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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

L'ipnosi di massa

Aprile 2009
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La meta è visualizzare il comportamento del punto d’unione altrui per mezzo di rapide occhiate, scagliate ad occhi semichiusi e in condizioni di scarsa luce, a un punto immaginario che si colloca due palmi dietro la scapola destra della persona il cui punto d’unione vogliamo osservare.
Gli osservatori più dotati riescono in questo modo a visualizzare il punto d’unione nello spazio, addirittura in certi casi vedendo per un breve attimo la persona avvolta nella struttura del suo uovo luminoso (il quale peraltro, come Castaneda spiega bene, non è per niente a forma di uovo ma è a forma di sfera). Invece a quelli più scarsi (tra cui io), le caratteristiche del  punto d’unione della persona osservata appaiono solo per un breve attimo a livello mentale: segno che a livello conscio non sono riuscito a visualizzarlo, ma il mio inconscio c’è riuscito e mi ritrasmette le informazioni.
Il primo passo è cominciare a osservare normalmente le persone, cercando di immaginare - dal loro carattere e dai loro comportamenti - quale possa essere la struttura abituale del loro punto d’unione, e come stia comportandosi in quel preciso momento.
Naturalmente è necessario avere già le idee chiare su come si comportano abitualmente i punti d’unione dei vari tipi di persone. Esistono a questo scopo piccoli atlanti, perlopiù compilati a mano, la cui funzione è molto simile a quella dei Repertori di cui ho trattato a proposito dell’Ordine Martinista. Non c’è da stupirsi di trovare una simile analogia tra due pratiche esoteriche di origini tanto lontane, perché gli espedienti mediante i quali, in tutto il mondo, lo sciamanesimo si adattò all’avanzata del pensiero lineare si assomigliano tutti.
Questi utilissimi libretti (che credo siano rimasti una delle pochissime cose veramente segrete dell’esoterismo, perché non ne ho mai trovato cenno in nessun libro né in rete) si passano di mano in mano tra gli sciamani di scuola castanediana da stregone a apprendista, e contengono di solito da una dozzina a una cinquantina di illustrazioni a colori. L’apprendista studia i disegni, e cerca di immaginare a quale di essi assomigli il punto d’unione di una data persona; quando poi osserva la persona dal vivo, la sua aspettativa è di vedere qualcosa di simile al disegno, e se questo avviene realmente la scossa emozionale che ne consegue gli è di enorme aiuto.
Qui mi limito a esporre a brevi linee il comportamento delle categorie principali dei punti d’unione; anche senza l’ausilio delle immagini, per un buon conoscitore di Castaneda è già sufficiente. Difatti io, ai tempi del mio apprendistato, non avevo atlanti e me la sono cavata così.
Quanto più la posizione abituale del punto d’unione si trova vicino al filamento che allinea la percezione della realtà oggettiva, tanto più la persona dimostra prontezza di riflessi e abilità manuale; invece le persone la cui posizione abituale si trova più lontano (ovvero è più prossima ai margini della cavità entro la quale il punto d’unione è alloggiato), poste di fronte a una situazione nuova hanno bisogno di più tempo per riordinare i nuovi filamenti che il loro punto d’unione sta filtrando, e si creano la nomea di persone tarde di mente.

 

Nota: per posizione abituale intendo un punto immaginario, situato in genere molto vicino al centro della cavità, sul quale fanno perno abitualmente le vibrazioni di un dato punto d’unione. Al suo asse perpendicolare corrisponde in genere un fascio formato da una dozzina di filamenti, quelli che allineano i vari “Io” della persona (nel senso gurdjieffiano del termine). Allo stato di veglia, il punto d’unione comprende entro la sua superficie anche il filamento che allinea il piano della realtà oggettiva, e vibra costantemente tra quest’ultimo e la posizione abituale.

 

Ancora, molte persone che in gioventù si sono adattate di buon grado a un’educazione piuttosto rigida hanno avuto come conseguenza la fissazione precoce del punto d’unione in una posizione abituale non sempre adatta a soddisfare tutte le esigenze di una persona adulta; di conseguenza, talvolta il loro punto d’unione non riesce ad allineare i filamenti legati ad alcuni processi mentali che dovrebbero essere generalmente condivisi da tutti.
Raggiunta l’età adulta, queste persone faranno sempre una fatica enorme ad imparare qualsiasi cosa nuova, o si mostreranno curiosamente inadeguati nel padroneggiare alcune semplici abilità che tutti posseggono: la loro carenza più rivelatrice è la mancanza di senso dell’orientamento.
Alcuni di loro, tuttavia, sono in grado di recuperare una maggiore mobilità del punto d’unione – e quindi supplire, almeno in parte, alle proprie carenze - se si muovono all’interno di ambienti che li stimolano positivamente a livello emotivo, come per esempio all’interno della loro casa.
Per quanto di regola il punto d’unione di tutti gli individui sia sempre in vibrazione, circa un trenta per cento degli esseri umani ha il dono di immobilizzarlo per archi di tempo più o meno lunghi, che variano da alcuni secondi a qualche anno; questa capacità è legata al dono della concentrazione (ed è anche la fonte di quelle sue valenze negative che Gurdjieff/Ouspensky chiamano identificazione).
Alcuni di questi individui hanno il dono di poter raggiungere in pochi attimi un elevato grado di concentrazione, il che li rende in grado di compiere con sicurezza operazioni manuali assai difficili o improvvisare dal nulla sorprendenti discorsi; è sempre molto affascinante per lo sciamano vedere con quanta rapidità le vibrazioni dei loro punti d’unione cessano d’incanto, anche perché il loro punto d’unione è quasi sempre caratterizzato da una brillantezza eccezionale, che rende possibile a uno sciamano bene esercitato di vederlo per brevi attimi anche in pieno giorno.
Queste persone tendono a guadagnarsi facilmente la fiducia degli altri, difatti non è raro trovarli in posizioni sociali molto elevate. Il Presidente francese Sarkozy è un vero campione di questa arte, senza dubbio uno dei più abili immobilizzatori del punto di unione dell’età moderna; ci sono alcuni sciamani che lo seguono ovunque per non perdersi neanche una delle sue apparizioni pubbliche, cercando ogni volta di collocarsi abbastanza vicino per cogliere l’attimo in cui il suo punto d’unione si ferma all’improvviso e prendere nota della natura dei filamenti di energia luminosa che egli inconsapevolmente ha scelto. Un politico italiano che, a suo tempo, era quasi all’altezza della sua bravura e luminosità è l’ex segretario del Partito Socialista Claudio Martelli.
Chi vede queste persone sa che, nella maggioranza dei casi, la loro “partecipazione consapevole” ai successi professionali che hanno ottenuto è assai scarsa: di certo molto inferiore a quella dei loro colleghi che non hanno la possibilità di fermare il punto d’unione.
Infatti, questo dono consente loro la possibilità di “andare in automatico” (spesso con una buona dose d’incoscienza), dopo aver istintivamente posizionato il centro esatto del loro punto di unione in corrispondenza di un filamento di energia particolarmente luminoso.
Capita spesso a costoro che, con l’avanzare dell’età, la loro capacità di fermare il punto d’unione diminuisca progressivamente. Col trascorrere degli anni, si trovano quindi sempre più spesso nella necessità di supplire a improvvise mancanze del loro …pilota automatico mediante l’ausilio di processi mentali coscienti, e può succedere che questo abbia conseguenze negative sulla loro autostima. Nell’arco di pochi mesi o anni anche la brillantezza del loro punto d’unione si affievolisce molto, ed essi ridiventano persone “normali” in tutto e per tutto.
Altre persone - sebbene assai più lente di loro nel fermare a livello inconscio le vibrazioni del punto d’unione – una volta che riescono con fatica a stopparlo in una posizione di loro gradimento sono in grado di mantenerlo quasi completamente immobile per periodi molto lunghi.
In termini spaziali, le posizioni da essi scelte possono variare da un millimetro a circa tre millimetri dal filamento della realtà oggettiva. Sono proprio queste le persone più affidabili dal punto di vista sociale: bene adattate, libere dai dubbi e poco esposte agli imprevisti, grandi lavoratori in grado di svolgere con precisione compiti minuziosi; potenzialmente, ottimi ricercatori o scienziati.
A parte questi casi, la maggior parte delle persone non raggiunge l’immobilità assoluta del punto d’unione praticamente mai; anzi alcune persone destano la meraviglia degli sciamani, perché le escursioni che il loro punto d’unione compie senza posa si spingono talvolta al di fuori della cavità-alloggiamento, cosa che al novantanove per cento degli esseri umani non capita mai, salvo che durante i sogni o per effetto di intossicazioni o gravi malattie.
Invece, queste persone non sembrano non risentire dal loro punto d’unione ballerino alcuna conseguenza. Questo è possibile perché il livello di luminosità dei loro punti d’unione è inferiore alla media: si tratta cioè di punti d’unione scarsamente filtranti, che bloccano gran parte dell’energia dei filamenti che li attraversano e la scaricano sotto forma di vibrazioni.
Proprio a causa della loro scarsa capacità filtrante, essi non fanno in tempo a trasformare in consapevolezza i filamenti che attraversano nel corso delle loro escursioni: dal punto di vista delle persone interessate, è come se il loro punto d’unione stesse fermo, e infatti non avvertono nessuna sensazione particolare.
Il progressivo accumulo di energia proveniente da filamenti insoliti che assorbono senza saperlo, però, col tempo si fa sentire: gradualmente sviluppano sempre nel carattere qualche tratto originale, che di solito vivono in modo positivo e con la massima naturalezza. E’ sorprendente notare come spesso le loro attività insolite attraggano come una calamita, anche da enormi distanze, persone aventi in comune la stessa mobilità del punto d’unione.

 

Chiunque voglia imparare l’arte di vedere il punto d’unione partendo dalle indicazioni di massima che ho appena elencato dovrà cominciare classificando i suoi conoscenti nelle varie categorie che ho citato, basandosi sulla loro storia personale, il loro carattere e il loro comportamento; come ho già detto, per un certo periodo non dovrà fare altro che immaginare come il loro punto d’unione si stia comportando nei vari momenti in cui si troverà ad interagire con loro.
Se si compie questo esercizio con costanza, il passaggio dall’immaginare il punto d’unione al vederlo sarà quasi inavvertito: un bel giorno, mentre per caso stiamo guardando dietro la spalla di una persona, l’immagine che fino ad allora eravamo riusciti a visualizzare soltanto con l’ausilio di un piccolo sforzo di volontà si formerà invece nella nostra mente a livello spontaneo, assai più nitida e più ricca di dettagli di quelle che avevamo immaginato. Sapremo allora di star vedendo.
Da quel preciso momento in poi, tutto il massiccio edificio mentale edificato sul quarto livello dell’ipnosi si sgretolerà nella nostra mente con una rapidità sbalorditiva: analoga in qualche modo a quelle demolizioni controllate di enormi palazzi che si vedono ogni tanto in televisione, riprese dalle telecamere al rallentatore.
Chi raggiunge questo risultato è vaccinato contro le ipnosi di ogni livello, e io ho un lavoro da intraprendere insieme a lui: creare una tecnica collettiva, perché l’umanità riesca a tirarsi fuori dalla trappola in cui gira a vuoto da migliaia di anni e liberarsi dai quattro livelli dell’ipnosi di massa.

 

Daniele Mansuino

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