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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Qliphoth

Ottobre 2013
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Ci sono poi altre varianti da una scuola all’altra : per esempio, nell’Albero Qliphotico che ho apposto come illustrazione a questo articolo la numerazione è inversa rispetto a quella da me adottata - si parte da Thaumiel e si arriva a Lilith, e Thaumiel è posta in alto, come a voler postulare che essa sia la fonte di una sorta di emanazione duale.

In verità, se si entra nel gioco delle inversioni - Albero Qlipothico riflesso dell’Albero Sephirotico, Satana scimmia di Dio ecc. - un numero pressoché infinito di combinazioni e di rimbalzi è possibile, e a chi vi si abbandona davvero lo studio delle Qliphoth apre le porta del Caos.

Qliphoth

Ma per l’interpretazione che intendo suggerire come prioritaria - ripeto, quella cronologica - si parte da Lilith, e questo è il cammino che seguiremo ora.

 

1 - Lilith. A livello popolare è nota soprattutto come Luna Nera, e prevale di essa l’interpretazione più limitata, nella quale rappresenta la metà oscura della femminilità (anche se esistono numerosi validi sistemi magici elaborati intorno alla sua figura, un paio anche da parte di esoteristi italiani).

In verità, secondo il mito, Lilith fu la prima moglie di Adamo, e lo avrebbe abbandonato per non essere obbligata a giacere sotto di lui nell’atto sessuale ; fuggì allora nel deserto, e prese dimora nell’anima degli animali selvaggi. Da allora in poi visiterebbe gli uomini nei sogni, seducendoli e ossessionandoli con la sua prepotente bellezza.

Molto vivo è da sempre il dibattito sulle corrispondenze astronomiche del concetto di Luna Nera. Alcuni, citando un altro mito, affermano che si tratta della nostra Luna, creata da Lilith splendente di luce propria, per fare concorrenza al Sole : per questo il Signore l’avrebbe spenta e condannata a riflettere per sempre la luce del Sole.

Per altri (inclusi i… Pink Floyd) è solo metà della Luna, ovvero la sua faccia oscura ; per altri ancora è un piccolo asteroide che esiste effettivamente in orbita intorno alla Terra, del quale sono anche disponibili le effemeridi (nel romanzo di Giulio Verne Intorno alla Luna, il proiettile scagliato dal cannone Columbiad con gli astronauti a bordo viene deviato dalla sua forza gravitazionale, e non riesce per questo motivo a raggiungere la Luna).

C’è infine chi la identifica col Nodo Lunare Sud o Cauda Draconis, che è una delle intersezioni apparenti dell’orbita lunare con quella solare ; e ho citato solo le interpretazioni più diffuse, a testimonianza di quanto profondamente il suo mito appassioni l’umanità.

La simbolica collocazione di Lilith ai tempi di Adamo, ovvero all’origine dell’Uomo, indica chiaramente la possibilità di interpretare l’Albero Qliphotico al percorso dell’umanità in senso cronologico ; non credo anzi di essere lontano dalla verità affermando che questa interpretazione dovrebbe essere prioritaria sulle altre.

Le ragioni per cui questo non avviene, e prevalgono altre forme interpretative - alcune delle quali, nel corso dei secoli, hanno fatto delle Qliphoth la base di alcuni importanti cammini della mano sinistra - sono numerose. Su tutte, quella che l’esoterismo purtroppo è anche commercio, e i gradi iniziatici sono un articolo che vende bene (non intendo con questa osservazione, sia chiaro, mettere in dubbio la validità dei cammini cui ho appena accennato, anzi il contrario) ; per questo, la prospettiva che riconduce tutte le possibili interpretazioni a (qualcosa che si può vendere a) l’Uomo come individuo viene sempre ed esasperatamente privilegiata rispetto a ogni altra.

Questo anche nei casi in cui generi contraddizioni un po’ ridicole : come mi sembra appunto il caso del cammino qliphotico, che conduce dichiaratamente l’Uomo dall’unità alla dualità - laddove la dualità può essere palesemente interpretata come simbolo, o sinonimo, di molteplicità.

Per quanto dunque il discorso Lilith/femminilità oscura sia importante (anche e soprattutto per meditare sulla genesi della separazione), ancora più essenziale ai fini del nostro discorso è l’altra sua funzione : quella di madre dei demoni.

Ne parleremo soprattutto a proposito della Qeliphah Samael, cercando anche di capire meglio di quali demoni si tratti. Per ora, una buona sintesi del complesso messaggio portato da Lilith potrebbe essere questa : che qualunque modifica apportata dall’umanità alle proprie condizioni di vita è, in ogni caso, generata dal desiderio.

 

2 - Gamaliel. Come la sua Sephirah corrispondente, Yesod, è il luogo delle forme, che contiene in potenza la manifestazione ; per meglio dire, sta all’origine della riproduzione delle forme, ed è quindi la fonte primigenia del concetto di molteplicità - l’ispiratrice del modello di Universo in cui  viviamo, caratterizzato da un costante fenomeno di replicazione delle forme nell’ambito dello spaziotempo.

In Gamaliel siamo partiti e in Gamaliel ci dobbiamo sviluppare ; in Gamaliel prendiamo gradualmente possesso delle nozioni finalizzate a comprendere lo stato dell’essere di cui siamo prigionieri, e senza la conoscenza di Gamaliel non avremmo mai nessuna speranza di evaderne.

In questo senso, di Gamaliel viene detto che fugge da Dio. Questo è l’inevitabile destino di tutta l’umanità. Se avessimo voluto restare fedeli a Dio, non avremmo mai dovuto intraprendere il cammino della materia ; oggi, ormai, è troppo tardi.

Notevole il fatto che a questa Qeliphah sia tradizionalmente delegata la sfera dei sogni : è proprio in sogno infatti che avviene il processo di formazione, sebbene l’Uomo non abbia (ancora) il potere di conferire alle forme da lui create in sogno materialità e durevolezza.

Gamaliel invece ha questo potere, nonché l’autorità di concederlo a quei suoi seguaci che chiama a collaborare per la creazione del Nuovo Universo.

Dà anche la comprensione di tutti i meccanismi istintivi operanti negli esseri umani, e la possibilità di controllarli e rivolgerli al proprio interesse ; la base del procedimento consiste nel tener presente che alla loro radice c’è sempre il desiderio dell’Uomo di affermare il proprio potenziale creativo in contrapposizione a Dio.

Si impara qui che il cadere vittima di tale tendenza (ed esserne vampirizzati) o, viceversa, trasformarla in un’istanza vincente dipende interamente dal nostro potenziale energetico/creativo, e dalla nostra possibilità di esplicarlo. Nessuna condizione di disagio cosmico, quale potrebbe essere la nostra subordinazione alla materia e alla carne, può reggere a fronte di un’applicazione consapevole della volontà dell’Uomo.

Per questo, nell’interpretazione cronologica, Gamaliel va associata al sorgere del processo evolutivo umano - se vogliamo, al primo umanoide che si servì di uno strumento per spaccare il guscio di un frutto - e poi al diffondersi dell’umanità sulla superficie della Terra, indomita e sempre vittoriosa, a dispetto di quanto fossero al tempo svantaggiose le sue condizioni di vita.

 

3 - Samael. E’ il marito di Lilith, che lo incontrò dopo la sua fuga dal giardino dell’Eden ; dal loro matrimonio nacquero tutti i demoni.

Nell’interpretazione più profonda di questa Qeliphah, i demoni in questione possono essere equiparati a quelli che oggi vengono definiti memi : entità autoreplicantesi, generate dall’attività mentale degli esseri umani, che si riproducono balzando da una mente all’altra. Stanno all’origine della cultura, della conoscenza, dello sviluppo, del lavoro creativo e sono al tempo stesso potenti forze di coercizione, che spingono l’umanità a vivere un’esistenza sempre più lontana dall’innocenza primordiale.

Secondo la tradizione, Samael conferisce chiaroveggenza, cinismo e blasfemia, perché il processo di riproduzione memetica non può svolgersi con successo senza l’ausilio dell’intuizione, né al di fuori di una visione disincantata del mondo che smonta e analizza un pezzo alla volta tutti i dogmi e i tabù del sentire comune. Soltanto la capacità di scrollarsi di dosso ogni forma di censura psichica conferisce alla mente il dono di spaziare nei cieli della conoscenza.

Per questo Samael viene detta anche il veleno di Dio ; le illusioni qui vengono avvelenate, e tutte le categorie e tutti i concetti sono decostruiti, finché non ne rimane nulla.

Questo è un profondo insegnamento, definitivamente chiarificatore per chi voglia comprenderlo a fondo, sull’inversione dei poli che è frutto della sostituzione della molteplicità all’unità, o in altri termini dell’Uomo a Dio.

Il polo attivo si ribalta nel polo passivo e viceversa (nella felice terminologia utilizzata da Dante nel Convivio, Maria diventa Lucia) ; si tratta però di un fenomeno progressivo, tanto che l’intera storia dell’umanità è accompagnata da simboli esoterici come l’Androgino, Giano Bifronte, o i Gemelli o i Pesci, che possono tutti essere interpretati sia in senso luminoso che oscuro.

Nel caso di Samael, la riflessione deve partire dal fatto che fu passivo nel farsi sedurre da Lilith, e attivo nel fecondarla - è questo forse l’aspetto androgino più onnipresente nella storia umana, e - oserei dire - nell’esperienza individuale di tutti i miei lettori.

Il processo di riproduzione memetica corrisponde in termini esoterici alla manifestazione delle forme a livello astrale : la capacità, svelatasi progressivamente all’Uomo nel corso della preistoria, di accogliere e riprodurre nella sua mente idee estranee alla semplicità del mondo della natura, diventando Creatore a sua volta.

Per questo Samael rappresenta la desolazione di Dio : ovvero l’impossibilità di perpetuare indefinitamente nel tempo l’edenica semplicità della creazione.

 

4 - Arab Zaraq : sul piano storico/collettivo è la fase precedente al passaggio dell’umanità dal nomadismo al sedentarismo, della quale ci sono giunti resoconti in varie sacre scritture, per esempio il Pentateuco.
Fu l’epoca nella quale, per la prima volta (forse anche in conseguenza di una glaciazione), l’umanità dovette fare i conti con i problemi legati al sovrappopolamento e alla riduzione delle risorse - un’epoca di grandi battaglie, per la spartizione di territori sempre più ristretti.

Vide il sorgere del militarismo inteso in senso moderno, con una classe di guerrieri che non erano più volgari predatori, ma consacravano la loro vita alla protezione e alla tutela del proprio popolo : gli eserciti cominciarono a organizzarsi razionalmente secondo i dettami del pensiero lineare, ponendo i presupposti per il sorgere progressivo dell’idea di Stato (che è prima di ogni altra cosa, nell’opinione di Max Weber, il depositario del monopolio legittimo della violenza).

Epoca dunque di tempeste, passioni, saggezza proibita e peccato - su tutte queste sfere Arab Zaraq governa incontrastata. La sua saggezza proibita deve essere interpretata, in prima istanza, come la nuova scienza volta alla manipolazione della materia, che trovò le sue radici nelle civiltà sedentarie (possiamo quindi collegare l’influsso di Arab Zaraq anche alla scienza moderna, e a quanto concerne l’energia nucleare in particolare).

Nella stessa prospettiva va inquadrata anche l’idea di peccato : la scelta consapevole dell’umanità di dover insediare la propria sussistenza futura nel mondo della materia, sacrificando ad essa la serenità interiore dell’Uomo Primordiale.

Come ideale contrappunto a questa realtà di lacerante sofferenza, è anche la Qeliphah della musica e delle arti (del romanticismo in particolare).

La contraddizione, in verità, è solo apparente. Innanzitutto perché le arti umane (nel senso tradizionale del termine arte, includente anche quello che oggi viene definito artigianato) nacquero a grande maggioranza proprio in seguito al passaggio alla vita sedentaria, e quelle che già esistevano prima - come la lavorazione dei metalli, del cuoio ecc. - furono in seguito a questa svolta enormemente sacralizzate (oggi diremmo forse istituzionalizzate) e perfezionate ; poi perché l’arte fu sempre lo schermo su cui l’Uomo proietta la rappresentazione dei più antichi e profondi conflitti che lo tormentano, al fine di esorcizzarli.

L’impatto collettivo più rilevante del passaggio al sedentarismo consistette in un aumento di concentrazione dell’attenzione umana sul piano della realtà oggettiva ; dei suoi effetti, la successiva Qeliphah - Thagirion - sarà l’emblema.

Per questo, le battaglie cui Arab Zaraq viene collegata sono anche interiori : generate dalla lacerante contrapposizione che dovette prodursi, nella mente dell’Uomo di allora, tra la pace di un’esistenza nomade e contemplativa in armonia con il Creato, e l’impossibilità di continuare a perpetuarla per le sopravvenute difficoltà contingenti.

Il nuovo compito che lo attendeva era quello di fissare definitivamente l’attenzione sul piano della realtà oggettiva, al fine di elaborare nuove strategie per sopravvivere.

 

5 - Thagirion : è la Qeliphah del piano mentale per eccellenza, in quanto è la sua azione a generare nell’uomo il pensiero duale, trasmettendo ai suoi sensi il più basilare di tutti i dualismi : quello tra piacere e dolore.

Non sarebbe stato possibile influenzare l’Uomo in questo modo, se il suo processo di ancoraggio al piano della realtà oggettiva non fosse stato già avviato dall’azione delle Qliphoth precedenti : è infatti la tendenza, comune a tutti gli esseri umani, di fissare la propria attenzione su quello che definiamo il mondo reale a conferire materialità al nostro corpo, rendendolo capace di provare forti sensazioni  (cfr. quanto ho scritto riguardo al punto d’unione, p.es. in L’ipnosi di massa).

Ma una volta che il processo si è messo in moto, l’azione di Thagirion diventa fondamentale nel distogliere l’attenzione dell’umanità dagli stati molteplici dell’essere e convogliarla definitivamente sul piano della realtà oggettiva ; potremmo dire che la sua presenza percorre come un sottile fil rouge l’intera storia, e la sua instancabile capacità di generare nuove contrapposizioni e nuovi dualismi produce ogni giorno nuovi frutti.

Comunque, tutto parte dal dualismo piacere-dolore : da essa ha origine praticamente ogni forma di attività umana - dapprima insita potenzialmente nell’energia liberata in noi da queste forti passioni, poi meglio definita nelle visioni e nei progetti che esse ci suggeriscono, infine esteriorizzata nell’azione.

Il demone associato a Thagirion è Belfagor, il Signore della Morte. Questo perché è proprio la fissazione sul piano della realtà oggettiva che rende l’uomo incapace di trascendere lo spaziotempo, assoggettandolo alla Morte. Da quel momento in poi, non gli rimane altra scelta che andare avanti lungo il percorso che l’organizzazione ha tracciato per lui, ponendo in questo modo le basi per una nuova forma di immortalità - questa volta, su base non divina ma umana.

La parola Thagirion significa disputa, in riferimento a un altro dualismo importante che deriva dall’assoggettamento allo spaziotempo : il senso di contrapposizione da esso generato tra l’individuo e il mondo esterno, percepito come ostile ed estraneo - ovvero una volta di più, volendo esprimere lo stesso concetto in termini mitici, al conflitto tra l’Uomo e Dio.

 

6 - Golachab : come abbiamo appena visto, la trasmutazione interiore dell’Uomo prende sempre le mosse da un senso di insicurezza e disagio, da una viva insoddisfazione di fondo, da una febbre di apprendere per cambiare - tutte realtà simboleggiate in Golachab dal coltissimo demone Asmodeus, l’Uno ornato di fuoco.

Nelle personalità meno propense all’astrazione, la stessa febbre si manifesta nella dipendenza da adrenalina, nelle sete di esperienze forti, inadeguate espressioni della stessa confusa volontà di trascendere i limiti connessi alla condizione umana. L’energia di Golachab è brutale, e talvolta spinge l’uomo a superare le barriere impostegli dal corpo senza nessuna preoccupazione di tutelarne l’integrità e la sicurezza.

E’ forse questa la ragione per cui Golachab è definita la Qeliphah di tutte le Qliphoth (così come da Geburah, la Sephirah ad essa corrispondente, tutte le Sephiroth si sarebbero originate) : perché la sua spinta folle e irrefrenabile raffigura l’impulso di base che guida l’Uomo nel suo processo di divinizzazione, incurante di ogni freno di carattere razionale e di ogni pericolo.

Come per una sorta di inevitabile contrappasso, è legata ai concetti di punizione e di sfortuna : Golachab giganteggia al di sopra di tutte le grandi tragedie che hanno scortato l’umanità nella sua pazza corsa in avanti - le guerre, le stragi irragionevoli, le manifestazioni di follia collettiva. Ma anche in questa manifestazione, la sua morbosa forza attrattiva risulta irresistibile - basti pensare, ad esempio, al fascino sprigionato dalla tragedia del Titanic.

Questo anche perché Golachab, come le due Qliphoth precedenti, appartiene al piano mentale : è una delle principali forze che entrano in gioco nel processo di espansione della mente, e la sua influenza ipnotica sugli umani (senza nessuna barriera interposta dal loro grado di evoluzione individuale :  ne cadono preda tutti gli uomini, dai più saggi ai più stolti) è illimitata - come pure quella di quanti hanno imparato a gestire consapevolmente la sua energia.

E’ lecito associare l’influenza di Golachab a tutte le moderne forme di comunicazione, tanto che qualcuno l’ha definita la Qeliphah dei media.

 

7 - Ghagshebah : in questa Qeliphah si delinea meglio il tipo di approccio che l’umanità moderna riserva al piano della realtà oggettiva - quello di cui ho trattato in varie sedi (cfr. ad esempio Leggi del potere supremo) trattando della dualità potere-manifestazione.

All’antico approccio contemplativo dell’uomo nei confronti della materia - implicante anche la disposizione a studiarne e apprenderne i segreti, per trasformarla - è seguita la fase, legata all’accresciuta influenza dei sensi, che abbiamo appena esaminato in Golachab ; ora, in una terza fase che è, se vogliamo, una sintesi delle precedenti, il controllo dell’Uomo sul piano della materia è qualcosa di dato ormai per scontato, doveroso, dovuto. L’obbiettivo è appropriarsi della materia, controllarla a livello individuale, farle irradiare quella forma di essenza della materia tanto ambita e socialmente necessaria che è il denaro.

Il governo di Ghagshebah sugli esseri umani tramite il denaro è tanto assoluto e totalitario da squalificare a monte - a mio modesto avviso - tutte le prediche dei tradizionalisti : solo la cecità o l’ipocrisia possono far supporre che esistano, nel mondo di oggi, maestri o cammini immuni da questa divorante influenza qlipotica.

Questa fase, in cui la sostanza e il pensiero della manifestazione vanno perduti (in quanto la percezione della realtàviene vissuta ormai soltanto più come percezione del potere), è solo il preludio a una prossima nella quale l’Uomo effettivamente divorerà il piano della realtà oggettiva, presupposto necessario per dare l’avvio alla produzione del Nuovo Universo.

Si dice infatti che Ghagshebah regna su tutte le Qliphoth al di sotto dell’Abisso, perché nulla può essere creato del Nuovo Universo se non la si ha ben compresa. Soltanto la capacità di interiorizzare il rapporto potere-manifestazione è in grado di risvegliare le facoltà demiurgiche latenti nell’Uomo.

Quando l’adepto l’ha ben compresa, l’immagine del potere si impone, sovrastando e sintetizzando l’attività mentale governata dalla precedente dualità piacere-dolore : la schiavitù legata a queste semplici passioni animali è lasciata alle spalle, la percezione si evolve e trasmuta nella possibilità di elaborare quelle che Gurdjieff definì emozioni positive (in varie occasioni ho spiegato il senso in cui deve essere correttamente recepita questa espressione ; comunque, il suo sinonimo che può dar adito a meno equivoci direi che possa essere potere creativo).

 

8 - Sathariel : come ho già accennato, l’idea di Dio si sviluppò nell’umanità sedentarizzata quando la subordinazione dell’uomo al ciclo delle stagioni portò allo sviluppo dell’idea di tempo lineare.

Di qui il pensiero lineare e la progressiva creazione di linguaggi scritti, nei quali una parola- per il solo fatto di essere tale - viene magicamente investita della capacità di esprimere un concetto ; e dalla nominazione degli oggetti concreti all’espressione di concetti astratti, il passo fu breve.

Con lo sviluppo della civiltà, la crescente obbligatorietà dei rapporti sociali determinò una proliferazione di concetti astratti spropositata : l’umanità necessitava infatti di un numero sempre maggiore di regole socialmente condivise, e la produzione di astrazioni mentali sempre più complesse era il solo mezzo possibile per determinarle e definirle.

L’espansione mentale aumentava di pari passo al numero di astrazioni che la mente dell’Uomo era costretta a far proprie ; e quanto più si trattava di nozioni condivise, tanto più veniva a determinarsi una sorta di amalgama tra le menti, che assorbiva una parte via via sempre maggiore della consapevolezza individuale.

In questo modo, un mondo intermedio generato dall’espansione mentale  venne progressivamente a inframmezzarsi tra l’umanità e la percezione diretta della realtà ; bisognò attendere Marx e Labriola perché tale fenomeno venisse codificato sotto il nome di coscienza collettiva.

Il predominio della coscienza collettiva equivale all’affermazione e al trionfo della meccanicità, nel senso attribuito da Gurdjieff a questa parola (di qui la correttezza della visione che collega tradizionalmente l’influsso di Sathariel a Saturno e alla Luna).

Nell’articolo Leggi del potere supremo, ho accennato a come la meccanicità gurdjieffiana possa essere interpretata, in ambito sciamanico, alla stregua di una particolare forma di consapevolezza ; vorrei aggiungere qui che è la forma di consapevolezza espressamente creata dall’organizzazione per creare l’amalgama destinato a dare origine al Nuovo Universo.

Sul piano storico, Sathariel deve essere collegata alla rivoluzione industriale e all’urbanesimo. Fu proprio allora che l’intervento dei Sabbataisti impresse al processo di espansione mentale la spinta definitiva, e la coscienza collettiva poté completare il sorpasso sulle precedenti concezioni naturaliste della realtà (davvero rivelatoria, a questo proposito, è la leggenda per cui Sathariel sarebbe la casa dove Lilith visse da ragazza).

Il guscio di Sathariel è stato definito peloso, forse proprio per evidenziare la natura del rapporto di mediazione della coscienza collettiva tra umanità e realtà : è un vello, una pelliccia (ogni pelo creato dai nostri pensieri) che adempie a una funzione protettiva e socialmente utile, ma nel contempo di occultamento - per questo, forse, il demone collegato a Sathariel è Lucifuge, Quello che fugge la Luce.

 

9 - Ghagiel : è il luogo dove Dio aveva raccolto le energie profuse nella creazione. Ma l’eggregore della meccanicità ha ormai raggiunto dimensioni tanto sconfinate da dominare il mondo ; è dato ora alla coscienza collettiva dell’umanità di andare a occupare quel luogo, venendo a impersonare in questo modo la forza attiva nel ternario della manifestazione.

Ghagiel corrisponde tradizionalmente a Satana (che, per essere precisi, ne viene considerato un attributo). Il nome del Satana in Ghagiel è Baal-Zebub o Belzebù, il Signore delle mosche.

Le mosche in questione sono gli esseri umani magneticamente attratti dalla forza di Ghagiel. In Ghagiel vengono a rifornirsi dell’energia che scaricheranno nel sociale in termini di iniziative (grandi e piccole) volti alla modernizzazione, al progresso etico e culturale, allo sviluppo tecnologico ; in altre parole, alla graduale espansione e omologazione della coscienza collettiva.

Siamo ormai solo a un passo dalla creazione del Nuovo Universo. Le stesse mosche spilluzzicano anche, poco a poco, ciò che resta del vecchio mondo, per favorirne la dissoluzione.

L’azione ispirata da Ghagiel è dunque la più attiva nell’ambito dell’organizzazione, e questo è il motivo per anche questa Qeliphah è collegata a simboli fallici e a riti di magia sessuale. Notevole è il fatto che, nelle versioni moderne dei riti di Ghagiel, l’erezione venga talvolta rimpiazzata dall’innalzamento del braccio destro teso (tanto il saluto romano fascista che il saluto nazista ne rappresentarono riuscite forme di volgarizzazione), o - altrove - dal sollevamento di una wand (bacchetta magica) che simboleggia l’innalzamento dell’Asse del Nuovo Universo.

 

10 - Thaumiel : il tema della creazione del Nuovo Universo dall’amalgama della meccanicità non potrebbe prescindere da un esposizione del non-fare, o meglio del rituale qlipotico, che l’organizzazione  ha progettato per questo scopo (la cui messa in opera è peraltro ancora abbastanza lontana, essendo ben lungi dall’essere esaurite le operazioni preliminari).

Ma si tratta di un tema che non può essere esaurito nel breve spazio concesso da un articolo, e del quale - d’altra parte - una divulgazione parziale potrebbe creare solo danni e confusione.

Ne parleremo dunque in un’altra occasione. Per adesso, mi sembra una buona scelta lasciare la parola - per l’analisi conclusiva di questo modesto lavoro - a un’organizzazione qabbalista moderna, che in un suo documento propone per Thaumiel le seguenti corrispondenze :

 

Il centro assoluto ; l’Occhio del Drago ; il Trono di Lucifero.

Angeli che cercarono di diventare più potenti di Dio mediante l’aggiunta di un Aleph al loro nome.

La corteccia o la forma esterna di Thaumiel è chiamata Cathariel, Rottura : Luce Timorosa di Dio, perché ormai diversa e lontana da Lui.

Il significato di Thaumiel è i Gemelli, o gli Dei gemelli : Satana e Moloch.

Corrispondono agli opposti uguali e contrari, e alla Dualità intrinseca all’Unità.

Come Giano, i due Principi Diavoli guardano in due direzioni diverse : uno volge lo sguardo verso ciò che è stato, verso la creazione contro cui il mago si è ribellato e da cui ora si sta emancipando ; l’altro guarda verso il futuro, ovvero verso i mondi che il mago - ora dio - potrà creare.

Satana è il nemico, colui che si ribella contro la creazione ; Moloch è il Re o Signore, colui che crea nuovi mondi e comanda ad essi.

In Thaumiel si riuniscono in questo modo i due principi, del Re e del Ribelle.

Satana distrugge l’Universo A, nel quale l’Uomo è una creazione ; Moloch apre l’Universo B, dove l’Uomo è Creatore.

 

Daniele Mansuino

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