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Sul Sentiero

Anonimo - novembre 2007
capitolo 9 -
“Tutto è Bene”
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“Tutto è Bene”

 

Nei primi stadi, l’uomo è conscio solo di sé e dei suoi bisogni; in una successiva fase del suo percorso, è consapevole dell’ambiente circostante ma è ripiegato egoisticamente su di sé e teso alla realizzazione dei suoi personali obiettivi (fase “del Leone”); in una fase ancora più avanzata, egli “sente” in modo ancora più ampio: comincia ad avvertire la necessità di governare la propria vita, in un processo di autoeducazione permanente, e di cooperare, a diversi livelli, allo sviluppo del Pianeta.
In questa fase egli sente sempre più profondamente l’insoddisfazione per la vita ordinaria, che gli appare spesso meschina e poco interessante.
Ciò finchè non scopre il valore d’insegnamento di ogni situazione. Comprende allora che l’anima incontra, nell’esperienza terrena, le esperienze più utili per il suo sviluppo, che essa stessa “ha progettato” nell’intervallo di rielaborazione del vissuto tra una vita e l’altra, se ha raggiunto il grado evolutivo per poter farlo.
In tale prospettiva evolutiva, ogni cosa assume, in effetti, un senso diverso. Ciò che per il mondo è considerato un male, un’ingiustizia, un insuccesso, una ferita, in un’ottica allargata e interiorizzata rivela la sua natura di insegnamento. Sta a noi superare l’inevitabile momento della delusione, della rabbia, dello sconforto che accompagna ogni “dolore” per coglierne l’essenza trasformatrice e sublimatrice.
L’esperienza vissuta svelerà così – spesso non immediatamente ma solo dopo matura rimeditazione – il suo significato evolutivo: potremmo essere diventati, ad esempio, più compassionevoli, più forti, più pazienti, più desiderosi di conoscere e capire…
Ciò che sembra “inaccettabile” alla personalità, perché percepito come ingiusto o troppo doloroso, è spesso “il meglio” per l’anima; attraverso quei vissuti, che a noi tutti appaiono talvolta strazianti, si compie un percorso di perfezione che è certamente personale, ma che riguarda anche coloro che sono coinvolti a diversi livelli in quell’esperienza: parenti, amici, semplici osservatori…Anch’essi potranno cogliere il senso dei fatti, l’insegnamento nascosto, e sviluppare le qualità che quell’esperienza evoca, spesso per contrasto rispetto a vicende di violenza e di distruttività: benevolenza, senso della giustizia, rispetto per la persona, ecc.
In tal senso, siamo tutti “educatori”, nel senso di mediatori di consapevolezze, poiché cooperiamo, coscientemente o incoscientemente, all’evoluzione dell’interiorità nostra e degli altri. Il nostro libero arbitrio consiste nella scelta di trasformarci attraverso le esperienze in cui ci siamo - e non a caso - imbattuti; nel considerare le difficoltà come “opportunità di sviluppo”.
Si farà, allora, pace dentro di noi, poiché avremo colto “ il senso”.

E’ necessario evitare pertanto qualsiasi forma di “resa” dell’anima, di disfatta, di fronte a delusioni e fallimenti di ogni specie, a reali o apparenti regressioni sul Sentiero; le sconfitte non vanno certamente sempre giustificate, ma, comunque, accettate e comprese. E’ necessario sviluppare, in ogni situazione, le qualità del per-dono a sé e agli altri, della fiducia nella benevolenza dell’Universo; bisogna che non venga meno la Volontà di cooperare alla realizzazione del proprio Proposito personale e di quello dell’umanità, anche quando non si riesce a intravederli perché offuscati da dolorosa emotività, e comunque si presenti il proprio destino.
In tale prospettiva, l’individuo si fornisce via via  di strumenti idonei al proprio stato evolutivo: quando si rende conto che le confessioni religiose, con i loro dogmi e le loro teologie non soddisfano il suo bisogno di razionalità, diventa un “libero ricercatore”, e, poi, un aspirante e un discepolo.
Egli è, ora, teso a coniugare teoria e prassi, operando al servizio dell’evoluzione; intende, cioè, materializzare l’ideale in opere concrete, affinchè esso non rimanga “lettera morta”.
Male e Bene gli appaiono, in una prospettiva più matura, come fasi evolutive successive.
Pur avendo scelto di promuovere il “Bene”, cioè l’evoluzione, egli sa che il Male non è che Bene non ancora manifestato, potenzialità di Bene.

In tale prospettiva:

  • saprà con certezza di vivere in un Universo causale e non casuale;

  • si rassicurerà sul fatto che “tutto ha un senso”;

  • comprenderà che “la realtà è effetto di una causa”;

  • lavorerà per creare cause che producano effetti di Bene e di Luce;

  • non accuserà più gli altri;

  • cercherà nella propria immaturità la causa di buona parte della sua sofferenza;

  • comprenderà che “tutto è in rete” e intravedrà che “tutto è simultaneamente”;

  • imparerà a leggere le sincronicità;

  • svilupperà coscienza e vigilanza;

  • comprenderà che ogni azione riflette la sua luce o la sua ombra in tutto l’Universo;
  • vivrà nella serenità che “Tutto è Bene”.

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