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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

McLuhan e la Massoneria

Gennaio 2008
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Per circa un quarto d’ora si dedicò sistematicamente alla mia demolizione. Disse in sostanza che mi ero immaginato tutto, che nell’opera di McLuhan non c’era traccia delle cose che dicevo, che era assurdo sostenere che McLuhan conoscesse il simbolismo massonico fino al punto di ispirarsi ad esso, e addirittura blasfemo sostenere che uno studioso della sua levatura si fondasse su Guénon.

Io non approfittai del mio diritto di replica: sia per rispetto nei confronti di un Fratello più anziano, sia perché era tardi e avevamo tutti voglia di andare a mangiare, sia perché ero contento del dibattito che si era svolto e non volevo rovinarlo con una zuffa finale. Feci assai bene, perché ancora oggi – a distanza di quasi quindici anni – mi capita ogni tanto di incontrare per strada qualche Fratello della mia vecchia Officina, che stringendomi entrambe le mani esclama con entusiasmo: “com’era bella la tua tavola su McLuhan!”.

Però, però… qualche mese fa, tornatami in mente quella storia, per capriccio ho digitato su Google le keyword  “McLuhan – Massoneria”. Soltanto su Google italiano, sono saltati fuori più di 400 documenti, il primo dei quali (“Come il media (sic) modifica il sapere”) dice tra l’altro (cito letteralmente):

(McLuhan) era pressoché posseduto dalla fissazione della massoneria. (…) Era convinto che la guerra civile americana era stata in realtà un contrasto fra la sezione massonica del sud e quella del nord. Il ritardo al giuramento di Kennedy venne da lui interpretato come un trucco del presidente cattolico per evitare il mezzogiorno in quanto momento cruciale per i rituali massonici. McLuhan imputava alla massoneria anche i propri fallimenti. Era per esempio convinto che i massoni controllassero le recensioni sulle riviste più importanti e ostacolassero il suo proprio progetto di rivista. In questa sua avversità ai massoni si evidenzia quanto il delirio paranoide di McLuhan arrivasse a compromettere la sua attività speculativa…

E ancora: una delle sue tipiche convinzioni (…) era che le società segrete compissero riti e liturgie per mettersi in contatto con forze spirituali segrete che risiedevano in una realtà parallela eterna. Anche l'opposizione dei colleghi accademici era considerata da McLuhan espressione del potere delle società segrete, che tessevano le proprie trame diaboliche anche nell'università. Egli considerava quindi un errore aver palesato le proprie teorie nei suoi scritti giovanili, perché ciò aveva messo sull'avviso le società segrete, che erano responsabili della sempre maggiore difficoltà che McLuhan incontrava a pubblicare i suoi scritti…

Me lo sono letto, e mi sono fatto una bella risata. Adesso capisco perché non ha mai citato Guénon, accidenti a lui! Aveva paura.

E’ una sfortuna che McLuhan abbia sofferto proprio di questa paranoia tra le infinite possibili, perché se fosse stato più esplicito riguardo alle fonti esoteriche dei suoi libri, ben prima di me qualche altro esoterista si sarebbe accorto che, oltre a parlare dei media, parlava anche e soprattutto di noi; e oggi io non sarei una voce che grida nel deserto a cercar di spiegare i rapporti tra esoterismo e neosciamanesimo.

Avrei voluto telefonare subito al Fratello mazziniano, e chiedergli se considerasse plausibile che una persona ossessionata a tal punto dall’idea della Massoneria non ne avesse studiato e rimuginato con pari ossessione anche i rituali; sarebbe stato anche interessante (era uno psicologo) sentire la sua opinione circa la possibilità che li avesse trasferiti nelle sue teorie a livello inconscio.

Ma quella telefonata non l’ho potuta fare, perchè il Grande Architetto dell’Universo ha chiamato al Suo fianco il Fratello mazziniano alcuni anni fa.

Mi mancano molto le litigate che abbiamo fatto, e che mi hanno insegnato tanto. Adesso è all’Oriente Eterno e può litigare direttamente con Guénon, in attesa che arrivi anch’io.

 

Daniele Mansuino

 

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