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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Massoneria e Chiesa cattolica

Gennaio 2011
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Pietro, voltatosi, vide che gli veniva dietro il discepolo prediletto da Gesù (San Giovanni), quello che nella cena si era chinato sul petto di Lui e gli aveva domandato “Signore, chi è il tuo traditore?”. Vedutolo, Pietro domandò a Gesù “Signore, e di lui che sarà?”. Gesù gli rispose: “Se voglio che egli resti finché io ritorni, che ti importa?...”   Giovanni 21 : 20-22

 

Nelle sue memorie pubblicate lo scorso anno, Monsignor Luigi Bettazzi fa riferimento alla scomunica automatica per i Massoni, osservando come non siano minimamente sanzionate dalla Chiesa né l’anticristiana appartenenza a mafia e camorra né a clan in cui si sopprimono i nemici.
Si tratta di un controsenso con profonde radici storiche, e per comprenderle meglio proveremo a ripercorrere la storia dei rapporti tra Chiesa e Massoneria.
Occorre fare una premessa: al giorno d’oggi, negli ambienti esoterici, la concezione standard dei rapporti intercorrenti tra exoterismo e esoterismo è quella tracciata da Réné Guénon, che - a differenza di altre opinioni guenoniane - è condivisa più o meno da tutti. Volendo tratteggiarla in breve, per exoterismo si intendono tutte le forme di conoscenza divulgate apertamente; l’esoterismo è invece un complesso di insegnamenti più profondi, non alla portata di tutti, che per varie ragioni vengono tramandati in segreto.
Le religioni, ovviamente, fanno parte del mondo dell’exoterismo, e ad ogni religione “del libro” (Cristianesimo, Islam, Ebraismo) corrisponderebbe una forma esoterica “tradizionale”, alla quale possono rivolgersi quei fedeli che aspirano a conoscenze più profonde; ne deriva la concezione della superiorità dell’autorità esoterica nei confronti di quella religiosa, che è poi la ragione principale per cui il punto di vista guenoniano non ha la minima possibilità di essere accettato dalla Chiesa cattolica (e neppure – checché ne dicano i guenoniani – da nessun’altra religione).
Gli esoteristi guenoniani individuano le cause del mancato riconoscimento del loro punto di vista con la presunta decadenza spirituale del mondo moderno, per cui il legame tra exoterismo e esoterismo in ambito cristiano si sarebbe spezzato da così tanto tempo da perderne la memoria; la Chiesa invece – per quanto non si sia mai pronunciata esplicitamente a riguardo – non solo non riconosce come valida nessuna forma esoterica, ma non accetta la distinzione stessa tra exoterismo ed esoterismo, negando recisamente che una contrapposizione del genere sia mai esistita.
Bisogna anche precisare che la prospettiva di Guénon non rappresenta la posizione ufficiale della Massoneria, la quale non ha mai manifestato un atteggiamento univoco  riguardo a come debbano essere considerate le altre forme di esoterismo (vedi in proposito anche la mia intervista a Spartaco Mennini); ma, poiché il punto di vista guenoniano offre il vantaggio di poterle sistematizzare in un quadro coerente, nell’ultimo dopoguerra ha avuto molto successo anche tra i Massoni, rimpiazzando di fatto tutte le precedenti concezioni che consideravano la Massoneria alla stregua di un fenomeno isolato.
Del resto, anche se – per assurdo - tale punto di vista venisse apertamente sconfessato dall’istituzione massonica, non sarebbe comunque possibile scostarsene di molto: nel mondo globalizzato, il confronto teorico tra le diverse correnti esoteriche è ormai la regola, e perché un tale lavoro possa essere portato avanti con successo sarebbe impossibile applicare criteri molto diversi da quelli che Guénon ha enunciato; quindi la regola della superiorità dell’esoterismo nei confronti dell’exoterismo religioso è ormai universalmente  accettata anche dagli esoteristi non guenoniani.
L’attuale concezione che i Massoni hanno della Massoneria è quindi molto diversa da quelle che hanno imperato nella maggior parte del secolo scorso e nell’Ottocento. E’ invece abbastanza simile a quella che era in vigore nella Massoneria settecentesca; perché a quei tempi - almeno fino alla Rivoluzione Francese - la sua componente rituale/esoterica e quella sociale si presentavano al mondo esterno come un’unità inscindibile, e grandi personalità come Martinez de Pasqually e Cagliostro conducevano il dibattito su come avrebbe dovuto delinearsi un “esoterismo cristiano”, presentando apertamente i sistemi esoterici da loro creati alla stregua di perfezionamenti della spiritualità religiosa. Papa Clemente XIISi era insomma piuttosto vicini ai temi che Guénon avrebbe riproposto – sebbene in un’altra salsa – ai giorni nostri; forse con la differenza che anche i Massoni di indole meno spirituale e più pragmatica erano allora interessati a tali discorsi, perché attraverso di essi intravvedevano il grande sogno – politicamente utilizzabile – di forgiare una spiritualità alternativa a quella proposta dalla Chiesa.
Di tutto ciò era senza dubbio consapevole Papa Clemente XII quando il 28 aprile 1738, con la lettera apostolica In eminenti, scomunicò la Massoneria (a solo poco più di vent’anni dalla sua nascita: la Chiesa si era mossa alla svelta!).
L’occasione materiale che spinse il Pontefice a scrivere la lettera era stata un assai poco chiaro scandalo sessuale avente come protagonista il giovane Massone fiorentino Tommaso Crudeli, scrittore e poeta; studi successivi avrebbero poi dimostrato che le accuse a lui rivolte erano false, e i testimoni d’accusa erano stati prezzolati.
Riguardo alle ragioni della scomunica, il Pontefice si esprimeva così :

 

Tommaso CrudeliUomini di ogni religione e setta, affettando una parvenza di onestà naturale, si legano reciprocamente a un patto tanto stretto quanto impenetrabile, secondo leggi e statuti da essi stabiliti, e si obbligano con giuramento, prestato sulla Bibbia e sanzionato da gravi pene, a occultare con un silenzio inviolabile tutto ciò che fanno nell’oscurità del segreto. (…) Le associazioni e conventicole suddette han dato origine a tali fondati sospetti nello spirito dei fedeli, che iscriversi ad esse costituisce, per le persone onorate e prudenti, come contaminarsi col marchio della perversione e della malizia. E tale sospetto ha preso tanta consistenza che in molti Stati tale associazioni sono state già da tempo proscritte e bandite come contrarie alla sicurezza dei Regni. (…) Riflettendo sopra i mali gravissimi che tali associazioni e conventicole di solito causano non solo alla tranquillità degli Stati, ma anche alla spirituale salvezza delle anime, e che perciò in nessun modo possono conciliarsi con le leggi civili e canoniche (…) E  PER  ALTRI  GIUSTI  E RAGIONEVOLI  MOTIVI  A  NOI  NOTI (…) abbiamo stabilito e decretato di condannare e proibire dette società di frammassoni.

Perciò a tutti e singoli i fedeli cristiani (…) comandiamo :

  • Che nessuno, per nessun pretesto o titolo colorato, osi o presuma di iscriversi alle dette società dei Liberi Muratori o Francs-Maçons o altrimenti denominate;

  • Che nessuno osi o presuma propagarle, aiutarle, accoglierle nella propria casa o altrove, occultarle, esservi iscritto o aggregato, parteciparvi, dare il permesso o facilitare la loro convocazione in qualche luogo, prestar loro qualunque appoggio, oppure consigliarle, aiutarle o favorirle in qualunque modo, in occulto o apertamente, direttamente o indirettamente, di persona o per mezzo di altri; esortare, indurre, spingere o persuadere altri a iscriversi, ad aggregarsi, a partecipare o comunque ad aiutare;

  • Che anzi si astengano del tutto da siffatte società, raggruppamenti, ecc., SOTTO  PENA  DI  SCOMUNICA  DA  INCORRERSI  IPSO  FACTO  E  SENZA  ALCUNA  DICHIARAZIONE, dalla quale nessuno potrà essere assolto se non da Noi o dal Pontefice romano allora esistente, eccetto che in articulo mortis.

Rispetto ai successivi documenti ecclesiastici di condanna della Massoneria, la lettera di Clemente XII si distingue per un dettaglio : fa esplicito riferimento ai danni arrecati dalla Massoneria alla spirituale salvezza delle anime, specificando cioè che la sua attività sovversiva non è la sola ragione della scomunica - un concetto ulteriormente ribadito con la famosa frase per altri giusti e ragionevoli motivi a noi noti.
Malgrado l’esplicito indizio che i giusti e ragionevoli motivi siano da collegare ad argomenti spirituali, gli storici della Massoneria si sono sempre dati un gran da fare per rintracciarli nei fatti storici dell’epoca : c’è chi ha affermato ad esempio che il Papa volesse alludere al sostegno prestato dalla Massoneria inglese alla Casa protestante degli Hannover, ma poiché la Massoneria scozzese sosteneva (e in modo assai più rumoroso) i cattolici Stuart, questa teoria non appare convincente.
E’ invece assai più probabile che il Pontefice avesse ben presente il pericolo rappresentato per l’autorità del suo magistero dalle pretese di superiorità spirituale degli esoteristi: di quali altre ragioni avrebbe avuto bisogno per decidere di scomunicare un’Istituzione che stava diffondendosi per l’Europa alla velocità della luce senza nessuna possibilità di controllo da parte della Chiesa?
Questa ragione, che nelle cronache dell’epoca non si troverà mai ma che i teologi di allora non potevano certo ignorare, era senza dubbio dal punto di vista del Papa la più giusta e onorevole del mondo, ed era anche il frutto di una corretta valutazione del rapporto tra exoterismo ed esoterismo che tanto la Chiesa quanto la Massoneria erano destinate a perdere per strada assai presto.
Venne infatti l’Ottocento, e - quando i venti della “rivoluzione borghese” infiammarono l’Europa - ai Massoni dei Paesi latini venne a mancare il tempo per continuare a coltivare gli aspetti più propriamente esoterici della loro arte: con centinaia di patrioti giustiziati dal Papa e dai governi che il Vaticano appoggiava, per attirare i giovani su posizioni antireligiose non c’era più nessun bisogno di far leva su discorsi intellettuali.
Veniva a delinearsi così una nuova forma di Massoneria, anticlericale e mangiapreti, che nella seconda metà del secolo avrebbe recitato un ruolo primario nelle vicende politiche del primo cinquantennio dell’Italia unita, mentre la consapevolezza della sua natura di organizzazione iniziatica – includente la definizione del corretto rapporto tra exoterismo ed esoterismo – rimase per lungo tempo confinata al ristretto ambiente degli esoteristi più irriducibili.
Per dire le cose come stanno, la stragrande maggioranza dei Massoni ne perse completamente la memoria; e così pure di riflesso anche la Chiesa, che per tenersi informata circa le attività dei suoi nemici non aveva altro mezzo che orecchiare quanto essi dicevano, pensavano e scrivevano nel presente. Prese forma in questo modo il mito della Massoneria associazione liberale, che pur descrivendo correttamente una parte della verità, indubbiamente non la diceva tutta – certamente molto di meno di quanto ne aveva saputo Clemente XII.
A quella Massoneria, intesa soltanto nella veste di associazione rivoluzionaria, sono quindi rivolte tutte le condanne formulate da Pontefici nel corso dell’Ottocento: Pio VII (Ecclesiam a Jesu Christo, 1821), Leone XII (Quo graviora, 1825), Pio IX (Qui pluribus, 1846; Quibus quantisque, Nostis et nobiscum, 1849; Quanta cura, 1864; Multiplices inter, 1865; Apostolicae sedis, 1869; Quamquam, 1873;  Exortae, 1876) e Leone XIII (Humanum genus, 1884).
Il 27 maggio 1917, la scomunica trovò la sua formulazione definitiva nel canone 2335 del Codice di Diritto Canonico: (…) coloro i quali danno il proprio nome alla setta massonica o ad altre associazioni dello stesso genere, che macchinano contro la Chiesa o contro i legittimi poteri civili, incorrono ipso facto nella scomunica simpliciter reservata alla Sede Apostolica.
In questo canone, come si vede, la Massoneria viene ormai equiparata in toto alle associazioni...  che macchinano contro la Chiesa o contro i legittimi poteri civili; due secoli di lotte politiche erano bastati a cancellare completamente dalla memoria collettiva la mina inesplosa della sua dimensione esoterica. Ma anche se ormai quasi nessuno se ne ricordava, la mina c’era ancora.
Otto anni dopo, nel 1925, la travagliata parabola della Massoneria italiana postunitaria trovava la sua amara conclusione nell’autoscioglimento del Grande Oriente; ho narrato questi avvenimenti nell’articolo Massoneria e fascismo.
Il GOI sarebbe stato rifondato nell’ultimo dopoguerra, ma con una differenza: alle sue componenti originarie - quella maggioritaria liberale/risorgimentale e la sparuta minoranza degli “esoterici” - se ne era aggiunta una terza il cui apporto fu per lunghi anni inavvertibile ma crebbe costantemente, ovvero l’influenza delle Massonerie anglosassoni, col loro approccio teista.


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