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Sul sentiero - Parte quarta
L'Umanità verso l'Uno

Anonimo - novembre 2010
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Verso la  “religione dell’umanità

 

Il “nucleo interiore” comune delle religioni

 

Per millenni le chiese hanno prodotto “devozionalisti” che hanno creduto senza bisogno di prove, tacitando spesso la voce di protesta della ragione di fronte ad evidenti incongruenze di dottrine, dogmi, mitologie e precetti. Autoritarismi e timori di emarginazioni, scomuniche, punizioni ultraterrene hanno condizionato le menti e ottenebrato i cuori. Costruzioni teologiche artificiose e complesse hanno umiliato la mente costringendo gli uomini ad aderire a presunte indimostrabili “verità”:

 

Se un filosofo è un uomo cieco che cerca in una stanza buia un gatto nero che non c'è, un teologo è l'uomo che riesce a trovare quel gatto. (Bertrand Russell)

 

Accostandoci alle religioni, piuttosto che scegliere “qual è la vera”,  è più utile, e fraterno, cercare la gemma di verità che in tutte è racchiusa:

 

Esistono molte vie di ricerca,
ma la ricerca è sempre la stessa.
Forse non vedi
che le strade che conducono alla Mecca sono diverse,
l’una proveniente da Bisanzio,
l’altra dalla Siria,
e altre ancora che passano per la terra o per il mare?

(Gialal al-Din Rumi)

 

Nella Nuova Era l’umanità più matura e “mentale” richiede che le credenze siano comprovate dalla ricerca scientifica e approvate dalla ragione. L’approccio alla spiritualità non sarà dogmatico, non avendo i nuovi aspiranti verità cristallizzate da difendere, quanto piuttosto ricerche da compiere senza preconcetti, ideali di Fratellanza da praticare concretamente e da condividere con tutti gli Esseri. Il tentativo di “ecumenismo” delle religioni, in cui ciascuna persegue e antepone le proprie credenze dogmatiche o i propri interessi gerarchici, cederà il passo all’accettazione di denominatori comuni universali ed impersonali, poiché si comprenderà che nei nuovi tempi la stessa sopravvivenza dell’umanità è subordinata, a tutti i livelli, al rifiuto di egoismi individuali e settari e alla maturazione del riconoscimento dell’interdipendenza del Tutto, e, quindi, della Fratellanza:

 

La vecchia religione dell’era dei Pesci si concentrava sulla salvezza individuale, prospettata dalla chiesa come uno scampare all’inferno. La nuova religione dell’era dell’Acquario si concentrerà sull’azione di gruppo per il beneficio di tutti gli uomini. Questa verrà assistita dalla forza della nuova era di Shamballa poiché questa è l’energia “che porta la sintesi e che tiene tutte le cose nel cerchio dell’amore divino”. (Foster Bailey, Riflessioni)

 

Accedere ad una visione unitaria della vita significa avvicinarsi agli archetipi, espandendo la propria coscienza; sgombrare la mente dalle registrazioni e dai condizionamenti che derivano dall’educazione, dall’ambiente, dagli assiomi culturali, da giudizi e pregiudizi. Significa aprirsi all’ “ascolto globale”, che presuppone la sospensione del proprio dialogo interno per fare silenzio, il che permetterà alla parola dell’interlocutore di penetrare nel proprio cuore per poterne cogliere il senso più profondo.

Itinerari e obiettivi saranno pertanto di tipo olistico e mireranno a creare ponti tra le culture e religioni, con l’intento di identificarne i nessi profondi, i comuni linguaggi, le identiche realtà semplici al di sotto della complessità evidente. La ricerca consisterà in un’azione consapevole che tenderà costantemente ad “andare oltre” le divisioni, le dualità, le frammentazioni per cogliere in ogni cultura, religione o scienza gli elementi universali di unità prima di quelli manifesti di differenziazione.

Emergeranno la costante tensione verso l’effettiva realizzazione del principio di Unità tra tutti gli esseri e l’affermazione irrinunciabile della libertà nella sperimentazione.

Scomparirà, pertanto, ogni contrasto tra “religione” e “scienza”; tramonteranno i confessionalismi, le chiese, le sette, ed ogni tipo di acritico fideismo:

 

Con molti altri riteniamo esservi una sola Religione per l'umanità: le molteplici fedi e credenze sono tutti ruscelli e rigagnoli di questo immenso fiume. … L'intera storia delle Chiese della Cristianità è una testimonianza di miscredenza in questo dogma fondamentale della religione universale e la Cristianità non ebbe mai peggior nemico del particolarismo ebraico che, come un cattivo genio, ne seguì ogni passo e fu sempre l'istigatore di ogni scoppio d'intolleranza e di persecuzione. Il medesimo spirito s'infuse anche nel Maomettanismo e ne leggiamo i risultati nelle pagine sanguinose della sua storia. (G.R.S. Mead, Frammenti di una fede dimenticata)

 

Sarà così riconosciuta l’unità della Vita e la realtà “scientifica”, e non solo emozionale, della Fratellanza; saranno confermate le intuizioni dei mistici di ogni religione che da millenni affermano che “Tutto è uno” e le concezioni illuminate ed “eretiche” di Giordano Bruno, di Paracelso, di Tommaso Campanella.

Ai concetti astratti di “filantropia” e “umanitarismo” saranno  sostituite le realtà scientifiche della “rete energetica” in cui tutti viviamo (1) e della comune  appartenenza al Grande Essere di cui siamo cellule sempre più consapevoli. La nuova “Religione dell’umanità” tenderà all’unificazione del sapere attraverso il convergere delle distinzioni dialettiche in un comune punto superiore che le concili in un’ottica più comprensiva; in vista di tal fine si svilupperà il pensiero astratto così da renderlo sempre più idoneo a trovare il “vertice del triangolo”, le verità universali cui tutte le cose possono riferirsi:

 

Qual è l’unico vero Dio?… Quale, fra tutte le religioni, è superiore alle altre?… Non ponetevi questo tipo di domande, e non aspettate nemmeno che vi venga presentato dall’esterno questo o quel Dio da adorare. È in voi stessi che dovete cercare e trovare Dio. Finché Lo cercherete fuori di voi, ci sarà sempre una distanza, una separazione fra Lui e voi.
Sì, finché l’essere umano non cerca la Divinità in se stesso, finché non lavora per identificarsi con Essa, brancola nel buio, si sente combattuto, vacillante.
(Omraam Mikhaël Aïvanhov, Pensieri quotidiani)

 

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NOTA
(1)
cfr. P. Russell,  Il risveglio della mente globale; M. Talbot,  Tutto è uno; F. Capra, Il Tao della Fisica; V. Marchi, L’Uno detto Dio;  teoria dell’universo olografico di Bhom; teoria dei “campi morfici” di R. Shaldrake.

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