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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

La sinistra e il ciclo di Nettuno

Luglio 2008
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StalinMolto è stato scritto a favore e contro l’ipotesi che Stalin in gioventù fosse stato iniziato allo sciamanesimo. Un libro che non ho letto pare abbia sfatato definitivamente la leggenda dei suoi incontri con Gurdjieff. Ma in ogni caso, almeno un’operazione sciamanica seppe compiere benissimo: convogliare a suo vantaggio le tendenze autoritarie legate a Nettuno in Leone fino a raggiungere il potere assoluto nel 1928, giusto un anno prima che Nettuno uscisse dal segno.

L’URSS da lui ereditata era ormai una nazione solida; la NEP voluta da Lenin aveva in gran parte risolto le principali emergenze del paese. Sotto gli influssi solari del Leone, aveva irradiato in tutto il mondo la sua azione diplomatica – ovunque sostenuta da una nettuniana rete di spionaggio – e propiziato il sorgere in tutte le nazioni di una rete di Partiti Comunisti comunicanti tra loro, che avevano riconvertito quella che era stata l’ala massimalista del socialismo in una vera e propria organizzazione paramilitare.

In realtà, i dirigenti del Cremlino erano ben consapevoli che l’occasione della Rivoluzione mondiale era sfumata nel 1923 e molto difficilmente si sarebbe ripresentata (il che creava una situazione drammatica sul piano delle scelte teoriche, perché il complesso delle teorie di Lenin era fondato sull’internazionalismo). Ma di questo il mondo non aveva idea, e ogni più tenue brontolio del gigante comunista generava crisi di panico nei capitalisti di ogni paese.

Con il transito di Nettuno in Vergine (1929-1943) si aprì una fase completamente diversa. Nettuno in Vergine è in esilio: per una sorta di compensazione, alla smisurata fede dell’uomo negli ideali che caratterizzava il ciclo precedente si sostituì una fase improntata al mercuriale e terrestre pragmatismo della Vergine, nel quale gli ideali sono sempre subordinati alla pressione delle esigenze pratiche.

E’ questo il clima che precedette la seconda guerra mondiale, nel quale la rinnovata tendenza all’espansione economica delle grandi potenze determinò un clima di instabilità internazionale che costringeva le nazioni a soppesare accuratamente le nuove alleanze: tutti erano nemici di tutti e trattavano con tutti, le diplomazie erano all’opera con margini ridottissimi di manovra, il clima di tensione frenetica non lasciava spazio a nessun’altra opzione che non fosse il pragmatismo più cinico e assoluto.

Nel mondo comunista, Nettuno in Vergine segna il repentino passaggio dall’età dei trionfi inebrianti e dei grandi idealismi all’età staliniana, che dal punto di vista teorico può dirsi incentrata sulla manipolazione della teoria. Stalin, infatti, aveva ormai accumulato un’autorità  sufficiente per permettersi di intervenire direttamente sul leninismo, di fatto rimpiazzandolo con la sua personale visione teorica del socialismo in un solo paese.

Non è tuttora certo che questa importante correzione, destinata a imprimere la spinta definitiva all’economia sovietica verso la strada senza uscita del “capitalismo di stato”, non fosse stata originariamente concepita come una sorta di colossale bluff. Per quanto la condanna senza appello tributata alla figura di Stalin sia da destra che da sinistra renda a tutt’oggi impossibile una disamina obbiettiva di quegli anni decisivi, c’è tuttora chi sostiene che il socialismo in un solo paese avesse il fine di convincere gli osservatori stranieri che l’URSS si fosse ormai definitivamente ripiegata sui suoi problemi interni, mentre in realtà la macchina militare lavorava segretamente al piano di una fulminea invasione dell’Europa Occidentale che avrebbe portato a compimento il sogno di Lenin; anche l’alleanza con la Germania andrebbe valutata come una mossa di quel piano.

In ogni caso, se anche il piano esisteva veramente si dissolse nel vento la mattina del 22 giugno 1941, quando l’invasione tedesca ne compromise definitivamente l’attuazione, e l’Unione Sovietica – che pure sarebbe uscita vittoriosa dalla guerra – vide sfumare l’ultima possibilità di portare a compimento la Rivoluzione Mondiale.

Il transito di Nettuno nel segno del suo esilio aveva fatto tabula rasa di tutte le valenze positive degli ideali.

Anche se, ancora una volta, la cosa in Occidente non era chiara, il mondo diviso in due  che fu la risultante della pace era già per il Cremlino un chiaro preavviso di sconfitta, perché i Sovietici erano ben consapevoli di non poter reggere a lungo la concorrenza dell’America. L’opzione del socialismo in un solo paese – poco importa se fosse nata come ripiego o come astuzia, ma riguardo alla cui praticabilità certamente nessun marxista si faceva illusioni – nel quadro blindato della guerra fredda era ormai beffardamente diventata la sola scelta possibile: questa dura realtà, unita alla consapevolezza dell’insostenibilità della situazione, seminarono tra i sovietici inerzia e depressione cui Stalin rispose stringendo le viti, e trasformando lo Stato che vent’anni prima era ancora la speranza di tutto il mondo in un regno del terrore.

Nettuno in Bilancia (1943-1956) non dovrebbe, sulla carta, esprimere un periodo particolarmente sanguinario. E’ vero che il segno della Bilancia è anche l’esaltazione di Saturno, e quindi crea le condizioni per la costrizione dell’emozionalità entro percorsi rigorosi e forzati, nonché per l’emergere di forme di potere dispotico; ma questo segno governato da Venere è anche tra i più miti dello Zodiaco, apportatore di valori estetici, di una certa tendenza all’edonismo non disgiunta da un moralismo di stampo tradizionale e da un’ingenua aspirazione alla limpidezza nei rapporti umani; un quadro, tutto sommato, che la più rilevante creazione artistica di massa di quel periodo – la cinematografia hollywoodiana – esprime alla perfezione.

Alla luce di queste indicazioni, il terrore staliniano può essere ridimensionato a quello che fu veramente: un susseguirsi di faide che seminarono il terrore soprattutto in un ambiente assai circoscritto – i vertici del PCUS – e le cui conseguenze sul movimento comunista internazionale furono modeste: non fosse stato per la denuncia che ne fece Kruscev nel 1956, probabilmente non se ne sarebbe mai parlato. E’ vero, purtroppo, che molti dissidenti furono perseguitati barbaramente o deportati, ma nel quadro di un “blocco dell’est” che contava ormai complessivamente circa un miliardo e mezzo di persone si trattava pur sempre di un fenomeno abbastanza di nicchia.

Intanto, nella percezione internazionale, l’onda della sinistra sembrava ancora in fase crescente: la Rivoluzione Cinese, i successi militari in Indocina, i successi elettorali e la crescita dei Partiti Comunisti dell’Occidente erano percepiti come il gonfiarsi di un’onda inarrestabile che avrebbe finito per travolgere il mondo capitalista.

Il… complesso di colpa che è indissolubilmente legato al contrasto moralismo/edonismo della Bilancia non era senza dubbio estraneo a questa percezione distorta: il proliferare incontrollato dell’iniziativa privata che preludeva al boom, l’innesto forzoso della cultura americana su quella europea, le prime avvisaglie del consumismo, l’industrializzazione con la sua urbanizzazione forzata  erano tutti elementi funzionali a spostare il baricentro del dibattito destra-sinistra su temi di carattere etico – conseguenza inevitabile del transito di Nettuno in Bilancia, ma anche infallibile mezzo per smarrire la percezione dei rapporti reali.

Un’altra conseguenza fondamentale (e fino a oggi, molto sottovalutata) di Nettuno in Bilancia fu la grave decadenza qualitativa della teorizzazione marxista di quel periodo, astrologicamente imputabile all’assommarsi degli influssi venusiani (passivi) del segno con quelli del pianeta. Il socialismo in un solo paese e la nuova situazione creata dalla guerra avevano ormai ridotto l’internazionalismo leninista a lettera morta: mai come in quel momento sarebbe stato utile ripartire da zero e coordinare nuovamente le direttrici di base del marxismo in un disegno nuovo.

Le menti, le idee, le strutture culturali non difettavano certamente nell’Unione Sovietica; ma Stalin (che pure, come risulta da vari suoi scritti, aveva una chiara percezione di questa necessità) non si risolse mai a dare via libera a un tale processo: un po’ indubbiamente per sfiducia, un po’ perché temeva che la circolazione di nuove idee sarebbe stata rivolta dai suoi avversari contro di lui, nella saturnina lotta per il potere che si svolgeva nelle stanze del Cremlino in quegli anni.

Questo fu indubbiamente un grave errore: sia perché il popolo sovietico perse definitivamente la fede negli ideali della sua Rivoluzione, sia perché i comunisti si privavano dei mezzi per decifrare e comprendere gli epocali cambiamenti in arrivo.

Nel 1956, l’ingresso di Nettuno in un nuovo segno ingenera ancora una volta nel mondo della sinistra ripercussioni immediate: dopo anni in cui il dissenso languiva soffocato dalla cappa dello stalinismo, lo Scorpione adempie senza indugio alla sua funzione di portare alla luce le pulsioni più sotterranee. Il 25 febbraio, al 20° Congresso del PCUS, Kruscev pronuncia il suo famoso J’accuse contro il culto della personalità staliniana; il 4 novembre, l’Armata Rossa invade l’Ungheria per scongiurarne la fuoriuscita dal Patto di Varsavia.

 

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