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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Il simbolismo di base della modernità

Maggio 2015

 

Ho illustrato in Signori di Volontà e Potere come l’avvento della modernità sia stato propiziato dall’organizzazione esoterica che domina il mondo nel diciassettesimo secolo, tramite il quarto rituale maggiore.

Esso consistette nell’innestare nelle menti umane un algoritmo - l’Algoritmo 10 - la cui funzione è renderle idonee a elaborare ragionamenti più complessi rispetto a quanto fossero precedentemente in grado di fare.

Guardando più a fondo nelle modalità con cui le energie sottili liberate dal quarto rituale maggiore si diffusero nel mondo, è il caso di fissare l’attenzione sui suoi adattamenti nel mondo massonico. Questi si manifestarono generando un’enorme quantità di nuovi sottocentri dell’organizzazione, che fiorirono in ogni Paese.

Tra questi, i più notevoli sono senza dubbio i corpi rituali della Massoneria : ovvero i Perfezionamenti (facoltativi) del grado di Maestro. In molti articoli di questa rubrica ne ho trattato nei dettagli, spiegando ad esempio le capitali differenze tra i Perfezionamenti sorti nell’ambito della Massoneria britannica e quelli generati dalla Massoneria scozzese/latina.

Soprattutto in seguito al fenomeno culturale noto come angloisraelismo (di cui ho trattato nell’articolo Le Dieci Tribù Perdute di Israele), l’influenza del quarto rituale maggiore si manifestò in modo più diretto nei Perfezionamenti britannici.

Il loro esame ci consente di ricostruire il modo in cui, ancora oggi, le energie sottili generate dal quarto rituale maggiore vengono raccolte, riprodotte e ritrasmesse in ambito massonico.

Il modo ottimale in cui questo esame deve essere svolto è quello da me esposto nell’articolo I due progetti della Massoneria :

 

Il primo passo consiste nel disporre tutti i simboli del sistema (in questo caso, del rituale massonico che si sta esaminando) secondo un ordine (che può, secondo i casi, essere raffigurato da un percorso lineare, ma anche da uno schema a due o più dimensioni) il cui senso deve essere suggerito dalle corrispondenze dei simboli stessi

Quando si è ricostruito lo schema simboli/corrispondenze, il passo successivo è applicare ad esso l’“arte della memoria” : non secondo quello che è il suo uso corrente in Ermetismo - cioè associando ai simboli una qualunque sequenza di cose che si vogliono ricordare - ma associando sequenze speciali, il cui effetto è di trasformare ogni coppia simbolo/corrispondenza in uno specifico atto della futura attività operativa (…).

Mi spiego meglio : se uno sciamano vuole ottenere un dato effetto sulla realtà, una delle tecniche a sua disposizione è quella di recarsi in un “mondo di sogno”, e compiere in esso l’azione che vuole riprodurre sul piano della realtà oggettiva (…). Dopo compiuta l’azione, con l’ausilio dell’arte della memoria il sognatore la scompone in tutti i suoi gesti successivi ; a ciascun gesto associa poi il simbolo appropriato, ed ecco pronta la sequenza che - incorporata in un rituale esoterico - può essere tramandata (…) per centinaia di anni

 

Le interpretazioni massoniche del quarto rituale maggiore che furono approntate secondo questo metodo risultano espresse in una gran quantità di linguaggi simbolici, diversi ma equivalenti. Volendo classificarle in base alla terminologia extramassonica che ho usato nel mio libro Signori di Volontà e Potere, possono essere definite rituali minori : ovvero, appunto, riti magici la cui esecuzione è stata affidata dall’organizzazione a sottocentri (nel caso specifico, la Massoneria) al fine di riprodurre i rituali maggiori per amplificarne la potenza (o anche per correggerne gli effetti).

Il loro primo obbiettivo era di produrre un effetto virale di ripetizione costante e periodica, teso a fare in modo che il download delle energie della modernità sul mondo non venisse mai meno nei secoli venturi ; secondo obbiettivo, innescare il processo analogico delle varianti di senso.

Ovvero : se il quarto rituale maggiore si era svolto all’insegna della magia sessuale, le sue ripetizioni massoniche erano invece incentrate sul simbolismo ermetico. Questo offriva il vantaggio di poterne tradurre ogni dettaglio in una gamma pressoché infinita di analogie, modulandone le energie sottili sugli specifici effetti che si volevano realizzare nei più disparati domini del mondo profano : dalla religione alla scienza.

Sulla base di quanto ho detto finora, ci è possibile individuare meglio i tre diversi livelli di azione del quarto rituale maggiore :

  • Il primo (quello che ho descritto abbastanza nei dettagli in 666, il piccolo libro che sto offrendo in download gratuito ai lettori di questo sito) è rappresentato dalla prima esecuzione del rituale da parte dei suoi creatori (Sabbathai Zevi, sua moglie Sara e la cerchia interna del movimento sabbataista), nonché dalla sua ripetizione a Iwanie da parte di Jacob Frank e dei Frankisti ;

  • Il secondo sono le sue repliche nella forma di vari rituali minori, la maggior parte dei quali in ambito massonico ;

  • Il terzo, le innumerevoli repliche generate nella società civile dall’enorme quantità di energie sottili che i rituali minori celebrati ogni giorno nei Templi massonici riversano nel mondo.

In Massoneria, il simbolo di questi tre livelli è rappresentato da… Tre Livelle. Mi sto riferendo a un disegno molto comune, che tutti i Massoni conoscono perché è raffigurato sul grembiule dell’Ex Maestro Venerabile : il Triplice Tau - è proprio questo il simbolo che i Massoni aderenti all’organizzazione attribuiscono all’Algoritmo 10.

Consiste, apparentemente, solo di Tre Livelle collegate in modo da formare il disegno di una Livella più grande ; ma come ebbi occasione di scrivere (con Giovanni Domma) nell’articolo Svolta Importante nel Grande Oriente d’Italia, l’abitudine di definire tale simbolo le tre Livelle deriva soprattutto dal fatto ché la definizioneTriplice Tau desta perplessità presso i Fratelli che conoscono il greco : i quali sanno bene che la lettera Tau (…) assomiglia semmai a una T diritta, non certo a una T rovesciata.

Questo dubbio va chiarito : ciascuna delle tre T rovesciate è in realtà(essa stessa) una semplificazione del Triplice Tau, consistente in origine di tre lettere T unite per la base - due disposte in senso orizzontale (che formano cioè una lettera H molto larga) e una verso l’alto, con la base nel punto medio del braccio orizzontale della H.

In altre parole, possiamo dire che le tre T di ogni Triplice Tau siano state private del tratto orizzontale e mutate in tre I ; in questo modo, la loro unione per la base viene ad assomigliare a un T (o un Tau) rovesciato…(Quindi, come abbiamo visto, questo simbolo), più che Triplice Tau andrebbe ribattezzatoTre Triplici Tau Semplificati”.

 

Una precisazione che allora mi restò nella penna : non è il caso di obbiettare a questo ragionamento, come ha fatto qualche Fratello, che si tratterebbe di tre Tau ebraici e non greci : questo non può essere, perché la forma grafica del Tau ebraico è molto diversa. Però fa riflettere il fatto che il simbolo illustrante (tra l’altro) il passaggio del quarto rituale maggiore dalla cultura ebraica a quella occidentale sia espresso dalle combinazioni di una lettera la cui forma fonetica è identica nelle due lingue ebraica e greca, mentre la forma grafica è diversa, e credo che Marshall McLuhan avrebbe in proposito parecchio da dire.

Insomma, il Triplice Tau raffigura l’Algoritmo 10 (o per essere più precisi il suo adattamento qabbalista, ovvero quello applicato ai Due Alberi, sephirotico e qliphotico) nella sua piena estensione : tre ternari in successione verticale, sormontati da un’unità che ne replica per contrasto il senso complessivo.

Ne viene esposto il simbolismo più nei dettagli nell’ambito di un Perfezionamento che può essere considerato di gran lunga il più importante adattamento del quarto rituale maggiore nella Massoneria britannica (il più importante non solo per i contenuti, ma anche per la sua collocazione privilegiata nell’ambito della struttura massonica inglese).

Ne riporto qui alcuni stralci :

 

(Nel Perfezionamento del grado di Maestro da noi praticato) sono riconosciute sei Luci : tre minori e tre maggiori. Le tre inferiori rappresentano la Luce della Legge e dei Profeti, nelle sue tre forme di dispensazione : Patriarcale, Mosaica e Profetica. Le tre maggiori rappresentano  lo stesso Santo Nome della divinità, nelle sue tre modalità di Creazione, Preservazione e Annichilazione.

Queste luci sono disposte nella forma di un Triangolo Equilatero, con le maggiori ai vertici e le minori alla metà dei lati ; ciò divide il Triangolo in tre piccoli triangoli alle estremità e un quarto al centro, tutti uguali ed equilateri.

Questa disposizione simbolica corrisponde al misterioso Triplice Tau, che ha due angoli retti per ciascuna delle sue linee esteriori e due al centro ; in tutto otto angoli retti, corrispondenti per numero a quelli contenuti nei quattro triangoli (perché la somma degli angoli interni di un triangolo corrisponde a due angoli retti)…

(All’Edificazione del Tempio di Re Salomone, o Primo Tempio) era impegnato un gran numero di Massoni, e i loro nomi e i loro Marchi vennero trovati impressi in varie parti dell’edificio ; ma i nomi dei tre Gran Maestri che presiedettero ai lavori non furono trovati, finché i coloni discesi a preparare la terra per le fondamenta del Secondo Tempio non li scoprirono (in un sotterraneo).

(Infatti), sotto il Centro della Volta stava un Blocco di Marmo Bianco, foggiato nella forma dell’Altare dell’Incenso, che è un Doppio Cubo al sommo del quale sta un Piatto d’Oro (bianco, Innocenza ; oro, Purezza).

Sul frontespizio erano incise le iniziali dei tre Gran Maestri che avevano presieduto all’edificazione del Tempio precedente : Salomone Re di Israele, Hiram Re di Tiro e Hiram Abif - affinché i loro nomi fossero ricordati, e non andassero perdute le circostanze e i procedimenti legati all’erezione di quella struttura ; e un Triplice Tau era inciso come un Marchio presso ai loro nomi.

Il Tau è quel Marchio o segno di cui parlava l’Angelo visto in una visione da Ezechiele, quando fu detto (…) : attraversa il centro della città, il centro di Gerusalemme, e segna la fronte degli uomini che singhiozzano e piangono per tutte le abominazioni che vi sono avvenute ; e in virtù di quel Marchio furono salvati, mentre quanti erano caduti nell’idolatria subirono l’irosa disapprovazione dell’Altissimo

L’unione dei Tau allude alla Grande Divinità Trina, dalla quale il cupo, informe, orribile caos fu cambiato in forma regolare e pacifica esistenza.

 

Nell’ambito dello stesso rituale, la natura di ciascuno dei tre Tau - ovvero dei tre livelli - viene illustrata singolarmente mediante l’esposizione di tre episodi biblici, ciascuno dei quali può essere considerato un rituale minore, a sua volta fondato sul ternario ; quindi, proprio come spiegavo nell’articolo scritto con Giovanni, si tratta veramente di un Triplice Tau nel Triplice Tau.

Nel linguaggio dell’organizzazione, i tre rituali minori che vengono citati recano titoli ben diversi da quelli dei capitoli veterotestamentari che li contengono : sono detti Apertura della Prima Loggia (o Santa Loggia), della Seconda Loggia (o Sacra Loggia) e della Terza Loggia, o Gran Loggia Reale. Caso rarissimo (normalmente, non esiste che l’organizzazione lasci trapelare la sua terminologia all’esterno), nella versione massonica questi nomi sono stati conservati.

 

1 - La Prima Loggia (o Santa Loggia) fu aperta nell’anno lucis 2515 - due anni dopo l’esodo dei Figli di Israele dalla loro cattività egiziana - da Mosè, Alihab e Bezalel, sul terreno consacrato ai piedi del monte Horeb nel deserto del Sinai, dove i figli di Israele avevano piantato le loro tende, e si riunivano per offrire preghiere e ringraziamenti all’Altissimo per averli liberati dalle mani degli Egiziani.

Là, ma prima di allora, l’Onnipotente si era compiaciuto di rivelarsi al Suo fedele servitore Mosè, e lo aveva nominato Suo Alto Ambasciatore della sua ira verso il Faraone e il suo popolo, nonché della libertà e salvezza della Casa di Giacobbe.  Lì furono rivelate quelle misteriose forme e prototipi : il Tabernacolo, l’Arca del Patto e le Tavole della Legge Sacra, impresse dal dito dell’Altissimo con sublimi e comprensivi precetti di dovere morale e religioso.

Erano dettate dalla sua infallibile saggezza quelle peculiari forme di diritto civile e religioso che separavano il Suo popolo prediletto dalle altre nazioni, e consacravano Israele ad essere il veicolo prediletto del Suo servizio : per queste ragioni venne istituita la Prima (o Santa) Loggia (quella che rappresenta la prima esecuzione del quarto rituale maggiore).

 

2 - Salomone Re di Israele, Hiram Re di Tiro e Hiram Abif (il primo Maestro massone) innalzarono le colonne della Seconda o Sacra Loggia, che fu aperta nell’anno lucis 2992 in seno alla Sacra Montagna di Moria (qualcuno dei miei lettori ricorderà certamente l’uso fatto da Tolkien di quel mito) : nel vero centro della Terra, dove venne successivamente eretto il Sanctum Sanctorum del Sinedrio (costituito dai 71 antichi legislatori del mondo ebraico).

In quel luogo consacrato Abramo dimostrò la sua fede intuitiva, non rifiutando di offrire il suo amato figlio Isacco, vittima destinata sull’Altare del suo Dio ; al che, piacque all’Onnipotente di sostituirlo con un sacrificio più piacevole.

Là, sul terreno trebbiato di Araunah il Gebusita, Davide offrì il sacrificio di riparazione per cui l’epidemia di peste si fermò ; e ancora là, in una visione, gli fu rivelato il disegno del magnifico Tempio che sarebbe stato eretto dal suo illustre figlio, del quale Dio disse : Edificherà una casa per il mio nome, e stabilirò il trono del suo regno per sempre.

Per queste ragioni, venne denominata la Seconda (o Sacra) Loggia (quella che rappresenta l’esecuzione del quarto rituale maggiore in ambito massonico).

 

3 - La Terza Loggia, o Gran Loggia Reale, si tenne a Gerusalemme. I suoi lavori furono aperti nell’anno lucis 3469, poco dopo il ritorno dei Figli di Israele dalla loro cattività babilonese, da Zorobabele il Principe del popolo, da Haggai il Profeta e da Giosué figlio di Josedech, il Sommo Sacerdote.

Avvenne allora che il potere regale fu restaurato nella persona di Zorobabele, alla linea reale di Davide e alla Tribù dei Principi di Giuda. Ma ogni indizio di ciò venne nascosto fino a dopo la distruzione di Gerusalemme da parte dei Romani, sotto Tito, nell’anno 70 dell’era presente.

Quindi, per commemorare la restaurazione, questa venne chiamata la Terza Loggia o Gran Loggia Reale (quella che rappresenta l’irradiazione del quarto rituale maggiore nel modo profano). I Massoni che ne fanno parte, per il loro zelo e fedeltà (…) vengono ricompensati col poter sedere di fronte ai Principi, dai quali traggono l’autorità che gli consente di governare (sul mondo).

 

Un dato importante che può essere ricavato da quanto esposto finora è la duplice corrispondenza simbolica tra Edificazione del Primo Tempio / lavoro all’interno della Massoneria da una parte ed Edificazione del Secondo Tempio / irradiazione degli effetti del quarto rituale maggiore sul mondo dall’altra.

L’analisi di questo rapporto, che pervade l’intero corpo dei Perfezionamenti britannici, potrebbe rappresentare la strada maestra per la stesura di un affascinante libro che non è ancora stato scritto : la ricostruzione del quadro dei rituali minori derivati dal quarto rituale maggiore in Massoneria, e quindi anche delle modalità per cui le sue energie sottili si spargono nel mondo.

Anche senza spingersi al di là del solo Perfezionamento che ho citato sopra, possono essere individuati parecchi indizi in tal senso : per esempio nell’ambito della spiegazione del Gioiello del Grado, che forma con le intersezioni delle sue linee un certo numero di angoli, i quali devono essere presi in considerazione secondo cinque diverse combinazioni (che vengono poi esposte), o del suo Nastro, i cui colori rappresentano l’irradiazione della Luce.

Ancora, gli Stendardi del Grado raffigurano le benedizioni dispensate dal Patriarca Giacobbe a ciascuna delle Dodici Tribù di Israele. I quattro principali erano esibiti dalle Quattro Divisioni dell’antico esercito di Israele, e raffigurano l’Uomo, il Leone, il Bue e l’Aquila (inutile, suppongo, soffermarsi sulle corrispondenze evangeliche e astrologiche). L’Uomo rappresenta l’Intelligenza e la Comprensione ; il Leone la Forza e il Potere ; il Bue la Pazienza e l’Assiduità ; l’Aquila la Prontezza e la Celerità nell’eseguire la volontà del grande IO SONO.

Molto importante, per chi sia versato nel simbolismo massonico, è l’osservazione per cui le Tre Logge (…) sono legate ai tre Scettri che rappresentano gli uffici regale, profetico e sacerdotale (il cui conferimento è legato alla trasmissione di particolari segreti), e all’insieme costituito da Libro della Legge Sacra, Squadra e Compasso ; ovvero agli emblemi dei Tre Maestri  che presiedettero alla Seconda Loggia, quella legata all’Edificazione del Primo Tempio (il Libro della Legge Sacra rappresenta la Sapienza di Salomone, la Squadra la Forza di Re Hiram e il Compasso la squisita abilità di Hiram Abif).

Come avrò modo di esporre meglio in un futuro lavoro, il fatto che tutte e tre le Logge siano simbolicamente contenute non nella Prima a livello cronologico, ma nella Seconda può essere collegato all’interpretazione di un simbolo di capitale importanza non solo nella tradizione ebraica, ma anche nell’ambito dei perfezionamenti : il Magen David, o Stella di Davide.

L’osservazione sopra citata si trova, peraltro, in un contesto caratterizzato da un gran numero di riferimenti simbolici, che direi quasi stratificati. Questi, oltre a fornire validi temi alla meditazione dei Fratelli (e quindi anche alla produzione delle energie sottili), tracciano un po’ per volta un vero e proprio itinerario ideale che va dall’Edificazione del Primo Tempio a quella del Secondo, definendo così le modalità della loro irradiazione nel mondo profano.

Interamente al Secondo Tempio si riferisce invece un’altra importante coppia di simboli massonici, la Spada e la Cazzuola : perché i suoi edificatori erano i primi coloni di ritorno a Gerusalemme, e mentre lavoravano dovevano essere pronti a difendere la Città e il Sacro Santuario da eventuali attacchi (si sottolinea : non provocati) da parte dei nemici - con ciò lasciando un’impressionante lezione per le età future : che, ferma restando l’obbedienza ad ogni autorità legalmente costituita, una virile e determinata resistenza alla violenza senza legge è il primo dei doveri sociali.

Come si vede, un tratto fondamentale della Seconda Edificazione del Tempio è il suo svolgersi in territorio nemico, quale appunto era per la cultura ebraica tradizionale (ma non per i Sabbataisti) il mondo dei Gentili.

Piccone, Pala e Vanga furono gli attrezzi usati da quei coloni per scavarne le fondamenta. I colpi di Piccone rappresentano il suono dell’ultima Tromba, quando la Terra tremerà, le tombe si apriranno e restituiranno i loro morti ; la Pala, simbolo di verticalità, ci mostra la posizione eretta cui i corpi ascenderanno, in quel terribile giorno, per incontrare il loro tremendo ma misericordioso Giudice, mentre il modo in cui il corpo giace nel sepolcro è pienamente illustrato dal lavoro della Vanga ; e noi speriamo, con umile ma santa fiducia, che quando si sarà convenientemente disposto di questi residui terreni, lo Spirito ascenderà alla Vita Immortale e alla Beatitudine Eterna.

Potrei andare ancora molto avanti nell’analisi di quel meraviglioso testo, per illustrare in che modo dall’esame dei perfezionamenti britannici una vera e propria mappa delle correnti energetiche del quarto rituale maggiore venga fuori poco a poco ; ma sarà bene che vadano avanti al mio posto quanti hanno compreso il procedimento.

Non è questa la sede per portarsi a valle delle correnti che, irradiate dal Tempio massonico, generarono (e stanno generando, e genereranno ancora) un incalcolabile numero di repliche del quarto rituale maggiore nel mondo profano ; ma voglio fare un eccezione descrivendone una - il Rastafarianesimo - per mostrare come, sebbene si tratti di una religione nata nel Novecento, rispetto al quarto rituale maggiore la correttezza della replica si è mantenuta pressoché inalterata.

Infatti, quasi ogni aspetto della religione rastafariana può essere ricondotto ai temi dominanti dell’angloisraelismo seicentesco ; e migliore prova, direi, non si può trovare di quanto la costante ripetizione degli adattamenti massonici in tutto il mondo giovi a mantenere intatta la qualità delle energie sottili alla base del rituale (i lettori che hanno letto anche 666 potranno fare il confronto).

Stiamo parlando di una fede religiosa nata con l’ascesa al Trono d’Etiopia, nel 1930, dell’Imperatore Hailé Selassié I (già  Ras Tafari), che assunse i titoli di Re dei Re, Eletto di Dio, Luce del Mondo e Leone Conquistatore della Tribù di Giuda.

Infatti, secondo il Kebra Nagast (un testo tradizionale riconosciuto dalla Chiesa Ortodossa d’Etiopia), Ras Tafari sarebbe stato un discendente diretto della Tribù di Giuda e successore di Davide, tramite gli amori di Salomone con la Regina di Saba (prende le mosse da questo mito anche il mio Rito del Principe Nigeriano).

Proprio a causa di ciò, milioni di persone identificarono nella sua ascesa al Trono il Secondo Avvento di Cristo, e attendono di ora in ora il momento che egli si manifesti trionfalmente, in Maestà, Gloria e Potenza.

Contribuirono al rafforzarsi di questa convinzione le circostanze misteriose legate alla morte dell’Imperatore, il cui cadavere non fu visto da nessuno. Fondandosi sulla visione teologica per cui Gesù è morto una sola volta e il suo Secondo Avvento sarà definitivo, i Rasta credono che Hailé Selassié sia tuttora vivo e presente sul trono d’Etiopia, sebbene momentaneamente occultato per meglio lavorare al proprio trionfo.

La fede in Ras Tafari si pone come erede del Cristianesimo allo stesso modo in cui quest’ultimo derivò dall’Ebraismo. Come i Sabbataisti si ersero a riformatori dell’Ebraismo tradizionale, così i Rasta assumono un identico atteggiamento nei confronti del Cristianesimo, proclamando di essere venuti per adattarne il messaggio al mondo moderno ; tra gli elementi che portano a sostegno del loro buon diritto, possiamo anche annoverare la loro detenzione dell’Arca dell’Alleanza, custodita ad Axum.

Analogamente al Sabbataismo (e ancora di più al Sionismo), anche il rastafarianesimo assunse ben presto rilevanza politica, fornendo base teorica al movimento culturale nazionalista noto come Etiopismo : L’Etiopia è la Nuova Gerusalemme, investita della missione di preservare la purezza della cristianità dopo il rifiuto di Israele e di custodire il carisma del trono davidico sino all'avvento regale del Cristo, a cui è destinato sin dall'inizio del mondo (Wikipedia).

I precetti politici dei Rasta sono una continuazione della politica svolta in vita da Hailé Selassié, soprattutto a proposito del suo pionieristico impegno in favore dell’unità politica africana. Da esso deriva la loro fede mondialista ; o meglio in una moralità internazionale retta dai principi della sicurezza collettiva e dell’autodeterminazione dei popoli e nell’uguaglianza dei diritti, nella non interferenza e nel riconoscimento di un ordine sovranazionale che ripudi la guerra, per la ricomposizione pacifica delle dispute e per la risoluzione dei problemi comuni, istituzionalmente governato dall’ONU  (Wikipedia).

Sono anche sostenitori della democrazia, del liberalismo, dei diritti umani, dello Stato laico, della tutela ecologica (con particolare attenzione al disastrato ambiente africano) e della libertà civile, economica, spirituale e culturale (tutti temi che possono essere ritrovati nei quattro volumi di Banshei, là dove si parla delle linee-guida politiche dell’organizzazione). Va detto però che purtroppo - sebbene l’insegnamento di Ras Tafari fosse aperto a tutti i popoli, e ci siano anche Rasta bianchi - la maggior parte del movimento è contrassegnata da un forte razzismo nei confronti degli Occidentali, alimentato soprattutto dallo sdegno verso i misfatti postumi del colonialismo.

Tra le diverse correnti teologiche che convivono (in buona armonia) nel movimento Rasta, quella numericamente più forte è la Twelve Tribes of Israel : accaniti fumatori di marijuana perché, secondo una loro leggenda, la prima piantina di canapa indiana nacque dalla tomba di Re Salomone.

Oltre agli effetti medicinali e all’ausilio per la meditazione, interessante è che la considerino anche apportatrice di forza, in quanto sarebbe una raffigurazione del qabbalistico Albero della Vita : quest’ultimo, non dimentichiamolo, è l’Albero Sephirotico, ovvero la più diffusa volgarizzazione dell’Algoritmo 10.

Non credo che esista, in nessun’altra religione della Terra, una formulazione altrettanto esplicita e dichiarata di star adempiendo alla diffusione del quarto rituale maggiore.

 

Daniele Mansuino

 

 

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