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Sul sentiero - Parte seconda
L’aspirante e l’alchimia interiore

Anonimo - maggio 2009
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LA VITA UNA
Capitolo 7 - Coscienza e intelligenza

 

Caratteristica dell’uomo - afferma Antonio Rosmini - è l’autocoscienza, la consapevolezza di essere un io che cerca le ragioni ultime dell’esistere.
L’uomo, “animal intellectivum”, agisce nel mondo ma cerca le ragioni più profonde dell’essere, della natura e del suo stesso agire in Dio, Origine di ogni possibilità di esistenza. Dio è Verità assoluta e la Verità è l’Essere stesso, è “per sé manifestato”, ovvero ha  in se stesso  la manifestazione.
Ciò che è indefinito e incompleto appartiene solo alla nostra imperfetta umanità; è da questo che nasce la difficoltà del procedere verso la verità, vissuta e descritta da Agostino: l’anima esita, poiché ancora inabile a scorgere la luce alla quale è inevitabilmente destinata; talvolta, pur intravedendola, dubita di essa o la rifiuta, in un perenne andirivieni fino a che il Maestro interiore non ha il sopravvento.
L’Essere assoluto, cui il Rosmini arriva per ragionamento, “crea le intelligenze ed è luce eterna e oggetto eterno”; l’uomo può averel’essere ma non può essere autonomamente.
Mentre la ricerca nella vita dell’uomo è indirizzata al piacere, nell’Essere assoluto il piacere si sublima in beatitudine e suprema volontà di amore, che diventa creazione; pertanto, tutto quanto esiste è nato dall’intelligenza e dall’amore .
Dalla sintesi di Intelligenza e Amore nasce l’atto morale, “atto intellettivo amoroso”, che è il primo e più evidente segno dell’evoluzione della coscienza.
La coscienza non è prerogativa dell’uomo, come ormai anche la scienza ha accertato; recentemente la biologa Levi Montalcini ha affermato: “La cellula è intelligente, percepisce un messaggio e lo comunica”.
Negli anni sessanta Mére, dopo una lunga osservazione del proprio corpo, sosteneva che il sistema immunitario è collegato all’anima; in una “visione” vede la cellula e la descrive come un essere vivente, dalla forma ovoide, di colore delicato; il fisico Capra fa una simile descrizione della cellula vegetale.(1) Ricerche scientifiche recenti hanno dimostrato che il sistema immunitario, nel suo complesso, assomiglia assai più a “un gruppo di persone che si parlano” che non a “soldati che combattono contro i nemici”, come finora si era sostenuto.
Tutta la materia e tutti i regni di natura hanno coscienza e intelligenza, a livelli naturalmente diversi:

  • Il regno minerale  manifesta coscienza e intelligenza nella forza di attrazione di alcuni elementi, in alcune aggregazioni chimiche e, infine, nella manifestazione della radioattività, che costituisce la possibilità “più alta” per quel regno. L’atomo chimico mostra capacità di selezione e discriminazione; esso - secondo la prospettiva teosofica - attraverserà i regni di natura fino a trovare più completo sviluppo nel regno umano;

  • Il regno vegetale dimostra, oltre a queste caratteristiche, una rudimentale sensibilità all’ambiente; manifesta coscienza e intelligenza nella ricerca della luce; nella “risposta agli stimoli”, evidenziata da alcune forme vegetali; nelle tecniche, spesso ingegnose, per difendersi dall’arsura; nella produzione di fiori e frutti, che sono la più elevata realizzazione per quel regno;

  • Il regno animale mostra di possedere anche l’istinto, stato primordiale della mente, che si svilupperà nell’essere umano. Esso è il più vicino all’individuazione umana; gli animali hanno un’anima collettiva, o “di gruppo”, il che spiega perché gli uccelli emigrano a stormo, perché i delfini risalgono insieme la corrente, perché le api sanno compiere incredibili “lavori di gruppo”. La coscienza  si esprime, in questo regno, come istinto e avanzata sensibilità;  gli animali più evoluti per duttilità e capacità sono prossimi all’individuazione umana;

  • Il quarto regno, quello umano, possedendo ragione libero arbitrio è - per ora - l’apice dell’evoluzione sul nostro Pianeta, il quale è il corpo di un Essere maggiore, anch’esso vivente). A sua volta, l’uomo, rispetto ai tre regni inferiori, rappresenta il macrocosmo, è la divinità del suo sistema: possiede amore, intelletto e volontà; tiene sotto la sua sfera di influenza le vite minori di cui è composto ed è in grado, nel corso del cammino, di “prendere in mano” le redini del suo destino;

  • Il prossimo regno, il quinto, sarà quello sovraumano; la cosiddetta “Era dell’Acquario” è “l’aurora” di tale stato. In esso l’essere umano diventerà sempre più homo faber (fabbro), demiurgo e padrone del campo fisico-materiale, dell’astrale-emotivo e del mentale-intuitivo.

I livelli più superficiali della coscienza dell’uomo, che si riferiscono alle sensazioni di separatezza e di autonomia, sono i più investigati dai ricercatori occidentali mentre le filosofie orientali puntano al nucleo del mentale. “La psicoterapia - afferma Ken Wilber - tenta di riparare il Sé individuale, la filosofia orientale tenta di trascenderlo” (2). G. Bateson raffigura la coscienza come una rete cibernetica comprendente ambiente e società, per cui la sensazione di separatezza diviene una mera illusione.(3)
Le metodiche psicoterapeutiche occidentali attraverso l’analisi dei livello egoico ed esistenziale, consentono il trattamento dei malesseri dell’io; aiutano la comprensione di desideri e impulsi inconsci; rafforzano le capacità di discriminazione e di aderenza alla realtà; facilitano l’assunzione delle responsabilità; potenziano l’immagine di sé, facilitano la scelta di obiettivi realistici; promuovono l’integrazione della personalità modificando la proiezione del proprio “essere al mondo”. Gli strumenti occidentali riducono, in sostanza, la tensione e la conflittualità dell’io, rendendo più accessibili le possibilità di trascenderlo, per avere accesso a dimensioni superiori.
La meta del cammino orientale è più ambiziosa e diretta: la liberazione attraverso l’illuminazione; uno stato simile viene così descritto da un occidentale:

 

L’acutezza della coscienza della mia individualità sembra dissolversi e svanire in una vastità senza confini; non era uno stato di confusione, ma anzi di chiarezza completa e di assoluta sicurezza; era la più strana delle esperienze, completamente al di là delle parole… (A. Tennyson)

 

I due approcci, quello della psicoterapia occidentale e quello della filosofia orientale, sempre più si intersecano e collaborano per la rivelazione di una sempre più alta coscienza, che corrisponde ad un sempre più avanzato progresso delle facoltà dell’uomo, mentali e “sovramentali”, secondo la terminologia di Aurobindo, che lo porterà a diventare co-creatore del mondo in cui vive.
Possiamo leggere nella storia del progresso umano i segnali di tale processo di “autonomia creativa” in ogni campo della Manifestazione. Oggi alcuni di tali segnali sono rappresentati dalla scoperta della potenza contenuta nell’atomo (spesso male usata); da sorprendenti scoperte scientifiche; dalla sempre maggiore consapevolezza che l’uomo ha del suo corpo, del suo mondo interiore, delle sue relazioni, e, infine,  del suo destino più alto, quello di artefice dell’avanzamento proprio e dei regni inferiori.
L’uomo arriverà, infine, a creare con il Pensiero e con il suono della Parola, attraverso i quali, infatti, alcuni Uomini avanzati (come il Cristo) già guariscono e materializzano. L’Universo stesso è stato creato con il suono (nella Bibbia si parla di un fiat emesso all’inizio dei tempi).
Anche alcuni fisici moderni ritengono che la coscienza sia il fondamento del nostro mondo (4); essi hanno formulato l’ipotesi che anche organismi ed elementi semplici rispondano all’ambiente, dimostrando in tal modo di avere, sia pure allo stato primordiale, una certa coscienza e una forma di intelligenza (definita anche come la “capacità di adattarsi all’ambiente”). In questa ottica le “leggi della natura” possono essere considerate - piuttosto che i processi ciechi presupposti dalla scienza riduzionista - l’espressione di tale Coscienza, che determinerebbe l’ “ordine implicito” dell’universo cui si riferisce il fisico Bohm (5).
E’ pertanto l’avanzamento della coscienza a determinare il progresso umano e l’autosviluppo; così, tutti gli esseri umani passano attraverso stadi di autoconsapevolezza sempre più avanzati che sono rispecchiati nell’adozione di modelli psicologici, emozionali, comportamentali, sociali  e “transpersonali” sempre più alti e illuminati:

 

L’uomo è una creatura deiforme, dotato di una intelligenza capace di concepire l’Assoluto e di una volontà idonea a scegliere la via che lo riporta a Lui. (Ibn Arabi)

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NOTE
1) F. Capra, La rete della vita

2) Ken Wilber, Lo spettro della coscienza

3) G. Bateson, Verso un’ecologia della mente

4) cfr. Amit Goswami, The Self-Aware Universe e Ken Wilber,  A Theory of Everithing

5) David Bohm, Wholeness and the implicate order

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