa coscienza che all’aumento dei poteri di chi le rappresenta corrisponde una crescita  reale della loro possibilità di influire sull’Ordine, le Logge italiane guarderebbero al GOI con nuova fiducia; e la storia ci insegna che quando i Massoni italiani sentono di poter avere davvero fiducia nel loro Ordine, è loro costume restituire il bene ricevuto con un commovente prodigarsi, che nelle vicende del GOI ha lasciato più volte luminose tracce.
Bisogna quindi avere il coraggio di guardare avanti, e cambiare. Fino ad oggi molte cattive abitudini hanno condizionato la Massoneria; è tempo di voltare pagina e di sperimentare idee nuove. Molti Fratelli avvertono fortemente tale esigenza, e senza dubbio è questa la prima ragione per cui la “crociata” di cui si è fatto carico il Fratello Domma è oggetto di consensi di mese in mese sempre più plebiscitari: si direbbe che la consapevolezza della necessità di installare i Venerabili si stia spargendo per il GOI alla velocità della luce.

 

Speriamo quindi di cuore che presto questo progetto venga attuato, e che in seguito all’introduzione di un rituale di così grande maestà e bellezza come quello dell’Installazione la Massoneria italiana possa arricchirsi sempre più di candidati fortemente motivati dal punto di vista esoterico; tenendo fuori quei presunti Fratelli che mantengono l’Istituzione in uno stato di letargo per soddisfare più indisturbati le proprie comodità, avidità, apatie ed i propri interessi personali – eterni metalli dei quali il GOI sembra  destinato a non riuscire a liberarsi mai.
In un’istituzione come è la Massoneria - che insegna amore fraterno, uguaglianza, tolleranza, umiltà eccetera - non dovrebbe esserci posto né per l'arroganza né per la sudditanza , ma solamente per gli uomini liberi e di buoni costumi, il cui cuore è pronto ad aprirsi al lavoro collettivo con i Fratelli di Loggia e ad assimilare i segreti dell’Arte Reale; perché l’albero della Maestranza possa dare sempre buoni frutti, ovvero Fratelli giusti, maturi, umili e saggi.
 
La Massoneria è un Ordine Iniziatico, e tale deve restare. Chi voglia intraprendere questo percorso iniziatico deve esserne veramente consapevole, e crederci sino in fondo; perché la conoscenza esoterica non deve essere degradata né profanata.

 

Da questo punto di vista, i segni buoni negli ultimi tempi non sono mancati. Infatti, la rielezione a Gran Maestro del Rispettabilissimo e Venerabilissimo Fratello Gustavo Raffi (giusta o non giusta dal punto di vista dei regolamenti, è un problema spinoso che sono felice di non dover giudicare; ma che dovrebbe essere risolto da buoni Fratelli all'interno dell'Istituzione - e mi fermo qui) ha confermato ai vertici del GOI persone perbene, che nella gestione precedente avevano lavorato egregiamente per il risanamento dei rapporti internazionali.
Per questo, è doveroso che tanto il sottoscritto quanto il Fratello Domma porgano loro da queste pagine un sentito ringraziamento: in quanto entrambi abbiamo sperimentato i problemi da cui sono afflitti i Fratelli che - per vicende di cui non sono responsabili – si sono dovuti adattare ad una sorta di “esilio massonico” fuori della patria.
Speriamo che la sua saggezza spinga il Fratello Raffi a premere l’acceleratore nella soluzione del problema messo in luce da questo articolo; in quanto (come certo lui è il primo a sapere), è questo oggi  il principale ostacolo che separa il GOI da ulteriori e importanti riconoscimenti.

 

Daniele Mansuino

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