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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Massoneria e valori

Marzo 2012

Di Giovanni Domma

 

Se esistono valori degni di essere condivisi da tutti gli uomini, questi devono essere fondati sull’idea di essere, che si basa a sua volta sul principio dell’Unità : tutto è uno.

Le separazioni che caratterizzano i singoli oggetti sono nella nostra mente, che tramite i sensi smonta l’unità nelle sue parti. Anche noi, tuttavia, abbiamo la possibilità di renderci conto degli inscindibili legami che collegano le singole parti tra loro, e di sintetizzare il valore che tutte le comprende : l’essere, appunto.

Possiamo quindi considerare l’essere un valore di base, che come ogni altro può essere tradotto in norme e sistemi di vita : l’insegnamento dell’essere è di accettare la realtà così come si presenta, senza imprecare contro il destino, rendendoci conto che tutte le nostre reali possibilità di cambiarla dipendono dall’equilibrio e la serenità con cui abbiamo saputo conformarci ad essa.

Questo a prima vista potrà sembrare forse un atteggiamento passivo, ma riflettiamo bene sulle parole : equilibrio e serenità non sono caratteri applicabili a un tipo di comportamento, ma pure e semplici disposizioni dell’animo. Se il soffitto sta crollandoci sulla testa, l’atteggiamento più “equilibrato e sereno” è balzare fuori dalla finestra, non certo aspettare di essere schiacciati ringraziando il Cielo.

In contrasto con la passività dell’atteggiamento religioso, il comportamento del Massone cerca di armonizzare la propria volontà col disegno dell’Uno, anziché subirla. Non per questo, però, è da considerarsi in antitesi con la fede : anzi essere strumenti attivi della volontà di Dio è un’ambizione presente anche nel Cristianesimo, che avvicina tra loro tutti gli “uomini di conoscenza” qualunque sia la loro formazione di fondo.

Nell’ottica della Chiesa cattolica, il fatto che l’uomo possa legittimamente elevarsi fino al punto di farsi strumento dell’opera divina testimonia della sua necessità nella Creazione ; molto vicina alla concezione massonica è quella particolare formulazione per cui l’Uomo è la misura di Dio. Abbiamo qui una delle molte possibili versioni del ternario ermetico, per la quale Il Padre necessita del Figlio quale strumento della sua azione nel mondo, e lo Spirito Santo rappresenta il legame tra i due ; anche questo punto di vista dinamico può essere riassunto, in termini più statici, nell’idea dell’eternità e della sostanziale unità dell’essere, nella quale una parte non solo si lega alla totalità, ma potenzialmente la contiene. Ogni atomo è un Universo, ogni goccia d’acqua è un oceano, ogni uomo reca in sé la virtù divina, e la esprime nella positività dei suoi valori.

Non la possiamo esprimere con maggiore compiutezza di così, perché siamo Dei, sì, ma soltanto in potenza : lo stesso fatto di essere soggetti ai limiti della nostra condizione fisica implica una sorta di amnesia dell’onnipotenza divina, alla quale non abbiamo nessuna possibilità di sfuggire finché dovremo soggiacere alle limitazioni del corpo ; stolto quindi è l’uomo che persegue una spropositata grandezza, saggio è colui che lavora umilmente, fondandosi sul poco che è riuscito a capire della vita per esprimere valori positivi che possano migliorare il mondo in cui vive ed essere di modello agli altri.

Questo ovviamente non significa che non possiamo ricordare qualcosa della nostra perduta grandezza ; anzi dobbiamo sforzarci di farlo, proprio in questo consiste l’utilità del cammino iniziatico, che è come un lento e paziente ritorno a casa, passo dopo passo, faticando con umiltà per recuperare la memoria della nostra perduta condizione – è questa la reintegrazione dell’essere di cui hanno parlato il Fratello Martinez de Pasqually e altri grandi Massoni.

Per il Buddista, il momento del ritorno a casa è segnato dal valico di un confine ben preciso : la fine della sofferenza, l’affrancamento dal mondo delle illusioni. Solo in quel momento, per il Buddismo, si pone fine alla sofferenza che ci ha afflitto nel corso del cammino, e che ha un’origine ben precisa : l’ignoranza – il recupero della conoscenza perduta è quindi la sola forma di salvezza possibile.

Di quale ignoranza stiamo parlando ? Naturalmente, l’ignoranza dell’Unità dell’essere, che è la fonte primaria di tutti gli errori e le ribellioni : l’illusione della separazione sta all’origine di tutte le valutazioni sbagliate della realtà che si ripercuotono sulle nostre esistenze in modo catastrofico.

Così l’uomo corrotto, invidioso ed egocentrico, attraverso l’egoismo e la sete di potere, lascia il luogo della conoscenza per seguire la via dell’ambizione individuale, rinunciando alle semplici e pure gioie dell’essere per inseguire la vana illusione del potere : è la cacciata dal Giardino dell'Eden, è l’ingresso nella palude della sofferenza e del dolore.

Abbagliato dal proprio ego, si autoipnotizza attraverso la manipolazione nevrotica della realtà che lo circonda, spinto sempre da nuove chimere di successo e avidità ; ma in questo modo, otterrà forse la passeggera ebbrezza di sentirsi alla pari del Grande Architetto dell’Universo, ma non conoscerà mai il profondo senso di giustizia espresso dalle nostre Luci – Sapienza, Bellezza e Forza : l’ineffabile premio del vero Maestro, quello di essere tutt’uno con Lui.

Certo, ora sa “molte” cose, ma a che pro ? Per avere l’autentica conoscenza ne basta una : che il Bene sta nell’Unione, e che l’Unione tra i Fratelli è solo il simbolo dell’Unità dell’Universo. Che ogni male è portato dallo spirito di divisione, e l’ossessione della dualità – per quanto necessaria alla percezione della materia – va trascesa con l’Amore.

Queste due grandi forze contrarie, attrazione e respingimento, sono alla base di tutte le dinamiche dell’Universo. Contempliamone l’azione, ammirando la grandiosità del disegno del Grande Architetto, ma non lasciamo che lo spirito di separatività penetri in noi. Ancora una volta, mi sento spinto ad ammirare la grandezza dell’insegnamento di Cristo : amiamo i nostri nemici, se ci riusciremo neutralizzeremo la forza del male. Non ci saranno più due forze opposte, solo un’enorme spinta all’Unione che tutto trascende, e potremo dire che stiamo praticando la vera conoscenza, apportatrice di pace e di felicità.

In questo modo, un mondo pieno di tristezza e brutture avrà allora per noi il sapore del Paradiso – non credo che ce ne sia un altro nei cieli ; ma anche se ci fosse, le sue delizie non potrebbero mai eguagliare quelle che sono alla portata dell’Uomo riconciliato, che propaganda attivamente per mezzo del suo stesso esistere l’Amore e la Fratellanza.

In realtà, lo sforzo per mantenere la nostra mente concentrata sull’Unità non è così grande come comunemente si crede : basta provare. Si può anche riflettere su certi piccoli dettagli del funzionamento della nostra mente, come la tendenza ad applicare le categorie del pensiero separativo e razionale anche a categorie diverse da quelle per cui è stato creato : lo abbiamo avuto in dono per sopravvivere nel mondo della materia, non certamente per applicare le sue categorie ai valori astratti. Certe pagine della filosofia, intrise di sofismi, sono davvero aberranti a tale riguardo, veri e propri esempi di un uso scorretto del cervello : trappole della mente che allontanano le persone intelligenti dalla percezione dell’Unità e dell’Amore.

Dobbiamo particolarmente essere grati al simbolismo massonico, che trasferendo la nostra attenzione dal piano logico a quello analogico ci aiuta a farci strada nella giungla delle astrazioni inutili, che a tonnellate si riversano ogni giorni su di noi dai giornali, dalla politica, dalla televisione ; ci riporta al senso delle cose semplici, le collega tra loro in un limpido percorso che tutti possiamo seguire con facilità, ed è nello stesso tempo tanto profondo, ricco di segreti ed esaustivo da intrigare la nostra mente nell’ineffabile magia di un gioco divino.

Un consiglio che un vecchio Muratore ignorante si sente di dare ai giovani appena entrati, che nella maggior parte sono tanto più colti e preparati di lui, è : imparatelo bene, il nostro simbolismo, e parlatene. Scoprirete che non esiste un argomento più inesauribile di conversazione, e che ogni disputa, ogni dissapore, ogni infelicità profana è suscettibile di trovare in esso il sollievo di una risposta. E scoprirete pure cosa significa quell’impareggiabile aspetto della nostra organizzazione iniziatica in cui tanti scettici non credono, perché non l’hanno capito : che la realizzazione massonica è un viaggio che va intrapreso – e conseguito – collettivamente : è la Loggia che compie l’opera, il singolo Massone da solo non può nulla. Il nostro simbolismo vive e si realizza nel rapporto tra i Fratelli, nella loro intercomunicazione – e in questo senso, si può legittimamente affermare che in esso il cammino e la meta si identificano, una legge che accomuna tutte le forme di esoterismo regolare.

Se comprendete questo, saprete che i momenti più utili e fruttuosi della vostra vita sono quelli della vostra comunione con i Fratelli : potete anche non accorgervene sul momento, ma ogni tornata – anche la più stupida e noiosa – lavora sul vostro inconscio con gli effetti positivi di un momento di crescita, creatività, libertà.

Certo, alle volte anche i Fratelli si scontrano tra loro. E’ un momento molto triste che non dovrebbe accadere mai. Ma accade anche ai migliori : abbiamo visto come, purtroppo, viviamo incatenati all’illusione della separatività, e anche il più grande Maestro – quello che più pienamente l’ha trascesa nel suo cuore – può cader vittima di un attimo di debolezza.

Non soltanto i Fratelli, ma anche i valori configgono : bellissimi romanzi sono stati scritti, magnifici film sono stati girati su nobili personalità lacerate da valori opposti. Ma se finiscono bene, la conclusione è sempre la stessa : quei valori che originavano il conflitto erano in parte appesantiti, falsati dal peso dell’egocentrismo umano, dal nostro orgoglio, dal nostro sentirci importanti, dal nostro istintivo voler contrapporre noi stessi agli altri. A costo di essere ripetitivo, è bene sottolineare ancora una volta che il Massone possiede la panacea contro questo male, ed è lo spirito di apertura verso gli altri ; la Fratellanza, l’Unione.

Forse qualcuno interpreterà questi ripetuti appelli come un richiamo allo spirito di sacrificio : sopportiamo gli errori altrui, reprimiamo la nostra reazione, cerchiamo appagamento altrove. Non è così : adempiere ai valori che fanno da corolla all’idea di Unione è atto inscindibile dal proiettarli all’esterno. Vivere in accordo con essi è un talismano invincibile che richiama anche gli altri alla giusta forma di comportamento ; così se siamo veramente onesti non dovremo mai sopportare la disonestà, se siamo veramente corretti non dovremo sopportare la scorrettezza. E se così non avviene, prima di gettare la colpa sugli altri facciamo un esame per scoprire dove abbiamo sbagliato, e dove ancora ci è possibile migliorare.

Qual è il comportamento che, se lo avessi adottato prima, avrebbe impedito una reazione sbagliata da parte del Fratello ? Se riesco a individuarlo, è inutile crearsi un complesso di colpa : la mia coscienza è tranquilla, io avevo cercato di agire bene. Piuttosto, memorizziamolo e cerchiamo di non ricadere più nello stesso errore : così poco per volta squadriamo la nostra Pietra, o (nel simbolismo del Marchio) scopriamo l’esistenza della Chiave di Volta – della Pietra perfetta come la magica Pietra dei Filosofi, il cui possesso ci garantisce il trascendimento dei vincoli della materia.

Così si combatte contro l’ignoranza, anche se già siamo professori, e ci si rende più degni del dono che la tolleranza e la generosità dei Fratelli ci hanno concesso : l’ineffabile dono di poterci dire Maestri Massoni.

Abbiamo accennato ai valori come a petali di una corolla, ma ancora più giusto sarebbe considerarli ciascuno come un fiore : pur essendo ogni fiore dipendente dalla pianta dell’Unità, ognuno ha anche un proprio centro, e come ci insegna la Geometria ogni centro ha proprietà che lo rendono identico a tutti gli altri. Su qualunque valore principale la nostra esistenza faccia perno (ed è diverso per ciascuno di noi, come diversi sono i doni che abbiamo ricevuto), da esso possiamo accedere ugualmente al Tempio dell’Unità, che è lo stesso per tutti.

Possiamo forse sentirci insicuri che il valore al quale ci siamo dedicati abbia il potere di garantirci il rispetto degli gli altri : nella vita di tutti i giorni certamente non sembra che sia così – quante volte, malgrado i nostri solidi principi, ci siamo infuriati a un semaforo, o abbiamo commesso una piccola ingiustizia o una scortesia ? Magari, anche non piccole…

Se fossi il Papa, la risposta sarebbe : dovete avere fede… invece sono un laico, e dico a me stesso e agli altri : abbiate integrità. Distinguiamo i valori che sentiamo da quelli che ci sono più estranei, da quelli che parlano un’altra lingua, da quelli meno vicini al nostro cuore. Se sapremo far bene questo, avremo già la chiave della risposta : i valori in cui non crediamo sono quelli che sappiamo rappresentarci male.

Non si può credere nel valore della legalità se, appena ci pensiamo, ci viene in mente quel pubblico ufficiale poco serio che pretendeva una mancia per cancellarci la multa : il male più grande che ha fatto quel signore non è contro sé stesso e contro lo Stato, è di aver impresso ai nostri pensieri un corso sbagliato che può essere irrimediabile e fautore di mali ben più gravi. Ci ha precluso la possibilità di riflettere serenamente e in modo obbiettivo, di comprendere ciò che è più giusto non per il nostro miserabile (e sempre vessato) portafoglio, ma per il bene e il progresso dell’umanità.

Liberiamoci di lui, lasciamolo alla sua miseria. Viviamo il mondo non come ci è imposto di subirlo, ma come noi lo vogliamo : il mondo che vorremmo lasciare in eredità ai nostri figli, ai nostri amatissimi nipotini (io ne ho due).

E’ questo che crea la magia, che crea il miracolo per cui le persone oneste, i giusti, i Maestri sorgono anche nei contesti socialmente più sfavorevoli : l’integrità, la fiducia nel bene, la fiducia nell’Uomo non sono l’eccezione, sono la regola. Una regola che forse passa inosservata perché il bene non fa notizia, ma è ancora – e sarà sempre – molto, molto più forte del male.

Così, rispettiamo i valori, e anche noi saremo nella regola – nel Tao. Saremo allora integri e congrui nelle nostre azioni, e il mondo, il suo chiasso, la sua malvagità e il suo dolore ci gireranno intorno senza osare toccarci.

Il vero Maestro Massone sa essere umile senza essere servile. Non corre, non parla : riflette in silenzio. Non pensa mai di essere un Maestro, perché sa che c’è sempre qualcuno più bravo di lui.

Ecco il vero Maestro ; ecco ciò che vuole la Massoneria da noi.

 

   Giovanni Domma

 

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