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Sul sentiero - Parte seconda
L’aspirante e l’alchimia interiore

Anonimo - maggio 2009
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LA NUOVA COSCIENZA
Capitolo 8 - L’opportunità

 

La situazione presente è mirabile, perché per la prima volta su scala planetaria, dalle grandi assemblee dei governi fino alle più piccole comunità, si è coscienti della necessità della Luce dell’Amore Intelligente e della Buona Volontà per sconfiggere l’Ombra della dis-cordia (“disunione dei cuori”).
Le anime coscienti si rivolgono a coloro che non avvertono ancora con chiarezza la necessità del mutamento, nel tentativo di condividere la Visione dei nuovi tempi.
Sanno che la nuova realtà sarà l'effetto dell'opera concreta e pratica dei saggi e dei giusti:

 

Ora è giunto il tempo degli Uomini capaci di Coscienza, cioè di Amore per il Tutto ed anche capaci di discernere il vero dal falso, ciò che fa bene e ciò che fa male al Tutto. Chi sente la voce della coscienza, l'Intelligenza Vera, ama e rispetta la Vita, sa che la Vita è eterna ed è anche selezione naturale: di chi? Non del più adatto, del più forte e tanto meno del più "intelligente", ma di chi è più trasparente alla Luce Vera, cioè più in contatto con se stesso, con la propria vera identità immortale. Che faranno quelli che non sono trasparenti? Dipenderà da caso a caso. (Giuliana Conforto, Universo organico)

 

Lo sviluppo della Mente e del Cuore ci porta gradualmente ad uno stadio di sempre più ampia Intelligenza amorevole. Ci distacchiamo allora dal “campo ordinario di coscienza”, inquinato da materialismo, convenzionalismo e indifferenza; aspiriamo a diventare “emissari di Luce” e lavoriamo per materializzare idee di Amore. L’Amore, infatti, va  verificato nella Coerenza, cioè nella corrispondenza tra vita e ideale, e concretizzato nella Prassi, cioè nella volontà di ben operare, collaborando con le Forze evolutive:

 

Come si può garantire qualcosa quando la chiave di tutti i conseguimenti è nell’uomo stesso? Senza la collaborazione dell’uomonessun altro può fare qualcosa per lui. L’altissimo Maestro può intervenire per aiutarlo solo a un certo punto, quando cioè il suo spirito è pronto ad aprire il cuore all’Appello e a mettere in moto le sue forze divine latenti. Tuttavia l’accrescimento di queste forze è possibile solo se il discepolo continua costantemente a intensificare lo sforzo per perfezionare e trasfigurare il suo essere interiore. La collaborazione è un requisito necessario in ogni cosa. (Helena Roerich, Lettere, II)

 

E’ così che comincia il Sentiero, il percorso del Ritorno, che intraprendiamo quando decidiamo, liberamente e per amore, di “servire il mondo”. Riscopriamo allora il senso del sacri-ficio e della sacralità (da sacer, separato, nel senso di “separato dalla profanità”).  Si stabilizza la tensione a precisi Intenti,definita dal Maestro Tibetano come “volontà focalizzata irremovibile”, che può realizzarsi quando si è verificato l’allineamento tra la mente e l’anima e quando tale identificazione è mantenuta quali che  siano  le circostanze esterne. Si dice in tal caso che il discepolo può “vedere chiaramente alla luce dell’anima e con senso dei valori sviluppato”.
L’aspirazione a giuste relazioni umane, la condivisione, la cooperazione, l’impegno per il Bene comune, l’amore per la verità, il senso di giustizia e la responsabilità personale sono oggi valori ampiamente accettati, ma non sono diventati ancora idee che plasmano né l’agire quotidiano dei singoli né la pianificazione lungimirante degli affari umani.
In campo sociale ed economico, ancora appare sempre più indispensabile e improrogabile

 

…imparare a sottomettere la logica della produzione e della produttività in nome di una più alta logica di reali esigenze e aspirazioni umane, riscoprire la giusta scala delle cose, la loro propria semplicità, il loro proprio posto e la loro funzione in un mondo che si estende infinitamente oltre il puramente materiale, imparare ad applicare i principi della non-violenza non solo nelle relazioni tra le persone ma anche in quelle tra uomo e natura vivente. (E.F. Schumacher, La misura della felicità)

 

Se è vero, pertanto, che il campo morfico  terrestre è intriso di vibrazioni disarmoniche, e che possiamo esserne condizionati negativamente, è anche vero che questa influenza si riduce con lo svincolarsi progressivo dall’ordinarietà dell’inconsapevolezza e del disamore, e con l’interiorizzazione e applicazione consapevole dell’Insegnamento:

 

Il progresso sul Sentiero dipende completamente dall’attitudine dell’aspirante a far suo l’insegnamento; solo quando tramutiamo le lezioni apprese sui piani interiori in conoscenza pratica, esse entrano a far parte della nostra esperienza e non sono più semplici teorie… (Alice A. Bailey, Trattato di Magia Bianca, regola X)

 

In questo senso, Maestri illuminati d’Oriente e d’Occidente hanno indicato la Via, concretizzando in opere di Luce il loro Amore, Volontà, Potere e Conoscenza.
Il nuovo mondo c’è già, vive ansimante e timoroso come una piccola creatura, annidato nei cuori degli uomini; è spesso offuscato da inconsapevolezza, immaturità, decadenza, egoismo e materialismo. Occorre rafforzarlo, liberandolo dalle incrostazioni della paura e del dubbio, poiché il tempo è giunto.
E’ necessario che “le anime pronte”, che sempre più frequentemente, attraverso il richiamo del cuore, si riconoscono al primo sguardo come pellegrini del medesimo cammino, si colleghino manifestamente in vincoli di fratellanza, diffondendo la Speranza. E’ da essa che può nascere il divino En-tusiasmo (da én theos, un dio dentro) capace di operare la Con-versione del Cuore.
Creare Entusiasmo e Visione tali da sostenere le forti tensioni spirituali del nostro tempo e tali da promuovere i grandi rinnovamenti che attendono l’Umanità una è la terapia contro l’indifferenza rinunciataria, il senso depressivo di impotenza e il ripiegamento narcisistico dei nostri giorni:

 

Abbiamo veramente bisogno di entrare nell’entusiasmo. L’entusiasmo farà tutto. Allora avrà senso la parola: l’entusiasmo porta in sé lo Spirito, ciò è qualcosa di molto naturale. Si ha bisogno di entusiasmo, l’entusiasmo porta in sé Dio. (R. Steiner, I compiti conoscitivi della gioventù)

 

L’aspirante-ricercatore che ha meditato su tale processo guarderà alla realtà della propria piccola vita come ad una “grande opportunità” per sostenere il processo evolutivo: sceglierà di percorrere il Sentiero spirituale, che lo porterà a sempre nuove espansioni di coscienza, dette “iniziazioni”.
Ha abbandonato le chiese e i gregarismi, poiché ne ha riscontrato gli aspetti profani “di potere” e ne ha rifiutato quelli sterilmente dogmatici:

 

Un uomo dall’intelletto poco sviluppato crede ostinatamente a tutto quello che gli viene insegnato sulla religione: egli ha ciò che si chiama “la fede degli umili”. Ma ecco che incomincia ad istruirsi e a sviluppare il proprio senso critico; allora, a poco a poco, il dubbio si insinua in lui, le sue convinzioni si sciolgono, ed egli perde la fede.

Ma se continua ad istruirsi e ad approfondire, egli ritrova la fede, la vera fede: una fede incrollabile che è fondata su un sapere. (O. M. Aïvanhov, Pensieri quotidiani)  

 

Comprende che l’Insegnamento genuino non è mai offerto in cambio di denaro né promette la conquista di straordinari “poteri”; si guarda bene, pertanto, dal seguire improvvisati “maestri” e si riferisce solo ai Grandi Istruttori dell’umanità (Cristo, Buddha…) e alla voce dell’anima.
Comprende, col crescere delle sue conoscenze, che gli spetta il compito di contribuire all’evoluzione dell’umanità utilizzando e sviluppando la sua operosità e il suo ingegno.
Comprende di essere destinato a diventare creatore di nuove realtà; per lo stesso principio, gli appare chiaro che il mondo in cui vive è l’effetto dei pensieri e delle conseguenti azioni degli uomini che lo hanno preceduto.
Comprende che il  suo compito è, pertanto, quello di informare l’intero creato con la sua intelligenza e il suo amore e di trasformare se stesso in qualcosa che non appartiene al creato fisico (quinto regno, o “sopramentale”, secondo la terminologia di Aurobindo e Mère) (1).
Comprende che il Sentiero è unico, al di là delle diverse denominazioni e particolarità inessenziali, e che va percorso con dedizione amorevole e “gioiosa serietà”.
Comprende che l’ Amore, che porta al superamento dell’Ego, è al tempo stesso l’Origine, il Mezzo, e il Fine:

 

L'amore è ciò che ha posto in essere la nostra esistenza e per un amore più grande stiamo terribilmente soffrendo in questa dimensione fisica. Ogni giorno ci dedichiamo al culto dell'Ego che è l'anti-amore in assoluto, la sua infima negazione. L'amore si dà interamente al prossimo, l'ego trattiene tutto per sè. (Platone, Simposio)

 

Infine, quando inizia a “calcare il Sentiero”, invoca: “Conducimi dall’irreale al Reale, dalle tenebre alla Luce”.

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NOTE
1) cfr. Satprem,  Sri Aurobindo, l’avventura della coscienza; C. Jinaradajadasa,  Il Mistero della vita e della forma; C. W. Leadbeater, Il lato nascosto delle cose.

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