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Esperienza con Amma Amritanandamayi

Di Jayan Walter

 

Vorrei condividere alcune esperienze avute. La ragione per cui ne scrivo su questo sito è proprio il desiderio di rendere partecipi gli amici che seguono Riflessioni.it di ciò che ho provato in meditazione o in contatto con i Maestri. Queste mie esperienze sono minime rispetto a quelle che ho sentito raccontare da altri amici, sono solo uno sguardo, uno scorcio, nella realtà ultima del nostro essere: infinita coscienza di beatitudine.

 

Quando ho incontrato Amma Amritanandamayi, alcuni anni fa, alla fine del Devi Bhava Darshan (periodo in cui ella manifesta ancora di più il Divino che è in lei, nella forma della Madre Divina), mentre camminavamo in cerchio sotto il palco da dove lei ci lanciava petali di rose e tutti cantavamo i bhajan (canti spirituali), provai una grande esplosione nel mio cuore e nella testa e cominciai a piangere a dirotto. Non ho mai provato, nello stato di veglia, un'esperienza così intensa di beatitudine, così forte da lacerare il cuore, un amore così immenso da esserne stravolto, e lei che mi guardava lanciandomi quei petali che erano come scaglie di fuoco, scaglie di shakti (energia universale). Compresi che era lei l'incarnazione vivente di Dio, e mi aveva aperto il cuore. Compresi che l'amore divino è una dolcezza senza limiti, che ti scioglie totalmente, infinitamente superiore a qualsiasi esperienza di amore o di piacere avessi mai provato nella mia vita. 
(Se volete saperne di più di Amma visitate il sito italiano: www.amma-italia.it).


Una volta, durante la meditazione, provai una beatitudine senza limiti, stravolgente, che sorgeva dal profondo di me nella forma di un suono, come il rombo di un aereo, e che pervadeva tutto il mio essere. Io stesso ero quel suono, esso era la mia vera natura interiore. Sentii l'energia della kundalini (energia spirituale) che si risvegliava e saliva lungo la spina dorsale fino all'ombelico. Vidi una luce nella testa, come un fiore con migliaia di petali, di luce bianca).

Un giorno, in meditazione, mi vidi al di sopra della poltrona in cui sedevo, circa 50 centimetri più in alto. Da lì potevo vedere me stesso, il mio corpo che era seduto e meditava. Io non ero il corpo ma solo pura energia.

 

L'anno scorso, quando ho incontrato Amma al darshan (momento in cui lei abbraccia ognuno individualmente e dona a tutti un amore immenso), mentre ero nel suo grembo, ella ha cantato un bhajan, che era come una dolce nenia, come una ninna nanna, per tutto il tempo che ero lì. Mi sono sentito cullare da questa dolcissima e amorevole Madre dell'universo, che ci ama tutti come suoi figli e ci aiuta a realizzare Dio dentro di noi. In quello stato ho pianto tutto il tempo, sono riapparsi ricordi di vite precedenti, e ho compreso che il nostro legame (come quello di tutti coloro che la incontrano) era antico quanto il tempo.

Jayan Walter
www.jayanwalter.com

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