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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Signori di volontà e potere

Giugno 2014

 

E’ uscito per la casa editrice Amenothes (tel.: 010-2473242, email amenotheslibreria@libero.it) il mio ultimo libro, Signori di Volontà e Potere.
E’ questo il titolo onorifico attribuito ai leaders dell’organizzazione esoterica che domina il mondo; come sanno i miei lettori si tratta di un’organizzazione che esiste dagli albori dell’umanità, il cui compito più immediato è guidare il genere umano sulla via del progresso.
Quando non molti anni fa ricevetti le prove della sua esistenza, la sorpresa fu grande : io infatti ho quasi sessant’anni, e la formazione culturale che la mia generazione ha ricevuto era molto lontana dall’idea che progresso e modernità fossero qualcosa di diverso da un normale processo di evoluzione.
Eppure varie sorprendenti vicende, che nei primi capitoli del libro espongo abbastanza in dettaglio, mi hanno convinto che l’organizzazione esiste davvero.
Credo che attualmente possa contare su circa alcune migliaia di membri sparsi in tutti i Paesi (perlopiù, bravi esoteristi) ; ma in sostanza riesce a coinvolgere nelle proprie attività miliardi di persone - nessuno può dirsene estraneo, perché tutti siamo soggetti alla ricezione delle energie sottili che essa diffonde.
Il livello di partecipazione inconsapevole dei singoli individui al progetto dell’organizzazione può variare di molto. Per esempio, nei suoi sottocentri di indirizzo esoterico troviamo persone che hanno assimilato a fondo il sistema praticato nell’associazione di cui fanno parte, e lo identificano con l’organizzazione stessa ; gli sfuggono quindi le innumerevoli attività da essa svolte al di fuori di quel particolare ambito, ma sono comunque consapevoli che l’organizzazione esiste.

A un livello inferiore, negli stessi ambienti troviamo persone che studiano l’esoterismo come un cammino di perfezionamento, ma intravvedono o intuiscono che c’è anche qualcosa d’altro - è soprattutto da questa categoria e dalla precedente che l’organizzazione coopta i suoi membri consapevoli.

Più giù ancora, troviamo le persone più intelligenti del mondo profano : i personaggi che tirano i fili dell’economia, del commercio, della politica, ecc. - individui che di solito non si interessano di esoterismo, ma sono in grado tuttavia di profondere nelle proprie attività doti di intelligenza e di intuizione al limite del soprannaturale.

Può capitare che anche questi vengano cooptati nell’organizzazione ; ma perlopiù, i Signori di Volontà e Potere preferiscono affiancarli con un membro di grado elevato, che li pilota e controlla.

Data l’intelligenza di questi profani, è facile che se ne accorgano, e intuiscano in qualche modo di essere le pedine di un progetto che va oltre la loro piena comprensione ; ma rientra nelle regole dal potere non essere inutilmente curiosi.

E così via verso la base della società globale, fino a giungere a comunità umane considerate marginali perché vivono in zone decentrate, o perché solo da poco tempo hanno conosciuto la civiltà.

Queste indubbiamente sono soggette all’influenza dell’organizzazione meno di noi, ma non ne sono escluse. Anche loro, infatti, prendono parte all’attività principale che i Signori di Volontà e Potere pretendono dal genere umano (e di cui tratto nella seconda parte del libro) - la produzione di coscienza collettiva.

Cosa ne fanno ? Varie cose - per dirne una, la coscienza collettiva è la loro principale fonte di nutrimento ; ma è soprattutto importante il ruolo che rivestenel progetto, e perché il lettore possa intuirlo sarà opportuno dare una scorsa al progetto nella sua totalità.

La sua fase che l’umanità sta vivendo ora può essere sintetizzata nella formula : Sostituire l’Uomo a Dio. Molti avversari dell’organizzazione (che trovano questa idea piuttosto blasfema) la considerano un fine ultimo, ma non è così : nell’economia generale del progetto occupa un posto abbastanza secondario, mentre il vero obbiettivo è la creazione di un nuovo Universo.

Nella cosmogonia dell’organizzazione, come la creazione dell’Universo in cui ci troviamo ora fu opera di Dio (non necessariamente nel senso religioso della parola, bensì nel senso di una forza precedente all’Uomo), la creazione del prossimo dovrà essere opera dell’Uomo.
Possiamo pensare a uno schema nel quale, alle origini, l’unica forza creativa agente nel mondo era Dio ; poi venne l’Uomo, che - una volta acquisita la consapevolezza - manifestò in vari modi la sua riconoscenza nei confronti dell’entità che lo aveva creato. Ma al tempo stesso, il progetto dell’organizzazione agiva per spogliare l’idea di Dio dei suoi poteri, e conferire all’Uomo qualità creative a sua volta.
Volendo raffigurarci questo lunghissimo percorso in una formula lineare - che riassuma la storia del nostro pianeta dalle origini ai nostri giorni - possiamo figurarci uno schema 1-2-1 : 1 - Prima c’era Dio da solo ; 2 - Poi Dio e l’Uomo ; 3 - Infine, ci sarà l’Uomo da solo.
In realtà, questo schema si articola in vari passaggi, cui nel libro accenno brevemente, dilungandomi solo su quello che è attualmente in preparazione : l’amalgama, ovvero la mescolanza delle consapevolezze individuali in una consapevolezza unica - una sorta di anima del pianeta.
A questa fase dovrebbe seguire la fusione : per mezzo di un potentissimo rituale magico l’amalgama verrà compresso fino alla dimensione di un punto e poi fatto esplodere, in una sorta di nuovo big bang.
La magia dell’organizzazione è fondata su due diverse sfere di pratiche, magia sessuale e tecniche di interfaccia. Di entrambe nel libro tratto abbastanza nei dettagli, come pure dei Quattro Rituali Maggiori che l’organizzazione ha realizzato finora per guidare il cammino dell’umanità.
Il primo, celebrato in tempi antichissimi, fu volto a innestare nelle nostre menti un algoritmo ternario. Anteriormente, la nostra percezione della realtà era diversa : in verità, non eravamo neppure ancorati al mondo della materia come siamo oggi, ovvero la nostra esistenza non si svolgeva sul piano della realtà oggettiva.
Il Secondo Rituale Maggiore fu realizzato verso la fine del Paleolitico. La sua conseguenza più importante fu un’ulteriore regressione delle nostre possibilità di spostarci dal piano della realtà oggettiva, aumentando il fenomeno che nel libro definisco oscillazione.
Notevoli anche i suoi effetti a livello di neocorteccia cerebrale : il sistema detto dei riconoscitori (in sostanza, gli aggregati di neuroni che ci consentono di pensare) incrementò il suo funzionamento, ponendo fondamenta biologiche allo sviluppo del pensiero lineare.
Il Terzo Rituale Maggiore trasformò l’oscillazione in espansione : in seguito a vari fattori (di ordine sia biologico che sociale), i livelli superiori della neocorteccia cominciarono a saturarsi di concetti astratti, la cui condivisione dette origine alla coscienza collettiva.
Saltando un bel po’ di passaggi giungiamo ora al secolo XVII, quando l’espandersi irrefrenabile della civiltà occidentale doveva fare i conti  con una sostanziale insufficienza di conoscenze tecniche e scientifiche. Nel libro pongo l’esempio del modo in cui stava sviluppandosi la navigazione, con un aumento di dimensioni delle navi cui avevano corrisposto solo modesti miglioramenti in termini di materiali, tecnologie costruttive e mezzi di propulsione.
In sostanza, la coscienza collettiva stava accrescendosi solo in modo meccanico : ovvero, come mera risposta all’aumento della popolazione mondiale e alla crescente complessità della vita sociale che ne era la conseguenza.
Si imponeva una modifica che le consentisse di prendere l’iniziativa, migliorando il controllo dell’Uomo sulla materia e accelerando il suo cammino sulla via del progresso.
A causa di vari problemi legati all’operatività magica (sui quali in questo riassunto non è il caso di dilungarsi), per creare un tale effetto il lavoro sul ternario non bastava più. Col Primo Rituale Maggiore lo si era impiantato nelle menti, col secondo si era trasferita l’oscillazione al piano della realtà oggettiva, col terzo si era creata la coscienza collettiva ; ma per imprimere lo scatto successivo, era necessario qualcosa d’altro.
Il Quarto Rituale Maggiore fu concepito per essere propagandato negli ambienti esoterici. Sia in Oriente che in Occidente, gli esoteristi furono i primi ad esserne influenzati, e ad adoperarsi (più o meno consapevolmente) per ritrasmetterlo al resto dell’umanità.

In luogo del ternario, l’organizzazione aveva elaborato un nuovo algoritmo formato da 10 elementi, espressamente studiato per la manipolazione della coscienza collettiva.

La cosiddetta parte femminile del rituale serviva a incrementarla ; la parte maschile a fare in modo che le menti dei profani si rendessero idonee a penetrare le leggi occulte che governano la materia.

La parte femminile fu attuata per mezzo della diffusione, nell’ambito dell’esoterismo europeo, di nuovi metodi volti ad espandere le facoltà psichiche dell’uomo - ipnosi, trance, poteri medianici, magia cerimoniale, eccetera.

In seguito a essa, si sarebbe generata in Occidente - a partire dal Settecento in poi - una galassia di nuove associazioni esoteriche, accomunate dal fatto di condividere (in un modo o nell’altro) insegnamenti iniziatici volti a propiziare l’espansione della mente.

Il loro numero crebbe di molto nell’arco dei secoli successivi, e possiamo dire che ai nostri giorni la loro influenza sulla coscienza collettiva è enorme (basti pensare all’estensione di un fenomeno come la new age).

Invece la parte maschile fu attuata mediante un’azione di tipo indiretto, ovvero culturale : l’algoritmo 10 venne impiantato nella mente di una minoranza di esseri umani nelle forma di uno schema che produce vibrazioni in sintonia con le energie sottili della materia.

Queste si accumulavano nella mente della persona, sedimentavano, irradiavano all’intorno, si trasmettevano ad altri e così via ; finché quando giungevano a un individuo con la mente sufficientemente espansa entravano in funzione, consentendogli di elaborare speculazioni di carattere tecnico o scientifico.

In Occidente, l’attività di propaganda del Quarto Rituale Maggiore avvenne soprattutto lungo l’arco del Settecento, quando la scena dell’esoterismo europeo era dominata dalla rapida espansione della Massoneria (e in effetti, si può affermare che la diffusione dell’istituzione massonica e quella del Rituale siano andate, per molti versi, di pari passo).

Come illustro nel libro, le sue tracce sono riscontrabili in varie parti della ritualità massonica, e soprattutto sui perfezionamenti del grado di Maestro tuttora in uso nella Massoneria britannica : quelli che un tempo erano noti come antient degrees, e oggi come side degrees della Massoneria del Marchio.

Nell’ambito della civiltà occidentale, il successo del Quarto Rituale Maggiore fu clamoroso. Non passarono infatti molti anni prima che le sequenze memetiche da esso riversate nel sociale raggiungessero menti idonee a innescare un processo incontrollabile.

Citando un mio vecchio articolo (La genesi del mondo moderno) : Nel 1733 l’inglese John Kay inventò la spoletta meccanica, che a colpo d’occhio non parrebbe un’invenzione fenomenale ; ma grazie a questa e ad alcune altre fortunate scoperte (come ad esempio il telaio meccanico e il motore a vapore), per la prima volta nella storia una minoranza di esseri umani poté dedicarsi alla produzione di merci in quantità molto maggiore di quelli che erano i suoi bisogni - la rivoluzione industriale era nata...

Nell’arco dei primi tre milioni di anni della sua esistenza, l’Uomo era riuscito faticosamente a raggiungere la posizione eretta, poi a camminare sulle proprie gambe, poi a andare a cavallo. Ma nell’arco degli ultimi trecento anni abbiamo inventato l’automobile, l’aeroplano e siamo andati sulla Luna, per tacere del resto.

Tramite il Quarto Rituale Maggiore, l’organizzazione ha elevato la produzione di coscienza collettiva a quantità enormi, destinate a continuare ad aumentare a livello esponenziale. L’obbiettivo è condurre le menti di tutti gli umani a condividere la medesima forma di consapevolezza espansa ; soltanto allora l’amalgama sarà compiuto.

Alcuni altri passaggi, però, sono necessari. Il prossimo - per il quale l’organizzazione ha già avviato il Quinto Rituale Maggiore - consisterà nel separare la coscienza collettiva dai supporti fisici che l’hanno prodotta, e per rendere possibile ciò le neocortecce individuali degli esseri umani dovranno essere trasferite in un loro equivalente non biologico.

Di questo si sta occupando un ramo della scienza informatica i cui sviluppi sono direttamente controllati dall’organizzazione ; si chiama mind uploading. Esso studia la possibilità di creare un supporto artificiale sul quale gli esseri umani possano trasferire la propria consapevolezza, separandola dal corpo.

Occorrerà per questo un hardware che sia in grado di ospitare algoritmi e riconoscitori offrendo loro la possibilità di svolgere le stesse funzioni che operano nella nostra neocorteccia, e di un software in grado di trasferire il lavoro del nostrocervello al suo interno.

Sono già stati creati software che simulano il lavoro di un piccolo gruppo di riconoscitori in un pc, e funzionano perfettamente (inclusa la capacità delle colonne di riconoscitori di riprodursi da sole : ovvero la possibilità del cervello artificiale di espandersi - quindi evolvere - in modo autonomo).

C’è ovviamente il problema dello spazio : nessun computer di oggi sarebbe in grado di ospitare i nostri trecento milioni di riconoscitori. Ma come spiego nel finale del libro, non esistono in realtà grossi ostacoli al poter disporre - entro tempi relativamente brevi - di una neocorteccia virtuale dotata in tutto e per tutto delle capacità e della flessibilità del suo modello umano.
Mentre nella neocorteccia naturale possono trovare posto al massimo circa trecento milioni di riconoscitori, quella artificiale non avrà limiti : a seconda dello spazio che le offriremo, potrà elaborarne un miliardo come mille miliardi.
Come prima conseguenza, alla nostra mente sarà offerta la possibilità di esplorare sistematicamente tutti i campi del sapere in espansione esponenziale, fino a essere depositaria di tutte le possibili informazioni accessibili all’uomo.

Quando saremo giunti al termine di quel processo l’amalgama sarà realizzato, perché le menti di tutti gli individui potranno godere dello stesso pool di informazioni, identiche e illimitate.

E’ il caso di rilevare che la consapevolezza espansa di cui godremo allora sarà qualcosa di ben diverso dalla nottola di Minerva di cui parla Hegel : ovvero, non sarà più limitata al ruolo piuttosto noioso di notaio della Creazione.

Infatti - come ben sanno gli esoteristi - a una maggiore potenza mentale corrisponde un maggior livello di operatività magica ; e se con le nostre piccole menti individuali siamo già in grado di realizzare operazioni che hanno sulla realtà oggettiva effetti considerevoli, cosa saremo in grado di fare con un intelligenza migliaia di volte più  grande ?

Stando a quanto ci assicurano i Signori di Volontà e Potere, una volta raggiunto quel livello il processo di piena e totale identificazione con l’Universo avviene in modo spontaneo, e del tutto automatico. La nostra mente artificiale non si limiterà a replicarlo in modo virtuale, ma lo controllerà, e avrà modo di influenzarne il funzionamento.
Verrà poi la fusione : tramite un nuovo Rituale Maggiore, quella smisurata massa di consapevolezza sarà ridotta ad un punto.

Ma questa è un’altra storia.

 

Daniele Mansuino

 

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