Esperienze di vitaa cura di Pierluigi Piazza
Un altro modo di raccontare U.G.
di Pierluigi Piazza
Colto da velleità letterarie mi sono messo a scribacchiare racconti che ho pubblicato qua e la sul web ed inevitabilmente, sull’onda di spinte emotive, a volte, ho scritto di U.G. Krishnamurti (Uppaluri Gopala Krishnamurti).
Ne è nato un diverso modo di raccontare U.G. e la mia esperienza con lui che, a detta di chi ha letto i brani, non è meno valido di quel diario per il quale qualcuno di voi mi conoscerà. Non è molto materiale e col tempo magari ne aggiungerò altro, per ora ho pensato di passarli in esclusiva all’amico Ivo Nardi perché so che in Riflessioni.it ci sono diverse persone che stimano U.G.
Indice racconti
Premessa. Il tema dell’amore.
Racconti anno 2004 - Estate 2004. Lettera ad un amico francese.
- Estate 2000. L’anno in cui morì mia madre.
- Autunno 2004. Una visita di U.G.
- Ottobre 2004. A Moneglia con U.G.
- Novembre 2004. A volte il mio amore per lui si esprime tramite metafore.
- Dicembre 2004. Il Maestro. Racconti anno 2005 - Gennaio 2005. Lettera ad un’amica.
- Febbraio 2005. Amorevole distacco.
- Marzo 2005. Baveno.
- Maggio 2005. Per le strade di Milano.
- Giugno 2005. Realista.
- Agosto 2005. A Gstaad.
- Dicembre 2005. La straordinaria intelligenza del corpo. Racconti anno 2006 - Ottobre 2006. Arona.
- Dicembre 2006. Le parole giuste al momento giusto.
- Dicembre 2006. La prima domanda che ti feci. (con documento video) Racconti anno 2007 - Marzo 2007. Il Commiato
Premessa. Il tema dell’amore.
Si ritiene, a torto, che l'amore sia un sentimento tanto più forte se c'è anche la passione ed in questo senso usiamo collocarlo, tipicamente, nei rapporti di copia. La parola amore è quindi un lusso degli amanti, da mormorare nell’intimità delle alcove, o in pochi altri momenti di passione, perché parlarne troppo apertamente ci sembra inopportuno. (Perché poi?). Ma se l'amore ha l'universalità che gli attribuiamo è giusto che esso si riveli in altre manifestazioni, come per esempio, l'amore tra amici, oppure, l'amore per un maestro. In questi scritti ho deliberatamente gettato ogni imbarazzo dando campo libero al mio sentire.
Per altro, quando a U.G. Krishnamurti venivano poste domande sull'amore soleva rispondere: - Amore, (Love in inglese), è giusto una parola di quattro lettere - e si fermava lì, senza addentrarsi nell'insidioso ginepraio dei pensieri. Analogamente avrebbe detto che l'affetto è solo pensiero, immaginazione, togliendoci ogni velleità sentimentale. Ma io non saprei in che altro ambito collocare quel sentimento che ho provato stando con lui e che riprovo ogni volta che penso ai momenti passati con lui e tanti amici e, per assenza di parole, lo chiamo amore. Tra l’altro potrei essere dubbioso sul mio sentire verso di lui, ma so di non sbagliare quando parlo della sensazione che ho sempre percepito in sua presenza di essere accettato ed amato in tutta la mia “fragile umanità”.
Ci sono buone possibilità, anzi è certo, che gli scritti riflettano molti aspetti romantici del mio carattere ma è anche vero che questi aspetti emergono in presenza di un catalizzatore particolare, (cioè di U.G.) e che quindi, è lasciato all'intuito di chi legge, scindere, negli scritti, io che racconto, da U.G. che è raccontato. D'altro canto nessuna biografia e nessun racconto potranno mai svelare e fissare sulla carta il mistero di un uomo, di nessun uomo, sia esso un uomo di fama come U.G. o sia esso un uomo comune.
Vorrei infine porre un ultima nota a questa introduzione. In quasi 13 anni di frequentazione, ritengo di avere conosciuto U.G. piuttosto bene, ma questo non mi da nessuna nota di merito. C'è gente che lo ha seguito costantemente per mesi, se non anni ed anche in Italia ci sono amici che lo hanno conosciuto e frequentato molto più di me. L’eventuale mio merito o demerito è solo quello di avere la spinta a scrivere e spero di averlo fatto in modo degno, sia per il rispetto del tema trattato, sia per il rispetto di chi leggerà.