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Sul sentiero - Parte quarta
L'Umanità verso l'Uno

Anonimo - novembre 2010
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Verso la  “religione dell’umanità

 

Materia e Coscienza

 

L’Uni-verso (verso l’uno) può essere immaginato come un immenso ecosistema, manifestazione del “disegno intelligente” che sottende tutta la vita. Esso svela gradualmente, a chi può comprenderli poiché ha raggiunto l’adeguato livello evolutivo,  la natura e lo scopo del Disegnatore. La vita, che è il più complesso e il più armonioso dei fenomeni che conosciamo, è nata sotto precise condizioni ed è perciò una parte deliberata del disegno.
Similmente, la vita intelligente ed autoconsapevole è soltanto una minuscola parte dell’ecosistema, ma è quella frazione che può contemplare  l’ordine e il senso della Manifestazione, cogliendone la segreta unità:

 

Quest’universo è un animale unico che contiene in sé tutti gli animali…senza essere in contatto, le cose agiscono e producono necessariamente un’azione a distanza… Il mondo è un animale unico, è per questo che necessariamente deve essere in simpatia con se stesso; non c’è caso fortuito nella sua vita, ma un’armonia e un ordine unico. (Plotino, Enneadi)

 

Noi umani siamo la vita che osserva la vita, potendo analizzare gli aspetti e ricercare il senso del mondo reale: attraverso la scienza ne sperimentiamo le leggi fisiche e attraverso la religione investighiamo la natura della nostra relazione con il Disegnatore.
L’amore e la cura per l’intera Manifestazione dovrebbero costantemente ri-fiorire ogni volta che ne contempliamo le parti armoniosamente connesse e interagenti.     
I biologi moderni sono ancora incerti sulla definizione di cos’è la “vita”; i meccanicisti ritengono che essa consista nelle reazioni biochimiche che avvengono negli organismi, ma non ne spiegano i fenomeni vitali; i vitalisti ipotizzano l’esistenza di una forza vitale che agisce negli organismi in modo finalistico, ma non spiegano cosa sia questa forza vitale. Altri ancora ritengono che la vita sia un processo bioelettrico, ma ancora non è chiaro cosa sia in realtà l’“elettricità”.
La vita si manifesta come sensibilità, cioè come capacità di rispondere agli stimoli; questa caratteristica, che una volta si pensava appartenesse solo alle piante, esiste in realtà in ogni elemento minerale, vegetale, animale, come già all’inizio del Novecento dimostrò lo scienziato Jagadish Chundere Bose. Ciò proverebbe il postulato spiritualista che “Tutto è Vita”, e che l’intelligenza latente in ogni frammento di materia si esprime formando organismi sempre più complessi seguendo l’impulso evolutivo universale:

 

Io morii come minerale
E divenni una pianta,
morii come pianta
e divenni animale,
morii come animale
e divenni uomo…

(Gialal al-Din Rumi)

 

Affermava il biologo J. Thomson che “in ogni cellula esiste già un complesso psichismo”, ovvero la capacità di reagire all’ambiente in forme sempre più avanzate, gerarchicamente organizzate. In ogni elemento o struttura vi è ordine, armonia e unità quando tutte le parti sono armoniosamente organizzate in una “gerarchia”:

 

L’unità è una delle condizioni della vita, e può essere realizzata unicamente rispettando quell’ordine delle cose dove non solo l’inferiore accetta di sottomettersi al superiore, ma dove le attività di ciascuno convergono sia verso un vertice, sia verso un centro. Un tale ordine di cose viene chiamato “gerarchia”. (Omraam Mikhaël Aïvanhov, Pensieri quotidiani)

 

Origene sosteneva che la creazione è “continua ed eterna”; tale visione è confermata dalla scienza astronomica, che vede continuamente formarsi nuove galassie e nuovi corpi celesti.

Secondo la Teosofia, lo Spirito, prima indifferenziato ed inconscio, scende lungo l’arco dell’involuzione immergendosi nella materia e differenziandosi sempre più fino a raggiungere un “punto di svolta”, che si situerebbe ai nostri tempi; a partire da questo momento la materia-energia-coscienza risalirebbe sull’arco ascendente per ritornare, sempre più “spiritualizzandosi”, alla Vita Emanante con accresciuta consapevolezza e con nuove capacità di poter creare a sua volta.

La Monade primordiale di vita indifferenziata, nella scala discendente, si avviluppa nella materia sempre più densa; subisce,  con l’impatto esterno, un graduale risveglio delle sue potenzialità di sensibilità, emotività e intelligenza, fino all’identificazione cosciente con la Fonte originaria da cui è derivata.

La coscienza è materia o la materia è coscienza?” afferma Ken Wilber, ricercatore contemporaneo. In altri termini, la Manifestazione è un misto di spirito e materia; essa, evolvendo dal semplice al complesso, passa attraverso vari stadi di diversificazione. Questa diversificazione, detta in linguaggio alchemico “precipitazione”, è, come si è detto, una condensazione dello spirito a gradi crescenti di densità e complessità. Quando questa diversificazione raggiunge definite proporzioni, inizia l’operazione inversa: la materia comincia la sua “rarefazione” spirituale. Se nella prima parte della vita della manifestazione lo spirito è precipitato nella materia diversificandosi e cristallizzandosi, nella seconda parte la materia “si dissolve” in spirito, sublimandosi nell’unità:

 

Ciò che è in alto è come ciò che è in basso. (Ermete Trismegisto)

 

Gli avvenimenti di quaggiù hanno luogo in simpatia con le cose celesti. (Plotino, Enneadi)

 

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